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Il culto del Pesce

 

Foto ritraente alcune rappresentazioni del Dio Pesce

Foto ritraente alcune rappresentazioni del Dio Pesce

 

Nonostante il titolo ambiguo, torniamo a parlare delle teorie sugli antichi alieni; sono molte le civiltà che riportano nei loro scritti informazioni verosimilmente concordi con la teoria che, visitatori extraterrestri, siano stati il cardine su cui si fondano leggende, storie legate non solo alla cultura ma altresì alla religione, di molte popolazioni che hanno vissuto sulla terra dall’alba dei secoli, in particolare quella dei Dogon.

I Dogon si trovano in Africa nel Mali, tutta la loro cultura si basa su un contatto extraterrestre avvenuto prima del 3000 a.C., con esseri provenienti da un pianeta della costellazione di Sirio. Erano a conoscenza nel dettaglio della caratteristica binaria di questo sistema, ovvero la presenza di due soli: Sirio A e Sirio B, sapevano che quest’ultima è formata da una massa incredibilmente pesante e che ruota attorno alla prima con un’orbita ellittica della durata di 50 anni, inoltre parlano di un’ulteriore stella, Sirio C non ancora confermata. La stessa Sirio B è di massa talmente piccola rispetto la sua compagna, tale da renderla indistinguibile dalla terra se non con un telescopio, e la sua scoperta risale solo alla metà del diciannovesimo secolo. I Dogon inoltre conoscevano fin dai tempi antichi, secondo le loro tradizioni, altre caratteristiche legate all’astronomia, come il fatto che la Via Lattea sia una galassia a spirale, che Saturno è circondato da un anello, che sappiamo non essere visibile ad occhio nudo, e che diversi pianeti del sistema solare avessero dei satelliti, ma sono considerazioni non del tutto dettagliate ed incomplete… sebbene si possa rimanere comunque stupiti dalla notevole conoscenza che avevano sull’argomento.

I Dogon credono in un unico dio creatore chiamato Amma che ha generato i suoi figli dalla Terra, divenuta sua sposa, questo è il Nommo, essere anfibio ermafrodita che insegna la parola ai primi esseri umani Dogon, i quali generarono ciascuno una famiglia di antenati, prima di ritornare alla Terra essi stessi come Nommo. Ogni sessant’anni i Dogon festeggiano con danze tribali i Nommo, rappresentando la perdita dell’immortalità dell’uomo attraverso la rievocazione della morte del primo antenato, il quale viene simboleggiato con il corpo di pesce.

Anche gli Egizi osservavano Sirio, su cui si basavano per il calcolo dell’arrivo delle inondazioni annuali del Nilo, che segnavano una sorta di capodanno alla fine di agosto; si pensa inoltre che abbiano in qualche modo influito sulla conoscenza astronomica dei Dogon, in quanto alcune scoperte ipotizzano che gli Egizi fossero in grado di lavorare il vetro, pertanto di costruire lenti per osservare il cielo. Ma anche loro adoravano dèi antropomorfi e il culto del sole è associato al pesce e il serpente alato era universalmente simbolo solare; gli Egizi associavano al sole il simbolismo come fonte della vita carnale, mentre al serpente quello della vita spirituale.

Ciò che stupisce maggiormente riguarderebbe invece alcune iscrizioni sumeriche e babilonesi, alcune incisioni cuneiformi e pittografiche descrivono una leggenda che parla della comparsa nel Golfo Persico di “un animale dotato di ragione, che fu chiamato Oannes”, una creatura descritta con coda di pesce, piedi palmati e voce umana che insegnò agli uomini la scrittura, le scienze e vari tipi di arte come l’architettura, tutto ciò prima del diluvio universale. Oannes trascorreva la notte in mare perché era un essere anfibio e successivamente lo raggiunsero sulla terra altre creature della sua razza.

In Mesopotamia i babilonesi adoravano Dagon, un dio pesce cui simbolo era la Mitra, un copricapo a forma di testa di pesce con la bocca aperta; la Mitra è ancora oggi utilizzata dal Papa, come frammento ereditato dal paganesimo, diffuso tra le diverse popolazioni che Roma aveva conquistato e infine unito sotto un’unica religione.
In India, il Salvatore, Vishnu nella sua prima manifestazione emerge dalla bocca di un pesce, lo ritroviamo in queste sembianze anche nel momento in cui si verifica il diluvio per guidare un arca contenente i semi del mondo… una storia già sentita.
Ad Atene Apollodoro descrive il Musarus Oannes Annedotus, “l’abominevole Oannes il repellente”  che uscendo dalle acque del mare metà uomo e metà pesce viene scambiato per un semidio che porta conoscenza.
Sebbene questa leggenda sia stata smentita, perché ritenuta infondata, piuttosto facente parte di tutti quei racconti della nascita della civiltà che erano diffusi nell’Asia Occidentale antica, risulta alquanto improbabile che le stesse leggende fossero conosciute anche in luoghi più distanti dal Mediterraneo.

I Maya adoravano un essere anfibio che chiamavano “Uaana” , letteralmente colui che risiede nell’acqua e anche il serpente dio del sole che esce dalla bocca di un drago, Quetzalcoatl, così come altre popolazioni del centro America, Hopi e Zuni che basano la loro religione sulla coltura del mais, che ne costituiva il principale alimento, quindi del sole e della terra che forniscono gli elementi in grado di garantire la loro sopravvivenza, la cosa più significativa è che riuscirono a realizzare grandi coltivazioni di mais in zone aride grazie alla scoperta casuale di alcune sorgenti perenni. Inoltre gli Hopi sono detentori dei segreti donati loro dagli dèi in funzione di una protezione e salvezza del mondo, un giorno, quando l’umanità avrà sfruttato al massimo le risorse terrestri, si rivolgerà agli Hopi chiedendo aiuto e questi saranno chiamati a curarlo. Per fare ciò hanno realizzato la ‘Pietra della Profezia’, una roccia su cui è incisa la visione di un mondo tormentato e privo di equilibrio. Lo stesso popolo Navajo, che vive ancora nelle proprie terre ancestrali, afferma che queste terre, comprese tra quattro montagne sacre e quattro grandi fiumi, siano state loro donate da ‘Esseri Sacri’, giunti dal cielo per proteggere loro e la Terra, poiché vegliassero su questo luogo sacro, all’interno di questo quadrato sacro, dove si trova il Chelly Canyon, luogo in cui si trovano le rovine degli Anasazi, letteralmente gli antichi, dove gli esseri sacri insegnarono ai Navajo come vivere secondo le indicazioni di Padre Sole e Madre Terra.

Infine anche in Giappone e Cina il drago ha un forte simbolismo, sia di carattere religioso che culturale. In entrambi i Paesi erano fonte di saggezza e potere e venivano rappresentati in zone acquatiche come spiriti dell’acqua, mentre i dragoni cinesi erano considerati benefattori, in Giappone venivano rappresentati subdoli e pericolosi. Solitamente appaiono come creature simili a serpenti e non possiedono ali ma possono volare.
Per i cinesi il drago annunciava la pioggia e distribuiva fertilità, aveva il dono della metamorfosi e dell’invisibilità, inoltre le sue apparizioni in cielo erano sfolgoranti e si riteneva potessero annidarsi ovunque, in cielo, in acqua, sulla terra e sottoterra. Negli ultimi secoli viene inoltre associato all’imperatore, diventandone simbolo emblematico, poiché egli stesso era ‘Figlio del Cielo’ simboleggiandone la funzione di armonizzare le stagioni, la vita e l’ordine dell’universo.
Per i coreani il drago provenuto dagli oceani, Imoogi, ha ricevuto in dono dal dio del Sole i suoi poteri attraverso una ragazza umana che sarebbe divenuta ella stessa un Imoogi al compimento del 17esimo compleanno; anche in questa cultura somiglia ad un serpente acquatico ed il significato della parola Imoogi è proprio ‘Grande Lucertola’.

Insomma possiamo affermare che in tutto il corso della storia il dio Sole viene spesso associato al simbolo di un pesce, di un serpente o di un drago, tutte figure anfibie e spesso descritte come esseri antropomorfi. Sono molte inoltre le leggende in cui vengono raccontati aneddoti simili, se non identici, a storie che già conosciamo, come il diluvio universale per spazzare via gli indesiderati e salvare solo alcune specie o, come succede per i Dogon, una storia in cui un Nommo sarebbe stato crocifisso o come, in alcune culture, la fecondazione della Vergine che da’ alla vita il figlio di un dio, sia stata spesso condivisa, infine l’Apocalisse, che avverrebbe alla fine di un Era di un ciclo dalla durata di 2160 anni, durante il quale la Terra transiterà attraverso un segno astrologico, per mano di un drago? Apocalisse 12:9 “E il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo: fu gettato sulla terra… “.
Sono ancora molti i segreti non svelati di questo mondo e piano piano ci avvicineremo alla conoscenza, sempre se smetteremo di ignorare ciò che ci circonda, continuando ad informarci e ad essere curiosi.

Viviate bene.

foto:
https://nwo-truthresearch.blogspot.it
fonti:
wikipedia.org
mikeplato.myblog.it/archive/2010/week06/index.html
cerchinelgrano.info/i_dogon.htm
antikitera.net
ethnos.biz
tuttocina.it

La nostra Apocalisse, teorie su visitatori del passato

Alcune curiose rappresentazioni di personaggi del passato identificate come antichi astronauti alieni

Alcune curiose rappresentazioni di personaggi del passato identificate come antichi astronauti alieni

I Maya erano soliti osservare le stelle per calcolare quali fossero i momenti migliori per la semina ed i raccolti, come succedeva in molte altre antiche culture, per questo avevano elaborato i calendari, perché avessero un ulteriore funzione oltre quella del calcolo dello scorrere del tempo ed erano tali che fossero di chiara lettura anche per il popolo.
Erano due, entrambi si basavano sui cicli di Venere ed è stato confermato dalla scienza odierna che erano incredibilmente precisi, anche se non del tutto perfetti.
Uno era ad uso civile “haab” mentre l’altro era per i rituali “tzolkin”, avevano una durata diversa e solo ogni 52 anni riportavano la stessa data, in tale occasione il popolo Maya compiva rituali sacrificali e sanguinari per propiziare il nuovo ciclo, anche perché ogni 52 anni erano convinti che il mondo finisse!

Con l’ultimo calendario a nostra disposizione, i Maya indicavano la fine di un’Era culminata con la venuta, più specificatamente il ritorno, della divinità Bolon-Yokte.
Nessuna fine del mondo quindi, tiriamo un sospiro di sollievo!
In realtà tale divinità, che è associata alla distruzione e alla rinascita, come tutte quelle della mitologia Maya sarebbe ridiscesa dal cielo, come già avvenuto in passato, stavolta per portarci tutti nel regno dei morti.
Ma la fine del calendario è arrivata e non è successo ancora nulla di ciò che è stato “predetto” dalle iscrizioni Maya, certo è che aspettarci la fine del mondo il 21 dicembre 2012 è stato azzardato, forse dovremmo fare un ragionamento sul lungo periodo.

Prima di inoltrarci nei particolari della teoria che sto per proporre, vorrei formulare una domanda lecita: per quale motivo tutte le culture antiche presenti sulla terra, riportano storie di divinità venute dal cielo?
Proviamo a citare alcune delle più diffuse e conosciute, i Greci.

Secondo i Greci gli dèi abitavano il monte Olimpo, sulla cima del quale, il tempio di Zeus, era descritto come un palazzo rivestito d’oro, argento e pietre preziose e scintillanti come diamanti, era una struttura “tonante” e che poteva alzarsi verso il cielo.
Zeus era il padre degli dèi e la sua arma il fulmine, rappresentata da una saetta.
Suo fratello Poseidone, il dio dei mari, viveva nelle profondità delle acque, la sua arma un tridente capace di smuovere terremoti e tsunami.
Apollo sfrecciava nei cieli con un carro di fuoco ed era maestro, architetto ed astronomo che insegnava alle popolazioni della terra le sue conoscenze.

I Romani, prima che il Cristianesimo prendesse il sopravvento, adoravano le stesse divinità ma con nomi differenti: Giove, Nettuno e, successivamente introdotto dagli stessi greci, Apollo con medesime caratteristiche ed arsenali.

I Vichinghi, antichi popoli germanici che abitavano il nord Europa, come la Svezia, la Danimarca, la Norvegia, oltre ad essere un popolo di capaci guerrieri erano molto abili nella navigazione, adoravano Odino, simbolo di guerra, morte, conoscenza la cui arma era una lancia dal colpo perfetto ed impeccabile e c’era Thor, il cui martello distrugge tutte le cose. Armi molto simili a quelle descritte dal popolo Greco, inoltre divinità tutte derivanti dal culto del Sole; il quale avevano capito essere il motivo della vita di tutte le cose sulla terra.

Il popolo Sumero parla degli Hannunaki, letteralmente popolo che discese dai cieli sulla terra, descrivendo questi idoli come provenienti dal pianeta Nibiru, capaci di spostarsi nello spazio tramite astronavi, alla ricerca d’oro per la propria sopravvivenza e che discesero sulla terra per creare una razza di uomini-schiavi in grado di estrarre dalle miniere ciò di cui avevano bisogno.
Nacque Adama, venuto dalla terra, tra l’incrocio degli Annunaki con le femmine ominidi che popolavano l’Africa Orientale.
Tra gli Annunaki ci fu una guerra per la contesa degli uomini, importanti per l’estrazione del prezioso minerale, fu data la conoscenza sessuale al popolo umano poiché potessero procreare e molti Annunaki si accoppiarono con le femmine, generando un gran numero di uomini e donne con geni extraterrestri; aumentando la popolazione a dismisura, il capo degli Annunaki contrariato, provocò un diluvio universale per distruggere la nuova razza ma un uomo saggio e giusto fu avvertito della catastrofe imminente e venne dotato di un’imbarcazione in grado di solcare le acque, per concedere a lui e alla sua famiglia di salvarsi e progredire con il genere umano.
Una storia datata 282.000 a.C. e che ritroviamo anche nella Bibbia, con Adamo, Eva e il diluvio ma anche in altre culture delle civiltà mesoamericane.

In India, nello specifico nel Mahabharata, uno dei testi sacri più importanti della religione induista, che descrive la storia dell’India sia da un punto di vista filosofico e spirituale sia culturale, si narra di città gigantesche che circondavano la terra, dalle quali uscivano carri più piccoli che trasportavano gli dèi in terra.
Anche in questi testi si parla di una sanguinosa battaglia, in cui vennero utilizzate armi dall’elevato livello tecnologico, come proiettili fiammeggianti e ruote di fuoco.
Forse quello che veniva descritto dal popolo indiano era un combattimento ti tipo extraterrestre, con in dotazione armi talmente potenti e sconosciute da identificarle in fulmini, tuoni generati da enormi martelli, palle di fuoco e simili.
Viene addirittura descritta l’esplosione di un’arma in modo così preciso, persino nelle tragiche conseguenze del suo rilascio, da far pensare si possa trattare di un ordigno di tipo nucleare.

Non possiamo dire con certezza se tutte queste leggende si basino su fatti realmente accaduti ma possiamo pensare che la radice di tutte queste cività fosse unica, possiamo provare a ragionare anche sulla possibilità che, come in tutte le storie, la caratteristica descrittiva è spesso allegorica e pertanto le similitudini possono in realtà raccontare gli stessi fatti, le stesse cose o le stesse persone.
Può essere possibile che il ritorno di Bolon-Yokte sia l’allegoria al ritorno di esseri extraterrestri nella nuova Era Maya, iniziata il giorno dopo il 21 dicembre 2012?
Forse la comprensione sta nell’imparare a porci domande fuori dall’ordinario, secondo la teoria de il Rasoio di Occam, a parità di condizioni la spiegazione più semplice è anche quella con le probabilità più alte di essere vera.

Viviate bene.

 

foto: https://acinsnewsciences.wordpress.com

fonti: https://wikipedia.org, https://harmakis.net, https://etadellapietra.org, https://planet.racine.ra.it/testi/indtesti.htm

21 dicembre 2012, in Giappone la Fine del Mondo è arrivata già da un pezzo

Il 21 dicembre 2012 da noi arriverà tra poco, ma in Giappone la data più apocalittica di tutti i tempi è già scoccata da un pezzo. Per essere precisi, a Tokio il mondo sta finendo da già quattro ore abbondanti. Vero, non sono ancora le 11.11 da quelle parti, e già vedo quel fior di apocalittici convinti che stanno già bacchettando virtualmente le mie parole, ma…

Voglio ricordare, nel caso in cui non fosse ancora chiaro, che io sono Escansibus, il più grande numerologo del  mondo, profeta dei Power Ranger e santone delle Winks. Quindi, so già perfettamente cosa accadrà in Giappone alle ore 11.11, e posso assicurare a tutti che non ci sono Goldrake e il Grande Mazinga a combattere contro gli alieni arrivati sulla terra per colpa delle radiazioni emesse dall’allineamento Sole Centro della Galassia.

Riguardo al titolo… siamo in piena vigilia apocalittica e, alla stregua di blasonate trasmissioni, ho voluto fare un po’ il furbo anche io… chi ha orecchi per intendere, intenda.

httpv://www.youtube.com/watch?v=0NdNyGY3-Rw

 

 

21 dicembre 2012 ore 11.11, appuntamento con l’Apocalisse più laica e pop della storia

21 dicembre 2012 ore 11.11. L’Apocalisse Maya ha dato all’umanità un appuntamento svizzero.

Il poker d’assi che forma l’orario pare sia l’unico dato certo. Sconosciuto resta il fuso orario di riferimento. Qualcuno guarda a Greenwich, ma, intelligentemente, qualcun’altro fa notare che all’epoca i Maya non avessero proprio idea di cosa e dove fosse Greenwich. Sconosciuto resta il mezzo con cui sarà spazzato via questo vecchio pazzo mondo. Certo, le ipotesi  abbondano. Si spazia da Nibiru, il pianeta x che si aggira per il Sistema Solare, all’allineamento galattico di Sole Terra e Centro della Galassia che dovrebbe scatenare indefiniti cataclismi. C’è chi ipotizza che a sferrare il colpo di grazia saranno addirittura gli zombie e chi invece sta aspettando gli alieni. Anche la provenienza di quest’ultimi non è scontata come sembrerebbe. Se molti guarderanno in alto non mancherà, infatti, chi li aspetterà emergere dalle viscere della terra. Non vanno dimenticati poi coloro che si stanno preparando ad un’inversione dei poli terrestri, se magnetici o geografici dipende dalle convinzioni acquisite in mesi e mesi di attesa ad infarcirsi di nozioni “non ufficiali” su internet…

Non bisogna poi dimenticare tutti coloro che, indifferentemente dalla personale convinzione sul “come” si presenterà la Fine del Mndo, hanno già trovato rifugio in uno dei tanti luoghi che saranno risparmiati dalla distruzione, zone franche a prova di apocalisse come Bugarach e Cisternino.

Insomma, è un popolo varipointo quello degli apocalittici delle 11.11 del  21 dicembre 2012. Un popolo tutto teso ad aspettare l’apocalisse più laica della storia.

Apocalisse laica, poichè le rivelazioni promesse dalle sue molteplici declinazioni offrono un quadro non in linea con dettati strettamente “religiosi”, ovviamente prendendo a riferimento l’unica religione che chi sta scrivendo quest’articolo conosce relativamente bene, quella cattolica.

Credere all’Apocalisse Maya vuol dire di fatto rinnegare la fede cattolica. Le due cose non possono coesistere. L’Apocalisse Maya non c’entra assolutamente niente con l’Apocalisse bibblica e gli sforzi per trovare dei punti di intersezione sono risibili.

Papa Benedetto XVI afferma nell’Angelus del 18 novembre:

Cari fratelli e sorelle!

In questa penultima domenica dell’anno liturgico, viene proclamata, nella redazione di San Marco, una parte del discorso di Gesù sugli ultimi tempi (cfr Mc 13,24-32). Questo discorso si trova, con alcune varianti, anche in Matteo e Luca, ed è probabilmente il testo più difficile dei Vangeli. Tale difficoltà deriva sia dal contenuto sia dal linguaggio: si parla infatti di un avvenire che supera le nostre categorie, e per questo Gesù utilizza immagini e parole riprese dall’Antico Testamento, ma soprattutto inserisce un nuovo centro, che è Lui stesso, il mistero della sua persona e della sua morte e risurrezione. Anche il brano odierno si apre con alcune immagini cosmiche di genere apocalittico: «Il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli verranno sconvolte» (v. 24-25); ma questo elemento viene relativizzato da ciò che segue: «Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria» (v. 26). Il «Figlio dell’uomo» è Gesù stesso, che collega il presente  e il futuro; le antiche parole dei profeti hanno trovato finalmente un centro nella persona del Messia nazareno: è Lui il vero avvenimento che, in mezzo agli sconvolgimenti del mondo, rimane il punto fermo e stabile.

A conferma di questo sta un’altra espressione del Vangelo di oggi. Gesù afferma: «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno» (v. 31). In effetti, sappiamo che nella Bibbia la Parola di Dio è all’origine della creazione: tutte le creature, a partire dagli elementi cosmici – sole, luna, firmamento – obbediscono alla Parola di Dio, esistono in quanto «chiamati» da essa. Questa potenza creatrice della Parola divina si è concentrata in Gesù Cristo, Verbo fatto carne, e passa anche attraverso le sue parole umane, che sono il vero «firmamento» che orienta il pensiero e il cammino dell’uomo sulla terra. Per questo Gesù non descrive la fine del mondo, e quando usa immagini apocalittiche, non si comporta come un «veggente». Al contrario, Egli vuole sottrarre i suoi discepoli di ogni epoca alla curiosità per le date, le previsioni, e vuole invece dare loro una chiave di lettura profonda, essenziale, e soprattutto indicare la via giusta su cui camminare, oggi e domani, per entrare nella vita eterna. Tutto passa – ci ricorda il Signore –, ma la Parola di Dio non muta, e di fronte ad essa ciascuno di noi è responsabile del proprio comportamento. In base a questo saremo giudicati.

Cari amici, anche nei nostri tempi non mancano calamità naturali, e purtroppo nemmeno guerre e violenze. Anche oggi abbiamo bisogno di un fondamento stabile per la nostra vita e la nostra speranza, tanto più a causa del relativismo in cui siamo immersi. La Vergine Maria ci aiuti ad accogliere questo centro nella Persona di Cristo e nella sua Parola.

 

Lungi da me l’intenzione di fare “propaganda” religiosa, ho riportato per intero il testo dell’Angelus del papa onde evitare la decontestualizzazione dei passi sui quali voglio focalizzare l’attenzione.

“la Parola di Dio non muta, e di fronte ad essa ciascuno di noi è responsabile del proprio comportamento. In base a questo saremo giudicati”

E’ il “Giudizio” la differenza sostanziale tra Apocalisse Maya e Apocalisse Cattolica.

L’Apocalisse Maya aspettata per le 11.11 del 21 dicembre 2012 è vettore di una distruzione indiscriminata. Non esistono buoni da premiare e cattivi da condannare. Arriverà la fine e chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato.  Diversa è l’Apocalisse Cattolica in quanto alla fine di tutto garantisce il Giudizio. Tutti saranno giudicati, i vivi e i morti. Ognuno dovrà rendere conto delle proprie azioni.

Forse questo spiega il successo globale e trasversale della prima rispetto alla seconda. Se un reset deve esserci è di gran lunga più desiderabile che questo sia definitivo ed equalizzante, e non condizionato da ansie relative ad una sorta di antipatica pagella finale stilata da un essere supremo che sancisce la bocciatura o la promozione.

L’Apocalisse Maya risulta essere un’apocalisse laica perchè, nella sua accezione più popolare, appare slegata da qualsiasi “autorità” religiosa intenzionata a giudicare.

Ad ogni modo, sia che abbiamo a che fare con un’Apocalisse Laica, con un’Apocalisse Pop o, visto l’enorme successo che ha riscosso sopattutto in rete, con una I-Apocalypse, una cosa è certa:

L’Apocalisse Maya è stata, è, e sarà, una della bufale più apocalittiche della storia.


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21 dicembre 2012, tre giorni di buio

Se il 21 dicembre 2012 l’intero pianeta sarà avvolto da tre giorni di buio sappiate che è tutta una questione di allineamento galattico di Sole Terra e Centro della Galassia e di cintura fotonica o di tutte e due le cose messe insieme, più o meno;  oppure sarà colpa degli Illuminati che hanno fatto l’Ordine Nuovo per dominare il mondo e allora ci staccheranno la corrente per farci capire chi è che comanda;  o, forse, sarà per colpa degli alieni che vivono al centro della terra dove, secondo la nipote dell’iperatore giapponese, la principessa  Kaoru Nakamaru, “c’è una molto alta civilizzazione” che verrà a dividere i gli uomini puri dagli uomini impuri (la divisione verrà fatta in base a quello che si mangia e si beve e all’attività fisica, quindi si rassegnino golosi e sedentari) spedendo quest’ultimi chissà in quale altro pianeta e lasciando i primi a godersi la Nuova Era; o sarà perchè con la crisi galoppante e con la tredicesima fatta a brandelli dalla rata del mutuo e dell’IMU si ritroveranno tutti senza soldi per pagare le bollette e zac! Via la luce! Certo, questo non spiegherà perchè resterà al buio anche il resto del mondo, visto che l’IMU la pagate solo voi fortunatissimi italiani, ma come spiegazione del fenomeno non è proprio da scartar. Come non è da scartare Nibiru, e che facciamo? Ci dimentichiamo del pianetone? Ah già, dimenticavo che quello è arrivato ma è stato respinto di testa da Hillary Clinton.

 

 

Adesso io, Escansibus, il più grande numerologo del mondo, profeta del modello 740 e santone della seconda rata dell’IMU, posso anche dirvi che

come la profezia del 21 dicembre anche questa dei tre giorni di buio è una cazz…, emh una profezia sbagliata,

ma so, e lo so perchè so’ profeta mica pizza e fichi, che in molti leggeranno le mie profetiche parole con sfiducia e scetticismo. Ma beati coloro che  crederanno poichè essi mangeranno tranquillamente il panettone e risparmieranno i soldi per un gruppo elettrogeno diesel.

 

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Cosa succederà il 21 dicembre 2012?

Cosa succederà il 21 dicembre 2012?

Con l’approssimarsi della data più apocalittica di inizio millennio la domanda diventa sempre più incalzante e con essa  la voglia di avere risposte. Probabilmente quella del 21 dicembre 2012 è l’apocalisse annunciata più famosa e popolare di tutti i tempi. Soprattutto grazie alla rete, quella che viene definita l’apocalisse maya, ha raggiunto milioni di persone e conquistato l’attenzione dei media. Le testate più blasonate  e i canali televisivi più seguiti hanno dato ampio spazio e visibilità , e continueranno a farlo con un sensibile crescendo “in questi pochi giorni che restano” con tanto di rubriche, trasmissioni dedicate ed approfondimenti, a quella che passerà alla storia coma la bufala più apocalittica di tutti i tempi.

L’apocalisse del 21 dicembre 2012 basa la sua origine sull’errata convinzione che il calendario maya finisca i suoi giorni proprio in quella data. Errata convinzione che con il passare del  tempo è diventata  un potente polo di attrazione  per tutta una serie di miti, leggende e castronerie. ha acquisito  una sua “credibilità“. Ecco che Nibiru e la Cometa Elenin, alieni e zombie,  capovolgimenti dei poli terrestri ed esplosioni solari, inseme ad allineamenti planetari, reali  (come quello del 6 giugno 2012 che ha visto Venere frapporsi tra la Terra e il Sole) o del tutto immaginari (come il prossimo allineamento del prossimo 13 dicembre che dovrebbe vedere sulla stessa asse Sole Terra e Centro della Galassia) hanno fornito ottimi ingredienti al polpettone apocalittico che ha finito con l’acqisire una certa “credibilità” presso una generazione in evidente crisi.

Oggi quando si parla di crisi l’associazione è immediata con un’altra parola anch’essa sempre più intrisa di signifati e presagi apocalittici: economia.

La galoppante e irrisolta crisi economica ha creato l’humus ideale affinchè una bufala confezionata ad arte possa crescere rigogliosa. Quando un sistema va in loop o si inceppa la soluzione più veloce, sicuramente non la migliore, è resettare. Probabilmente è in questa voglia di resettare che trova senso tutta quest’attenzione verso l’apocalisse maya che, per i meno catastrofisti, offrirebbe semplicemente l’occasione di passare, in modo del tutto indolore, ad una nuova era. Ma questo è un discorso che rischia di risolversi in psicologia spiccia o, ancor peggio, in un’analisi sociologica grossolana e inutile. Meglio è tornare repentinamente al punto di partenza: cosa succederà il 21 dicembre 2012?

La domanda è chiara e netta e pretende una risposta altrettanto netta, senza ragionamenti e analisi che, pur impegnandosi a fondo, non la cambierebbero di una virgola.

Il 21 dicembre 2012 succederà quello che è sempre successo per ogni apocalisse annunciata: assolutamente nulla.

E succederà un’altra cosa che è sempre successa ad ogni apocalisse annunciata e mai arrivata: si inizierà a parlare della prossima apocalisse che sicuramente arricerà il…..

Già esistono due date accreditate, aprile 2036 e 2060, ma sono troppo lontane e presto ne uscirà fuori qualcuna più immediata. Da queste parti abbiamo già qualche indizio…

 

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Esistenza degli alieni, fuori onda del terzo tipo di Dmitri Medvedev

Il fuori onda a microfono aperto di Dmitri Medvedev, premier della Federazione Russa, alla fine della registrazione di una trasmissione televisiva, può essere accolto con sconcerto, con sorpresa, con ironia, con scetticismo, e chissà, forse addirittura con speranza.

Di certo quando i giornalisti e gli operatori in studio si sono sentiti dire dal Presidente di una delle nazioni più potenti e influenti del mondo  in persona, quindi non dal solito invasato, che gli alieni esistono e che, sono le testuali parole,  “non posso dirvi quanti di loro sono tra noi in questo momento, altrimenti si scatenerebbe il panico“, hanno accolto la notizia con quella che si può definire “perplessità”.

Il fuori onda ha già fatto il giro del mondo e,  nel caso esistessero davvero, a quest’ora ne saranno a conoscenza anche gli imboscati alieni. Chissà, proprio in questo momento saranno impegnati in una riunione segreta per decidere se rivelarsi o no al mondo intero, tanto ormai “un importante presidente del pianeta ha fatto la frittata”. E chissà, va a finire che già che ci sono decideranno proprio di rivelarsi il 21 dicembre 2012 in omaggio alla tanto attesa apocalisse maya.

Nel caso qualche assiduo frequentatore di Apocalittici.it  fosse colto dal dubbio,  non siamo nell’universo di APOCALYPSE NEWS e questo non è un racconto nato dall’immaginazione degli autori del Blog.

CLICCA SULL’IMMAGINE PER VEDERE IL VIDEO DEL FUORI ONDA DEL PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE RUSSA MEDVEDEV SULL’ESISTENZA DEGLI ALIENI