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Fuoco, lava, cenere e lapilli dalle viscere della Terra.

Un UFO è sceso in un vulcano attivo in Messico

Un UFO è sceso in un vulcano attivo in Messico e l’incredibile evento è stato catturato da una videocamera. Secondo un resoconto del 27 ottobre questo recente evento è accaduto sopra il vulcano Popocatepeti, dove un incandescente oggetto non identificato di forma tubolare è stato visto entrare attraverso la bocca del cratere in eruzione.

popocatepetl, ufo

L’ADGUK di Stephen Hannard, and Alien Disclosure Group lo hanno definito: “… un incredibile evento UFO sopra il Vulcano Popocatepeti in Messico”, e hanno precisato “Il vulcano è stato un punto caldo per gli UFO durante anni con centinaia di avvistamenti”.

Il filmato dell’UFO che mostra l’oggetto entrare nel vulcano ha fatto il giro dei media in Messico. Tuttavia non solo perché il video ha fatto notizia tra i media gli si deve credere ciecamente, infatti alcuni commenti su Youtube suggeriscono che il video sia un falso, mentre altri supportano il resoconto dell’oggetto non identificato sul vulcano Popocatepeti ed aggiungono anche ulteriori dettagli in merito all’accaduto.

Ad esempio un commentatore fornisce le dimensioni dell’oggetto: “La stima della grandezza dell’oggetto è di 1 km per 200 metri o circa 3200 piedi di lunghezza e 600 di larghezza”, mentre un altro aggiunge questo allarmante dettaglio: “C’è stata una grande esplosione prima del fatto, che ha prodotto un pennacchio di cenere alta 2 km che poi è caduta a terra formando uno strato di 7 cm di spessore.

httpv://www.youtube.com/watch?v=cyKqrkLOSQA

FONTE: Examiner.com

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Avvistamento UFO negli Stati Uniti

Gli Apocalittici – la serie TV

Gli Apocalittici su national geographic

Serie TV – Gli apocalittici – National Geographic

 

Il giorno 24 Settembre alle ore 20.55 iniziera sul canale del National Geographic la serie televisiva dedicata agli apocalittici. Verranno raccolte testimonianze di persone che si preparano all’avvento dell’apocalisse cercando di sfuggire, aggirare, prepararsi ad ogni tipo di evento. Consigliamo vivamente di seguirla e di tenere come riferimento il nostro blog per le vostre testimonianze utilizzando la nostra Pagina dedicata alle comunicazioni per National Geographic.

Di seguito la trama della serie TV:

L’espressione “apocalisse” o “fine del mondo” nell’immaginario popolare è associata all’idea di un evento talmente catastrofico da comportare la conclusione definitiva della civiltà umana per come la conosciamo. Tuttavia ci sono persone fermamente intenzionate a vendere cara la pelle, e che giorno dopo giorno si stanno preparando con ogni mezzo per resistere a un’eventuale catastrofe di proporzioni escatologiche.

Benvenuti nel mondo degli Apocalittici, gente peraltro comune che ha deciso di organizzarsi per sopravvivere a ogni tipo di evento razionalmente prevedibile e potenzialmente disastroso per l’umanità: che si tratti di terremoto, incidente nucleare, collasso economico, crisi energetica o attentato terroristico.

Spinti da credenze e motivazioni di volta in volta razionali o bizzarre, i cosiddetti “preppers” non esitano davanti a nulla pur di attrezzarsi per fronteggiare qualunque incerto della vita. Ma tutti questi sforzi hanno una reale ragione di essere? E fino a che punto possono offrire una protezione efficace in caso le cose volgano al peggio?

Con l’aiuto dei suoi esperti National Geographic Channel ci accompagna in un appassionante viaggio di esplorazione tra le “roccaforti” degli Apocalittici che metterà a confronto rischi e benefici delle varie strategie adottate.

 

Queste le programmazioni:
Lunedì 24 settembre ore 15.44 – Presentazione
Lunedì 24 settembre ore 20.55 – Armati per la fine del mondo
Lunedì 24 settembre ore 21.55 – I profeti dell’apocalisse
Martedì 25 settembre ore 00.50 – Armati per la fine del mondo

Nuova Zelanda, il Tongarino si risveglia senza preavviso.

Il Tongarinoera” un vulcano dormiente della Nuova Zelanda sito nel luogo che ha fatto da scenario naturale al film “Il Signore degli Anelli”. Dopo oltre un secolo di inattività, e con grande stupore degli esperti, si è risvegliato eruttando e comprendo di cenere ampie zone adiacenti.

(Clicca QUI per approfondimenti)

httpv://www.youtube.com/watch?v=bNB5b6pqWqE

Marsili, allarmismo diffuso sul vulcano sommerso del Tirreno.

E’ appena cessato l’allarme per l’apocalisse prevista in occasione dell’allineamento Sole Venere Terra e il fronte catastrofista sposta le sue attenzioni verso Marsili,  il vulcano sottomarino del Tirreno.

Marsili è una seamount alta 3000 metri e estesa per 2100 km quadrati che giace al largo dello Stromboli.

Da tempo, soprattutto in rete, imperversa un allarmismo diffuso sulle minacce di questo vulcano. Secondo molti esperti, e sedicenti esperti, Marsili attivandosi potrebbe generare un potente maremoto che devasterebbe le coste tirreniche.

httpv://www.youtube.com/watch?v=b_taZaTDOtU&feature=relmfu

Il video, postato su youtube il 25 aprile 2010,  riporta un servizio del TG1 (“autorevole” tg nazionale) di Marco Bariletti dove vengono  mostrati Studiosi del CNR che, a bordo della nave Uraina, sono intenti a piazzare sofisticati sismografi necessari a “fare una radiografia per vedere quello che c’è nel fondo del Tirreno”. Sono parole di Nevio Zitellini, docente esterno della facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali all’università di Bologna, che continua: “Marsili è il più grande vulcano d’Europa. Non lo consciamo a sufficienza. Noi abbiamo, adesso, delle mappe dettagliate di come è fatto, sappiamo esattamente dove sono i sentieri eruttivi, sappiamo dove è il “campionato”, sono stati fatti dei campionamenti, però non sappiamo bene la sua attività. Quindi sarebbe bene studiarlo, visto che è proprio in mezzo al nostro territorio, sapere cosa sta facendo e cercare di capire se può essere o meno pericoloso

Parole chiare che il giornalista sembra interpretare con una certa enfasi e una nota  di allarmismo. “Quello che c’è in fondo al Tirreno può far paura” commenta nel servizio Marco Bariletti, che continua: “Se l’eruzione del vulcano irlandese è riuscito a bloccare l’Europa per giorni e giorni, si cerca di prevedere quali possano essere i rischi del Marsili, le possibilità di un suo risveglio, l’eventualità di uno tzunami provocato da un collasso delle sue pareti rocciose

Probabilmente i toni del giornalista sono giustificati dal fatto che il servizio andò in onda  all’indomani dell’ eruzione del vulcano islandese Eyjafjöll . Il 15 aprile 2010 il vulcano con  le ceneri espulse durante l’ eruzione diede luogo ad uno spettacolo apocalittico che si protasse per giorni mandando  in tilt il traffico aereo europeo. E’  lecito immaginare, inoltre,  che avesse ancora nella memoria il ricordo del 30 dicembre 2002 quando lo Stromboli, nel pieno dell’attività iniziata il 20 ottobre di quell’anno, perse un costone che scivolando in mare provocò un piccolo tsunami che investì le coste provocando danni e qualche ferito.

Il servizio, al di là dei toni la cui interpretazione resta soggettiva, riporta i fatti  nel migliore dei modi, ossia riportando tanto di firma dell’autore e  basandosi su fonti autorevole puntualmente citate.

Circolano in rete, e non solo,  molti altri video  e informazioni sull’argomento (qui in seguito ne sono riportati  due a titolo di esempio) derivati da fonti tutt’altro che autorevoli o addirittura inesistenti. Tutto materiale che va ad impinguare la folta schiera di previsioni e congetture che, spessissimo, sfociano in allarmi ingiustificati (ne sa qualcosa chi ha seguito le vicende legate all’allineamento Sole Venere Marte).

httpv://www.youtube.com/watch?v=CtjZhmL8Ucg&feature=related

httpv://www.youtube.com/watch?v=HMnI0VQPQeM

L‘allarmismo sul vulcano Marsili si è intensificato notevolmente nell’ultimo periodo, soprattutto a causa di quanto è accaduto e, purtroppo, sta ancora accadendo  nell’area padana.

Al riguardo dalla nostra lunga premessa emerge un dato che non sembra azzardato definire oggettivo e  lo riassume nel miglior modo  Giuseppe d’Anna, sismologo dell’Osservatorio nazionale di geofisica di Gibilmanna (Palermo), in un articolo apparso su repubblica.it.

Teoricamente tutti i seamount potrebbero generare problemi di origine geologica, ma non solo quelli. Basta ricordare cosa è successo a Stromboli nel 2002 per il cedimento della porzione sommersa della Sciara del Fuoco. La previsione di un terremoto implica il comunicare con esattezza località, data, ora e magnitudo della scossa attesa, cosa che per il momento non è possibile fare. Il monitoraggio dei fenomeni sismici ci ha permesso di redigere mappe di massima intensità attesa, informazioni indispensabili ai progettisti per risanare vecchi edifici e progettarne di nuovi“.

Il discorso si riassume in un concetto semplice e in uno slogan.

Il concetto:  la scienza, pur essendo ancora lontana dalla previsione esatta dei tempi e dei luoghi in cui un terremoto si scatenerà, possiede allo stato attuale tutti i mezzi per limitarne notevolmente i danni.

Lo slogan: PREVENIRE, NON PREVEDERE.

Attenersi scrupolosamente alle regole basilari di costruzione antisismica, mettere in sicurezza le vecchie costruzioni e le nuove che non rispondono ai requisiti antisismici, utilizzare materiali e tecniche all’avanguardia e innovative per rendere le costruzioni compatibili con il territorio italiano altamente sismico. Sono solo alcune delle cose da fare per rendere i terremoti e, in generale, i dissesti idrogeologici meno apocalittici nel nostro “belpaese”.