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Marco Crotta, prepper italiano, risponde ad Aldo Grasso

Segue la lettera aperta con cui Marco Crotta, prepper italiano responsabile del sito www.prepper.it, risponde al commento sulla serie televisiva “Gli Apocalittici” di National Geographic che  Aldo Grasso, noto giornalista e critico televisivo, ha pubblicato sul Corriere (e che ho riportato all’attenzione di Apocalittici.it).

 

Gentilissimo Aldo Grasso

 Le scrivo in merito al suo ultimo articolo apparso oggi sulle pagine del Corriere della Sera / Spettacoli “Gli apocalittici: pazzi che divertono“.

Mi scuso se mi presento con una lettera aperta, ma non ho trovato modo di risponderle sulle pagine del sito del Corriere, non essendo prevista una funzione di feedback o commento, cosa a cui la rete, grazie al cielo, ci ha ormai abituato…

 Sono Marco Crotta, responsabile del sito www.prepper.it, e credo di aver sdoganato la “sub-cultura” del prepping in Italia. Non più tardi di martedì 25/9 lo stesso Corriere, nella cronaca di Milano, mi aveva concesso un piccolo spazio sullo stesso tema. Spero ora vorrà concedermi un umile ma, a mio avviso, legittimo diritto di replica.

Devo dire che non sono in disaccordo con lei, anzi. Ho più volte cercato di prendere le distanze con atteggiamenti esagerati come quelli presentati nella serie americana del National Geographic. Devo dire che è stato più difficile del previsto perché i suoi colleghi, che mi hanno intervistato e filmato, hanno più volte cercato di farmi dire e farmi fare appunto cose “da pazzi”: maschere anti gas, calarsi con le funi dai palazzi e via dicendo. E’ stato mio lo sforzo di riportare gli argomenti sul piano reale eliminando frottole tanto sensazionali quanto vendibili.

Siamo italiani, abbiamo cultura e storia, e non siamo portati per quel tipo di esagerazioni. Laddove gli americani temono per il loro futuro a causa delle antiche profezie o di improbabili cataclismi di ogni genere, gli Italiani vedono il loro futuro minacciato dalla situazione economica, politica ed ecologica. Se gli americani hanno paura della fine del mondo, molti Italiani hanno paura della fine del mese. E dove i sostenitori del secondo emendamento cercano di assicurare la loro sopravvivenza con armi e munizioni, noi che nel DNA abbiamo l’arte dell’arrangiarsi pensiamo ad imparare nuovi mestieri, a studiare nuovi metodi per risparmiare e per provvedere alle necessità delle nostre famiglie.

Insomma, se le sue considerazioni si limitano a quanto rappresentato in TV per la serie d’oltre oceano, sono d’accordo con Lei, ma la prego di non voler banalizzare e generalizzare, nè di tirare in mezzo i prepper italiani.

Giustamente Lei è (anche) un critico televisivo, e deve considerare il fenomeno così come viene messo in onda. Ma se ci fermiamo un momento e cerchiamo di andare un po’ più in profondità, credo ci si spegnerà il sorriso. Perché il prepping sta prendendo piede in Italia? Perché ci sono così tantti “pazzi” in questo mondo? Provo a darle la mia risposta: perché “il futuro non è più quello di una volta“, e le prospettive sono decisamente fumose se non preoccupanti. La generazione che è stata defraudata delle sue prospettive cerca risposte nelle istituzioni e nella politica, ma queste rispose, le rare volte in cui arrivano, sono a dir poco deludenti. Trovo normale allora che si provi a trovare le risposte da sè, a cercare di provvedere a sè stessi una volta che ci si trova abbandonati e senza prospettive. Rispetto a tutto questo il prepping ovviamente non è una risposta, però non si può negare che sia il sintomo di un bisogno che non viene soddisfatto e nè trova risposte. E mi permetta di dirle che in qusto non trovo nulla di comico.

Ma torniamo alla serie TV. A questo punto, dato quello che è stato mandato in onda (e, mi creda, il bello deve ancora venire!) mi rimane una speranza: essere riuscito a marcare le differenze ed aver dimostrato che i prepper italiani sono solo persone che hanno fatto propria la saggezza dei nostri nonni, che hanno imparato a risparmiare, ad essere previdenti, a prendersi cura della famiglia pensando al domani, e che sanno farsi carico di queste responsabilità, e anche di quelle che spetterebbero alle istituzioni.

 

La ringrazio molto. Cordialmente

Marco Crotta. www.prepper.it

 

PS: no, io non sopravvierò alla fine del mondo, che cmq non ci sarà.

Gli apocalittici, i preppers, e un dubbio.

Lo so, sono Escansibus, il più grande numerologo del mondo, profeta per corrispondenza e santone in attesa di impiego…eppure sono attanagliato dali preppers che si preparano ad affrontare la Fine del Mondo hanno fatto scorte di carta igienica? dubbio. Le notti sono insonni da quando non riesco a rispondere a una domanda:

ma i preppers che hanno stipato nei bunker tonnellate e tonnelate di cibo per non farsi trovare impreparati dall’Apocalisse…

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Gli Apocalittici – Primo Episodio

Il primo episodio de “Gli Apocalittici“, la serie che segue le storie delle persone che si preparano alla Fine del Mondo. In onda su  National Geographic Channel (403 Sky) ogni lunedì alle 20.55.

CLICCA SULL’IMMAGINE PER VEDERE IL PRIMO EPISODIO DELLA SERIE

Gli Apocalittici, la serie secondo Aldo Grasso

Il mondo è pieno di pazzi. Prendiamone atto, con serenità e pacatezza, possibilmente con disincanto. Un buon repertorio di casi di follia quotidiana – una strana follia mascherata di buon senso, previdenza, lungimiranza – lo offre il programma «Gli apocalittici», la serie di maggior successo mai trasmessa negli Usa da National Geographic Channel. C’è gente, influenzata non solo dalle profezie Maya, che crede che la fine del mondo sia vicina. E cosa fa? Prega? Cerca di frequentare gli ultimi giorni dell’umanità senza consolazioni e senza riguardi? Si pente pubblicamente dell’insensatezza del vivere? No, principalmente accumula cibo (NatGeo, Sky, canale 403, lunedì, ore 22.55. A novembre è prevista una puntata sulla situazione italiana).

Questi apocalittici passano tutto il giorno a costruire rifugi anti-atomici, magari utilizzando dei container, si esercitano alla sopravvivenza in situazioni limite e alla guerriglia sparando nel deserto del Texas, insomma si preparano a sopravvivere alla fine del mondo. Si chiamano «preppers», coloro che si preparano. L’aspetto più impressionate dei «preppers» è che stivano quantità impressionanti di cibo: cibo liofilizzato, cibo surgelato, cibo essiccato, cibo sterilizzato, cibo pastorizzato. Una signora sovrappeso mette via quantità industriali di emmental ricoperto da cera liquida. Vivande che si accumulano come se si dovesse sfamare un esercito; vettovaglie per il day after; vitto e alloggio per il giorno in cui il mondo si capovolgerà per inversione geomagnetica.Il programma è divertente, a metà fra «The Hunger Games» e «La nube purpurea», fra le strategie di sopravvivenza e la demenza che ci accompagna. Il mondo è pieno di pazzi, siamo in buona compagnia. Intanto, negli Usa, nel suo «The Daily Show» Jon Stewart sta combattendo la sua battaglia contro la «Democalypse», l’apocalisse della democrazia. Questa sì una battaglia che merita di essere sostenuta!

 

(Fonte: ariticolo firmato da Aldo Grasso pubblicato sul Corriere.it il 28 settembre 2012. Clicca QUI per accedere al sito e fruire di tutti gli approfondimenti a disposizione )

 

 

 

 

Gli apocalittici arrivano in televisione

Gli Apocalittici, quelli veri, costruiscono rifugi anti-atomici (alcuni particolarmente eccentrici), si esercitano alla guerriglia e alla sopravvivenza in situazioni limite, preparandosi a sopravvivere alla Fine del Mondo. Noi abbiamo imparato a chiamarli preppers, coloro che si “preparano” all’Apocalisse che sentono sempre più vicina. 

Gli Apocalittici è il  titolo dellaserie tv realizzata da National Geographic che andrà in onda alle ore 20:55 di ogni lunedì dal 24 settembre 2012  su National Geographic Channel (403 sky). La puntata speciale dedicata agli Apocalittici italiani è prevista a fine novembre.

Apocalisse Zombie

[Apocalisse Zombie]

Non so se ne avete gia’ sentito parlare ma esiste su facebook un gruppo fondato dal “movimento dei grillini” (vicino quindi al Movimento a 5 stelle di cui e’ leader Beppe Grillo) che tende a “trasformare” in zombie gli avversari politici. A farne le spesse personaggi illustri come Giovanni Favia dopo il clamoroso fuori onda in cui dice che nel “non-partito” fondato da Grillo manca la democrazia interna.
Gli Apocailttici sanno che gli zombie politici ci stanno portando alla rovina ma le immagini proposte dal gruppo facebook sono di sicura ilarità e ne consigliamo la visione quantomeno per strapparci un sorriso. Eccone un esempio: