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21.12.2012, tutte le profezie sbagliate sulla Fine del Mondo dagli assiri ai giorni nostri

Fine Del Mondo, Armageddon, end of the World, Apocalypse? Sembrerebbe a prima vista roba da profeti, o almeno da scienziati viste le cause, che sono in genere religiose o astro-meteo-telluriche. Invece no, la fine del mondo è materia da archivisti, sono infatti centinaia e centinaia gli annunci della catastrofe finale per i motivi più disparati. Temi ricorrenti: la fine del tempo e il ritorno di Cristo sulla Terra, l’avvento dell’anticristo e, in tempi di scienza e tecnologia come i nostri, asteroidi assassini, pianeti vaganti, terremoti, fiammate mortali dal nostro povero Sole e così via.

«La società è degenerata talmente in questi tempi, la ruberia e la corruzione dilagano e i segni della fine sono dappertutto». Sembra cronaca dei nostri giorni, ma sono parole scritte su una tavoletta assira di gesso del 2800 avanti Cristo. E’ la prima testimonianza che il problema è vecchio e ricorrente: il degrado della società aumenta e si teme che questo comporti la “fine del mondo“.

Che ci debba essere, prima o poi, lo dicono le religioni e anche la scienza. Senza scomodare quel libro tanto seducente quanto complicato che è L’Apocalisse di Giovanni, prendiamo rispettosamente i Vangeli e troviamo che il Figlio dell’Uomo ritornerà alla fine del tempo e verrà il suo Regno, Matteo 16:28. La scienza, più prosaicamente, ci dice che anche se la razza umana riuscirà a sopravvivere a asteroidi, esplosioni stellari e soprattutto a se stessa, fra soli 4,5 miliardi di anni un Sole vecchio e malato si dilaterà ingoiando il nostro altrettanto vetusto pianeta Terra.

 

Numeri e Presagi

Ma catastrofisti e profeti della sfortuna cosmica da sempre la pensano diversamente. Già i Romani credevano che, avendo Romolo visto 12 aquile durante la fondazione di Roma, la capitale latina non sarebbe sopravvissuta oltre 120 anni dalla fondazione, quindi capolinea al 634 prima di Cristo.

I numeri, legati alla magia, al culto divinatorio, alla lettura segreta ebraica della Bibbia, stiamo parlando di sette e/o di svitati, hanno grande importanza per la fine del mondo, in antico soprattutto. Il mondo doveva finire nel 500 dopo Cristo per vari profeti, come Sesto Julio Africano. Perché ? Semplice, secondo loro era ovvio che non potesse durare più di 6.000 anni dalla data della Creazione da loro calcolata, una semplice addizione ed ecco uscire il 500 DC . Conto sbagliato evidentemente, ma importante dato che da quel momento ogni anno secolare diventa pieno di predizioni per terribili avvenimenti. Nel 500 però non succede niente e il nostro Sesto Julio Africano, grande venditore oltre che profeta, sposta la data all’800.

Nell’anno 1000 si aspetta il ritorno in terra di Gesù Cristo, con conseguente “fine dei tempi“, ma l’appuntamento va a vuoto. Uno scaltro personaggio, un certo monaco Glaber, sposta la data al 1033, contando anche gli anni spesi dal Salvatore in Terra, ma non gli va bene egualmente.

 

Profezie d’alto bordo

Ma non si pensi che le profezie un tanto al chilo siano solo opera di furbastri o baggiani. Innocenzo III, un grande Papa, stabilisce che 666 anni dopo la nascita dell’Islam il mondo finirà, quindi nel 1284, che l’umanità però passa in scioltezza, nonostante sia stato introdotto il demoniaco e apocalittico 666, la Bestia.

Un pittore come Sandro Botticelli poi, mica uno qualunque, scrive in un’epigrafe della sua stupefacente Natività mistica che entro 3 anni e mezzo da quel giorno il povero mondo finirà. Si ispirava probabilmente alle idee del domenicano Savonarola, figura di monaco fiorentino non del tutto ottimista, che forse scambiò la sua fine, sul rogo per eresia, con quella del mondo intero. Si cimentano infiniti preti ma anche vescovi, tutti a puntare sulla data giusta per farla finita e perfino l’eretico Martin Lutero, senza troppa originalità mette noiosamente la fine del mondo al 1600, anno secolare.

Ma il colpo di genio l’ha il grande filosofo Tommaso Campanella. Scrive che il Sole, nel 1603, avrebbe fatto a pezzi la Terra in un urto cosmico. Poche spiegazioni su come sarebbe avvenuto, ma siamo solo 7 anni prima delle scoperte astronomiche di Galileo e si pensa ancora che la Terra sia il centro dell’Universo e il Sole gli stia “sopra” e quindi possa caderci addosso. Una fisica elementare, ma Campanella riusciva evidentemente meglio in filosofia. Con lui comunque inizia la lunga serie delle fini dal mondo come “castigo dal cielo”.

Non restano immuni dalla tentazione di puntare sul giorno giusto neppure i grandi e gli eroi: Cristoforo Colombo, sì proprio lui, fa quattro conti e non ha dubbi: il mondo finirà nel 1658, ben dopo la sua morte, a scanso di equivoci. Perché ? Ovvio, mica può andare oltre i 7000 anni dalla creazione, calcolata di nuovo ovviamente. Più bravo come navigatore.
Non tutti sono fortunati come Colombo, che cercava le Indie e ha scoperto l’America- Johan Jacob, profeta tedesco, pensa che Gesù Cristo tornerà per la fine del mondo direttamente in USA, nel 1694, convince un bel po’ di gente e organizza il viaggio dalla Germania, ma muore prima della partenza. Una bella sfortuna. Saltando parecchi anni e catastrofi annunciate e mai realizzatesi, arriviamo al Natale 1814, quando Joanna Southcott prevede la nascita del nuovo Cristo, che lei immacolata porta in grembo. Niente da fare, anzi muore lei a Natale e le fanno perfino l’autopsia, ma non risulta incinta. Stupore nei seguaci e record dela predizione peggiore.
Il XX secolo

Inizia male il 1900, con cento e passa russi che si suicidano, convinti che il mondo finirà entro la mezzanotte del Capodanno. Cambia un po’ più avanti, nel 1910 quando passa la cometa di Halley: il 18 maggio è l’ultimo giorno dell’umanità secondo molti, dato che la cometa impatta sulla Terra. Secondo altri emana veleni contro i quali scaltri imbonitori vendono pillole che salvano dalle esalazioni mortifere del corpo celeste. Un solo dollaro per sopravvivere è un affare, non si sa mai. Però l’umanità sembra avere imparato che se proprio la fine del mondo ci deve essere tanto vale godersela e non fare penitenza o vendere i propri beni alla Chiesa per guadagnarsi un posto in Paradiso. Balli, cotillon soprattutto a Parigi, Ville Lumière in crescita e già culla della Belle Epoque. Abbiamo poi messaggi di catastrofi celesti scritti nelle piramidi egizie, 1911, tempeste terribili, 1954, e in varie date allineamenti planetari fasulli, dato che i pianeti non si allineano mai veramente ma solo apparentemente. Insomma le profezie sul disastro finale, aumentano a dismisura man mano che arriviamo ai nostri giorni, complici i mezzi di comunicazione sempre più rapidi e le paure collettive sembrano scaricarsi sui media e oggi sulla Rete.

 

1981, sono quattro le maggiori fini del mondo previste, pericolo scampato, mentre nel 1987, 17 agosto, 144.000 persone che seguono un santone New Age stanno in preghiera in varie parti del mondo. Non si sa quale divinità li abbia ascoltati ma madre natura soprassiede anche questa volta e ci salva, loro dicono grazie alle preghiere della “armonia cosmica”.
Comete, di nuovo Nibiru e inizia il business

Nel 1986-87 il ritorno della cometa di Halley, che arriva dalle parti della Terra ogni 76 anni, porta con sé questa volta profezie di sventura, ignorate alla grande dalla maggior parte della popolazione mondiale. Ma dietro alla cometa, che ovviamente cadrà sulla Terra facendola a pezzi, viaggia un UFO nascosto, un po’ come il perfido pianeta Nibiru. Ma qui c’è poco a scherzare purtroppo, ci sono infatti suicidi in massa fra gli adepti di sette in USA, temono un’ invasione aliena. E dire che per la prima volta, nella storia dell’umanità, proprio in quei giorni vediamo la “faccia” vera di una cometa, grazie alla sonda spaziale europea Giotto. In quella avventura gli strumenti italiani montati a bordo sono determinanti per farci vedere che si tratta di un “sasso” di 8 chilometri ricoperto di un impasto di polvere e ghiacci di vari elementi.

I media evolvono e i profeti pensano al portafoglio, vanno in TV, profetizzano e consigliano i loro libri, sempre buoni per sapere in anticipo se e come finiremo arrosti o se esploderemo con la Terra. Oggi come oggi poi anche il Web, con centinaia di siti che inventano la fine del mondo a ogni piè sospinto, diventa fonte di paura per chi si lascia abbindolare e guadagno, con la pubblicità a pagamento, per chi campa in questo modo. Purtroppo sono molti i bambini e ragazzi che restano presi nella rete delle bufale che “fanno paura”, suffragate spesso da trasmissioni TV. E gli adulti dimenticano troppo spesso che la TV per un bambino è un mezzo “autorevole”.

 

Cambia secolo e millennio

Il 1999, anno dell’eclissi di Sole in Europa e del cambiamento di data millenaria sui computer, che doveva creare disastri alla mezzanotte del 31 dicembre, abbonda di ritorni sia di Cristo che dell’anticristo, di pianeti vaganti e asteroidi, di invasioni di Israele da parte delle forze del male, che invariabilmente vengono da Est. Non mancano anche preti e predicatori che vanno ai talk show USA dicendo di conoscere il terzo segreto di Fatima, ovviamente svelato nei loro libri. Anno difficile, sbaglia perfino Nostradamus, che per il Luglio 1999 prevede che il terribile “re dei Mongoli” verrà resuscitato dalla morte grazie a un corpo celeste caduto sulla Terra , quartina X-72 per gli amanti della precisione. Purtroppo anche il grande veggente che ha predetto di tutto, e furbamente anche il contrario di tutto, sbaglia e ci tocca sopravvivere al millennio.

Particolarmente bene lo passano gli editori di libri, chi fa film su Armaggedon e le grandi case di software che si fanno pagare bene la patch per il “buco del millennio“. Ci casca anche Paco Rabanne, proprio lui chi l’avrebbe detto, il sarto noto in tutto il mondo che “vede” un mezzo spaziale russo, una MIR, cadere su Parigi l’11 agosto di quell’anno. Pazienza, i suoi vestiti sono molto belli egualmente.

 

L’anno record per le profezie sbagliate

Nel 2000, nonostante gli Acquariani, entusiasti individui della New Age, si sgolino per convincerci che siamo entrati nell’età della pace cosmica, non solo Al Qaeda prepara l’attacco alle torri gemelle dell’anno successivo, che nessun profeta o astrologo prevede, ma ci sono guerre dappertutto e ben 45 previsioni di fine del mondo. Purtroppo l’ascendente dei predicatori sembra una costante globalizzata e in crescita quanto l’uso dei jeans e le disgrazie diventano pesanti: il 31 dicembre 2000, in Uganda, 600 adepti della setta del “ritorno dei 10 comandamenti ” si chiudono in una chiesa e si danno fuoco da soli.
A questo punto sorvoliamo perché siamo tornati all’inizio e in questi ultimi 12 anni ritroviamo ancora, con noia crescente, il ritorno del figlio di Dio, asteroidi, UFO, alieni, pianeti vaganti in barba a quei fessi degli astronomi. Insomma il racconto stanca, non possiamo proprio dire che sia stimolante, anzi, diciamolo pure, non è certo la fine del mondo.

 

Fonte:  brano tratto dall’articolo scritto da Leopoldo Berlacchio pubblicato su ilsole24ore.com

 

 

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Per il Cardinale Martini “Chiesa indietro di 200 anni”

C’è Apocalisse e Apocalisse. Se l’Apocalisse Maya sta diventando un fatto di intrattenimento, l’Apocalisse Cattolica è, o dovrebbe essere, un fatto di fede. Per i cattolici è indifferente il quando, l’importante è farsi trovare preparati. L’istituzione di riferimento dei cattolici e la Chiesa Cattolica amministrata dal clero, ossia una struttura piramidale che può essere semplificata nel seguente modo: alla base ci sono i sacerdoti delle parrocchie, a salire incontriamo i vescovi, poi i cardinali ed infine, al vertice il Papa, ossia il vicario di Cristo. Carlo Maria Martini era un Cardinale, quindi molto in alto nella piramide e di conseguenza autorevolissimo. Rigoroso nella sua fede quanto aperto e attento osservatore del mondo, ha dichiarato nella sua ultima intervista che la Chiesa è indietro di 200 anni (Clicca QUI per leggere il testo integrale dell’ultima intervista al Cardinale Martini pubblicata dal Corriere della Sera e letta in tutto il mondo). Se l’Apocalisse per i cattolici è un fatto di fede, quindi una certezza, come possono avvicinarsi, giorno per giorno, al Giudizio Universale, quando saranno giudicati  ” i vivi e i morti”, se l’istituzione che dovrebbe prepararli e guidarli  verso di essa li ha, invece, persi di vista perchè sta segnando il passo da due secoli?

21 dicembre 2012, la numerologia ci svela il vero orrore della Fine del Mondo

Mancano poco più di sei mesi al 21 dicembre 2012. E’ in una bella mattina di giugno che sto scrivendo. Il sole splende alto nel cielo e se avessi davanti il mare certamente vedrei gabbiani bianchi contrastare un azzuro celestiale. Sarebbe una giornata perfetta se non sapessi quello che so, e che vi sto per rivelare. Coloro che mi seguono stanno aspettando con ansia questo momento. Molto ho riflettuto dopo aver scritto la prima interpretazione numerologica della terribile data. Ebbene, quella è solo una parte della verità. Ho taciuto ciò che sto per rivelare adesso.

Non tremino le mie mani e sia forte  il mio spirito innanzi all’orrore!

La profezia maya che vede il mondo finire il 21 dicembre 2012 non fa altro che intercettare ciò che è da sempre scritto nei numeri. Ne intuisce solo la negatività, ma non riesce a definirla. Ai sacerdoti maya, grandi astronomi e astrologi, mancavano  i tasselli fondamentali della verità rivelata nel libro dell’Apocalisse di Giovanni.

A loro non era stata concessa la conoscenza del NUMERO.

IL NUMERO.

Ecco a voi la rivelazione. Ciò che altri occhi non vedono, che altre menti non scoprono.

Sarete sorpresi dalla semplicità del percorso. La numerologia non è mai complicata, perchè il numero è semplice nella sua essenza: un concetto finito che racchiude l’infinito. Il discreto che racchiude il continuo. Il digitale che non prescinde dall’analogico.

Armatevi di coraggio e seguitemi.

Abbiamo la sequenza numerica della data:

21.12.2012

21 indica il giorno e analizzandolo  otteniamo che:

 è il risultato del prodotto 7×3, due numeri primi che, essendo divisibili solo per l’uno e per se stessi, racchiudono in se la verità:

  • Il 3 è il numero perfetto per definizione e la perfezione non può essere interpretata. A differenza dello zero che è perfetto nel suo vuoto, il 3 è perfetto nella sua pienezza, ma come lo zero non può essere preso in considerazione.
  • Il 7, numero che alla lettura del profano somma il 4 al 3, la morte alla perfezione (che qualcuno chiama “amore”). Ma il 7, alla lettura dell’uomo saggio, somma il 6 all’1, il che vuol dire semplicemente “l’unica verità del 7 è il 6“.
  • 21, inoltre, in numeri romani viene scritto come XXI. Le cifre romane (non a caso) si usano internazionalmente per indicare il secolo, e siamo nel XXI secolo.

 

 

Piu semplice l’analisi del mese e dell’anno:

  • 12 indica il mese ed è il risultato del prodotto 6×2.
  • 2012 indica l’anno. In questo caso abbiamo il 2, lo zero non si prende in considerazione, e abbiamo ancora il 12, ossia 6×2.

 

Riassumendo abbiamo:

– 21, il giorno, la cui lettura rivela 6 e XXI secolo.

– 12, il mese, la cui lettura rivela 6×2.

– 2012, l’anno, la cui lettura rivela 2, 6×2.

 

 

Sistemando le cose otteniamo:

– XXI secolo

– 6, 6×2, 2, 6×2, che con un semplice passaggio darà 6,2, 6×2, 6×2.

 

Ovvio che le virgole sono state messe solo per semplificare la lettura. Una piccola nozione di matematica semplice ci dice che il segno della moltiplicazione “x” può essere sostituito da un puntino o, addirittura da nulla, infatti per tutti sarà pacifico che

a x b=ab

Chiarito ciò diventa evidente che possiamo scrivere la sequenza:

6,2,6×2,6×2 =626262

A questo punto bisogna abbandonare le nozioni della matematica classica e attingere alla numerologia e alla conoscenza.

Nella serie 626262 la cifra che appare dominante è IL NUMERO:

666

e il 2 resta fuori dando luogo alla seguente serie:

2                   666

Non una, ma due bestie sevizieranno il mondo nel XXI secolo all’avvento del 21.12.2012

ECCO LA TERRIBILE CAZZ…EMH…VERITA’  CUI TUTTI SIAMO DESTINATI! ECCO LA RIVELAZIONE DEI NUMERI.

IL GIORNO DELL’APOCALISSE ALCUNI SI SALVERANNO, ALTRI NO, MA ANCHE A CHI SI SALVERA’ NON SARA’ RISPARMIATA LA VISIONE DELL’ORRORE.

il giugizio universale

Il Giudizio Universale

 

 

 

 

 

Allineamento Sole Venere Terra, apocalittici in fermento trascurano il dettaglio più terribile.

L’allineamento Sole Terra Venere è senza dubbio un evento astronomico raro e di grande importanza. Tra poco, infatti, il telescopio spaziale Hubble, mediante complicati processi di raccolta e comparazione di dati, sarà in grado di dirci se sui pianeti esterni al sistema solare esistono atmosfere in grado di consentire lo sviluppo di forme di vita.

L’allineamento Sole Terra Venere è senza dubbio anche  un evento esoterico raro e di grande importanza. Coincidono, infatti, su quest’evento una serie di profezie,  che concorrono tutte ad avvalorare la certezza dell’Apocalisse.

Agli apocalittici in fermento è sfuggito, però, un dettaglio. Forse il più inquietante di tutti.

Nell’articolo letto su questo blog, “Allineamento Sole Venere Terra, inizia il conto alla rovescia“,  si ricorda che Venere la sera prende il nome di Lucifero, ossia dell’angelo più bello del Paradiso che, ribellatosi a Dio, venne da lui scaraventato negli inferi insieme alle sue schiere. Ma questo particolare è stato appena accennato, quasi fosse privo di importanza.

Altrove ho letto svariate notizie che,  nel primo versetto del capitolo 12 dell’Apocalisse di Giovanni,  dove parla di  un grande segno nel cielo e di  “una Donna vestita di Sole”, hanno trovato delle evidenti similitudini in  Venere, dea per  eccellenza,  che passa davanti al Sole “vestendosi” di esso.

A tutti è sfuggito però il particolare più agghiacciante.

La data. 06.06.2012.

Bastano poche ed elementari nozioni di numerologia  per carpirne il terribile segreto.

Senza tenere, ovviamente, in considerazione gli zeri si scompone la data nel seguente modo:

il 6 del giorno, il 6 del mese e il 2 e il 12 della data (2012, senza tener conto dello zero abbiamo 2 e 12).

A questo punto abbiamo : 6, 6, 2 e 12 che altro non è che il risultato del prodotto 6×2, il che ci porta a questa situazione: 6 il giorno, 6 il mese,   2 e  6 x 2 l’anno .

Raccogliendo i 2  dell’anno otteniamo  6 e 2 x 2.

Adesso sistemando le cose ecco cosa viene fuori: 6, 6, 6, 4 (2×2).

Abbiamo il 666, numero della bestia e di Venere (nell’antica Roma era il numero fortunato ai dadi della dea) , seguito da un 4, ossia dal numero che rappresenta la morte.

Questo è  ciò che ci aspetta tra poco, la bestia (666) che porta la morte (4), preannunciato dal grande segno nel cielo (Venere che si veste del Sole) che alle 23.45 esatte sarà visibile da tutto il pianeta in diretta video.

Un quarto d’ora di stupore che alle ore 00.01 del 06.06.2012 lasceranno il posto alla fine di tutto.

Avete paura?

Fate male, perché mi sono appena inventato tutto!

Non credete ai ciarlatani e  all’alba del 6 giugno 2012 godetevi lo spettacolo di Venere che si veste del Sole e che, per i fortunati che la vedranno dall’Adriatico, salirà dal mare.

 

 

Apocalisse di Giovanni, ipotesi di interpretazione

Interessante ed appassionata l’opera con cui l’ Ing. Franco Maria Boschetto  propone le sue ipotesi  per decriptare  il messaggio dell’Apocalisse di Giovanni.

La lettura , indifferentemente dal fatto che si condivida o meno il paradigma religioso-culturale entro cui si muove l’autore, risulta essere un viaggio interessante e avvincente tra gli arcani del più visionario dei libri biblici.

 

 

Megiddo, la terra dell’Armageddon

Nell’antichità Megiddo fu un’importante città-stato in posizione strategica all’ingresso del passo attraverso la catena del Monte Carmelo, che sovrasta la valle di Jezreel da sud-ovest. Il sito fu abitato dal 7000 a.C. al 500 a.C. e fu teatro di importanti battaglie. Oggi Megiddo è un tell (collina-sito archeologico) fatto di 26 strati di rovine di antiche città. Megiddo, inoltre, è un importante incrocio sulla strada che congiunge il centro di Israele con la Galilea inferiore e le regioni settentrionali. L’attuale kibbutz di Megiddo è a meno di un chilometro a sud. Secondo alcune interpretazioni della Bibbia cristiana, in questo luogo accadrà l’Armageddon (che deriva probabilmente dal nome del posto in ebraico antico: הר מגידו, Har Məgiddô, “monte di Megiddo”) ovvero la battaglia finale tra le forze condotte da Cristo e quelle condotte da Satana alla fine del mondo.

 

(da Wikipedia)