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9 Terremoti “forti” negli ultimi 9 giorni

Domenica, 18 Novembre 2012

Secondo i dati riportati quotidianamente dall’US Geological Survey nella propria pagina web, dove vengono elencati tutti i terremoti registrati, si può notare l’intensificarsi dei movimenti tellurici di grandi dimensioni nell’ultimo mese.

 

In seguito all’analisi dei dati mensili si evince che negli ultimi trenta giorni, tra terremoti e repliche, si sono verificati 17 eventi sismici di grandi dimensioni, ovvero di magnitudo uguale o superiore a 6. Di questi, ben 9 si sono verificati negli ultimi 9 giorni, praticamente,   lasciando da parte quelli di minor entità, negli ultimi nove giorni si è verificato in media un terremoto al giorno.

Di seguito la lista degli eventi sismici degli ultimi 9 giorni:

17 Novembre 2012, ore 05:12:56 UTC

TONGA M6.1

174km, ENE di Neiafu

16 Novembre 2012, ore 18:12:39 UTC

RUSSIA M6,4

163km, SSO di Severo-Kuril’sk

15 Novembre 2012, ore 09:20:23 UTC

MESSICO M6,0

9km, E di Tlalchapa

14 Novembre 2012, ore 19:02:05 UTC

CILE M6,1

82km, SO di Vallenar

13 Novembre 2012, ore 04:31:27 UTC

CILE M6,0

a largo di Aisen

12 Novembre 2012, ore 20:42:17 UTC

ALASKA M6,4

248km, S di Cape Yakataga

11 Novembre 2012, ore 22:15:00 UTC

GUATEMALA M6,5

30km, OSO di Champerico

11 Novembre 2012, ore 01:12:38 UTC

BIRMANIA, M6,8

52km, NNE di Shwebo

10 Novembre 2012, ore 14:57:50 UTC

PERÙ M6,0

51km, SSO di Campoverde


Come si vede, dal 10 al 18 novembre ci sono stati eventi sismici praticamente ogni giorno, domenica 11 addirittura due. Il più forte BIRMANIA M6,8.

La lista degli ultimi 30 giorni di registrazioni, utile per vedere l’incremento dell’attività sismica, si completa con gli antecedenti 8 terremoti in 21 giorni riportati di seguito:

8 Novembre 2012, ore 02:01:51 UTC

CANADA M6,1

186km, SSO di Port Hardy

7 Novembre 2012, ore 16:35:46 UTC

GUATEMALA M7,4

36km, S di Champerico

2 Novembre 2012, ore 18:17:32 UTC

FILIPPINE M6,1

6km, ESE di Burgos

30 Ottobre 2012, ore 02:48:58 UTC

CANADA M6,2

210km, S di Masset

28 Ottobre 2012, ore 18:54:21 UTC

CANADA M6,3

152km, SSO di Masset

28 Ottobre 2012, ore 03:04:08 UTC

CANADA M7,8

136km, S di Masset

24 Ottobre 2012, ore 00:45:32 UTC

COSTA RICA M6,5

12km, ONO di Nandayure

20 Ottobre 2012, ore 23:00:32 UTC

VANUATU M6,2

112km, ONO di Sola


L’osservazione dei venti giorni precedenti, anch’essi molto movimentati, evidenzia l’aumento di intensità degli ultimi nove giorni. Il sisma più potente è stato CANADA M7,8 del 28 ottobre, al quale sono seguite numerose repliche superiori a magnitudo 6 e quindi presenti in lista.

FONTE: USGS

Terremoto di magnitudo 4,4 in Calabria

 Martedì 13 Novembre 2012

Un terremoto di magnitudo 4,4 sveglia la Calabria. Secondo le autorità non sono stati rilevati danni a cose o persone.

Stamattina alle 8:06, un terremoto di magnitudo 4,4 è stato avvertito dalla popolazione della provincia di Reggio Calabria.

I comuni più vicini all’epicentro sono quelli di: Bagnara Calabra, Cosoleto, Delianuova, Melicuccà, Palmi, San Procopio, Sant’Eufemia D’Aspromonte, Scido, Seminara, Sinopoli.

Al momento non risultano danni a cose e persone.

Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il terremoto è stato localizzato ad una profondità di 75,7 km.

FONTE: INGV

Terremoto di 6,4 di magnitudo in Alaska

Un terremoto di magnitudo 6,4 ha colpito il sud dell’Alaska. Secondo l’US Geological Survey la scossa è avvenuta alle 11:42 a.m. (21:42 ora italiana).

 

L’US Geological Survey riferisce che la scossa è avvenuta ad una profondità di 55,2 km e ad una distanza di 248 km da Cape Yakataga.

La USGS aveva inizialmente attribuito al terremoto una magnitudo di 6,2 per poi rivederla a 6,4.

Al momento non è stato comunicato nessun danno o ferito, e non ci sono allarmi Tsunami da parte del Pacific Tsunami Warning Center.

FONTE: USGS

Inaccettabile per l’Italia il blocco dei fondi per il terremoto dell’Emilia

La notizia del blocco dei fondi europei per il terremoto dell’Emilia è arrivata come fulmine a ciel sereno nel pomeriggio di venerdì 9 novembre quando Germania, Olanda, Finlandia, Svezia e Gran Bretagna avevano dato il loro “niet” all’erogazione. In serata giunse poi la notizia che Parlamento, Consiglio e Commissione Ue  avevano raggiunto un’intesa di principio per arrivare allo sblocco dei fondi che sarà formalizzata martedì prossimo quando riprenderanno i negoziati sui bilanci 2012 e 2013. Evidentemente la questione non è risolta…

In Italia è da poco conclusa la domenica di nubifragio quando è giunta  la notizia che il premier Mario Monti ha definito “inaccettabile” per l’Italia l’eventuale blocco dei fondi per il terremoto dell’Emilia conseguente al veto dei suddetti stati membri. Veto che, secondo il premier italiano, sarebbe  gravemente lesivo dei principi di solidarietà alla base della stessa Unione Europea.

Il fondo ammonta a circa 670 milioni di euro.

 

Terremoto in Birmania, panico e vittime

Un terremoto di magnitudo 6,8 ha colpito la regione settentrionale della Birmania questa mattina (11.11.2012), causando vittime e seminando il panico fra gli abitanti di Mandalay, il centro più popoloso dove la scossa è stata avvertita con particolare intensità. Secondo le prime informazioni sono crollati almeno un ponte e una miniera e molte pagode buddiste sono state danneggiate. Le vittime sono almeno 13, stima l’ong Save the children, ma si teme che il bilancio possa salire rapidamente dato che molte persone risultano disperse.


Il sisma ha avuto origine a dieci chilometri di profondità, vicino alla città di Shwebo, 117 chilometri a nord di Mandalay, la seconda città per grandezza del Paese, ha comunicato l’Istituto americano di geofisica. La scossa è stata avvertita alle 7:42 del mattino, ora locale: 6,8 la magnitudo riferita dal servizio meteorologico locale, 6,6 invece quella riportata dal Us Geological Survey. E si è sentita anche nella vicina Thailandia, in particolare a Bangkok. Alla prima sono seguite altre scosse meno potenti.

La zona dell’epicentro del sisma non è molto sviluppata e le informazioni arrivano con una certa difficoltà: si tratta principalmente di una regione mineraria. Almeno sei vittime sono state segnalate nel distretto di Sinktu, sul fiume Irrawaddy, nei pressi dell’epicentro del terremoto: si tratterebbe per la maggior parte di minatori, rimasti uccisi nel crollo di una miniera d’oro. Diversi altri lavoratori sarebbero morti nel crollo di un ponte in costruzione.

Un abitante di Shwebo ha riferito all’Associated Press che diversi edifici sono stati danneggiati in città, fra cui il portone di un monastero e diverse sculture di una pagoda. Templi sono rimasti colpiti anche a Mogok. Una delle conseguenze più comuni dei terremoti in Birmania è il danneggiamento degli antichi templi buddisti, considerato di cattivo auspicio.

Il presidente americano Barack Obama farà tappa in Birmania durante il suo viaggio nel sud est asiatico dal 17 al 20 novembre, il primo viaggio internazionale dopo la rielezione alla Casa Bianca. Obama visiterà anche la Thailandia e la Cambogia.

 

Fonte: Repubblica.it – Clicca QUI per accedere alla pagina che contiene l’articolo e usufruire degli approfondimenti

 

Aggiornamenti:

11.11.2012 ore 13.00: Istituto geologico,  nuova scossa di magnitudo 5.8

Terremoto di magnitudo 7,4 in Guatemala

Un terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito la costa del Guatemala sul lato del Pacifico, uccidendo almeno 48 persone e lasciando dozzine di dispersi.

 

Il presidente del Guatemala Otto Perez Molina ha dichiarato l’allerta nazionale, e ha avvisato la popolazione nelle zone affette di evacuare per precauzione gli edifici alti.

I funzionari hanno comunicato che le strade sono state sepolte da frane, e che ci vorranno 24 ore per ripristinare gli allacciamenti alla regione.

La gente spaventata è scappata dagli uffici e dalle case dell’area, mentre i palazzi tremavano da Mexico City a San Salvador.

I funzionari hanno dichiarato che la scossa ha colpito alle 10:35 ora locale (17:35 ora italiana), a circa 23 km dalla città costiera di Champerico.

I Vigili del Fuoco hanno comunicato che una scuola è crollata nella regione di San Marcos vicino al confine con il Messico.

I volontari stanno portando scatole di riforniture mediche mano a mano che cominciano a raggiungere l’area situata nella parte ovest del Guatemala.

Il Presidento Otto Pérez Molina ha detto che 40 persone sono morte nello stato di San Marcos e altre otto sono rimaste uccise nel vicino stato di Quetzaltenango.

I funzionari hanno detto che più di 100 dispersi sono di San Marcos, mentre fonti dell’ospedale comunicano di aver accolto 150 feriti.

Pérez ha inoltre comunicato che più di 2000 soldati sono stati dispiegati per aiutare con i soccorsi, e un aereo ha fatto almeno due viaggi per portare le squadre di soccorso nella zona

Il terremoto ha fatto tremare una superficie inusualmente grande, con danni riportati in ognuno dei 22 stati che compongono il Guatemala, e ha fatto sentire la sua scossa fino a Mexico City, 965 km a nord-est.

L’US Pacific Tsunami Warning Center ha detto in un comunicato che non c’è minaccia di tsunami di grandi dimensioni, ma ha aggiunto: “Terremoti di queste dimensioni, alcune volte, possono generare tsunami locali che possono essere distruttive fino a cento km dall’epicentro del terremoto”.

La regione è spesso colpita da terremoti, che in passato hanno procurato enormi danni e numerosi morti.

Secondo lo USGS il terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito alle ore 10:35 locali, a 24 km a sud di Champerico ad una profondità di 41,6 km.

 

La regione, in un area di 250 km intorno al terremoto di oggi, ha subito negli ultimi 40 anni non meno di 50 terremoti di cui due superiori a M7. Il primo di M7,1 nel dicembre del 1983, il secondo di M7,2 nel settembre 1993.

FONTI: BBCNews, The Guardian

Terremoto di 6,1 di magnitudo nel sud delle Filippine

Un forte terremoto di magnitudo 6,1 ha colpito l’isola di Mindanao nel sud delle Filippine nelle prime ore del sabato, hanno riferito i sismologi USA, ma al momento non ci sono notizie di danni o vittime.

 

La US Geological Survey ha detto che la scossa è avvenuta ad una profondità di 38 km, e ha colpito alle 02:17 am (ora locale, 19:17 di venerdì in Italia) ad 87 km a est della città di Butuan.

La USGS aveva inizialmente attribuito al terremoto una magnitudo di 6,4, ma successivamente a rivisto il dato a 6,1.

Il Philippine Institute of Volcanology and Seismology ha misurato la scossa a 6,5 di magnitudo, e ha avvertito che sono attese scosse di assestamento.

Nessun danno o ferito è stato al momento rilevato, ha detto l’ufficiale della difesa civile regionale, Troy Callo, ad AFP, aggiungendo che alcuni residenti locali si sono lamentati a proposito di “oggetti caduti dentro le case”.

Le Filippine sono uno dei paesi più esposti alle catastrofi, con una media di 20 tifoni che si abbattono sull’isola ogni anno.

Si trovano in oltre sul Pacific Ring of Fire, una cintura intorno all’Oceano Pacifico costellata di vulcani e instabili fosse oceaniche.

Un terremoto di magnitudo 7,6 ha colpito la costa orientale del paese il 31 agosto, attivando un allarme tsunami che ha costretto più di 130.00 persone ad abbandonare le proprie case, e provocato una frana che ha ucciso una persona.

FONTE ARTICOLO: The Times of India

Terremoto nella notte a L’Aquila e in mattinata esplode il caso della truffa delle “case a molla”

Mentre il Pollino continua a tremare una scossa di terremoto di  magnitudo 3.6 è stata registrata alle ore 2.52  nella provincia aquilana. Dai dati dell’INGV i comuni nei pressi dell’epicentro risultano essere  Barete, Cagnano Amiterno, Pizzoli e Scoppito. L’intensità della scossa ha svegliato la popolazione che nella notte ha dato vita ad un tam tam su internet alla ricerca di informazioni.Non si registrano danni a persone o cose.

 

Progetto C.A.S.E.

Dopo il terribile sisma del 6 aprile 2009 allo stato attuale sono  20mila le persone vivono nelleabitazioni del progetto C.A.S.E, tutti alloggi antisismici cui si aggiungono  circa 3mila persone che vivono nei Moduli Prefabbricati, anch’essi antisismici…

Il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, raggiunto al telefono da TgSKY24, ha afermato che “rispetto al 2009  la qualità sismica ed antisimica delle nostre case è decisamente migliore“.

Le parole del sindaco Cialente si infrangono  tristemente contro il muro della frode sulla costruzione delle new town volute da Berlusconilmeno dove sarebbero 200 i pezzi definiti “anomali” da una  “superperizia“.

La notizia è riportata da Repubblica ed è, ovviamente,  destinata a suscitare calamore e (altra) indignazione. I 185 edifici del progetto C. a. s. e., Complessi antisismici eco-compatibili costati oltre 7 milioni di euro sarebbero  “destinati a sbriciolarsi se mai la terra dovesse tornare a tremare come quel 6 aprile di sei anni“.

La terra non smette di tremare e gli aquilani più del terremoto si vedono ancora, e ancora una volta, a temere gli effetti di chi sulla loro tragedia e sulla loro pelle è riuscito a trovare il disumano coraggio di  speculare e truffare.

 

Clicca QUI per accedere all’articolo di Repubblica.it: L’Aquila, la truffa delle “case a molla”

 

 

Terremoto in Costa Rica

Un terremoto di 6,5 gradi di magnitudo, che ha colpito ieri il territorio del Costa Rica alle 6:45 del pomeriggio, ha causato molto allarme.

Questa era la replica più forte del terremoto di 7,6 gradi di Nicoya (Guanacaste) del 5 di settembre.

Il movimento di ieri è stato localizzato a 18 km al sud si Sàmara, Nicoya, a 20 km di profondità. Si è originato dalla subduzione della placca Coco nei Caraibi nella stessa area di rottura dell’ultimo terremoto.

Juan Segura, dell’Observatorio Vulcanológico y Sismológico de Costa Rica (Ovsicori), ha confermato questi dati e a detto che fino a ieri la replica più forte era stata quella dell’8 settembre de 5,6 gradi.

Nosara è stato il luogo dove il terremoto è stato percepito con più intensità, durante 25 secondi, secondo il rapporto del Laboratorio de Ingeniería Sísmica (LIS) de la UCR. Nelle stazioni di Cóbano, Santa Cruz e Fraijanes è stato percepito in modo moderato.

Alle 7:55 p.m., l’U.S. Geological Survey (USGS) ha registrato una replica di 4,5 gradi.

FONTE: La Nación

L’Aquila non ha bisogno di rinascere, è già viva. L’Aquila ha bisogno di essere ricostruita.

Da quella notte del 6 aprile 2009 sono passati più di tre anni e “L’Aquila è ANCORA la città delle macerie, della zona rossa, delle new town”. Di tanto in tanto qualche “evento” accende i riflettori su quello che rimane del centro storico per dare l’idea della “RINASCITA”. Bella parola che inizia a puzzare di stantio. L’Aquila non ha bisogno di rinascere, è già VIVA. L’Aquila ha bisogno di essere RICOSTRUITA, e ricostruire non vuol dire solo “costruire il nuovo”, ma riportare all’antico splendore quello che è stato distrutto. Gli aquilani vogliono tornare a passeggiare sotto il loro portico. L’unico concerto che desiderano davvero sentire è quello del chiacchiericcio dello struscio, del tintinnio di bicchieri e cucchiaini che suonano i bar odorosi di caffè al mattino, della pioggia battente riparati dal loro portico. Ricostruire il centro storico dell’Aquila vuol dire ricostruire le emozioni della quotidianità della città, privandola delle quali la si condanna alla rinuncia della propria identità. Gli Aquilani che vivono nelle new town sono “Aquilani che vivono nelle new town“. Hanno bisogno di tornare a vivere la propria città per essere Aquilani e basta. Lo dice chiaramente nel suo articolo pubblicato su L’Hiffington Post la scrittice Samanta Di Persio: “L’Aquila non rinasce con un auditorium”.

 

L’Aquila è ancora la città delle macerie, della zona rossa, delle new town. Ogni volta che c’è la possibilità di riportare un po’ di vita nel centro storico dovrebbe essere una festa per tutti. Il 7 ottobre c’è stata l’inaugurazione dell’auditorium regalato dalla provincia autonoma di Trento e realizzato da Renzo Piano. L’opera è impeccabile, ma dove è stata realizzata? Davanti ad un monumento: il Castello cinquecentesco. La contrapposizione fra nuovo e vecchio è forte, da una parte una struttura funzionante, dall’altra un pezzo di storia abbandonato e in completo degrado, anzi per l’evento i selci divelti sono stati sostituiti dal catrame.

A suo tempo l’amministrazione comunale era stata contestata per la decisione del luogo e per la necessità dell’opera, forse è per questo che per l’inaugurazione ha deciso: duecento posti riservati per le autorità, mentre i cittadini comuni dovevano accontentarsi di un maxi schermo o di vedere il passaggio dei big da dietro le transenne. L’evento è stato organizzato con il massimo riserbo: grande dispendio delle forze di polizia e volontari della Protezione civile, presenza al concerto solo della stampa del Quirinale. Per chi si aspettava il passaggio pedonale del Presidente della Repubblica, si è visto passare davanti ben sei auto blu (alla faccia della spending review).

Roberto Benigni e Nicoletta Braschi hanno attraversato il percorso transennato rivolgendo saluti agli aquilani, i politici abruzzesi: la Sen. Pelino, l’On. Marini, sono passati in silenzio con il naso all’insù. Piccole contestazioni da parte del MoVimento 5 stelle sui privilegi della casta e dagli artisti perché la Regione Abruzzo ha tagliato i fondi alla cultura. In realtà l’amministrazione comunale ha proprio estromesso i cittadini dalla cultura, alcuni consiglieri comunali hanno rifiutato il biglietto in favore di cittadini che amano la musica.

È vero che gli intellettuali sostengono che la Cultura sia per pochi, ma quando si tratta di far tornare a vivere un pezzetto di città, ancora dilaniata dal terremoto, tutti dovrebbero avere la possibilità di partecipare. Dal maxi schermo era possibile ascoltare una melodia sublime eseguita dall’Orchestra Mozart diretta dal maestro Claudio Abbado. Molti cittadini erano incantati ad ascoltare quelle note, mentre chi era presente potrebbe esser stato distratto da altro: ad esempio Gianni Letta potrebbe essere stato impegnato a rispondere ad un messaggio di Berlusconi che gli chiedeva di nuovo fiducia incondizionata, la signora Pelino potrebbe essere stata impegnata a trovare lo specchietto per incipriarsi il naso e Giorgio Napolitano potrebbe essere stato distratto da un monito di Sallusti: “Ricordati di me”.

Gli aquilani non hanno bisogno di eventi con personaggi famosi, vorrebbero solo tornare alla normalità: vivere nelle loro case e la ricostruzione del centro storico.

Scosse di terremoto lievi in provincia di Modena

Dopo la beffa degli sms solidali il cui ricavato, stimato intorno ai 15 milioni di Euro, non è stato ancora devoluto alla popolazione terremotata dell’Emilia, a Modena la terra torna a tremare.

Lievi scosse di terremoto di magnitudo compresa tra tra 2 e 2.8 sono state registrate nella notte nelle zone terremotate dell’Emilia, in provincia di Modena. Secondo i rilievi dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia):

  • la prima scossa, con epicentro alla già martoriata Finale Emilia, è stata registrata poco dopo la mezzanotte;
  • la seconda scossa di magnitudo 2.5, con epicentro in prossimità dei comuni di Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Medolla, Mirandola, San Possidonio e San Prospero, è stata registrata alle 03.36;
  • la terza scossa di  magnitudo 2.8 (la più forte delle tre), con epicentro in prossimità dei comuni di Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Medolla, Mirandola, San Possidonio e San Prospero, è stata registrata alle ore 3.42.

Non è stato registrato nessun danno a persone o cose.

Il riaffacciarsi del terremoto nelle terre emiliane incrementa l’indignazione per il ritardo della distribuzione del denaro raccolto con gli sms solidali alle popolazioni colpite, l’ultimo dei numerosi ritardi e negligenze che le istituzioni, pubbliche e private, di un Paese civile non potrebbero, nè dovrebbero permettersi.

Ritardi e negligenze di cui ancora fa le spese L’Aquila privata del suo centro storico.

Dopo un terremoto le parole che le popolazioni colpite dovrebbero sentire e vedere concretizzate sono soccorso, solidarietà, ricostruzione e rinascita, e le istituzioni dovrebbero farsi prime garanti affinchè nessuno debba dubitare, se non addirittura disperare, pensando al proprio futuro.

Purtroppo, ancora, non è così e lo confermano il centro storico aquilano “ancora” ridotto a cumulo di macerie  e i soldi “ancora” fermi degli sms solidali per i terremotati emiliani.

 

Terremoto di magnitudo 7,1 in Colombia

Un terremoto di magnitudo 7,1 si è verificato domenica nel sud della Colombia.

Il terremoto ha colpito alle 11:31 di domenica a 62 km a sud dalla città di Popayán ed è stato percepito a Bogotá, la capitale, così come in 10 delle 32 regioni della Colombia.

 

La USGS afferma che l’epicentro è stato registrato ad una profondità di 162,1 Km.

Il terremoto è il più potente dopo quello di magnitudo 7,4 che ha colpito la Colombia nel 2004 secondo il Colombia’s Geological Service.

Il capo della sicurezza Edith Cabeza del dipartimento di Cauca di cui Popayán è il capoluogo, ha dichiarato che la “Città Bianca” e i suoi 270.000 abitanti non hanno subito danni.

Popayán è reduce da un terremoto che nel marzo 1983 aveva fortemente danneggiato la città uccidendo 250 abitanti.

Foto e fonte articolo a questo link

Terremoto in provincia di Benevento. Trema il Sannio.

Terremoto di magnitudo 4.1 registrato alle ore 03.08 nel Sannio, in provincia di Benevento, precisamente tra i Comuni di Paduli, Pietrelcina e Sant’Arcangelo Trimonte.

Secondo la Protezione Civile  non si registrano danni a persone o cose.

Dal sito dell’INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, risulta che la provincia di Benevento è stata soggetta ad uno sciame sismico:

  • ore 03.08, la scossa di magnitudo 4.1  è stata preceduta pochi minuti da due scosse di magnitudo 2.4;
  • ore 05.47, scossa di magnitudo 3.5;
  • ore 06.02, scossa di magnitudo 2.5.

Apocalisse in Giappone. Il dossier su Fukushima di Repubblica.it

11 marzo 2011, mentre per il resto del mondo era un giorno come tanti, a Fukushima si scatenava l’Apocalisse. Terremoto, Tsunami e catastrofe nucleare sommarono le loro potenze distruttrici per mettere in ginocchio l’Impero del Sole. Non ci sono riusciti, ma hanno profondamente cambiato la percezione della realtà e la politica sul nucleare non solo di un popolo che la storia troppe volte ha messo a dura prova, ma del mondo intero.

“Apocalisse in Giappone” è il  dossier  di Repubblica.it che racconta e analizza quegli apocalittici eventi.

Forte terremoto in Costarica, le coste del Pacifico tremano ancora.

Magnitudo 7.6, questo è il grado raggiunto dalla violentissima scossa di terremoto che ha colpito alle 16.42, ora italiana, il Costarica. E stavolta, contrariamente a quanto accaduto nei giorni scorsi ad El Salvador e nelle Filippine, il terremoto ha ucciso servendosi di una della sua arma più subdola: la paura. La vittima, infatti, è stata colta da infarto. Scene di panico si sono registrate a San Josè. Rientrato l’allarme tsunami. Fortunatamente, seppur di forza maggiore, gli effetti distruttivi e il prezzo in termini di vite è stato notevolmente inferiore rispetto al terremoto  di magnitudo 6.1 che nel 2009 costò la vita di 40 costaricani.

Il 21.12.2012 ci sarà la Fine del Mondo. Ma a che ora?

Le vacanze sono finite. Aria ciclonica scende dall’Europa settentrionale battezzata con chissà quale nome. Nonostante fatico a capire questa nuova moda meteorologica sono costretto ad ammettere che in questo momento mi sto chiedendo se questa ondata di aria fresca si chiama Penelope o chissà come. Comunque, dopo le canicole che hanno reso insopportabile il pur minimo avvicinamento al pc, l’aria fresca concilia l’intenzione di rimettere mano a quello che ormai considero il mio blog. Apro Apocalittici e noto senza sorpresa che il  caro amministratore mi ha anticipato con palate di “21 dicembre 2012“. Ok, va bene, è chiaro! Il 21 dicembre 2012 per il nostro blog è la data cruciale. Non potrebbe essere altrimenti. Ma anche quel giorno dovrò fare i conti con la mia pigrizia e, sinceramente, non mi ci vedo incollato al pc ad aspettare che succeda o non succeda quello che molti aspettano, temono, ignorano o sperano. Quindi la domanda mi è salita al cervello con passo felpato: A CHE ORA?

A che ora del 21 dicembre 2012 si scatenerà l’Apocalisse? A che ora angeli e demoni hanno messo la sveglia per recarsi sul posto di lavoro nel giorno più importante per le loro aziende? A che ora gli alieni hanno previsto lo sbarco sicuri che il solito sciopero delle compagnie di dischi volanti non faccia saltare ogni programma? A che ora Nibiru impatterà il nostro pianeta?

Queste ed altre domande hanno continuato ad affluire disordinate negli interstizi della mia corteccia cerebrale soffocando quella originale che di tutte quelle che l’hanno seguita ha continuato a costituire il comun denominatore: A CHE ORA?

Ho fatto quello che farebbe chiunque in questi casi: ho smanettato sui più blasonati motori di ricerca e fra migliaia di risultati ne ho scelto uno. A colpirmi più che il risultato è stato il nome del sito che lo ha fornito. Un blog per l’esattezza. Pasquale Caterisano Blog.

Adesso che il nostro Pasquale Caterisano sia a conoscenza di quello che, per definizione bibblica, nessuno conosce ha fatto affiorare un’altra urgentissima domanda: chi è Pasquale Caterisano? La mia curiosità è stata “fortunatamente” soddisfatta dalle informazioni biografiche presenti nel suo blog. Preso atto delle referenze e soddisfatto dall’indubbio rigore scientifico con cui ha affrontato l’argomento (con tanto di citazione dell’autorevole fonte www.memphis75.com)  ho deciso di attingere a piene e fiduciose mani alla sua conoscenza. Adesso io, come Pasquale, conosco L’ORA DELL’APOCALISSE.

Colui che “dice la sua spesso e volentieri…” ha pubblicato che “il 21 dicembre 2012 alle ore 11:11, ora universale (momento che viene indicato come Punto Zero), il nostro Sole e il nostro pianeta saranno in allineamento perfetto con il centro galattico“.

IL 21 DICEMBRE 2012 ALLE ORE 11.11 ORA UNIVERSALE  (ora di Greenwich)!

Dalle ore 11.12 del 21 dicembre 2012 sarà la Fine del Mondo:

  • raggi gamma provenienti dal centro della galassia;
  •  riprogrammazione del DNA;
  • severe condizioni  climatiche;
  •  terremoti, maremoti, uragani ed attività vulcanica;
  • lampi solari di potenza senza precedenti;
  • inattese piogge di meteore;
  • spostamento geografico dei poli;
  • il Sole sorgerà dall’altro lato;
  • ….

Tutto questo non deve farci trascurare un’altra data fondamentale riportata nell’articolo: il 13 dicembre 2012, quando è prevista la comparsa della nuova luna generata dai raggi di elettroni cosmici provenienti dal centro della galassia.

Mettendo da parte ipocrite modestie, sono perfettamente a conoscenza di essere considerato il più grande numerologo di tutti i tempi, e come tale ringrazio Pasquale Caterisano per avermi fornito queste cazz…emh, quelli che posso definire dati fondamentali grazie ai quali potrò affinare i miei studi sull’apocalittico momento i cui risultati non tarderò a pubblicare.

httpv://www.youtube.com/watch?v=_eyFiClAzq8

 

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Trema tutto il Pacifico, dopo El Salvador forte scossa nelle Filippine

Trema tutto il Pacifico. A pochi giorni dalla scossa di El Salvador che aveva fatto scattare l’allarme tsunami nei paesi che affacciano alla costa occidentale dell’America Centrale, un’altra violentissima   scossa di terremoto di magnitudo 7,6 gradi della scala Richter è stata registrata alle 14,47 (ora italiana) nelle Filippine. L’epicentro è stato localizzato a 34,9 km di profondità sotto l’oceano Pacifico a nord-est dell’isola di Mindanao. L’elevata magnitudo del sisma, nonostante la profondità dell’epicentro, ha reso necessario un allarme tsunami per tutto il Pacifico orientale, dal Giappone a Papua Nuova Guinea.  In particolare l’Agenzia meteorologica giapponese ha lanciato l’allerta tsunami per onde alte fino a mezzo metro lungo tutta la costa orientale del Giappone ad eccezione del’isola di Hokkaido, la più settentrionale.

Violenta scossa di Terremoto a largo di El Salvador

Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 7.4 è stata registrata alle 22:37 di ieri (le 6:37 di oggi in Italia) al largo delle coste di El Salvador.

Secondo i rilievi del Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs) il sisma ha avuto ipocentro a 50,6 km di profondità ed epicentro 125 km a sud di Usulutan, quarta città del Paese.

Il Centro d’allerta tsunami del Pacifico (Ptwc) ha lanciato una allarme per El Salvador, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, Guatemala, Panama e Messico, annunciando che si è formato uno tsunami dalle possibilità “distruttive”.

Il Centro prevedeva che onde anomale potessero colpire nell’ordine il Costa Rica, in particolare le località di Capo San Elena, Puerto Quepos e Capo Matapalo, poi il Nicaragua (Corinto, Puerto Sandino e San Juan Dl Sur), El Salvador (Acajutla), Honduras (Amapala), Guatemale (Sipicate), infine Panama (Punta Burica, Punta Mala Balboa) e Messico (Puerto Madero).
Poco dopo, lo stesso centro ha annunciato che lo tsunami formatosi nell’Oceano Pacifico poteva avere effetti “distruttivi”, mettendo in allarme “la linea costiera della regione”, assieme a tutta l’America centrale e il Messico. “Le autorità della regione dovrebbero prendere misure appropriate in risposta a questa possibilità”, ha avvertito il centro.

Ma l’allarme per lo tsunami è rientrato due ore dopo: un’onda anomala ha colpito le coste di El Salvador, senza però avere carattere distruttivo come avevano ipotizzato gli esperti del centro d’allerta tsunami. L’allarme è stato così revocato.

Poco dopo la prima, una nuova scossa di magnitudo 5.4 è stata registrata dall’Istituto geofisico americano al largo delle coste di El Salvador: l’ipocentro, a 57 km di profondità, è stato localizzato poco lontano da quello del precedente sisma di magnitudo 7.4 che ha fatto scattare l’allerta Tsunami.

( fonte Repubblica.it)

Terremoto in Emilia, un’altra scossa nel cuore della notte.

Ancora paura in Emilia.  Una serie di otto scosse di terremoto hanno fatto tremare la notte delle quali  sette risultano comprese tra 2.1 e 3 gradi della scala Richter. La più forte, con epicentro nel comune mantovano di Moglia, è stata avvertita alle ore 3.48 ed ha fatto registrare una magnitudo di 4.8.

La scossa, che non ha provocato danni a persone o cose, è stata avvertita chiaramente nelle province di Mantova, Reggio Emilia e Modena.

 

 

Terremoto in Emilia, nuove scosse ed effetti permanenti sul suolo

L’Emilia trema ancora. Alle 4.48 di oggi, venerdì 8 giugno, l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) ha localizzato una scossa di magnitudo 2.9 tra il mantovano (comuni di Gonzaga e Moglia) e il Reggiano (comuni di Fabbrico e Reggiolo). La scossa ha segnato il picco massimo di una serie di 8 scosse che, a partire dalla mezzanotte, hanno registrato magitudo comprese tra 2.1 e 2.7.

Quest’ultima serie di movimenti sembra rispettare la legge di Omori, ma gli esperti non possono escludere il verificarsi di altri terremoti di magnitudo più elevate, anche prossime al grado 5.

Intanto si registrano effetti permanenti sul suolo. Il CNR (Consiglio Nazionale di Ricerca) ha counicato che le immagini rilevate dai satelliti mostrano un sollevamnto del suolo di 12 cm.

 

 

 

 

Vincere contro il Terremoto.

Ogni terremoto che si abbatte su un territorio mostra il deficit costruttivo di alcuni edifici. La furia con cui si presenta il sisma non è tale da giustificare le immagini che usualmente vediamo: fabbricati adiacenti di cui alcuni indenni e altri parzialmente crollati o completamente collassati su se stessi.

La progettazione di un edificio presuppone la conoscenza di una regola aurea: il calcestruzzo, composto da una matrice di cemento e acqua con l’aggiunta di materiale lapideo (sabbia, ghiaia o pietrisco), non è duttile.

La duttilità di un edificio  è proprietà essenziale nelle aree sismiche  che rende alcuni materiali in grado di “deformarsi” quando sono sottoposti ad una forza costante.

Per rendere duttile il calcestruzzo bisogna armarlo, in base a specifici calcoli, con barre e staffe d’acciaio tali da  assorbire, attraverso la loro deformazione, l’energia sprigionata dal terremoto preservando l’edificio dal collasso. E’ questo il famoso (e famigerato, per via di numerosi mostri ecologici)  cemento armato.

Il concetto può essere così semplificato: quanto più un materiale è duro, tanto più è fragile e soggetto a rotture improvvise e strutturali. Al contrario, quanto più un materiale è duttile, tanto più è in grado di deformarsi in maniera plastica.

Un edificio in cemento armato, se costruito a regola d’arte secondo le norme antisismiche, offre la possibilità ai suoi occupanti di “accorgersi” della rottura. In altre parole, un edificio in cemento armato ben costruito, anche se soggetto a magnitudo molto elevate, riesce a garantire quel margine di tempo prezioso per mettersi in sicurezza.

Mentre “alcune nazioni” sembrano non voler considerare la loro natura sismica, altre come il Giappone e la California, hanno imparato a convivere con il “nemico” avvalendosi di tecniche costruttive e tecnologie  che vanno ben oltre la semplice costruzione in cemento armato.

Cuscinetti antisismici disposti alla base degli edifici; uso di acciai superelastici, pilastri avvolti da fibra di carbonio che li rende estremamente  resistenti alle fratture; dissipatori, ossia una sorta di enormi molle  collocate tra un piano e l’altro degli edifici più a rischio. Questi sono solo alcune delle tecnologie che, se applicate, consentono ad un edificio di resistere a scosse di magnitudo 7.

In Italia, invece, persiste un deficit  nella messa in sicurezza del territorio  che negli anni ha sedimentato negligenze e incurie che terremoti di magnitudo elevate  portano puntualmente e tragicamente alla luce.

E stiamo parlando di terremoti ben al di sotto della magnitudo 7.

 

In Emilia il terremoto si scatena ancora.

L’Emilia trema senza soluzione di continuità da due settimane. Alle 21.21 di domenica 3 giugno  l’ennesima forte scossa di  terremoto. L’INGV  ha registrat una magnitudo di 5,1 con epicentro fra Novi di Modena, Concordia e San Possidonio. Segnalati crolli in edifici già danneggiati. E’ crollato il campanile di Novi. Paura e qualche malore. Nessun ferito. Nelle prossime ore è attesa una forte pertubazione.

 

 

 


 

Emilia, lo sciame sismico potrebbe durare anni.

Secondo i sismologi lo sciame durerà a lungo.

Basta andare qualche chilometro in profondità per scoprire che la placida Pianura Padana giace su un “fronte di guerra” nel quale si fronteggiano la zolla africana, che preme da sud, e l’Europa che  resiste a nord.

Gianluca Valensise, dirigente di ricerca dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), è chiaro: “La linea di faglia corre tra est e ovest in maniera irregolare, suddivisa in tanti pezzetti e pezzettini. Come in un domino, la rottura di un frammento può innescare una tensione nel frammento che si trova accanto. Sarà sufficiente questa tensione a scatenare un’altra scossa, e quando? Questo non lo sappiamo mai in anticipo. Quel che possiamo dire è che un fenomeno sismico su una faglia a volte innesca sulla faglia vicina un conto alla rovescia che può durare giorni, anni, magari millenni. Prima o poi però l’orologio arriva all’ora zero”.

Secondo Carlo Doglioni, sismologo dell’università La Sapienza di Roma:             “Ci sono varie ragioni per dire che quella zona della Pianura era e resta attiva. Oltre alle conoscenze del sottosuolo che abbiamo grazie ai profili sismici, dove è possibile riconoscere le principali faglie, con il Gps è possibile seguire lo spostamento del terreno sia a nord che a sud della linea di faglia. Da tempo ci eravamo accorti che tra Bologna e Padova gli spostamenti avvenivano in alcune zone a un ritmo più lento e in altre a un ritmo più rapido. Segno che delle tensioni si stavano accumulando. Questa discrepanza è stata registrata nelle zone che effettivamente sono state colpite dal sisma. E nelle Alpi venete qualcosa di simile è stato osservato lungo altre faglie”.

A questo punto c’è da chiedersi perchè nelle mappe sismiche questa zona era classificata come medio-bassa. E’ evidente che sia urgente e necessario un aggiornamento. E’ evidente che oltre alla ricostruzione, tutto il territorio padano (e nazionale) necessiti di una messa in sicurezza in generale seguendo un “piano di bonifica” di tutte le costruzioni esistenti. Un’operazione di prevenzione che  le massime istituzioni  del Paese non possono più permettersi il lusso di rimandare.