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Buone Notizie

Ecomondo, green economy per uscire dalla crisi

Settanta proposte per affrontare la crisi dell’Italia con un nuovo sviluppo in chiave verde da discutere in due giorni. Con questo obiettivo prendono il via a Ecomondo di Rimini gli Stati generali della green economy promossi dal ministero dell’Ambiente e da 39 organizzazioni di imprese verdi. L’appello del presidente Napolitano, letto in apertura del summit è stato esortativo: “L’Italia può e deve, senza ulteriori esitazioni, colmare i ritardi rispetto agli standard europei e darsi più validi presidi nella difesa dell’ambiente e delle biodiversità, nella gestione sostenibile delle risorse naturali, nella valorizzazione del paesaggio e del territorio, nella generale adesione a comportamenti più sobri e rispettosi dell’ecosistema“.

 



Raggiungere standard europei è lo percorso che il governo sta portando avanti “concretamente“, ha spiegato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che si è detto “soddifatto” della rielezione di Obama. Che resti alla Casa Bianca per l’Italia “è un bene. Col suo staff abbiamo costruito un’ottima relazione“, ha aggiunto il ministro, “se non fosse stato eletto si sarebbe interrotto il percorso sulle energie rinnovabili. Abbiamo rapporti, per me anche personali, di lunghissima data con il gruppo che lavora con il presidente Obama – ha detto Clini -. Il percorso che hanno avviato sulla green economy è molto importante anche per l’Europa“.

Economia verde contro la crisi.Le imprese che hanno preparato gli Stati generali hanno risultati che dimostrano che la green economy in Italia è la chiave per uscire dalla crisi, ha spiegato Clini. “Oggi ci sono più di 1000 partecipanti ed è importante“, ha continuato il ministro sottolineando che “oggi e domani io e il ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, faremo una riunione con le parti sociali più dinamiche dell’economia italiana ossia le imprese della green economy“. Perché il governo è “impegnato in questo settore” ha aggiunto il ministro. “Abbiamo messo in moto dei meccanismi concreti che rendano più semplici le procedure per fare non soltanto energie rinnovabili ma anche per risanare i siti contaminati industriali e promuovere investimenti in questo settore“. Inoltre, “abbiamo rafforzato le misure di incentivazione per l’efficienza energetica, abbiamo creato un fondo per l’occupazione giovanile nei settori della green economy e il credito di imposta per chi investe in ricerca e innovazione in campo ambientale“.

Fotovoltaico. Sotto le volte della Fiera di Rimini, l’edizione numero 16 di Ecomondo, si è alzato il sipario sull’impianto fotovoltaico realizzato da Green Utility e sviluppato sui 100mila metri quadri di copertura dei padiglioni. Una potenza di 4.332 kWp per rendere il quartiere autonomo sotto il profilo del fabbisogno energetico. “L’impianto si regge da solo – ha osservato Clini – senza incentivi che lo tengano in piedi. E’ la dimostrazione che si può fare“. Quello di oggi, ha sottolineato il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Edo Ronchi, è il “momento costitutivo della green economy italiana. Un mondo che finora si è mosso in misura frammentata e che qui creerà una piattaforma coordinata, una risposta corale alle aspettative del momento“.

Il programma.
Il percorso per arrivare agli stati generali  della green economy ha preso il via a marzo scorso con la formazione di 8 gruppi di lavoro ed è proseguito con otto assemblee nazionali programmatiche che hanno coinvolto più di 1000 esperti. Il programma per lo sviluppo di una green economy comprende 70 proposte relative a 8 settori: strumenti economici, eco innovazione, efficienza e risparmio energetico, sviluppo delle energie rinnovabili, materiali e riciclo dei rifiuti, servizi  degli ecosistemi, filiere agricole di qualità ecologica e mobilità sostenibile.

In Italia.
Nel 2011 l’ecoinnovazione made in Italy è in flessione rispetto al 2010. Secondo le rilevazioni di Eco-Is (Eco-Innovation Scoreboard, 2011) nell’Europa allargata l’Italia figura al sedicesimo posto contro il 12esimo del 2010. Il dato è contenuto nel “Rapporto sulla green economy” presentato oggi a  Rimini. L’Italia mostra comunque prestazioni positive, anche sopra la media europea: le certificazioni di sistemi di gestione ambientale, la produttività energetica, l’intensità delle emissioni di gas serra, lo sviluppo del lavoro nelle eco-industrie e il turn-over..Possibilità di significativi miglioramenti sono evidenti invece riguardo al valore totale degli investimenti “verdi”.

Esuberi Ilva.
I duemila esuberi non riguardano gli impianti oggetto della autorizzazione. Sono legati prevalentemente alla situazione attuale di mercato. E’ chiaro che nel momento in cui partono gli investimenti per la riqualificazione degli impianti dell’Ilva, questi esuberi potrebbero anche essere assorbiti. Se su questo sono ottimista? Sì, sono molto ottimista“, ha detto il ministro dell’Ambiente Clini. Il ministro ha già convocato i vertici dell’Ilva per venerdì a Roma: “Vogliamo verificare con loro il percorso che intendono seguire per rispettare quello che abbiamo prescritto con l’autorizzazione integrata ambientale. Gli investimenti nell’Ilva saranno un passo importante per la green economy italiana“. “Ilva ha avuto una autorizzazione che prevede un impegno dell’azienda per adeguare le tecnologie di produzione agli standard europei che entreranno in vigore nel 2016. Noi – ha detto il ministro- li facciamo partire subito“. Poi un monito: “Se l’Ilva s’illude di poter continuare a produrre senza aggiornare le tecnologie si sbaglia. Se altri si illudono di poter vietare all’Ilva di investire nelle tecnologie innovative si sbagliano pure“.

Rifiuti di Napoli.
Corrado Clini ha ribadito che ritiene “inaccettabile” che i rifiuti di Napoli o Roma siano smaltiti in Olanda e Germania e ha spiegato che il governo “sta lavorando a una norma che consenta, nel caso fosse necessario, di usare gli impianti che sono presenti in Italia“. “Stiamo creando una pressione molto forte nei confronti delle amministrazioni locali per aumentare la differenziata“, ha spiegato il ministro dell’Ambiente. “Non vogliamo che i rifiuti tornino nelle discariche mal gestite“, ha aggiunto. E, ha continuato, “se gli impianti del centro-nord lavorano a una capacità ridotta, questi impianti devono essere disponibili a contribuire a una soluzione dei problemi italiani“.

 

Fonte: Repubblica.it – Clicca QUI per accedere al sito ed usufruire di tutti gli approfondimenti disponibili

Grazie Felix

Fino ad ora non lo ha fatto nessuno lo faccio io. Sinceramente mi aspettavo quanto meno l’attenzione degli admin verso un’impresa che ha dell’apocalittico. Un uomo che in caduta libera sfonda il muro del suono equivale ad oltrepassare una delle tante colonne d’ercole della nostra era.

Ogni limite oltrepassato offre allo sguardo nuovi orizzonti da raggiungere, e da oltrepassare.

httpv://www.youtube.com/watch?v=FHtvDA0W34I&feature=g-logo-xit

 

Grazie Felix.

Petrol from air, it’s possible.

Una piccola azienda britannica ha prodotto il primo “petrol from air” con una tecnologia rivoluzionaria che promette di risolvere la crisi energetica e contribuire a frenare il riscaldamento globale, eliminando l’anidride carbonica dall’atmosfera.

L’Air Fuel Synthesis di Stockton-on-Tees ha prodotto cinque litri di benzina dal mese di agosto, da quando ha messo in funzione  una piccola raffineria che produce benzina ricavandola da anidride carbonica e vapore acqueo.

L’azienda spera che entro due anni sarà possibile costruire un impianto più grnande  in grado di produrre  su scala commerciale una tonnellata di benzina al giorno. E’ prevista, inoltre,  la produzione di carburante verde destinato all’aeronautica per diminuire l’impatto ambientale dei viaggi aerei.

Tim Fox, responsabile “energia e ambiente” presso l’ Institution of Mechanical Engineers di Londra, ha dichiarato: “Sembra troppo bello per essere vero, ma è vero“.

Il processo è ancora nelle prime fasi di sviluppo e necessita di prendere elettricità dalla rete nazionale, ma la società ritiene che alla fine sarà possibile utilizzare energia da fonti rinnovabili, come impianti eolici o sbarramenti di marea.

Abbiamo preso l’anidride carbonica dall’aria e idrogeno dall’acqua e trasformato questi elementi in benzina“, ha detto Peter Harrison, amministratore delegato della società, che ha rivelato la svolta in una conferenza presso la Institution of Mechanical Engineers di Londra.

Non c’è nessun altro che lo fa in questo paese o addirittura all’estero, per quanto ne sappiamo. Sembra e puzza di benzina, ma si tratta di  un prodotto molto più pulito e più chiaro rispetto alla benzina derivata dal petrolio fossile“, ha detto Harrison a The Independent.

Non abbiamo nessuno degli additivi che si trovano nella benzina convenzionale, ma il nostro carburante può essere utilizzato nei motori attuali“, ha detto continuato Harrison, “Significa che la gente potrebbe andare a un distributore e mettere il nostro prodotto nella loro auto, senza dover installare batterie, o adattare il veicolo per le celle a combustibile o per montarci un serbatoio per l’idrogeno. Ciò significa che può essere utilizzata  per il trasporto l’infrastruttura esistente“.

Catturare l’anidride carbonica dall’aria, e così rimuovere efficacemente il principale  gas serra  derivante dalla combustione di combustibili fossili come il petrolio e il carbone, è stato il Santo Graal dell’emergente economia verde.

Che sia stato trovato?

Provvedimento Cieli Bui, i benefici.

Intesa come campanello di allarme che ha segnalato l’insostenibilità degli attuali sistemi economici la crisi economica fa mostra, tra tante negatività, di un importantissimo aspetto positivo. Attribuire le cause della sua origine alla grande speculazione economica è un concetto miope e funzionale a giustificare comportamenti e negligenze che riguardano tutti. Siamo infatti noi gli attori principali della società del consumo e dello spreco. Il consumismo,  risposta acritica e insensata della “società usa e getta”  all’usura programmata dei prodotti e al bisogno indotto e confezionato a tavolino delle multinazionali, è la degenerazione del capitalismo. Lo spreco, il depauperamento di risorse destinate addirittura al “non-usa e getta lo stesso”, è la degenerazione del consumismo. La crisi economica impone un ripensamento, una marcia indietro, una presa di coscienza della scarsità delle risorse e della necessità di una loro allocazione e distribuzione efficiente. La crisi economica induce governi e governati a rivalutare il risparmio riposizionandolo tra i valori necessari. In quest’ottica è sicuramente da apprezzare il provvedimento “Cieli bui” che il Governo Italiano sta discutendo. La riqualificazione degli ipianti di illuminazione pubblica secondo criteri di ammodernamento degli impianti e razionalità nella diffusione centra il doppio obiettivo di un notevole risparmio energetico e della riduzione dell’inquinamento luminoso. E’ questo il classico provvedimento a costo zero che, se attuato, otterrà un indotto di benefici superiori alle aspettative: risparmio energetico e riduzione delle emissioni, casse un po’ più piene (ma di questi tempi è meglio dire meno vuote) e riduzione dell’inquinamento luminso che ci regalerà cieli stellati mozzafiato. Vi sembra poco? – segue l’estratto del provvedimento «Cieli bui» contenuto nella bozza in discussione da parte del governo…

1. Per finalità di contenimento della spesa pubblica, di risparmio di risorse energetiche, nonché di razionalizzazione ed ammodernamento delle fonti di illuminazione in ambienti pubblici, con decreto del Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e delle infrastrutture, nonché con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro . giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti standard tecnici di tali fonti di illuminazione e misure di moderazione del loro utilizzo fra i quali, in particolare:

a) spegnimento dell’illuminazione ovvero suo affievolimento, anche automatico, attraverso appositi dispositivi, durante tutte o parte delle ore notturne;

b) individuazione della rete viaria ovvero delle aree, urbane o extraurbane, o anche solo di loro porzioni, nelle quali sono adottate le misure dello spegnimento o dell’affievolimento dell’illuminazione, anche combinate fra loro;

c) individuazione dei tratti di rete viaria o di ambiente, urbano ed extraurbano, ovvero di specifici luoghi ed archi temporali, nei quali, invece, non trovano applicazione le misure sub b);

d) individuazione delle modalità di ammodernamento degli impianti o dispositivi di illuminazione, in modo da convergere, progressivamente e con sostituzioni tecnologiche, verso obiettivi di maggiore efficienza energetica dei diversi dispositivi di illuminazione.

2. Gli enti locali adeguano i loro ordinamenti sulla base delle disposizioni contenute nel decreto di cui al comma 1. Le medesime disposizioni valgono in ogni caso come principi di coordinamento della finanza pubblica nei riguardi delle regioni, che provvedono ad adeguarvisi secondo i rispettivi ordinamenti.

Strutture piramidali a ovest di Cuba, potrebbe essere Atlantide!

Due scienziati Paul Weinzweig e Pauline Zalitzki, avrebbero scoperto alcune piramidi sotto le acque a ovest di Cuba, nel Triangolo delle Bermude, e resti di antichi edifici circa un miglio al di sotto del livello del mare. Secondo i due scienziati si potrebbe trattare di Atlantide.

Inoltre Paulina ha rinvenuto sull’isola antiche iscrizioni e simboli che sarebbero identici a quelli trovati sugli edifici in fondo al mare.

I due scienziati hanno usato un sommergibile da esplorazione (ROV) per riuscire a rivelare le incredibili strutture piramidali costruite con pietre del peso di centinaia di tonnellate in modo simile a quello delle piramidi di Giza in Egitto.

ROV usato per le immersioni

Avrebbero trovato sfingi, pietre disposte come quelle di Stonehenge, e un linguaggio inciso nelle pietre.

Rilevazioni con strumenti

Rilevazioni con strumenti

Perché non è stato scoperto prima?

Secondo il giornalista Luis Mariano Fernandez il governo USA scoprì la città sommersa durante la crisi missilistica di Cuba negli anni sessanta. Sottomarini nucleari che si spostavano nel Golfo a elevate profondità avevano già incontrato le strutture piramidali. Immediatamente silenziarono il sito e presero il controllo del posto e degli oggetti, in modo che non cadessero nelle mani dei Russi.

Un informatore dell’esercito, che prestava servizio a Montego Bay ha riferito che loro stanno ancora lavorando sul sito recuperando oggetti e strumenti dagli anni sessanta.

Quest’area dei Caraibi, secondo un rapporto di arclein di Terraforming Terra, non doveva essere sotto il livello del mare prima dell’ultima glaciazione cioè circa 10.000 anni fa.

Intervista di Luis Mariano Fernandez a Pauline Zalitzki

 Video correlati:

httpv://www.youtube.com/watch?v=klRbcEnLPbU

httpv://www.youtube.com/watch?v=hk6SWtumdK0&feature=related

Israele terra di pace ai tempi dei Neanderthal

Prove archeologiche mostrano che le combattive sub-specie potrebbero aver vissuto in pace in Israele.

Può essere utile, per il conflitto di questi tempi, sapere che 80.000 anni fa la Terra Santa potrebbe esser stato l’unico luogo dove i primi Homo Sapiens e i Neanderthal abbiano vissuto in pace, almeno a quanto suggeriscono i nuovi ritrovamenti.

Gli archeologi al lavoro nella grotta di Nahal Me’arot sul Monte Carmelo, uno dei più recenti siti dichiarati dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, hanno trovato prove che gli antenati genealogici vivevano fianco a fianco e forse anche incrociandosi, secondo un rapporto pubblicato sul Times di Londra.

“Se questo incrocio ha avuto luogo, doveva essere qui” ha detto Daniel Kaufman, un archeologo che lavora presso il sito.

Lo studio genetico, che indica che i geni dei Neanderthal sono presenti tra l’1 e il 4 percento nei geni europei, supporta l’ipotesi di incroci pacifici tra le due sub-specie.

Precedenti teorie ipotizzavano che la mescolanza fosse il risultato di rapimenti tra i gruppi costantemente in guerra.

Gli archeologi hanno trovato strumenti sia di Homo Sapiens sia di Neanderthal nel sito israeliano.

FONTE: The Jerusalem Post

Tutte le tappe di Nibiru e la profezia di Escansibus.

Nibiru, il temuto Pianeta X,  svolazza invisibile e indisturbato esibendosi ed eccellendo  nelle diverse specialità:  allineamento planetario, doppio allineamento planetario, incrocio delle orbite,  interferenza con campi magnetici e, la più spettacolare e pericolosa, “barba al pianeta” (è risaputo che Nibiru ha visto 362 volte Top Gun ed è un fun galattico di Maverick che era solito fare “la barba alla torre”).

Segue il viaggio di Nibiru nel nostro Sistema Solare, tappa per tappa, disciplina per disciplina, catastrofe per catastrofe, così come è riportato in svariati siti, blog, forum, libri e quant’altro. Alla fine troverete tutta la verità su Nibiru e su cosa accadrà e non accadrà…

11 Marzo 2011 = allineamento di Elenin e Nibiru con possibilità di terremoto forte verso questa data.
20 marzo 2011 = Nibiru si avvicina a Marte e interferisce con il campo magnetico di Giove.
28 Giugno 2012 = Nibiru si allontana di Saturno. Incrocia l’orbita di Marte.
3 agosto 2012 = Nibiru incrocia l’orbita della Terra e continua ad accelerare la sua velocità verso il sole.
20 agosto 2012 = Incrocia l’orbita di Venere.
11 settembre 2012 = Al suo punto più vicino al sole, i campi magnetici delle due stelle (Nibiru e Sole)interagiscono e interferiscono. Tutti i pianeti possono subirne le conseguenze.
27 Settembre 2012 = Nibiru è direttamente tra la Terra e il sole. E’ il periodo più critico.
22 Novembre 2012 = Nibiru si allinea con la Terra e il Sole. Un altro periodo di grandi sconvolgimenti.
21 dicembre 2012 = Un’altra allineamento Terra-Giove-Nibiru, e anche Giove con Elenin.
28 dic 2012 = doppio allineamento.
28 giugno 2013 = Nibiru si avvicina a Giove con una traiettoria vicino alla collisione.
5 Agosto 2013 = Il campo magnetico di Nibiru colpisce violentemente Giove.
20 giugno 2013 = Giove dovrebbe finalmente liberarsi del campo magnetico di Nibiru.
3 Settembre 2013 = Nibiru è sulla strada del il sistema solare esterno.
7 gennaio 2018 = Elenin e Nibiru sono ora al di fuori del sistema solare.

 

Io, Escansibus, grande numerologo e profeta part-time (e anche un po’ precario visto che con questa crisi i profeti non se la passano più bene come una volta), ho deciso di rivelarvi la verità su Nibiru:

Nibiru esiste! Solo che è un pianeta che alterna timidezza ed esibizionismo. La timidezza è tutta rivolta al genere umano, e ciò è comprensibile: 6 miliardi di allenatori e tutti ipercritici. L’esibizionismo è tutto rivolto alla bella Elenin, bionda cometa tutta curve di cui è innamorato dall’adolescenza.

Nibiru, sicuro di non essere visto, quando Opportunity, Hubble e altri telescopioni, satelliti, osservatori planetari, e qualche svariato miliardo di persone, si distraggono tutti contemporaneamente (in Italia, ad esempio, questo accade quando gioca la Nazionale o Celentano è ospite a San Remo), si esibisce in tutte quelle pericolose discipline di cui sopra al solo scopo di mettersi in mostra agli occhi dell’avvenente cometina. Non ha la minima intenzione di fare alcun danno.

Non accadrà nulla poichè Nibiru non esis…emh, volevo dire… non è cattivo, è solo innamorato.

 

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Il solare termodinamico dal 2015 in Sicilia sarà una realtà

Il Solare Termodinamico, fortemente voluto, e sognato, dal Nobel per la Fisica Carlo Rubbia, il quale nel 2005  lasciò la presidenza dell’ENEA in contrasto con quanti non erano disposti a finanziare il progetto in cui credeva fortemente, sta per diventare realtà. Il Progetto progetto archimedeArchimede  vedrà la sua realizzazione e inizierà a funzionare nel 2015. Una realtà tutta italiana, e ciò va  rimarcato in un periodo di grandi difficoltà  in cui le dimostrazioni di eccellenza e i grandi risultati fanno da necessari volani alla ripresa del Paese.

Segue il comunicato stampa ENEA – Agezia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile –  del 19.09.2012…

L’ing. Giovanni Lelli, Commissario dell’ENEA, intervenendo al convegno “Sicilia, l’isola del Solare Termodinamico– Carta del Sole, un patto per l’energia tra territorio e industria”, ha sottolineato: “La tecnologia del solare a concentrazione, sviluppata dall’ENEA negli ultimi dieci anni, costituisce un caso di eccellenza tutto italiano che ha portato alla realizzazione della prima centrale termodinamica al mondo che utilizza sali fusi con funzione sia di trasporto del calore che di accumulo termico, con significativi vantaggi in termini di efficienza, funzionalità e compatibilità ambientale dell’impianto”.

Il progetto ha visto il coinvolgimento dell’industria nazionale sin dalla fase iniziale e l’impianto realizzato a Priolo Gargallo in Sicilia, che integra una centrale alimentata a gas, è un esempio di come il sistema della ricerca pubblica, l’ENEA e quello industriale, in questo caso l’ENEL, possano incontrarsi e collaborare per sviluppare innovazione tecnologica.
La tecnologia del solare termico ad alta temperatura si basa su brevetti di diversi componenti sviluppati dall’ENEA, che sono stati trasferiti ad aziende italiane che li hanno ingegnerizzati e che hanno fatto sistema tra loro, costituendo una filiera industriale hi-tech, di cui fanno parte una trentina di aziende, che è diventata leader a livello mondiale”.

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=H4z1HYX0fY8

 

Rassegna stampa dell’ENEA 20 settembre 2012 ( le ultime notizie della stampa nazionale sul Progetto Archimede)

 

 

 

 

Vienna, capitale regina della mobilità sostenibile

Chi di voi non avrebbe voglia di passare un bel week-end a Vienna?

Con le biciclette in metropolitana?
A Vienna si può

Ebbene, non ci dilunghiamo sulle attrattive storico-artistiche, culinarie etc della capitale austriaca, che probabilmente sono note ai più. C’è invece un aspetto in particolare, quello della mobilità sostenibile, per il quale Vienna riveste particolare interesse per noi. Vienna è infatti la città con il trasporto pubblico più capillare di Europa.

Che gli austriaci siano i più diligenti utilizzatori di mezzi di trasporto pubblico in Europa è risaputo, ma uno non si rende conto davvero di cosa sia il sistema di trasporti pubblici in Austria se non visita la capitale. Qualche dato giusto per mettere a fuoco l’argomento…

A Vienna ci sono 120 linee – tra autobus, tram e metropolitana – che formano una rete di trasporto pubblico di quasi 1000 km, con quasi 4.500 fermate. Nella capitale austriaca non esiste alcun punto che disti più di 15 minuti a piedi da una fermata di autobus, tram o metro: si può pertanto dire che il trasporto pubblico è un diritto universale a Vienna. Nel 2006 sono stati 772 milioni i passeggeri del sistema di trasporti pubblico.

Altro dato all’insegna della mobilità sostenibile sono i 1000 km e passa di piste ciclabili, raddoppiate rispetto a 15 anni fa, con in particolare una bellissima pista ciclabile che percorre tutto il Ring. L’attenzione all’ambiente si vede non solo dal fatto che i percorsi siano continuamente ottimizzati, ma anche dall’efficienza dei veicoli in generale, aspetto in cui l’Austria è parecchio avanti per diversi aspetti. Pensate che già da metà anni novanta, le nuove carrozze del metro dispongono di un sistema di recupero di energia da frenata con una resa del 30%.

Insomma, un case study interessante, che comunque ribadisce che la mobilità sostenibile non la si fa con la buona volontà, ma con massicci investimenti e misure organiche sul versante dei trasporti pubblici.

 

Dati dal congresso 2009 ISOCARP (International Society of City and Regional Planners)

 

(Fonte dell’articolo www.tuttogreen.it)

I ciclisti pedalano per un mondo migliore

Mountan bike, citybike, unisex o biciclette da da corsa, in Italia è bicimania. Complice la crisi e il prezzo alle stelle dei carburanti le vendite di biciclette nel Belpaese sono decollate (2 milioni le biciclette vendute nel 2012). Non basta, centinaia di migliaia sono le biciclette “rispolverate”, strappate dalle ragnatele delle cantine e restituite a gambe ansiose di pedalare.   La buone notizie sono arrivate  dall’Esposizione Internazionale del Ciclo in corso a Verona.

I ciclisti pedalano per un mondo migliore, miglioriamo il mondo per farli pedalare

Effetto Fukushima, il Giappone fermerà tutte le centrali nucleari entro il 2040

Non si torna più indietro. L’effetto Fukushima, nonostante le paure per gli ingenti costi da affrontare è irreversibile. Il Giappone fermerà tutte le centrali nucleari, che attualmente coprono 1/3 del fabbisogno energetico del paese, entro e non oltre il 2040. Dopo le  vivaci  mobilitazioni estive della popolazione giapponese, divenuta fortemente ostile al nucleare, il governo giapponese non ha avutoeffetto Fukushima giappone chiude centrali nucleari altra scelta che incamminarsi verso il duro, ma virtuoso,  percorso della denuclearizzazione. Se è vero, infatti, che sarà dato un grande stimolo alle politiche di sostegno alle rinnovabili e all’efficienza energetica, è altrettanto vero che la prima fase di transizione dovrà prevedere la sostituzione della fonte nucleare con fonti tradizionali quali gas e carbone, nonchè con un’ingente importazione di energia dai paesi esteri. Operazioni che, come abbiamo accennato all’inizio, prevedono costi altissimi. Il popolo nipponico però non ha dubbi, di rischiare un’altra Fukushima non ne vuole proprio sapere.

 

Il fabbisogno di energia mondiale potrebbe essere coperto dall’energia eolica.

Ad oggi il fabbisogno mondiale di energia è di 18 terawatt di potenza. Sfruttando i venti di superficie si potrebbero generare fino a 400 terawatt di energia, più di 20 volte tanto, ma il dato sorprendente arriva dallo sfruttamento dei venti di tutta l’atmosfera che  potrebbero generare 1800 terawatt: 100 volte l’attuale fabbisogno mondiale! In entrambi i casi è richiesta una distribuzione uniforme degli impianti sull’intero globo, il che può dar luogo a ostacoli geopolitici per la  fattibilità di un progetto. La ricerca uscita su Nature Climate Change non lascia, però, spazio ai dubbi: nonostante i limiti tcnologici e geopolitici attuali, è il vento la fonte di energia del futuro.

Ad Apocalittici.it piace il casco invisibile per i ciclisti

Da quando abbiamo iniziato il nostro percorso ogni giorno siamo costretti ad aggiungere tasselli al mosaico di una certezza che va prendendo sempre più forma: l’Apocalisse è un fatto umano, troppo umano. E’ come se fosse un’ Artemide con pronta a scagliare le frecce che noi esseri umani ci affanniamo a costruire per riempire la sua faretra: bombe nucleari, depauperamento delle risorse, imissione di sostanze pericolose nell’ambiente derivanti dalle nostre attività… L’elenco potrebbe continuare aumentando esponenzialmente le nostre paure. Fortunatamente, di tanto in tanto, arriva qualche buona notizia che ha l’effetto di spezzare, o almeno di provarci, una freccia in quella faretra. Il casco invisibile per i ciclisti è una di queste perchè abbiamo la sensazione che possa avere effetti positivi sull’avvicinamento delle persone verso l’uso questo splendido mezzo di locomozione. L’equazione del resto è semplice: più biciclette = meno traffico; meno traffico = meno inquinamnto; meno inquinamento = freccia spezzata all’Apocalisse.

 

La notizia, non proprio recentissima, è apparsa oggi (7 settembre 2012) sul Corriere.it. Seguono dei video che mostrano il funzionamento del casco invisibile salvaciclisti.

httpv://www.youtube.com/watch?v=oSOhZQU4rZ8&feature=related

httpv://www.youtube.com/watch?v=UZaIGwhKQM4

 

I ciclisti pedalano per un mondo migliore, miglioriamo il mondo per farli pedalare

Gli Apocalittici – la serie TV

Gli Apocalittici su national geographic

Serie TV – Gli apocalittici – National Geographic

 

Il giorno 24 Settembre alle ore 20.55 iniziera sul canale del National Geographic la serie televisiva dedicata agli apocalittici. Verranno raccolte testimonianze di persone che si preparano all’avvento dell’apocalisse cercando di sfuggire, aggirare, prepararsi ad ogni tipo di evento. Consigliamo vivamente di seguirla e di tenere come riferimento il nostro blog per le vostre testimonianze utilizzando la nostra Pagina dedicata alle comunicazioni per National Geographic.

Di seguito la trama della serie TV:

L’espressione “apocalisse” o “fine del mondo” nell’immaginario popolare è associata all’idea di un evento talmente catastrofico da comportare la conclusione definitiva della civiltà umana per come la conosciamo. Tuttavia ci sono persone fermamente intenzionate a vendere cara la pelle, e che giorno dopo giorno si stanno preparando con ogni mezzo per resistere a un’eventuale catastrofe di proporzioni escatologiche.

Benvenuti nel mondo degli Apocalittici, gente peraltro comune che ha deciso di organizzarsi per sopravvivere a ogni tipo di evento razionalmente prevedibile e potenzialmente disastroso per l’umanità: che si tratti di terremoto, incidente nucleare, collasso economico, crisi energetica o attentato terroristico.

Spinti da credenze e motivazioni di volta in volta razionali o bizzarre, i cosiddetti “preppers” non esitano davanti a nulla pur di attrezzarsi per fronteggiare qualunque incerto della vita. Ma tutti questi sforzi hanno una reale ragione di essere? E fino a che punto possono offrire una protezione efficace in caso le cose volgano al peggio?

Con l’aiuto dei suoi esperti National Geographic Channel ci accompagna in un appassionante viaggio di esplorazione tra le “roccaforti” degli Apocalittici che metterà a confronto rischi e benefici delle varie strategie adottate.

 

Queste le programmazioni:
Lunedì 24 settembre ore 15.44 – Presentazione
Lunedì 24 settembre ore 20.55 – Armati per la fine del mondo
Lunedì 24 settembre ore 21.55 – I profeti dell’apocalisse
Martedì 25 settembre ore 00.50 – Armati per la fine del mondo

Catturata la particella di Dio, il bosone di Higgs

GINEVRA – Finalmente dopo quasi cinquant’anni, il bosone di Higgs è stato il Sacro Graal del mondo scientifico. Ed oggi sembra che la ricerca sia finalmente conclusa: la particella sarebbe stata catturata, anche grazie agli oltre 600 scienziati italiani presenti al CERN di Ginevra. L’anuncio ufficiale dovrebbe arrivare domani, ma nessuno ha smentito le indiscrezioni.
Niente a che fare con l’apocalisse al momento ma gli sviluppi che la scoperta potrebbe avere sono molteplici e forse iperscrutabili.
Per catturare “la particella di Dio” venne costruito il Large Hadron Collider, cioè il superacceleratore capace di far scontrare fra loro miliardi di protoni con una forte energia: tutto per riprodurre le condizioni dell’universo una frazione di secondo dopo la sua nascita.

Nel 1964 Higgs aveva teorizzato l’esistenza di una particella sconosciuta che spiegasse come mai tutte le cose nell’universo abbiano una massa, e ora, dopo 48 anni di tentativi, è stata catturata. Il bosone di Higgs era l’ultima particella elementare prevista dal Modello standard della teoria quantistica dei campi non ancora osservata da un esperimento.

“I dati confermano la soglia dei 5 sigma, vale a dire una probabilità di scoperta pari al 99,99994 per cento» spiega il teorico del Cern Gian Francesco Giudice- Anzi, si sono intravisti effetti che farebbero pensare all’esistenza di altre particelle, dunque un ampliamento del disegno teorico fin qui immaginato. Per questo bisognerà indagare ulteriormente”.

Energie Alternative, in Italia il fotovoltaico supera l’Eolico.

Il fotovoltaico supera l’eolico e diventa la prima fonte energetica rinnovabile d’Italia, a eccezione dell’idroelettrico. Un sorpasso storico avvenuto a febbraio 2012: 10.678 GWh del primo contro i 10.568 GWh dell’eolico. A maggio la distanza è aumentata ulteriormente: 14.490 GWh contro 11.541 GWh. I dati sono stati forniti dall’Ufficio studi di Confartigianato che sottolinea come oggi, soltanto con l’energia prodotta dal fotovoltaico, potrebbe essere soddisfatto il fabbisogno delle famiglie di tutto il Sud Italia (14.451 GWh).

(fonte Repubblica.it, clicca qui per leggere l’articolo completo)

 

SIAMO SULLA BUONA STRADA.

Riviste al ribasso le stime di innalzamento dei mari

Gli scenari apocalittici di un mondo sommerso dalle acque in un prossimo futuro in seguito allo scioglimento dei ghiacciai sonpo messi fortemente in discussione da uno studio pubblicato su Science secondo cui entro fine secolo l’innalzamento dei mari non supererà gli 80 centimetri.

(clicca qui per saperne di più)

Immense ricchezze negli asteroidi

In barba alle più truci previsioni di molti apocalittici che prevedono collisioni con asteroidi di vario genere e tipo, un gruppo di miliardari americani gli asteroidi vuole “acchiapparli” per estrarre le immense ricchezze che portano a spasso per lo spazio (cliccate qui per saperne di più)

Si tratterà comunque di asteroidi piccoli, di qualche centinaio di tonnellate. Probabilmente con il caro buon vecchio Nibiru che da qui a poco, almeno secondo gli apocalittici più invasati, ci farà vedere i sorci verdi la tecnica immaginata dai facoltosi yankee potrebbe risultare inefficace. E’ lecito pensare che se  potranno catturare i piccoli forse riusciranno a deviare i grandi?

Purtroppo per implementare le tecniche immaginate c’è bisogno di qualche decennio, e l’appuntamento con Nibiru è imminente, ma…. se dovesse ripensarci e non presentarsi (in genere questi asteroidi si inventano mille scuse per dare delle buche colossali a coloro che li attendono in trepidazione), va a finere che c’è abbastanza tempo per prepararsi all’appuntamento (forse un po’ più certo) del 5 febbraio 2040 con  l’asteroide 2011AG5.

 

 

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Superconduttività Made in Italy

Il lavoro sulla superconduttività, svolto dal “gruppo di ricerca coordinato da Stefano Dal Conte dell’università Cattolica del Sacro Cuore e dei laboratori interdisciplinari per la fisica avanzata dei materiali“, è stato pubblicato su Science.

La superconduttività permetterebbe:

verso una nuova era

verso una nuova era

  • il  trasporto di corrente elettrica con efficienze mai raggiunte, risparmiando una notevole quantità di energia;
  •  la produzione di campi magnetici elevatissimi, indispensabili nel campo dei trasporti e delle tecniche diagnostiche mediche.

 

Un “mantello” renderà invisibile gli edifici ai terremoti

Terremoto a Manisa
Le ricerche dei matematici dell‘Università di Manchester si stanno concentrando sullo studio di una  struttura in “gomma pressurizzata”  che, teoricamente, potrebbe risultare invisibile alle onde sismiche. Secondo  William Parnell, capo della squadra di matematici che hanno sviluppato il modello teorico della struttura, si potrebbe arrivare ad utilizzarla per rivestire fondamenta e strutture degli edifici in modo da renderli “invisibili” ai terremoti.
I risultai di questo interessante studio sono stati pubblicati dall’autorevole rivista scientifica Proceedings of the Royal Society A.
L’Apocalisse rischia di avere una freccia spuntata nella sua faretra.