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Catastrofe Nucleare

Le Donne di Fukushima

Sei donne giapponesi offrono un punto di vista onesto e brutale sullo stato del ripristino della situazione, sugli insabbiamenti e sulle menzogne seguite all’incidente di Fukushima, e come questo abbia influenzato le loro vite

 

Un film del freelance australiano Paul Johannessen e i suoi collaboratori, Jeffrey Jousan e Ivan Kovac, raccoglie le testimonianze di sei donne che dopo aver subito le conseguenze dell’incidente di Fukushima hanno trovato la forza di raccontare le loro storie e denunciare le mancanze del governo giapponese.

Dal sito di presentazione del film:

Le piene ramificazioni che seguono il disastro che è avvenuto al Daiichi Nuclear Plant di Fukushima nel marzo del 2011 avranno bisogno di decadi per venire alla luce e rivelarsi. Ci siamo spostati dal viscerale dramma iniziale verso uno a più lungo termine, una minaccia quasi invisibile. C’è un rischio reale che la situazione semplicemente svanisca dall’attenzione dei media del mondo (o, nel caso dei media giapponesi, che rimanga inesistente). Al giorno d’oggi, come risultato dell’incidente, i bambini non possono giocare fuori dalle proprie case, le famiglie sono distrutte e le donne abortiscono per paura delle malformazioni genetiche dei loro figli non nati. La speranza è difficile che torni a Fukushima.

Tuttavia dopo aver incontrato un gruppo di donne disposte a parlare, siamo stati costretti a catturare lo spirito delle loro storie. Queste donne giapponesi, tradizionalmente timide e discrete, hanno preso la loro rabbia, l’ansietà, la frustrazione e la disperazione, e le hanno trasformate in un grido di richiamo per andare avanti e trasformare il Giappone ed il mondo in un posto più sicuro per i nostri figli. La loro resistenza, e onestà contrapposta alle menzogne e alla compiacenza del governo giapponese, ci ha spinti a creare una piattaforma per dar voce ai loro pensieri. Il risultato sorprende, sciocca e ispira.

La nostra motivazione per produrre questo film era quella di garantire che il mondo potesse essere testimone dell’onesta e del coraggio di queste donne che hanno avuto la forza di parlare, mentre altri sono rimasti in silenzio.

Le Donne di Fukushima (da sinistra a destra) sono:

Setsuko Kuroda

Setsuko Kida

Kazue Morizono

Aki Hashimoto

Yukiko Takahashi

Tatsuko Okawara

“Women of Fukushima” è stato accettato al London Lift-off Film Festival, sarà trasmesso il 29 novembre.

Trailer del film

Cinque impianti nucleari nei guai a causa dell’Uragano Sandy

L’Uragano Sandy ha creato problemi a cinque impianti nucleari lungo il suo percorso, uno a sole 40 miglia (64 km, ndt) da New York City, secondo quanto riferito da ABC News. Gli impianti si trovano in Pennsylvania, New Jersey e New York.

 

Un’allerta di livello 2 (4 è il massimo) è stato dichiarato nel più vecchio impianto nucleare americano, Oyster Creek, a Lacey Township, New Jersey. L’allerta è stato lanciato lunedì sera, dopo che la tempesta ha toccato terra ferma, “in seguito al fatto che l’acqua ha superato determinati criteri di livello nella struttura di aspirazione dell’impianto”, ha detto Exelon Corporation, proprietaria dell’impianto. Non ci sono “minacce per la salute o la sicurezza pubblica”, ha affermato la compagnia in un comunicato, anche se l’impianto, come milioni di altri clienti nella stessa area, ha perso la fornitura di energia elettrica. “I due generatori diesel di riserva della stazione sono stati attivati immediatamente”, ha detto Exelon, aggiungendo che la compagnia possiede, in sito, due settimane di carburante diesel di scorta. L’energia elettrica nell’impianto è essenziale per alimentare il sistema che protegge le barre di combustibile esaurito dal surriscaldamento, e per portare il nucleo del reattore in meltdown.

Un’unità del Salem Nuclear Power Plant è stata spenta manualmente nelle prime ore di martedì mattina. Anche questo impianto è situato in New Jersey, nella Delaware Bay, a circa 43 miglia (69 km, ndt) da Philadelphia. L’arresto è avvenuto dopo che “quattro delle sei pompe di circolazione dell’acqua della stazione avevano smesso di rispondere a causa delle condizioni climatiche impattanti generate dall’Uragano Sandy”, secondo una dichiarazione ai media del co-proprietario dell’impianto PSEG Nuclear. L’impianto è stabile, ha detto PSEG Nuclear, e “non sono stati riscontrati problemi durante l’arresto dell’Unità 1 di Salem”. Oltre alle squadre che lavorano sul posto, ha detto la compagnia, “Salem ha organizzato squadre di intervento reperibili”.

L’Unità 3 dell’impianto di Indian Point a Buchanan, New York, è stata automaticamente arrestata, lunedì notte, quando è stata persa la connessione tra il generatore elettrico e la rete esterna. Entergy, gestore dell’impianto, ha detto in un comunicato che un’altra unità sta continuando ad operare, e non vi è stato alcun rilascio di radioattività. Non c’è alcuna minaccia per la salute pubblica, ha detto un portavoce, e nessun danno alle apparecchiature.

Sempre lunedì notte, le Unità 1 e 2 sono state fermate all’impianto di Nine Mile Point vicino a Oswego, New York. L’Unità 1 si è fermata automaticamente a causa di un guasto elettrico, ha detto la Nuclear Regulatory Commission (NRC). L’Unità 2 si è arrestata a causa di un calo di tensione di una linea elettrica in entrata dovuto allo stesso guasto elettrico. L’energia è stata riportata automaticamente alla Unità 2 grazie ad un generatore diesel di emergenza, mentre gli operatori stanno valutando le cause dell’incidente, ha detto la NRC. “Tutti i sistemi di sicurezza dell’impianto hanno risposto come dovuto, e l’arresto è stato eseguito in sicurezza”, ha aggiunto l’agenzia. L’impianto è di proprietà della Exelon ed una compagnia energetica francese, in una joint venture chiamata CENG.

Il problema meno rilevante si è verificato ad un reattore Exelon della Limerick Generating Station poco fuori da Philadelphia, un guasto al suo condensatore. I tecnici hanno ridotto l’operatività ad un 91% per risolvere la situazione.

Una veduta aerea, fotografata dalla missione di ricerca e riscatto della New Jersey National Guard, ha mostrato il danno causato dall’Uragano Sandy alla zona costiera dello stato. Lo scatto, ripreso da un membro del 1-150 Assault Helicopter Battalion, il 30 ottobre, mostra case e autostrade sommerse dall’oceano che ha rotto le barricate ed è penetrato all’interno nella zona abitata.

FONTE ARTICOLO

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Ancora esercitazioni di guerra, stavolta in Russia

Esercitazioni su grande scala sono state portate a termine dalla Strategic Nuclear Forces sotto il comando del Presidente Vladimir Putin, secondo il segretario di stampa della Presidenza Dmitri Peskov.

Peskov ha dichiarato che queste erano le prime esercitazioni nucleari su così vasta scala nella storia moderna della Russia.

Venerdì un missile balistico intercontinentale della serie Topol è stato lanciato con successo dal cosmodromo di Plesetsk nella regione di Arkhangelsk.

Sempre venerdì il sottomarino nucleare Svyatoy Georgiy Pobedonosets, della flotta del Pacifico, ha lanciato un missile balistico dal mare di Okhotsk al sito test di Chizha nel nord della Russia europea, mentre un bombardiere strategico Tupolev-95 e un Tupolev-160 hanno lanciato quattro missili nel sito test di Pemboi nella regione degli Urali.

Pemboi è anche diventato il sito dove le truppe russe per la prima volta sono riuscite con successo a colpire un missile cruiser con il sistema di artiglieria antiaereo terra-aria di ultima generazione Pantsir-S (SA-22 Greyhound).

Continuano quindi i test su vasta scala dopo le esercitazioni navali nello stretto di Hormuz di qualche settimana fa a cui hanno preso parte circa una trentina di nazioni.

FONTE: Voice of Russia

Crisi dei missili di Cuba, 50 anni fa il Mondo si affacciò alla soglia dell’Apocalisse

Alle 19.00 del 22 ottobre 1962, ora di Washington D.C., i programmi delle principali stazioni televisive americane si interruppero per mandare in onda un annuncio speciale da parte del trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy. In circa diciassette minuti, di fronte al crescente stupore dei suoi concittadini, Kennedy rivelò che gli Stati Uniti avevano scoperto che l’Unione Sovietica stava installando segretamente nell’isola di Cuba basi missilistiche in grado di lanciare missili con testate nucleari sul territorio americano. Un mondo ancora stordito dall’onda lunga delle bombe di Hiroshima e Nagasaki si trovò di fronte alla concreta possibilità di un conflitto nucleare tra le due Superpotenze che dalla fine della guerra si erano rese protagoniste di un’estenuante competizione per l’egemonia mondiale.

httpv://www.youtube.com/watch?v=P7YkJxQT_0Y

Il 14 ottobre 1962, con il  volo sull’isola di Cuba effettuato dall’aereo-spia U-2 pilotato dal maggiore Richard Heyser, si apre “ufficialmente” la Crisi di Cuba. Le foto scattate ad alta quota dal velivolo furono immediatamente inviate al National Photographic Interpretation Center, dove furono messe a confronto con i dati raccolti e forniti dalla CIA nei mesi precedenti. Da questo raffronto fu possibile stabile nel giro di poche ore che gli impianti fotografati dall’U-2 erano ranpe di lancio per missili a raggio medio e intermedio in via di allestimento.

Il fatto rimase segreto fino all’annuncio televisivo di Kennedy e da quel momento in poi il mondo dovette assistere ad un’escalation della tensione i cui esiti non escludevano gli scenari più apocalittici. USA e URSS poggiavano i gomiti sull’isola di Cuba per sfidarsi in un braccio di ferro di portata mondiale. Se gli USA non potevano sopportare la minaccia di missili a testata nucleare sovietici a Cuba, per i sovietici erano inaccettabili gli arsenali di missili Jupiter dislocati il Turchia e in Italia. Se gli USA trovavano intollerabile l’officina socialista cubana a un passo da casa loro, per i sovietici lo era altrettanto la vetrina capitalista di Berlino Ovest.

Nikita Krusciev e J.F. Kennedy giocarono la più pericolosa partita a scacchi mai giocata sul mondo. Una partita a scacchi anomala poichè lo scopo non era vincere o perdere, ma la salvezza dell’intera scacchiera con tutti i pezzi sopra. Lo spettro di una guerra nucleare aleggiò su un mondo inconsapevole fino agli ultimi sei drammatici giorni. Il 28 ottobre 1962, dopo giorni di intensa e frenetica attività militare e diplomatica fu, quasi miracolosamente, la diplomazia a mostrarsi risolutiva. Quel giorno le navi sovietiche dirette verso Cuba, decise a sfidare la “quarantena” americana, invertirono la loro rotta. USA e URSS trovarono un accordo in base al quale la prima si impegnava  a smantellare i missili Jupiter in Turchia e a non interferire nella politica interna cubana per rovesciarne il regime, e la seconda si impegnò a rinunciare all’installazione di missili a Cuba e a smantellare le rampe esistenti.

In quell’ottobre di mezzo secolo fa il mondo si  è trovato ad un passo dall’Apocalisse, così vicino da poterla guardare negli occhi. Miliardi erano le vittime stimate solo per l’inizio di un conflitto impossibile da immaginare. Eppure, tutto questo orrore e la possibilità di vederlo concretizzato non è bastato. A cinquanta anni da quei drammatici giorni gli arsenali nucleari nel mondo sono aumentati e la potenza distruttiva degli ordigni stipati è cresciuta esponenzialmente.

 

IL DISARMO NUCLEARE DISARMA L’APOCALISSE

 

Fonti:

  • “I missili di ottobre” di Leopoldo Nuti, edizioni LED;
  • “Storia delle relazioni internazionali” di Ennio Di Nolfo, edizioni Laterza.

 

 

Le minacce apocalittiche della Cyber War

“Dal phishing per rubare le carte di credito alle minacce apocalittiche di disastri nucleari. Una società basata sull’informatica corre rischi. Chi si difende e chi attacca”. 

SIAMO IN CYBERGUERRA

clicca sull’immagine per accedere all’inchiesta di Repubblica.it

 

LE CINQUE REGOLE PER NAVIGARE SICURI

Greenpeace: in Europa 13 centrali nucleari andrebbero chiuse immediatamente

Iniziano a circolare indiscrezioni sugli stress test condotti dalla Commissione Europea sulle centrali nucleari, ma l’analisi non affronta scenari di disastri multipli, come è stato il caso di Fukushima, né prende in considerazione il rischio terrorismo.

Indagini indipendenti condotte da Greenpeace indicano che 34 reattori, appartenenti a 13 centrali, andrebbero chiusi immediatamente. Ecco l’elenco.

– Spagna: centrale di Almaraz, 2 reattori. C’è un solo generatore di emergenza, i rischi di inondazioni per eventuale danno a una diga soprastante non sono stati valutati sufficientemente. Entrambi i reattori vanno chiusi immediatamente…

Belgio: centrale di Doel, 4 reattori. Dagli stress test emerge una scarsa valutazione dei rischi di incendio e di allagamento, così come dei rischi sismici. Insufficiente valutazione dei rischi per le piscine di stoccaggio. Recentemente sono state trovate 7.776 fratture nel vessel del reattore n.3. I reattori 1 e 2 andavano già chiusi con i soli risultati degli stress test, il numero 3 va chiuso definitivamente e una analisi trasparente delle insufficienze del reattore 4 va condotta al più presto.

Centrale di Thiange, 3 reattori. La protezione da eventi alluvionali non è sufficiente e non conforme alle norme internazionali; l’evento di un incidente aereo è considerato in Belgio, e ritenuto dal regolatore un problema, ma cui non si dà alcuna soluzione. Recentemente sono state riscontrate 2.450 fratture nel vessel del reattore n. 2. Il reattore 1 va chiuso definitivamente, come anche il reattore 2. Il reattore 3 va fermato fino a che non siano state prese le misure anti alluvione e risolti i diversi problemi riscontrati.

– Germania: centrale di Grundemiggen, 2 reattori. Si rileva la mancanza di sicurezza della centrale per una alluvione di lunga durata. Nessun piano di emergenza per fronteggiare eventuali perdite di idrogeno. La centrale andrebbe chiusa ben prima del 2015, data prevista.

– Slovenia: centrale di Krsko, 1 reattore. La zona è sismicamente attiva ed esposta al rischio di alluvioni. Anche se l’impianto è stato rafforzato nel corso degli anni, il nocciolo è esposto a rischi per terremoti di grande magnitudo e la fusione non può essere esclusa. Gli effetti dell’invecchiamento delle componenti (il reattore è del 1983) non sono considerati nell’analisi. Anche se il gestore sta costruendo una nuova sala controllo, i rischi rimangono comunque elevati. La centrale andrebbe avviata alla chiusura.

– Slovacchia: centrale di Mochovce, 2 reattori ( e altri 2 in costruzione). Il rischio sismico non è valutato a sufficienza e nel caso di un forte terremoto l’edificio del reattore è soggetto ad allagamento per rottura condotte. Manca il contenimento secondario, cui si vuole riparare aumentando lo spessore dei muri anche per i reattori in costruzione, e il rischio di incidente aereo non è valutato. I reattori 1 e 2 vanno fermati e va bloccata il completamento delle unità 3 e 4.

– Svizzera: centrale di Mühleberg, 1 reattore. La strumentazione per la piscina di stoccaggio del combustibile non è a prova di incidente, e manca anche un generatore per alimentare il raffreddamento della piscina. Nessuna misura per prevenire l’esplosione di idrogeno in caso di malfunzionamento. Va aggiunto che non si può escludere il rischio sismico di intensità superiore a quella prevista dal progetto. Il reattore, anche in considerazione dei 40 anni di funzionamento, andrebbe chiuso immediatamente.

– Svezia: centrale di Ringhals, 4 reattori. Nessuno dei reattori ha sufficienti protezioni antisismiche e il regolatore ha dato come scadenza il 2013 per rimediare. L’edificio del reattore 1 risulta a rischio in caso di evento sismico anche nei limiti del progetto, mettendo a rischio la piscina del combustibile esausto. Nessuna analisi del rischio sismico è disponibile per le piscine del combustibile. L’operatore non è stato in grado di dimostrare che i reattori 3 e 4 possano essere messi in sicurezza in caso di eventi esterni blocchino le condotte di presa dell’acqua di raffreddamento. E’ una centrale che andrebbe chiusa immediatamente.

– Repubblica Ceca: centrale di Temelin, 2 reattori. Diversità dei sistemi di raffreddamento, mancanza di misure per la rimozione di idrogeno per prevenirne l’esplosione. Altre insufficienze riguardano i sistemi di raffreddamento d’emergenza per la piscina di stoccaggio del combustibile nucleare. Solo alcuni dispositivi del reattore 1 sono a prova di terremoto. Il reattore 1 andrebbe chiuso immediatamente e il 2 al più presto.

– Regno Unito: centrale di Wylfa, 1 reattore. La chiusura dell’ultimo reattore ancora in funzione è prevista nel 2014. Nessun sistema automatico di arresto in caso di terremoto. Sistemi di stoccaggio a secco del combustibile sono antisismici, ma non lo è il sistema di raffreddamento. Mancanza del contenimento secondario del reattore.

– Francia: centrale di Fessenheim, 2 reattori; centrale di Gravelines, 6 reattori; centrale di Cattenom, 4 reattori. In tutti questi reattori ci sono diverse lacune in materia di protezione contro i terremoti e le inondazioni, con il rischio di terremoti non adeguatamente valutati, così come eventi meteorologici estremi (alluvioni, nubifragi etc.). Un solo generatore diesel di emergenza è disponibile per ogni centrale. Nessun reattore ha accesso a una fonte di raffreddamento alternativo, elemento questo evidenziato come preoccupante nelle conclusioni. I sistemi di rilevazione antincendio e gli impianti fissi di estinzione non hanno alcun backup con caratteristiche antisismiche. Queste centrali vanno chiuse tutte e tre. La centrale di Fessenheim è la più vulnerabile a terremoti e alluvioni; la centrale di Gravelines, che usa combustibile MOX, non ha sufficienti protezioni contro le alluvioni; quella di Cattenom andrebbe chiusa subito dopo il recente incidente di scala Ines 2.

Clicca QUI per accedere al documento di Greenpeace sugli stress test.

 

fonte: newsenergia.com

 

Terremoto di magnitudo 6,2 vicino a Fukushima


L’US Geological Survey riporta che martedì mattina, ora locale, un terremoto di magnitudo 6,2 ha colpito la costa est del Giappone. Originatosi ad una profondità di 9,7 km ha avuto come epicentro un punto a 96 km dalla costa di Miyako, prefettura di Iwate, nella regione a nord-est del paese che l’11 Marzo del 2011 fu colpita dal devastante terremoto e tsunami. Non sono stati registrati danni o approssimarsi di onde anomale. Rispetto a Tokyo, capitale del paese, il terremoto è avvenuto a 550 km di distanza.

Né la Japan Meteorological Agency né il Tsunami Warning Center hanno ritenuto necessario emettere avvisi o allarmi tsunami. Il Geofisico Gerard Fryer, del Pacific Tsunami Warning Center, ha detto che il terremoto era troppo piccolo per generare qualsiasi tipo di tsunami, ma che i residenti del nord-est del Giappone lo avrebbero sicuramente sentito.

Il terremoto probabilmente ha dato alcune reminiscenze spaventose agli abitanti della regione di Tohoku che sono sopravvissuti al disastro dello scorso anno: lo tsunami, che si portò via decine di migliaia di vite umane e rase al suolo intere città costiere, fu causato da un terremoto di magnitudo 9,0 nella prefettura di Fukushima giusto un anno e mezzo fa, portando alla peggiore crisi nucleare del mondo degli ultimi 25 anni.

Gli Apocalittici, la serie secondo Aldo Grasso

Il mondo è pieno di pazzi. Prendiamone atto, con serenità e pacatezza, possibilmente con disincanto. Un buon repertorio di casi di follia quotidiana – una strana follia mascherata di buon senso, previdenza, lungimiranza – lo offre il programma «Gli apocalittici», la serie di maggior successo mai trasmessa negli Usa da National Geographic Channel. C’è gente, influenzata non solo dalle profezie Maya, che crede che la fine del mondo sia vicina. E cosa fa? Prega? Cerca di frequentare gli ultimi giorni dell’umanità senza consolazioni e senza riguardi? Si pente pubblicamente dell’insensatezza del vivere? No, principalmente accumula cibo (NatGeo, Sky, canale 403, lunedì, ore 22.55. A novembre è prevista una puntata sulla situazione italiana).

Questi apocalittici passano tutto il giorno a costruire rifugi anti-atomici, magari utilizzando dei container, si esercitano alla sopravvivenza in situazioni limite e alla guerriglia sparando nel deserto del Texas, insomma si preparano a sopravvivere alla fine del mondo. Si chiamano «preppers», coloro che si preparano. L’aspetto più impressionate dei «preppers» è che stivano quantità impressionanti di cibo: cibo liofilizzato, cibo surgelato, cibo essiccato, cibo sterilizzato, cibo pastorizzato. Una signora sovrappeso mette via quantità industriali di emmental ricoperto da cera liquida. Vivande che si accumulano come se si dovesse sfamare un esercito; vettovaglie per il day after; vitto e alloggio per il giorno in cui il mondo si capovolgerà per inversione geomagnetica.Il programma è divertente, a metà fra «The Hunger Games» e «La nube purpurea», fra le strategie di sopravvivenza e la demenza che ci accompagna. Il mondo è pieno di pazzi, siamo in buona compagnia. Intanto, negli Usa, nel suo «The Daily Show» Jon Stewart sta combattendo la sua battaglia contro la «Democalypse», l’apocalisse della democrazia. Questa sì una battaglia che merita di essere sostenuta!

 

(Fonte: ariticolo firmato da Aldo Grasso pubblicato sul Corriere.it il 28 settembre 2012. Clicca QUI per accedere al sito e fruire di tutti gli approfondimenti a disposizione )

 

 

 

 

Contesa tra Cina e Giappone per le isole Senkaku

 

Ultimi aggiornamenti della contesa tra Cina e Giappone per le isole Senkaku/Dyaoyu.

Jin Baisong, Chinese Accademy of International Trade, ha suggerito al governo cinese di effettuare un attacco ai bond giapponesi per mettere in ginocchio il paese finché questo non si deciderà a cambiare idea sulla nazionalizzazione delle isole Senkaku/Dyaoyu (La Cina è il maggior creditore del Giappone con 230 miliardi di dollari di bond detenuti).

Questa provocazione segue l’avvertimento del generale Xu Caihou, China’s Central Military Commission, rivolta a i militari cinesi di tenersi pronti per possibili scontri; e l’ingresso nelle acque delle isole contese da parte di sei navi di pattuglia della repubblica popolare contraria alla nazionalizzazione delle isole.

Il Segretario della Difesa americano Leon Panetta chiama alla calma i due stati e si dichiara neutrale, mentre Kurt Campbell, Assistant Secretary of State for East Asian and Pacific Affairs, ha ricordato che le isole sono incluse nel patto di difesa reciproca tra Usa e Giappone.

La Cina accusa gli Stati Uniti per le esercitazioni di questi giorni nelle isole Tinian e per gli investimenti e incoraggiamenti nei confronti della difesa del Giappone accusato infatti di voler costruire nelle isole una base per la difesa da missili balistici.

Il People’s Daily, giornale di propaganda del Partito Comunista Cinese, riporta l’ammonimento di Zhang Zhaozhong, professore militare del PLA National Defense University: “esercitazioni militari tra USA e Giappone ci sono tutti gli anni, ma questa è la prima volta che le esercitazioni si sono focalizzate sull’invasione di isole”.

Zhan Zhaozhong si era già messo in evidenza, nel novembre del 2011, per aver dichiarato che la Cina non avrebbe esitato ad allearsi con l’Iran in caso di attacco, e successivamente, all’inizio di quest’anno, per aver annunciato che avrebbe usato pescherecci caricati di esplosivo in attacchi suicida contro il nuovo cacciatorpediniere della Difesa USA per la strategia nel pacifico.

In mezzo a queste manovre politico/militari alcuni dissidenti cinesi iniziano ad affermare che la Repubblica Popolare stia dietro l’organizzazione di alcune delle proteste susseguitesi in questi giorni.

PER APPROFONDIRE:

*Le pagine qui elencate sono anche le fonti del presente articolo.

 

Birra e Coca-Cola resistono all’Apocalisse Nucleare

Operation Teapot,  questo è il nome di una serie di test nucleari (40 esplosioni) condotte tra il febbraio e il maggio del 1955 in una cosiddetta “zona di esclusione” desertica nello stato del Nevada (USA). Da questi test, effettuati per rilevare gli effetti di una pioggia radioattiva sugli esseri umani inseriti in contesti di normale quotidianità, è venuto fuori un risultato sorprendente: «Le bibite analcoliche in commercio e la birra in bottiglia o in lattina sono scampate alla potente onda d’urto persino ad una distanza di soli 390 metri dal centro dell’esplosione». In altre parole i sopravissuti all’inferno nucleare possono tranquillamente dissetarsi con birra e bibite analcoliche.

Immaginiamo gli effetti della notizia sugli “acquisti” dei preppers, gli Apocalittici che si stanno preparando ad affrontare quella che ritengono essere l’imminente Fine del Mondo con lo scopo di sopravvivere. Sugli scaffali dei bunker, che prolificano soprattutto in vista del 21 dicembre 2012, probabilmente lo spazio riservato a birra e bibite in lattine aumenterà considerevolmente.

A questo punto io, Escansibus, il più grande numerologo del mondo e profeta part-time profetizzo: ” Stiano attenti coloro che scamperanno all’Apocalisse poichè dovranno fare i conti con nemici ben più temibili: cirrosi epatica e diabete alimentare“.

Il pensiero di Escansibus è rivolto anche  alla svolta boliviana che in nome di una nuova “Cultura della Vita” ha deciso di mettere al bando la Coca-Cola dal 21 dicembre 2012. A meno che non hanno intenzione di fare test atomici sul Willkaparu e sul  Mocochinchi, fossi in loro… Ma non posso interferire!

Effetto Fukushima, paura del nucleare in India

New Delhi – Circa 3 mila pescatori indiani hanno oggi tentato di bloccare un porto sulla costa dello stato meridionale del Tamil Nadu per protestare contro l’attivazione di una centrale nucleare. Lo riferisce la Pti, la principale agenzia di stampa indiana. A bordo di circa 500 pescherecci hanno formato una barriera per impedire l’accesso delle navi nel porto di Tuticorin.

Vista della centrale di Kudankulam

E’ intervenuta la Guardia costiera che ha disperso le imbarcazioni. I dimostranti, insieme a gruppi di ecologisti, hanno poi organizzato un sit-in in acqua e una catena umana nel centro urbano. I pescatori chiedono di fermare i lavori nell’impianto di Kudankulam dove in questi giorni è iniziato il processo di caricamento di un reattore in seguito al via libera di un ente indiano competente per l’energia nucleare. Le proteste contro la centrale di Kudankulam, la più grande in India, realizzata con l’aiuto russo, erano riprese lo scorso mese dopo la ripresa dei lavori interrotti dopo la tragedia di Fukushima. Lo scorso 10 settembre un pescatore era morto in scontro con la polizia a Tuticorin. Il progetto da 2 miliardi di dollari, composto da due reattori da mille watt ciascuno forniti da Mosca, era nato nel lontano 1988 grazie a un’intesa tra l’allora primo ministro Rajiv Gandhi e il leader russo Mikhail Gorbachev. (ANSA).

L’Iran invia un sottomarino e un cacciatorpediniere nel mezzo dell’esercitazione navale internazionale

Lo Stretto di Hormuz

L’Iran ha inviato un sottomarino Tarag-901 della Classe Kilo ed un cacciatorpediniere Sahand nel mezzo dell’esercitazione navale internazionale che si tiene in questi giorni nel Golfo Persico nei pressi dello Stretto di Hormuz, una delle vie più importanti per il commercio del petrolio. Partecipano all’esercitazione almeno 30 nazioni tra le quali Stai Uniti, Gran Bretagna, Francia e numerosi altri paesi. Il movimento strategico, ordinato dall’Ayatollah Ali Khamenei, arriva all’indomani delle dichiarazioni di Tehran di avere l’intenzione di chiudere lo stretto qualora si verificasse un attacco da parte di Israele e del congiunto di paesi presenti nel golfo, ipotesi che sembra piacere al Primo Ministro Israeliano Benjamin Netanyahu. Mohammad Ali Jafari, comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran, ha invece dichiarato di sentirsi tranquillo sulla veridicità dei fini dichiarati per la presenza delle navi nel golfo: “Questa esercitazione è una esercitazione difensiva e non ne percepiamo nessuna minaccia”.

Apocalisse in Giappone. Il dossier su Fukushima di Repubblica.it

11 marzo 2011, mentre per il resto del mondo era un giorno come tanti, a Fukushima si scatenava l’Apocalisse. Terremoto, Tsunami e catastrofe nucleare sommarono le loro potenze distruttrici per mettere in ginocchio l’Impero del Sole. Non ci sono riusciti, ma hanno profondamente cambiato la percezione della realtà e la politica sul nucleare non solo di un popolo che la storia troppe volte ha messo a dura prova, ma del mondo intero.

“Apocalisse in Giappone” è il  dossier  di Repubblica.it che racconta e analizza quegli apocalittici eventi.

Effetto Fukushima, il Giappone fermerà tutte le centrali nucleari entro il 2040

Non si torna più indietro. L’effetto Fukushima, nonostante le paure per gli ingenti costi da affrontare è irreversibile. Il Giappone fermerà tutte le centrali nucleari, che attualmente coprono 1/3 del fabbisogno energetico del paese, entro e non oltre il 2040. Dopo le  vivaci  mobilitazioni estive della popolazione giapponese, divenuta fortemente ostile al nucleare, il governo giapponese non ha avutoeffetto Fukushima giappone chiude centrali nucleari altra scelta che incamminarsi verso il duro, ma virtuoso,  percorso della denuclearizzazione. Se è vero, infatti, che sarà dato un grande stimolo alle politiche di sostegno alle rinnovabili e all’efficienza energetica, è altrettanto vero che la prima fase di transizione dovrà prevedere la sostituzione della fonte nucleare con fonti tradizionali quali gas e carbone, nonchè con un’ingente importazione di energia dai paesi esteri. Operazioni che, come abbiamo accennato all’inizio, prevedono costi altissimi. Il popolo nipponico però non ha dubbi, di rischiare un’altra Fukushima non ne vuole proprio sapere.

 

Test nucleari, uno sguardo all’Apocalisse

La voce narrante del video è di Pat Bradley,  un cameraman che assiste e riprende i test nucleari condotti dagli Stati Uniti nei pressi delle isole Marshall. Il  video che segue è relativo alle detonazioni sottomarine nei test Wahoo e Umbrella effettuati il 16 maggio e l’8 giugno 1958. L’esplosione solleva un’onda di 300 metri di altezza generando uno spaventoso tzunami. L’ordigno atomico testato non è minimamente paragonabile a quelli che sono stati costruiti in seguito e, nonostante ciò, gli apocalittici effetti che scatena lasciano stupefatti. Negli arsenali delle attuali potenze sono stipate migliaia di ordigni nucleari. Questo è il dato oggettivo che spaventa, più di qualsiai profezia e di qualsiasi 21 dicembre.
httpv://www.youtube.com/watch?v=Y53vDnNPiA4

Incidente a Fessenheim, la più vecchia centrale nucleare francese fa tremare l’Europa

La centrale nucleare di Fessenheim, avviata nel 1977, è la più vecchia di Francia. Un incidente, dovuto ad una reazione chimica, ha provocato la fuoriuscita di vapore e il ferimento di due operai. L’allarme è scattato e subito rientrato, ma tanto è bastato per far tremare  l’Europa ancora memore di Chernobyl e fresca delle paure scatenate dal terribile incidente di Fukushima.

La centrale nucleare di Fessenheim in Francia. Clicca QUI per ulteriori informazioni sull’incidente

 

 

Gli Apocalittici – la serie TV

Gli Apocalittici su national geographic

Serie TV – Gli apocalittici – National Geographic

 

Il giorno 24 Settembre alle ore 20.55 iniziera sul canale del National Geographic la serie televisiva dedicata agli apocalittici. Verranno raccolte testimonianze di persone che si preparano all’avvento dell’apocalisse cercando di sfuggire, aggirare, prepararsi ad ogni tipo di evento. Consigliamo vivamente di seguirla e di tenere come riferimento il nostro blog per le vostre testimonianze utilizzando la nostra Pagina dedicata alle comunicazioni per National Geographic.

Di seguito la trama della serie TV:

L’espressione “apocalisse” o “fine del mondo” nell’immaginario popolare è associata all’idea di un evento talmente catastrofico da comportare la conclusione definitiva della civiltà umana per come la conosciamo. Tuttavia ci sono persone fermamente intenzionate a vendere cara la pelle, e che giorno dopo giorno si stanno preparando con ogni mezzo per resistere a un’eventuale catastrofe di proporzioni escatologiche.

Benvenuti nel mondo degli Apocalittici, gente peraltro comune che ha deciso di organizzarsi per sopravvivere a ogni tipo di evento razionalmente prevedibile e potenzialmente disastroso per l’umanità: che si tratti di terremoto, incidente nucleare, collasso economico, crisi energetica o attentato terroristico.

Spinti da credenze e motivazioni di volta in volta razionali o bizzarre, i cosiddetti “preppers” non esitano davanti a nulla pur di attrezzarsi per fronteggiare qualunque incerto della vita. Ma tutti questi sforzi hanno una reale ragione di essere? E fino a che punto possono offrire una protezione efficace in caso le cose volgano al peggio?

Con l’aiuto dei suoi esperti National Geographic Channel ci accompagna in un appassionante viaggio di esplorazione tra le “roccaforti” degli Apocalittici che metterà a confronto rischi e benefici delle varie strategie adottate.

 

Queste le programmazioni:
Lunedì 24 settembre ore 15.44 – Presentazione
Lunedì 24 settembre ore 20.55 – Armati per la fine del mondo
Lunedì 24 settembre ore 21.55 – I profeti dell’apocalisse
Martedì 25 settembre ore 00.50 – Armati per la fine del mondo

L’Apocalisse di Hiroshima

SPECIALE L’orrore dell’apocalisse atomica raccontato dal medico militare ultranovantenne Shanturo Hida, un hibakusha, che in giapponese sta per  “sopravvissuto alla bomba“.

Erano da poco passate le 08.16 quando una mattina come tutte le altre a Hiroshima è scoppiata l’Apocalisse. Era il 6 agosto 1945 e quel giorno l’umanità  presentò a se stessa  il suo terribile biglietto da visita appuntato sul telaio della prima bomba atomica. Le bombe di Hiroshima e Nagasaki segnarono la fine della guerra più terribile cui il mondo avesse mai assistito piegando il Giappone, ultimo irriducibile belligerante. Da allora gli ordigni nucleari presenti negli arsenali delle potenze sono cresciuti vertiginosamente. Se ne contano decine di migliaia e il più obsoleto di essi ha una potenza distruttiva centinaia di volte superiore a quelle che hanno scatenato le uniche due apocalissi nucleari. Fino ad ora.

 

 

Apocalisse 2012, dalla paura qualche buona idea in termini di gestione delle risorse.

L’irrazionalità della paura dell’Apocalisse  genera “razionalità” in termini di gestione delle risorse domestiche.

Nella prima parte del video  una “normale” e “pacifica” famiglia americana è certa di dover affrontare terribili conseguenze a seguito delle emissione di massa coronale del 2012-2013, il risultato è un’economia domestica che presenta alcuni aspetti davvero interessanti. Nella  seconda parte una piccola, ma un po’ troppo  “agguerrita”, comunità  di “preppers”  si prepara ad affrontare  quello che ritiene essere l’imminente collasso economico mondiale.

httpv://www.youtube.com/watch?v=2oMF4V5T1Zc

Roberto Vacca e il riscaldamento globale.

Bene ha fatto lo Staff di Apocalittici a lanciare il suo sasso del dubbio nelle calme acque della certezza. Provo a seguire l’esempio lanciando il macigno delle posizioni al riguardo di Roberto Vacca, autorevole ingegnere e professore universitario, secondo cui il mondo trema per le paure sbagliate: “la gente ha paura delle cose sbagliate che non sono rischiose e non hanno paura delle cose veramente pericolose. Oggi la paura è che bruciamo troppa benzina, bruciamo troppo carbone, si scalda l’atmosfera, si sciolgono i ghiacci e andiamo tutti sott’acqua. E’ una balla. Non è così”. Scoprite perchè guardando il video.

httpv://www.youtube.com/watch?v=rc4WG3ddrHo

 

Doomsday Clock

"orologio giorno del giudizio"

doomsday clock

Avrete sicuramente sentito parlare piu’ volte del ‘Doomsday Clock‘ e come me vi sarete chiesti di cosa si trattasse. Orbene il ‘Doomsday Clock‘ e’ l’orologio che calcola in base ad una serie di parametri tra cui il nucleare e i cambiamenti climatici e le nuove tecnologie, quanto vicini siamo alla distruzione catastrofica del nostro pianeta, e per giunta è stato spostato dagli esperti del Bulletin of the Atomic Scientists un minuto in avanti. In passato ci sono state gia’ modifiche di “verso l’ora Zero” e sempre in coincidenza di innalzamenti della tensione collettiva riguardo eventi di notevole importanza. Ad esempio nel 1953 quando e’ stata sviluppata la bomba ad idrogeno (la bomba H) l’orologio e’ stato anticipato di 2 minuti in avanti verso l’ora Zero. Nel 1991 invece quando la guerra fredda tra USA e la defunta USSR terminò l’orologio e’ stato portato indietro di ben 17 minuti.

L’ultima modifica e’ stata ponderata in coincidenza dell’evento dell’esplosione della centrale nucleare di Fukushima, in Giappone, che ha aumentato notevolmente la tensione collettiva riguardante la sicurezza di questo tipo di centrali elettriche.  Fukushima tra l’altro veniva considerata come una delle centrali più sicure al mondo e questo non fa altro che aumentare la paura dei cittadini verso la situazione mondiale (non solo nazionale) nelle strutture nucleari esistenti.

David bosco asserisce che “nel tempo delle paure nessuno presta attenzione al Doomsday Clock“. Ha ragione! Speriamo che la voce di questo blog riesca a smuovere qualche coscienza e suggerire un modello di vita migliore lontano dal nucleare e dalla fame di tecnologia per portare qualche minuto indietro il Doomsday Clock.

 

 

documentario per national geographic

Ciao a tutti,

stiamo preparando una documentario per National Geographic nel quale

vogliamo raccontare le storie di personaggi che in modi diversi si
stanno preparando a gestire varie emergenze: tipo terremoti,
esplosioni nucleari, disastri ambientali, crisi economica, legati ma
anche indipendenti dalla prevista fine del mondo del dicembre 2012.
Sarà un lavoro molto serio e vorrei sapere se ci potete dare una mano a
reperire storie di questo tipo.
Per info contattatemi su dnadocumentari@gmail.com oppure al 339 5836258
Cordiali Saluti

Claudia Palazzi

Fukushima, riversate 12 tonnellate di acqua radioattiva nell’oceano

La Tepco, la società che gestisce le centrali di Fukushima,  ha reso noto che giovedì 5 aprile si è verificata la rottura di una conduttura che collega un impianto di desalinizzazione a un serbatoio di stoccaggio. Sono fuoriuscite 12 tonnellate di acqua contaminata con materiale radioattivo e parte è finita nell’oceano. Perdite simili si sono verificate numerose volte lo scorso anno, ma le autorità hanno sempre detto che non comportano rischi per la salute.

(clicca qui per l’articolo completo su corriere.it)

 

Fukushima 11 marzo 2012, un anno dall’Apocalisse

Erano le 14.46 dell 11 marzo 2011 un terremoto di magnitudo 9  ha causato uno dei disastri nucleari più gravi della storia, le cui tragiche e incalcolabili conseguenze sono destinate a rimanere una ferita aperta e grondande sangue.

Fukushima è un luogo invivibile. L’entità della contaminazione radioattiva è incalcolabile, la bonifica impossibile.

Oggi il Giappone si è fermato in commemorazione delle 19.000 vittime di quell’Apocalisse.

 

 

 

 

 

Radioattività: Ninja apocalittico

Ad un anno esatto dal disastro di Fukushima,l’11 marzo 2012, uscirà il rapporto di Greenpeace “Lezioni da Fukushima”. I contenuti sono allarmanti. Secondo calcoli ufficiali, avendo 400 reattori in funzione si dovrebbe verificare un incidente con “fusione del nocciolo” ogni 250 anni. L’accettabilità di questo dato è già di per sè alquanto discutibile, anche a fronte dei benefici derivanti dall’approviggionamento energetico. Purtroppo i calcoli ufficiali vengono sonoramente smentiti dai dati reali che vedono 3 incidenti con fusione del nocciolo in 32 anni: Three Mile Island nel 1979, Chernobyl nel 1986, Fukushima nel 2011.

A rendere più fosco il quadro concorre l’elenco degli errori commessi quando l’incidente avviene:

1. inefficienza dei piani di emergenza ed evacuazioni caotiche;

2. reticenza (se non addirittura mancanza di volontà)  delle fonti ufficiali nell’offrire informazioni corrette e dettagliate sulla situazione;

3. utilizzazione non corretta dei software per prevedere la ricaduta.

4. sostanziale irresponsabilità delle società proprietarie degli impianti a fronte dell’incalcolabilità dei danni provocati.

5. inefficienza dei piani di decontaminazione.

L’elenco non è certamente esauriente, ma rende chiara in maniera inequivocabile la vera questione di fronte a questo tipo di incidenti: l’impotenza.

Se è vero che tutti e tre i reattori sono sati “spenti”, è altrettanto vero che i danni, sia nel breve che nel lungo periodo, restano incalcolabili e incancellabili. La radiottività non rimane circoscritta nei luoghi dell’incidente, ma si insinua nella catena alimentare, silenziosa e letale come un killer ninja. Efficientissimo. Apocalittico.