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Quattro tibetani si danno fuoco per protestare contro la Cina

Un gruppo attivo nei diritti umani riferisce che, nell’arco di 24 ore, altri quattro tibetani si sono dati fuoco per protestare contro il dominio cinese nella regione dell’Himalaya.

 

La londinese Free Tibet dice che questo è il primo caso documentato di tripla immolazione.

Il gruppo riferisce che tre monaci tibetani tra i 15 e i 16 anni si sono dati fuoco il 7 novembre pomeriggio fuori da un ufficio di polizia nel sud-est della provincia di Sichuan.

Poi nella serata una nomade tibetana di 23 anni si è immolata a ovest nella provincia di Qinghai.

Il direttore di Free Tibet, Stephanie Brigden, dice che è il più grande numero confermato di auto immolazioni in un solo giorno.

Avverte che il gruppo si attende un incremento delle proteste visto l’inizio del Congresso del Partito Comunista Cinese in questi giorni.

Dozzine di tibetani si sono auto immolati a partire da marzo di quest’anno.

FONTE: The Australian

Scontri in Grecia

La polizia greca ha sparato gas lacrimogeni e getti d’acqua per disperdere migliaia di manifestanti che hanno invaso la piazza principale davanti al parlamento, in un massivo spettacolo di rabbia contro i legislatori dovuta al passaggio in parlamento del nuovo pacchetto di austerità.

La violenza è esplosa quando una manciata di manifestanti ha cercato di sfondare una barricata per entrare in parlamento, dove il Primo Ministro, Antoins Samaras, sta tentando di far passare una nuova legge di austerità nonostante l’opposizione di una parte della coalizione di governo.

Ma la sessione parlamentare è stata brevemente interrotta quando i parlamentari si sono messi in sciopero e sono usciti dalla camera in segno di protesta.

Fuori dal parlamento riecheggiavano forti esplosioni mentre i protestanti lanciavano bombe molotov e la polizia rispondeva con gas lacrimogeni e granate stordenti. Fumo e piccoli incendi si sono visti nella strada vicino al parlamento.

Questo è accaduto dopo che un mare di greci aveva sfidato una pioggia costante sventolando bandiere e striscioni che dicevano: “O loro o noi!” e “Fermate questo disastro!”.

In tutto, circa 100.000 protestanti, alcuni cantando “Combattete! Stanno bevendo il nostro sangue!”, hanno invaso la piazza e le strade laterali in una delle più grandi manifestazioni viste in mesi, ha detto la polizia.

I manifestanti tenevano in alto bandiere italiane, portoghesi e spagnole in solidarietà con le altre nazioni del sud Europa che stanno sopportando piani di austerità.

“Queste misure ci stanno uccidendo poco a poco e ai legislatori non importa niente”, ha detto Maria Aliferopoulou, una 52enne, madre di due figli, che vive con 1000 euro al mese.

“Sono ricchi e hanno tutto, mentre noi non abbiamo niente e stiamo combattendo per le briciole, per sopravvivere”.

Il trasporto pubblico è stato interrotto; scuole, banche e uffici governativi sono stati chiusi e la spazzatura è stata ammucchiata per le strade per il secondo giorno della due giorni di sciopero nazionale, indetto per protestare contro il voto.

Sostenuti dall’opposizione di sinistra, i sindacati dicono che le misure colpiranno i poveri e salveranno i ricchi, mentre aggraveranno la recessione quinquennale che ha spazzato via un quinto della produzione del paese e portato la disoccupazione al 25 percento.

FONTE: Reuters

VIDEO

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L’esercito nigeriano massacra civili a Maiduguri

Appena un giorno dopo che l’esercito nigeriano ha condannato Amnesty International per un rapporto che li accusava di torture ed esecuzioni sommarie, le truppe sono già accusate di un altro massacro nella città chiave di Maiduguri.

 

Gli abitanti hanno riferito che i militari hanno attaccato un quartiere, poi un altro, sparando a caso a bambini e adolescenti. Uno degli imam della zona ha confermato 11 morti solo nella sua strada, inclusi quattro dei suoi figli.

In tutto sono stati attaccati quattro quartieri della città, e i residenti hanno detto che le truppe ordinavano agli adolescenti e ai poco più che ventenni di uscire per la strada per essere giustiziati, colpendoli sul posto. Almeno 40 persone sono state uccise, tutte con modalità da esecuzione sommaria.

Maiduguri è la città natale del movimento del militante Boko Haram, e i militari hanno regolarmente commesso massacri, bruciato quartieri e condannato civili per aver “ospitato terroristi” nella città. L’esercito sta negando il massacro di oggi, sostenendo di non aver sentito niente riguardo a dozzine di persone giustiziate e lasciate per le strade.

FONTE ARTICOLO: Antiwar.com

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