Archivi categoria: Energie Alternative

Energie Alternative

Quattro ragazze costruiscono un generatore elettrico a urina

Quattro intraprendenti ragazze africane hanno costruito un generatore elettrico che funziona con una risorsa naturale indubbiamente abbondante: l’urina.

 

Possibilmente uno dei più inaspettati prodotti al Maker Faire Africa di quest’anno a Lagos, Nigeria, è un generatore elettrico a urina, creato da quattro ragazze: Duro-Aina Adebola, Akindele Abiola e Faleke Oluwatoyin di quattordici anni, e Bello Eniola di quindici anni.

Un litro di urina fornisce 6 ore di elettricità.

Il sistema funziona così:

l’urina viene messa in una cella elettrolitica che separa l’idrogeno;

l’idrogeno passa in un filtro per la purificazione e successivamente viene spinto in una bombola di gas;

la bombola di gas spinge l’idrogeno in un contenitore di borace liquido che è usato per rimuovere l’umidità dall’idrogeno;

l’idrogeno viene poi spinto nel generatore dove si produce energia elettrica;

lungo tutto il percorso ci sono valvole di sicurezza unidirezionali, che dovrebbero, secondo le ragazze, prevenire da rischi di esplosione.

 

Prima di iniziare a mettere da parte l’urina è bene però avvertire che il sistema non è ancora del tutto collaudato, infatti, per ora non è stata fatta menzione di quanto consumi la cella per separare l’idrogeno e soprattutto se effettivamente sia maggiore l’energia prodotta rispetto a quella consumata.

Sul blog del Maker Faire Africa si sta scatenando la discussione sull’effettività di questo prodotto, mentre su un blog di appassionati della scienza si sta provvedendo alla decostruzione analitica, commentata e fortemente dibattuta sul progetto delle ragazze.

Ad ogni modo, scetticismo a parte, siamo tutti d’accordo che il quartetto deve essere lodato per lo sforzo nel trovare fonti di energia alternativa in un continente che ne ha sicuramente bisogno.

FONTE: CNET

ARTICOLI CORRELATI:

E-CAT, il boiler di Sergio Focardi e la Fusione Fredda. Scetticismo della Scienza e interesse del Mercato

La prima nazione al mondo completamente ad energia rinnovabile, Tokelau

La Cina sta costruendo “Great City”

La Cina sta costruendo “Great City”

Poco fuori Chengdu, nella Cina centrale, un sito di 23,8 milioni di metri quadrati è stato selezionato per un progetto di edificazione poco convenzionale. Sarà una città costruita partendo da zero, per 80.000 persone, nessuna delle quali avrà bisogno di un’automobile per muoversi.

 

Il “Great City” è un progetto per un ambizioso centro urbano disegnato per limitare l’impatto ambientale dei suoi residenti producendo energia pulita, riducendo la spazzatura, e promuovendo il trasporto pubblico piuttosto che l’uso delle automobili.

Il progetto è opera della Adrian Smith + Gordon Gill Architecture, che fa notare: “I funzionari cinesi della pianificazione urbana stanno iniziando a vedere gli effetti di una progettazione basata sulla dipendenza dall’automobile, e sono finalmente aperti ad alternative migliori sul piano dello sviluppo urbano”.

È stata chiamata la “Car-Free City”, un soprannome che non è pienamente azzeccato. Gli architetti fanno notare che l’idea è di una città dove “le macchine saranno essenzialmente inutili”, ma permesse.

Il piano generale include molte buone idee: metà della superficie stradale sarà riservata al traffico non motorizzato, mentre shuttle elettrici trasporteranno le persone nei luoghi dove non possono, o non vogliono camminare. Tutte le case saranno ad un massimo di due minuti a piedi da un parco pubblico.

Un “eco-park” tratterà le acque reflue ed i rifiuti solidi generando energia. I terreni fuori città saranno riservati alle colture. L’habitat della fauna selvatica sarà salvaguardato. Gli edifici sono stati disegnati per massimizzare l’uso dell’energia eolica, infatti i progettisti hanno pensato che il clima nuvoloso di Chengdu non sia favorevole all’energia solare.

Comparato con un progetto convenzionale di simili proporzioni, Smith e Gill prevedono di tagliare l’utilizzo di energia elettrica del 48 percento, dell’acqua del 58 percento, e di produrre l’89 percento in meno di spazzatura.

Al di là dell’impatto ambientale, Smith e Gill hanno disegnato “Great City” per fornire ai residenti case confortevoli, educazione e cure mediche, tutto raggruppato all’interno del centro cittadino al fine di favorire la vita in comune.

È un’idea accattivante per tutti quelli che sono impegnati in temi come il cambio climatico e le ingiustizie sociali, e l’efficienza energetica, dei trasporti e dei sistemi di riciclaggio saranno evidenti una volta messi in funzione. Ma il progetto nel suo complesso solleva alcune domande.

Può una città costruita così velocemente resistere alla prova del tempo? Cosa accadrebbe al progetto degli architetti se i residenti non si comportassero come previsto? E anche se questa città ecologica funzionasse come pianificato, come potrebbe la Cina trasferire questo programma alle centinaia di milioni di persone che vivono nelle città classiche?

Tuttavia, considerando il tasso al quale la Cina si sta urbanizzando, la messa a punto di un piano per minimizzare l’impatto ambientale delle nuove città sarebbe sicuramente di estremo valore.

FONTE: Business Insider

 

ARTICOLI CORRELATI:

La prima nazione al mondo completamente ad energia rinnovabile, Tokelau

Il fabbisogno di energia mondiale potrebbe essere coperto dall’energia eolica

Ecomondo, green economy per uscire dalla crisi

Settanta proposte per affrontare la crisi dell’Italia con un nuovo sviluppo in chiave verde da discutere in due giorni. Con questo obiettivo prendono il via a Ecomondo di Rimini gli Stati generali della green economy promossi dal ministero dell’Ambiente e da 39 organizzazioni di imprese verdi. L’appello del presidente Napolitano, letto in apertura del summit è stato esortativo: “L’Italia può e deve, senza ulteriori esitazioni, colmare i ritardi rispetto agli standard europei e darsi più validi presidi nella difesa dell’ambiente e delle biodiversità, nella gestione sostenibile delle risorse naturali, nella valorizzazione del paesaggio e del territorio, nella generale adesione a comportamenti più sobri e rispettosi dell’ecosistema“.

 



Raggiungere standard europei è lo percorso che il governo sta portando avanti “concretamente“, ha spiegato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che si è detto “soddifatto” della rielezione di Obama. Che resti alla Casa Bianca per l’Italia “è un bene. Col suo staff abbiamo costruito un’ottima relazione“, ha aggiunto il ministro, “se non fosse stato eletto si sarebbe interrotto il percorso sulle energie rinnovabili. Abbiamo rapporti, per me anche personali, di lunghissima data con il gruppo che lavora con il presidente Obama – ha detto Clini -. Il percorso che hanno avviato sulla green economy è molto importante anche per l’Europa“.

Economia verde contro la crisi.Le imprese che hanno preparato gli Stati generali hanno risultati che dimostrano che la green economy in Italia è la chiave per uscire dalla crisi, ha spiegato Clini. “Oggi ci sono più di 1000 partecipanti ed è importante“, ha continuato il ministro sottolineando che “oggi e domani io e il ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, faremo una riunione con le parti sociali più dinamiche dell’economia italiana ossia le imprese della green economy“. Perché il governo è “impegnato in questo settore” ha aggiunto il ministro. “Abbiamo messo in moto dei meccanismi concreti che rendano più semplici le procedure per fare non soltanto energie rinnovabili ma anche per risanare i siti contaminati industriali e promuovere investimenti in questo settore“. Inoltre, “abbiamo rafforzato le misure di incentivazione per l’efficienza energetica, abbiamo creato un fondo per l’occupazione giovanile nei settori della green economy e il credito di imposta per chi investe in ricerca e innovazione in campo ambientale“.

Fotovoltaico. Sotto le volte della Fiera di Rimini, l’edizione numero 16 di Ecomondo, si è alzato il sipario sull’impianto fotovoltaico realizzato da Green Utility e sviluppato sui 100mila metri quadri di copertura dei padiglioni. Una potenza di 4.332 kWp per rendere il quartiere autonomo sotto il profilo del fabbisogno energetico. “L’impianto si regge da solo – ha osservato Clini – senza incentivi che lo tengano in piedi. E’ la dimostrazione che si può fare“. Quello di oggi, ha sottolineato il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Edo Ronchi, è il “momento costitutivo della green economy italiana. Un mondo che finora si è mosso in misura frammentata e che qui creerà una piattaforma coordinata, una risposta corale alle aspettative del momento“.

Il programma.
Il percorso per arrivare agli stati generali  della green economy ha preso il via a marzo scorso con la formazione di 8 gruppi di lavoro ed è proseguito con otto assemblee nazionali programmatiche che hanno coinvolto più di 1000 esperti. Il programma per lo sviluppo di una green economy comprende 70 proposte relative a 8 settori: strumenti economici, eco innovazione, efficienza e risparmio energetico, sviluppo delle energie rinnovabili, materiali e riciclo dei rifiuti, servizi  degli ecosistemi, filiere agricole di qualità ecologica e mobilità sostenibile.

In Italia.
Nel 2011 l’ecoinnovazione made in Italy è in flessione rispetto al 2010. Secondo le rilevazioni di Eco-Is (Eco-Innovation Scoreboard, 2011) nell’Europa allargata l’Italia figura al sedicesimo posto contro il 12esimo del 2010. Il dato è contenuto nel “Rapporto sulla green economy” presentato oggi a  Rimini. L’Italia mostra comunque prestazioni positive, anche sopra la media europea: le certificazioni di sistemi di gestione ambientale, la produttività energetica, l’intensità delle emissioni di gas serra, lo sviluppo del lavoro nelle eco-industrie e il turn-over..Possibilità di significativi miglioramenti sono evidenti invece riguardo al valore totale degli investimenti “verdi”.

Esuberi Ilva.
I duemila esuberi non riguardano gli impianti oggetto della autorizzazione. Sono legati prevalentemente alla situazione attuale di mercato. E’ chiaro che nel momento in cui partono gli investimenti per la riqualificazione degli impianti dell’Ilva, questi esuberi potrebbero anche essere assorbiti. Se su questo sono ottimista? Sì, sono molto ottimista“, ha detto il ministro dell’Ambiente Clini. Il ministro ha già convocato i vertici dell’Ilva per venerdì a Roma: “Vogliamo verificare con loro il percorso che intendono seguire per rispettare quello che abbiamo prescritto con l’autorizzazione integrata ambientale. Gli investimenti nell’Ilva saranno un passo importante per la green economy italiana“. “Ilva ha avuto una autorizzazione che prevede un impegno dell’azienda per adeguare le tecnologie di produzione agli standard europei che entreranno in vigore nel 2016. Noi – ha detto il ministro- li facciamo partire subito“. Poi un monito: “Se l’Ilva s’illude di poter continuare a produrre senza aggiornare le tecnologie si sbaglia. Se altri si illudono di poter vietare all’Ilva di investire nelle tecnologie innovative si sbagliano pure“.

Rifiuti di Napoli.
Corrado Clini ha ribadito che ritiene “inaccettabile” che i rifiuti di Napoli o Roma siano smaltiti in Olanda e Germania e ha spiegato che il governo “sta lavorando a una norma che consenta, nel caso fosse necessario, di usare gli impianti che sono presenti in Italia“. “Stiamo creando una pressione molto forte nei confronti delle amministrazioni locali per aumentare la differenziata“, ha spiegato il ministro dell’Ambiente. “Non vogliamo che i rifiuti tornino nelle discariche mal gestite“, ha aggiunto. E, ha continuato, “se gli impianti del centro-nord lavorano a una capacità ridotta, questi impianti devono essere disponibili a contribuire a una soluzione dei problemi italiani“.

 

Fonte: Repubblica.it – Clicca QUI per accedere al sito ed usufruire di tutti gli approfondimenti disponibili

La prima nazione al mondo completamente ad energia rinnovabile, Tokelau

La piccola nazione di Tokelau, nel sud del Pacifico, è passata a fonti di energia rinnovabili, in particolare all’energia solare.

 Tokelau

Composto da 4.032 pannelli fotovoltaici e 1.344 batterie con generatori alimentati da biocarburanti derivati dalle noci di cocco, il Tokelau Renewable Energy Project, 7,5 milioni di dollari, è considerato uno dei più grandi sistemi solari off-grid del mondo.

Tokelau, che ha un totale di massa terrestre di sole 4,7 miglia quadrate (7,5 km quadrati, ndt) e una popolazione di circa 1.500 individui, in precedenza si basava su combustibili fossili importati per il suo fabbisogno energetico.

La compagni neozelandese PowerSmart, appaltatrice del progetto, ha detto in un comunicato che gli accordi iniziali prevedevano di coprire il 90% del fabbisogno di Tokelau, invece questo è capace di provvedere al 150% dell’attuale domanda di elettricità, consentendo a Tokelau di aumentare la produzione senza aumentare l’uso di carburante.

Il progetto da 1 megawatt ha avuto bisogno di tre mesi per essere installato, ha detto PowerSmart, con il primo sistema, sull’atollo di Fakaofo, messo in funzione ai primi di Agosto dopo un periodo di nove settimane per costruirlo; seguito dalla connessione a metà settembre sull’atollo di Nukunonu e finalmente sull’atollo di Atafu, connesso durante questo fine settimana.

“Il nostro impegno, come cittadini del mondo, è apportare un contributo positivo verso la mitigazione dell’impatto sul cambio climatico”, ha detto, alla Inter Press Service, Jovilisi Suveinakama, general manager del National Public Service of the Government of Tokelau.

Tokelau, composto da tre atolli, tende a subire tempeste estreme, siccità, sbiancamento del corallo, allagamento dei terreni e salinizzazione delle acque interne.

“Siamo orgogliosi di questo risultato”, ha detto Suveinakama, aggiungendo che lui stesso incoraggia altri paesi del Pacifico a prendere la stessa iniziativa.

Anirudh Singh, professore di fisica associato alla University of the South Pacific nelle Fiji, facendo notare che le piccole popolazioni delle nazioni del Pacifico sono normalmente isolate e disperse, ha detto che il Pacifico ha “un problema diffuso” per importare i combustibili di cui avrebbe bisogno.

“E rimpiazzare questi combustibili è la necessità primaria, visto che i prezzi di importazione sono esorbitanti”, ha detto Singh alla IPS.

I conti dell’importazione di petrolio per il 32% del importo totale delle Fiji e per il 23% dell’importo delle Tonga, per esempio. Mentre Samoa, Fiji, Vanuatu e le Salomon Islands sono salite nella classifica dei paesi del mondo più vulnerabili ai prezzi del petrolio.

“In tutto il Pacifico ci sono chiari problemi con l’attuale, e l’atteso, costo dell’energia elettrica generata tramite diesel”, ha detto il PowerSmart Managing Director, Mike Bassett-Smith, aggiungendo che l’energia solare eliminerà il rischio ambientale degli scarichi di diesel tra gli atolli tropicali.

“I costi dell’energia sostengono l’economia e lo sviluppo sociale di queste nazioni, e producono un impatto positivo su questi problemi. È la sola e più importante ragione per la quale abbiamo iniziato questo lavoro”, ha detto Bassett-Smith parlando della compagnia che ormai ha cinque anni.

FONTE: SolarDaily

Petrol from air, it’s possible.

Una piccola azienda britannica ha prodotto il primo “petrol from air” con una tecnologia rivoluzionaria che promette di risolvere la crisi energetica e contribuire a frenare il riscaldamento globale, eliminando l’anidride carbonica dall’atmosfera.

L’Air Fuel Synthesis di Stockton-on-Tees ha prodotto cinque litri di benzina dal mese di agosto, da quando ha messo in funzione  una piccola raffineria che produce benzina ricavandola da anidride carbonica e vapore acqueo.

L’azienda spera che entro due anni sarà possibile costruire un impianto più grnande  in grado di produrre  su scala commerciale una tonnellata di benzina al giorno. E’ prevista, inoltre,  la produzione di carburante verde destinato all’aeronautica per diminuire l’impatto ambientale dei viaggi aerei.

Tim Fox, responsabile “energia e ambiente” presso l’ Institution of Mechanical Engineers di Londra, ha dichiarato: “Sembra troppo bello per essere vero, ma è vero“.

Il processo è ancora nelle prime fasi di sviluppo e necessita di prendere elettricità dalla rete nazionale, ma la società ritiene che alla fine sarà possibile utilizzare energia da fonti rinnovabili, come impianti eolici o sbarramenti di marea.

Abbiamo preso l’anidride carbonica dall’aria e idrogeno dall’acqua e trasformato questi elementi in benzina“, ha detto Peter Harrison, amministratore delegato della società, che ha rivelato la svolta in una conferenza presso la Institution of Mechanical Engineers di Londra.

Non c’è nessun altro che lo fa in questo paese o addirittura all’estero, per quanto ne sappiamo. Sembra e puzza di benzina, ma si tratta di  un prodotto molto più pulito e più chiaro rispetto alla benzina derivata dal petrolio fossile“, ha detto Harrison a The Independent.

Non abbiamo nessuno degli additivi che si trovano nella benzina convenzionale, ma il nostro carburante può essere utilizzato nei motori attuali“, ha detto continuato Harrison, “Significa che la gente potrebbe andare a un distributore e mettere il nostro prodotto nella loro auto, senza dover installare batterie, o adattare il veicolo per le celle a combustibile o per montarci un serbatoio per l’idrogeno. Ciò significa che può essere utilizzata  per il trasporto l’infrastruttura esistente“.

Catturare l’anidride carbonica dall’aria, e così rimuovere efficacemente il principale  gas serra  derivante dalla combustione di combustibili fossili come il petrolio e il carbone, è stato il Santo Graal dell’emergente economia verde.

Che sia stato trovato?

E-CAT, il boiler di Sergio Focardi e la Fusione Fredda. Scetticismo della Scienza e interesse del Mercato.

Quando il fisico Sergio Focardi e l’imprenditore Andrea Rossi diciotto mesi fa hanno presentato il loro “energy catalizer” (E-Cat), sapevano di far resuscitare un termine quasi dimenticato, diventato un tabù nella comunità scientifica: “Fusione Fredda”.

L’E-CAT – L’E-Cat è una sorta di “boiler”: scalda acqua producendo vapore, cioèE-CAT, energy catalizer energia termica. Ma nessuna reazione chimica potrebbe giustificare tutta l’energia prodotta da questo marchingegno. La spiegazione, secondo Rossi e Focardi, è una sola: il reattore innesca una reazione ancora sconosciuta tra atomi di Nichel e Idrogeno detta Lenr, Low Energy Nuclear Reaction. Energia nucleare dunque, ma non radioattiva, poiché non c’è uso di materiale fissile né produzione di scorie…

LO SCETTICISMO – L’E-Cat non viene preso in considerazione dagli alti livelli scientifici, molto scettici nei confronti della “Fusione Fredda”, anche perché Rossi si rifiuta di svelare come funziona il suo reattore: «Non voglio far la fine di Meucci» – spiega lui – ma c’è chi lo accusa apertamente di essere un “venditore di fumo”. Tuttavia in questi mesi ha continuato a far parlare di sé annunciando nuovi clamorosi sviluppi, come “L’Hot Cat”, una centrale termo-elettrica ad alta temperatura che una volta accesa fornirebbe energia praticamente illimitata. Il suo terreno di gioco infatti non è l’ambito accademico-scientifico, ma il mercato. Detiene un brevetto italiano ed ha presentato domanda per quello internazionale: vuole produrre energia con i suoi E-Cat e, soprattutto, vuole essere il primo a venderli.

IL MERCATO – Ma vendere a privati cittadini una tecnologia sconosciuta di tipo “nucleare” si è rivelato assai difficile: troppi dubbi sul reale funzionamento e troppi problemi con le norme di sicurezza. Allora ha cambiato strategia puntando sugli impianti industriali che per legge devono essere gestiti da personale specializzato. La centrale termica da 1 Megawatt a bassa temperatura che Rossi dice di aver già venduto in ambito militare ha recentemente ottenuto la certificazione di sicurezza volontaria (valida per il prototipo) da parte della società svizzera Sgs. D’ora in poi sarà più facile produrla anche per l’industria civile.
Ecco dunque il paradosso: un’invenzione che si basa su teorie scientifiche ancora sconosciute, utilizzando principi negati dalla scienza ufficiale è però acquistabile sul mercato. Il costo? Circa un milione di euro, che passando alla produzione industriale, secondo Rossi, dovrebbe abbassarsi attorno ai 100.000 euro.

L’utopia dei precursori Fleischmann e Pons è sul punto di realizzarsi? Impossibile affermarlo con certezza. Era considerata la più grande bufala scientifica degli ultimi vent’anni, ma è un fatto che i test su nuove forme di energia che hanno origine dagli studi dei due elettrochimici americani hanno ripreso un impetuoso vigore.
Se si stia preparando una rivoluzione però è ancora presto per dirlo.

 

Fonte: articolo firmato da Paolo Soglia pubblicato sul Corriere.itClicca QUI per per accedere al sito e fruire di tutti gli approfondimenti a disposizione

Giornata Mondiale dell’Habitat

Come ogni anno dal 1995 il primo lunedì di ottobre è stato designato dalle Nazioni Unite Giornata mondiale dell’habitat. Quest’anno l’anniversario cade il 1° ottobre. L’Onu ha scelto il tema del 2012: Città in corso di trasformazione, opportunità di costruzione.

IL TEMA – Un tema che unisce due concetti: la costruzione di un nuovo concetto di città – basti pensare agli enormi agglomerati urbani asiatici e del Terzo mondo – e il nuovi sistemi per l’edilizia (per esempio le case a emissione zero) che stanno trasformando un settore ad alto impatto ambientale in un’industria sostenibile. L’idea delle Nazioni Unite è invitare a riflettere sullo stato delle nostre città e sui diritti basilari di tutti (per esempio quello dell’accesso all’acqua). La Giornata dell’habitat vuole ricordare all’umanità le sue responsabilità collettive per il futuro dell’ambiente, in quanto è proprio nelle città che si realizzano i sogni di un domani migliore.

HABITAT E CITTÀ – Molti sono infatti coloro che lasciano le zone rurali per inseguire i sogni di un futuro prospero in una grande città e l’esplosione delle zone urbane nei Paesi in via di sviluppo ne è una testimonianza inequivocabile. L’Onu, quindi, vuole sottolineare la necessità di un piano globale per le città, in quanto – come è stato più volte sottolineato in varie occasioni – città senza una pianificazione urbana portano a uno sviluppo caotico e senza futuro. Invece città con una seria pianificazione possono continuare a costituire buone opportunità per gli attuali e futuri residenti.

 

Fonte: Corriere.it. Clicca QUI per per accedere al sito e fruire di tutti gli approfondimenti a disposizione

Il solare termodinamico dal 2015 in Sicilia sarà una realtà

Il Solare Termodinamico, fortemente voluto, e sognato, dal Nobel per la Fisica Carlo Rubbia, il quale nel 2005  lasciò la presidenza dell’ENEA in contrasto con quanti non erano disposti a finanziare il progetto in cui credeva fortemente, sta per diventare realtà. Il Progetto progetto archimedeArchimede  vedrà la sua realizzazione e inizierà a funzionare nel 2015. Una realtà tutta italiana, e ciò va  rimarcato in un periodo di grandi difficoltà  in cui le dimostrazioni di eccellenza e i grandi risultati fanno da necessari volani alla ripresa del Paese.

Segue il comunicato stampa ENEA – Agezia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile –  del 19.09.2012…

L’ing. Giovanni Lelli, Commissario dell’ENEA, intervenendo al convegno “Sicilia, l’isola del Solare Termodinamico– Carta del Sole, un patto per l’energia tra territorio e industria”, ha sottolineato: “La tecnologia del solare a concentrazione, sviluppata dall’ENEA negli ultimi dieci anni, costituisce un caso di eccellenza tutto italiano che ha portato alla realizzazione della prima centrale termodinamica al mondo che utilizza sali fusi con funzione sia di trasporto del calore che di accumulo termico, con significativi vantaggi in termini di efficienza, funzionalità e compatibilità ambientale dell’impianto”.

Il progetto ha visto il coinvolgimento dell’industria nazionale sin dalla fase iniziale e l’impianto realizzato a Priolo Gargallo in Sicilia, che integra una centrale alimentata a gas, è un esempio di come il sistema della ricerca pubblica, l’ENEA e quello industriale, in questo caso l’ENEL, possano incontrarsi e collaborare per sviluppare innovazione tecnologica.
La tecnologia del solare termico ad alta temperatura si basa su brevetti di diversi componenti sviluppati dall’ENEA, che sono stati trasferiti ad aziende italiane che li hanno ingegnerizzati e che hanno fatto sistema tra loro, costituendo una filiera industriale hi-tech, di cui fanno parte una trentina di aziende, che è diventata leader a livello mondiale”.

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=H4z1HYX0fY8

 

Rassegna stampa dell’ENEA 20 settembre 2012 ( le ultime notizie della stampa nazionale sul Progetto Archimede)

 

 

 

 

I ciclisti pedalano per un mondo migliore

Mountan bike, citybike, unisex o biciclette da da corsa, in Italia è bicimania. Complice la crisi e il prezzo alle stelle dei carburanti le vendite di biciclette nel Belpaese sono decollate (2 milioni le biciclette vendute nel 2012). Non basta, centinaia di migliaia sono le biciclette “rispolverate”, strappate dalle ragnatele delle cantine e restituite a gambe ansiose di pedalare.   La buone notizie sono arrivate  dall’Esposizione Internazionale del Ciclo in corso a Verona.

I ciclisti pedalano per un mondo migliore, miglioriamo il mondo per farli pedalare

Benzina, crolla il prezzo internazionale, ma il prezzo alla pompa continua a salire.

Le quotazioni del petrolio crollano, ma il prezzo dei carburanti alla pompa è sempre fermo, se non addirittura in aumento. Si riapre lo scontro tra compagnie e consumatori, eppure i motivi del fenomeno sonosemplicissimi, quanto la soluzione ai problemi che esso genere.

La questione è semplice. I prezzi sono determinati dalla domanda e dall’offerta. Se la domanda di un bene resta alta e tende costantemente ad aumentare  e la sua offerta è soggetta a percezioni di scarsità, il prezzo del bene aumenta. E’ proprio quello che succede ai carburanti:  la domanda è in continua crescita e l’offerta è fortemente soggetta a percezioni di scarsità, spesso fraudolentemente studiate a tavolino e indotte.

Gli effetti al rialzo sul prezzo finale del prodotto di voci quali costi di produzione, di trasporto e di trasformazione,  sono la giustificazione che le compagnie mettono sul tavolo quando si abbassano vistosamente i prezzi della materia prima, rispondendo alla necessità di garantire a loro stessi margini di ricavo sempre più alti.

Queste sono, in poche e semplici parole, le cause che spiegano il motivo per cui il prezzo alla pompa dei carburanti non scende  in sintonia con il calo dei prezzi della materia prima. Detto ancora con parole più semplici: fino a che la domanda continuerà ad essere così alta e non vi saranno segnali netti di un’inversione di tendenza, i prezzi del carburante saranno destinati a salire.

E’ in quest’ultima affermazione che si nasconde la soluzione del problema che ha tutta l’aria di essere un vero e proprio uovo di Colombo. Affinchè diminuisca il prezzo dei carburanti alla pompa è necessario fermare la corsa al rialzo della domanda e puntare ad una netta inversione di tendenza.

Clicca sull’immagine per saperne di più sul modello della domanda e dell’offerta

Abbassando la domanda di carburanti equivale a costringere le compagnie ad abbassare il loro prezzo. Il modello della domanda e dell’offerta è semplice e impietoso. Certo, le compagnie dal canto loro potrebbero sempre abbassare il lato dell’offerta per mantenere i prezzi alti, ma sarebbe un gioco sconveniente considerando tutta una serie di fattori che vanno dagli accordi con i paesi produttori di petrolio alle scorte in magazzino.

Come si fa ad abbassare la domanda? Noi, governati, dovremmo impegnarci ad assumere comportamenti più virtuosi che vanno dall’abbassare di qualche grado il riscaldamento in inverno, all’uso dell’auto condivisa, dei mezzi pubblici e della bicicletta. Ovvio che questi sono solo alcuni degli esempi di comportamento virtuoso  che si possono fare tralasciando cose più dispendiose e impegnative quali l’impianto di pannelli fotovoltaici, o comunque di qualsiasi altra fonte di energia alternativa. Loro, i governanti, dovrebbero mettere i governati nelle condizioni di compiere questi comportamenti virtuosi in modi semplici ed accessibili.

 

Effetto Fukushima, il Giappone fermerà tutte le centrali nucleari entro il 2040

Non si torna più indietro. L’effetto Fukushima, nonostante le paure per gli ingenti costi da affrontare è irreversibile. Il Giappone fermerà tutte le centrali nucleari, che attualmente coprono 1/3 del fabbisogno energetico del paese, entro e non oltre il 2040. Dopo le  vivaci  mobilitazioni estive della popolazione giapponese, divenuta fortemente ostile al nucleare, il governo giapponese non ha avutoeffetto Fukushima giappone chiude centrali nucleari altra scelta che incamminarsi verso il duro, ma virtuoso,  percorso della denuclearizzazione. Se è vero, infatti, che sarà dato un grande stimolo alle politiche di sostegno alle rinnovabili e all’efficienza energetica, è altrettanto vero che la prima fase di transizione dovrà prevedere la sostituzione della fonte nucleare con fonti tradizionali quali gas e carbone, nonchè con un’ingente importazione di energia dai paesi esteri. Operazioni che, come abbiamo accennato all’inizio, prevedono costi altissimi. Il popolo nipponico però non ha dubbi, di rischiare un’altra Fukushima non ne vuole proprio sapere.

 

Energia eolica per fermare il Doomsday Clock

Ciminiere e torri di raffreddamento sono il simbolo della produzione energetica inefficiente e dannosa. Inquinamento e riscaldamento globale spingono pericolosamente avanti le lancette del Doomsday Clock. Problemi cui è, ancora, possibile far fronte. E’ dimostrato  che con l’uso di impianti eolici uniformemente distribuiti sul territorio globale, utilizzando le attuali tecnologie,  si riuscirebbe tranquillamente a soddisfare, superandola abbondantemente, la domanda mondiale di energia. Risultato eccezionale cui andrebbero aggiunte le interessanti conseguenze estetiche dimostrate dal divertente video.

httpv://www.youtube.com/watch?v=QJxpKHH48Lw

 

Il fabbisogno di energia mondiale potrebbe essere coperto dall’energia eolica.

Ad oggi il fabbisogno mondiale di energia è di 18 terawatt di potenza. Sfruttando i venti di superficie si potrebbero generare fino a 400 terawatt di energia, più di 20 volte tanto, ma il dato sorprendente arriva dallo sfruttamento dei venti di tutta l’atmosfera che  potrebbero generare 1800 terawatt: 100 volte l’attuale fabbisogno mondiale! In entrambi i casi è richiesta una distribuzione uniforme degli impianti sull’intero globo, il che può dar luogo a ostacoli geopolitici per la  fattibilità di un progetto. La ricerca uscita su Nature Climate Change non lascia, però, spazio ai dubbi: nonostante i limiti tcnologici e geopolitici attuali, è il vento la fonte di energia del futuro.

Gli Apocalittici – la serie TV

Gli Apocalittici su national geographic

Serie TV – Gli apocalittici – National Geographic

 

Il giorno 24 Settembre alle ore 20.55 iniziera sul canale del National Geographic la serie televisiva dedicata agli apocalittici. Verranno raccolte testimonianze di persone che si preparano all’avvento dell’apocalisse cercando di sfuggire, aggirare, prepararsi ad ogni tipo di evento. Consigliamo vivamente di seguirla e di tenere come riferimento il nostro blog per le vostre testimonianze utilizzando la nostra Pagina dedicata alle comunicazioni per National Geographic.

Di seguito la trama della serie TV:

L’espressione “apocalisse” o “fine del mondo” nell’immaginario popolare è associata all’idea di un evento talmente catastrofico da comportare la conclusione definitiva della civiltà umana per come la conosciamo. Tuttavia ci sono persone fermamente intenzionate a vendere cara la pelle, e che giorno dopo giorno si stanno preparando con ogni mezzo per resistere a un’eventuale catastrofe di proporzioni escatologiche.

Benvenuti nel mondo degli Apocalittici, gente peraltro comune che ha deciso di organizzarsi per sopravvivere a ogni tipo di evento razionalmente prevedibile e potenzialmente disastroso per l’umanità: che si tratti di terremoto, incidente nucleare, collasso economico, crisi energetica o attentato terroristico.

Spinti da credenze e motivazioni di volta in volta razionali o bizzarre, i cosiddetti “preppers” non esitano davanti a nulla pur di attrezzarsi per fronteggiare qualunque incerto della vita. Ma tutti questi sforzi hanno una reale ragione di essere? E fino a che punto possono offrire una protezione efficace in caso le cose volgano al peggio?

Con l’aiuto dei suoi esperti National Geographic Channel ci accompagna in un appassionante viaggio di esplorazione tra le “roccaforti” degli Apocalittici che metterà a confronto rischi e benefici delle varie strategie adottate.

 

Queste le programmazioni:
Lunedì 24 settembre ore 15.44 – Presentazione
Lunedì 24 settembre ore 20.55 – Armati per la fine del mondo
Lunedì 24 settembre ore 21.55 – I profeti dell’apocalisse
Martedì 25 settembre ore 00.50 – Armati per la fine del mondo

Apocalisse 2012, dalla paura qualche buona idea in termini di gestione delle risorse.

L’irrazionalità della paura dell’Apocalisse  genera “razionalità” in termini di gestione delle risorse domestiche.

Nella prima parte del video  una “normale” e “pacifica” famiglia americana è certa di dover affrontare terribili conseguenze a seguito delle emissione di massa coronale del 2012-2013, il risultato è un’economia domestica che presenta alcuni aspetti davvero interessanti. Nella  seconda parte una piccola, ma un po’ troppo  “agguerrita”, comunità  di “preppers”  si prepara ad affrontare  quello che ritiene essere l’imminente collasso economico mondiale.

httpv://www.youtube.com/watch?v=2oMF4V5T1Zc

Una casa galleggiante solare sul Tamigi, farà risparmiare una tonnellata di Co2

Pannelli solari casa galleggiante

Una casa galleggiante sul Tamigi, totalmente autonoma nella produzione di energia grazie aai pannelli fotovoltaici utile per noi apocalittici che ci aspettiamo condizioni di vita peggiori dopo l’avvento. La “house-boat”  ospiterà la Danimarca durante le Olimpiadi di Londra 2012, una imbarcazione che farà risparmiare circa una tonnellata di Co2 di inquinamento.

Il linea con lo spirito ecologico di Londra 2012, questa sarà una delle abitazioni più ecosostenibili, dotata di pannelli fotovoltaici e realizzata in collaborazione con alcuni designer impegnati nello sviluppo di progetti urbani ecosostenibili. Otto i moduli solari Panasonic Hit H250 installati sul tetto permettono di avere un’energia annuale prodotta dalla casa galleggiante è pari a 1670 kWh, completamente sufficiente per rendere autonoma una famiglia, consentendo di risparmiare fonti tradizionali che produrrebbero una tonnellata di emissioni di Co2 nell’arco di un anno.

L’house-boat è pronta a ospitare “Casa Danimarca”, e per una nazione la cui capitale è stata appena eletta ”la città più verde d’Europa”, non poteva esserci sistemazione migliore. Questo è il primo passo di un progetto molto più grande, che dovrebbe precedere il lancio di ulteriori case galleggianti ancora più tecnologiche.

Apocalittici, il blog aperto sull’Apocalisse

BENVENUTO/A SU APOCALITTICI

* TERREMOTO  EMILIA     SMS  SOLIDALE     45500 *

 

Apocalittici

Apocalittici

 

ISCRIVITI AL BLOG                                                                                       ACCEDI

Catturata la particella di Dio, il bosone di Higgs

GINEVRA – Finalmente dopo quasi cinquant’anni, il bosone di Higgs è stato il Sacro Graal del mondo scientifico. Ed oggi sembra che la ricerca sia finalmente conclusa: la particella sarebbe stata catturata, anche grazie agli oltre 600 scienziati italiani presenti al CERN di Ginevra. L’anuncio ufficiale dovrebbe arrivare domani, ma nessuno ha smentito le indiscrezioni.
Niente a che fare con l’apocalisse al momento ma gli sviluppi che la scoperta potrebbe avere sono molteplici e forse iperscrutabili.
Per catturare “la particella di Dio” venne costruito il Large Hadron Collider, cioè il superacceleratore capace di far scontrare fra loro miliardi di protoni con una forte energia: tutto per riprodurre le condizioni dell’universo una frazione di secondo dopo la sua nascita.

Nel 1964 Higgs aveva teorizzato l’esistenza di una particella sconosciuta che spiegasse come mai tutte le cose nell’universo abbiano una massa, e ora, dopo 48 anni di tentativi, è stata catturata. Il bosone di Higgs era l’ultima particella elementare prevista dal Modello standard della teoria quantistica dei campi non ancora osservata da un esperimento.

“I dati confermano la soglia dei 5 sigma, vale a dire una probabilità di scoperta pari al 99,99994 per cento» spiega il teorico del Cern Gian Francesco Giudice- Anzi, si sono intravisti effetti che farebbero pensare all’esistenza di altre particelle, dunque un ampliamento del disegno teorico fin qui immaginato. Per questo bisognerà indagare ulteriormente”.

Petrolio e Gas, riserve mondiali disponibili…ancora.

Il Servizio Geologico degli Stati Uniti stimerebbe le reali riserve di petrolio e gas ancora esistenti sul pianeta nelle seguenti quantità:

  • 665 miliardi di barili di petrolio;
  • 40 triliardi di metri cubi di gas;
  • 16 miliardi di barili di gas liquido.

Considerando le risorse disponibili e conosciute, a questi livelli di consumo si potranno riempire serbatoi e far funzionar caldaie (volendo prendere in considerazione solo gli usi più immediati di queste materie prime) per altri 20, massimo 25 anni.

Sia il dato attendibile o meno, è il caso di pensare alle alternative. E alla svelta.

 

Energie Alternative, in Italia il fotovoltaico supera l’Eolico.

Il fotovoltaico supera l’eolico e diventa la prima fonte energetica rinnovabile d’Italia, a eccezione dell’idroelettrico. Un sorpasso storico avvenuto a febbraio 2012: 10.678 GWh del primo contro i 10.568 GWh dell’eolico. A maggio la distanza è aumentata ulteriormente: 14.490 GWh contro 11.541 GWh. I dati sono stati forniti dall’Ufficio studi di Confartigianato che sottolinea come oggi, soltanto con l’energia prodotta dal fotovoltaico, potrebbe essere soddisfatto il fabbisogno delle famiglie di tutto il Sud Italia (14.451 GWh).

(fonte Repubblica.it, clicca qui per leggere l’articolo completo)

 

SIAMO SULLA BUONA STRADA.

Want to stop climate change? Prova con un tweet.

Apocalittici sposa l’ iniziativa delle associazioni ambientaliste di tutto il mondo, raggruppate dalla coalizione 350.org, di lanciare una TWITTERSTORM con l’appello ai leader del pianeta riuniti al G20 per fermare i sussidi ai combustibili fossili.

Ognuno deve lanciare per 24 ore su twitter lo stesso messaggio:

Want to stop climate change? Stop funding it. Pls RT to join the 24-hour TwitterStorm!

 

FERMIAMO I SUSSIDI AI COMBUSTIBILI FOSSILI.

PROVA CON UN TWEET!

 

Rio +20, summit sullo sviluppo sostenibile

Sette  sono i temi prioritari per  l’Onu nel summit sullo sviluppo sotenibile  che culminerà a Rio dal 20 al 22 giugno:

  1. posti di lavoro derivanti dalla svolta “sostenibile”;
  2. energia rinnovabile e riduzione degli sprechi;
  3. città sostenibili;
  4. sicurezza alimentare e agricoltura sostenibile;
  5. acqua;
  6. oceani;
  7. capacità di fare fronte a disastri.

L’avvertimento di Achim Steiner, direttore dell’Unep, ha toni apocalittici:

Se le tendenze attuali continuano e gli attuali modelli di produzione e consumo delle risorse naturali prevalgono, i governi dovranno affrontare un livello di danni e di degrado senza precedenti“.

 

AirPod, l’auto ad aria renderà meno apocalittico il futuro delle nostre città.

Non credo che la scienza possa proporsi altro scopo che quello di alleviare la fatica dell’esistenza umana” affermava Bertold Brecht.

Non amo le citazioni, ma l’entusiasmo per la notizia della produzione e commercializzazione dell’auto ad aria compressa ad opera del colloso indiano Tata trova difficilmente le parole per essere espresso.

Ebbene sì, ci siamo. L’auto ad aria compressa è una realtà. La promessa è quella di permettere a tutti di percorrere 100 km con 1 euro, perchè oltre ad essere efficientissima è anche low cost. Costerà appena 7000 euro e si chiamerà AirPod. Un’autentica rivouzione nel mondo della mobilità sostenibile.

AirPod, l'auto ad aria compressa

AirPod, la prima auto ad aria compressa.

La  Motor Development International (MDI), con sede in Lussemburgo, è infatti ormai a un passo dal lancio commerciale e  ha rilasciato in anteprima a Repubblica.it  tutte le informazioni di dettaglio sul suo progetto.

Una bellissima notizia. Non  resta di aspettare la metà del prossimo anno quando l’auto dei sogni sarà messa in commercio dando inizio, speriamo, ad una nuova era della mobilità su quattro ruote.

Questo blog è dedicato agli apocalittici e all’apocalisse, almeno così sembra se ci si sofferma solo sul nome.  Personalmente non sono un apocalittico e non credo all’apocalisse, almeno in quella intesa nel senso esoterico del termine.

Credo, però, che abbiamo una sola vita e un solo mondo su cui viverla ed entrambi hanno un inizio e una fine.

Bisognerebbe, quindi, aspirare a vivere nel miglior modo possibile nel miglior mondo possibile in modo da consegnare il mondo alle future generazioni meglio di come l’abbiamo trovato.

Poco importa se e quando arriverà la fine, e ancor meno come sarà. L’importante è “alleviare la fatica dell’esistenza umana”, e l’auto ad aria, se davvero sarà realizzata e distribuita, rappresenta un importantissimo piccolo grande passo in questa direzione. Peccato sia un po’ bruttina. Pazienza.

Elettronica Virale, la nuova frontiera delle energie rinnovabili.

Di giorno in giorno si assestano colpi sempre più decisi agli apocalittici scenari di un mondo a secco di energia.

L’ultima frontiera delle energie rinnovabili sembra essere quella dell’ Elettronica Virale. Gli scienziati del dipartimento del Lawrence Berkeley National Laboratory, in California, negli Stati Uniti hanno pubblicato sulla rivista Nature Nanotechnology una scoperta che ha del sensazionale.  Hanno scoperto, infatti,  che un certo tipo di batteri ha la capacità di convertire l’energia meccanica in elettrica.

virus ingegnerizzati

"virus ingegnerizzati" caricheranno le batterie dei nostri smartphone

E’ già stato creato un piccolo dispositivo, sottile come la carta, rivestito da “virus ingegnerizzati”, assolutamente innocui per la salute dell’uomo, che hanno la caratteristica di sfruttare la piezoelettricità, ossia  di convertire le sollecitazioni meccaniche, quale può essere la pressione esercitata da un dito, in energia elettrica sufficiente ad alimentare un piccolo display.

Le ricerche hanno bisogno di essere approfondite, ma secondo Seung-Wuk Lee, professore del Berkeley lab, “Visti i risultati positivi, molto presto, con questi virus, costruiremo dispositivi molto piccoli capaci di utilizzare e trasformare l’energia prodotta da altre attività quotidiane, come la chiusura di una porta o il fatto di salire le scale, per ottenere energia elettrica”.

Il prof. Seung-Wuk Lee e il suo staff della Berkeley lab

L’oceano fonte inesauribile di energia pulita.

L’oceano in un futuro sempre più prossimo potrebbe diventare una fonte inesauribile di energia.

La Lockheed Martin, azienda americana nota per la sua attività nel campo aeronautico, sta lavorando ad un prototipo di centrale capace di sfruttare il calore degli oceani tropicali e convertirlo in energia elettrica. Il prototipo, che dovrebbe produrre 10 megawatt, dovrebbe essere completata entro quest’anno, e potrebbe rappresentare una svolta nel campo delle energie rinnovabili.

 

(da Repubblica.it, clicca qui per leggere l’intero articolo).