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21 dicembre 2012 ore 11.11, appuntamento con l’Apocalisse più laica e pop della storia

21 dicembre 2012 ore 11.11. L’Apocalisse Maya ha dato all’umanità un appuntamento svizzero.

Il poker d’assi che forma l’orario pare sia l’unico dato certo. Sconosciuto resta il fuso orario di riferimento. Qualcuno guarda a Greenwich, ma, intelligentemente, qualcun’altro fa notare che all’epoca i Maya non avessero proprio idea di cosa e dove fosse Greenwich. Sconosciuto resta il mezzo con cui sarà spazzato via questo vecchio pazzo mondo. Certo, le ipotesi  abbondano. Si spazia da Nibiru, il pianeta x che si aggira per il Sistema Solare, all’allineamento galattico di Sole Terra e Centro della Galassia che dovrebbe scatenare indefiniti cataclismi. C’è chi ipotizza che a sferrare il colpo di grazia saranno addirittura gli zombie e chi invece sta aspettando gli alieni. Anche la provenienza di quest’ultimi non è scontata come sembrerebbe. Se molti guarderanno in alto non mancherà, infatti, chi li aspetterà emergere dalle viscere della terra. Non vanno dimenticati poi coloro che si stanno preparando ad un’inversione dei poli terrestri, se magnetici o geografici dipende dalle convinzioni acquisite in mesi e mesi di attesa ad infarcirsi di nozioni “non ufficiali” su internet…

Non bisogna poi dimenticare tutti coloro che, indifferentemente dalla personale convinzione sul “come” si presenterà la Fine del Mndo, hanno già trovato rifugio in uno dei tanti luoghi che saranno risparmiati dalla distruzione, zone franche a prova di apocalisse come Bugarach e Cisternino.

Insomma, è un popolo varipointo quello degli apocalittici delle 11.11 del  21 dicembre 2012. Un popolo tutto teso ad aspettare l’apocalisse più laica della storia.

Apocalisse laica, poichè le rivelazioni promesse dalle sue molteplici declinazioni offrono un quadro non in linea con dettati strettamente “religiosi”, ovviamente prendendo a riferimento l’unica religione che chi sta scrivendo quest’articolo conosce relativamente bene, quella cattolica.

Credere all’Apocalisse Maya vuol dire di fatto rinnegare la fede cattolica. Le due cose non possono coesistere. L’Apocalisse Maya non c’entra assolutamente niente con l’Apocalisse bibblica e gli sforzi per trovare dei punti di intersezione sono risibili.

Papa Benedetto XVI afferma nell’Angelus del 18 novembre:

Cari fratelli e sorelle!

In questa penultima domenica dell’anno liturgico, viene proclamata, nella redazione di San Marco, una parte del discorso di Gesù sugli ultimi tempi (cfr Mc 13,24-32). Questo discorso si trova, con alcune varianti, anche in Matteo e Luca, ed è probabilmente il testo più difficile dei Vangeli. Tale difficoltà deriva sia dal contenuto sia dal linguaggio: si parla infatti di un avvenire che supera le nostre categorie, e per questo Gesù utilizza immagini e parole riprese dall’Antico Testamento, ma soprattutto inserisce un nuovo centro, che è Lui stesso, il mistero della sua persona e della sua morte e risurrezione. Anche il brano odierno si apre con alcune immagini cosmiche di genere apocalittico: «Il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli verranno sconvolte» (v. 24-25); ma questo elemento viene relativizzato da ciò che segue: «Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria» (v. 26). Il «Figlio dell’uomo» è Gesù stesso, che collega il presente  e il futuro; le antiche parole dei profeti hanno trovato finalmente un centro nella persona del Messia nazareno: è Lui il vero avvenimento che, in mezzo agli sconvolgimenti del mondo, rimane il punto fermo e stabile.

A conferma di questo sta un’altra espressione del Vangelo di oggi. Gesù afferma: «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno» (v. 31). In effetti, sappiamo che nella Bibbia la Parola di Dio è all’origine della creazione: tutte le creature, a partire dagli elementi cosmici – sole, luna, firmamento – obbediscono alla Parola di Dio, esistono in quanto «chiamati» da essa. Questa potenza creatrice della Parola divina si è concentrata in Gesù Cristo, Verbo fatto carne, e passa anche attraverso le sue parole umane, che sono il vero «firmamento» che orienta il pensiero e il cammino dell’uomo sulla terra. Per questo Gesù non descrive la fine del mondo, e quando usa immagini apocalittiche, non si comporta come un «veggente». Al contrario, Egli vuole sottrarre i suoi discepoli di ogni epoca alla curiosità per le date, le previsioni, e vuole invece dare loro una chiave di lettura profonda, essenziale, e soprattutto indicare la via giusta su cui camminare, oggi e domani, per entrare nella vita eterna. Tutto passa – ci ricorda il Signore –, ma la Parola di Dio non muta, e di fronte ad essa ciascuno di noi è responsabile del proprio comportamento. In base a questo saremo giudicati.

Cari amici, anche nei nostri tempi non mancano calamità naturali, e purtroppo nemmeno guerre e violenze. Anche oggi abbiamo bisogno di un fondamento stabile per la nostra vita e la nostra speranza, tanto più a causa del relativismo in cui siamo immersi. La Vergine Maria ci aiuti ad accogliere questo centro nella Persona di Cristo e nella sua Parola.

 

Lungi da me l’intenzione di fare “propaganda” religiosa, ho riportato per intero il testo dell’Angelus del papa onde evitare la decontestualizzazione dei passi sui quali voglio focalizzare l’attenzione.

“la Parola di Dio non muta, e di fronte ad essa ciascuno di noi è responsabile del proprio comportamento. In base a questo saremo giudicati”

E’ il “Giudizio” la differenza sostanziale tra Apocalisse Maya e Apocalisse Cattolica.

L’Apocalisse Maya aspettata per le 11.11 del 21 dicembre 2012 è vettore di una distruzione indiscriminata. Non esistono buoni da premiare e cattivi da condannare. Arriverà la fine e chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato.  Diversa è l’Apocalisse Cattolica in quanto alla fine di tutto garantisce il Giudizio. Tutti saranno giudicati, i vivi e i morti. Ognuno dovrà rendere conto delle proprie azioni.

Forse questo spiega il successo globale e trasversale della prima rispetto alla seconda. Se un reset deve esserci è di gran lunga più desiderabile che questo sia definitivo ed equalizzante, e non condizionato da ansie relative ad una sorta di antipatica pagella finale stilata da un essere supremo che sancisce la bocciatura o la promozione.

L’Apocalisse Maya risulta essere un’apocalisse laica perchè, nella sua accezione più popolare, appare slegata da qualsiasi “autorità” religiosa intenzionata a giudicare.

Ad ogni modo, sia che abbiamo a che fare con un’Apocalisse Laica, con un’Apocalisse Pop o, visto l’enorme successo che ha riscosso sopattutto in rete, con una I-Apocalypse, una cosa è certa:

L’Apocalisse Maya è stata, è, e sarà, una della bufale più apocalittiche della storia.


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Cosa succederà il 21 dicembre 2012?

Cosa succederà il 21 dicembre 2012?

Con l’approssimarsi della data più apocalittica di inizio millennio la domanda diventa sempre più incalzante e con essa  la voglia di avere risposte. Probabilmente quella del 21 dicembre 2012 è l’apocalisse annunciata più famosa e popolare di tutti i tempi. Soprattutto grazie alla rete, quella che viene definita l’apocalisse maya, ha raggiunto milioni di persone e conquistato l’attenzione dei media. Le testate più blasonate  e i canali televisivi più seguiti hanno dato ampio spazio e visibilità , e continueranno a farlo con un sensibile crescendo “in questi pochi giorni che restano” con tanto di rubriche, trasmissioni dedicate ed approfondimenti, a quella che passerà alla storia coma la bufala più apocalittica di tutti i tempi.

L’apocalisse del 21 dicembre 2012 basa la sua origine sull’errata convinzione che il calendario maya finisca i suoi giorni proprio in quella data. Errata convinzione che con il passare del  tempo è diventata  un potente polo di attrazione  per tutta una serie di miti, leggende e castronerie. ha acquisito  una sua “credibilità“. Ecco che Nibiru e la Cometa Elenin, alieni e zombie,  capovolgimenti dei poli terrestri ed esplosioni solari, inseme ad allineamenti planetari, reali  (come quello del 6 giugno 2012 che ha visto Venere frapporsi tra la Terra e il Sole) o del tutto immaginari (come il prossimo allineamento del prossimo 13 dicembre che dovrebbe vedere sulla stessa asse Sole Terra e Centro della Galassia) hanno fornito ottimi ingredienti al polpettone apocalittico che ha finito con l’acqisire una certa “credibilità” presso una generazione in evidente crisi.

Oggi quando si parla di crisi l’associazione è immediata con un’altra parola anch’essa sempre più intrisa di signifati e presagi apocalittici: economia.

La galoppante e irrisolta crisi economica ha creato l’humus ideale affinchè una bufala confezionata ad arte possa crescere rigogliosa. Quando un sistema va in loop o si inceppa la soluzione più veloce, sicuramente non la migliore, è resettare. Probabilmente è in questa voglia di resettare che trova senso tutta quest’attenzione verso l’apocalisse maya che, per i meno catastrofisti, offrirebbe semplicemente l’occasione di passare, in modo del tutto indolore, ad una nuova era. Ma questo è un discorso che rischia di risolversi in psicologia spiccia o, ancor peggio, in un’analisi sociologica grossolana e inutile. Meglio è tornare repentinamente al punto di partenza: cosa succederà il 21 dicembre 2012?

La domanda è chiara e netta e pretende una risposta altrettanto netta, senza ragionamenti e analisi che, pur impegnandosi a fondo, non la cambierebbero di una virgola.

Il 21 dicembre 2012 succederà quello che è sempre successo per ogni apocalisse annunciata: assolutamente nulla.

E succederà un’altra cosa che è sempre successa ad ogni apocalisse annunciata e mai arrivata: si inizierà a parlare della prossima apocalisse che sicuramente arricerà il…..

Già esistono due date accreditate, aprile 2036 e 2060, ma sono troppo lontane e presto ne uscirà fuori qualcuna più immediata. Da queste parti abbiamo già qualche indizio…

 

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Epidemia di Febbre Gialla in Darfur

Un’epidemia di febbre gialla nella regione del Darfur in Sudan ha infettato 194 persone e ne ha uccise 67, con il numero di casi più che raddoppiati dall’inizio dell’epidemia in ottobre.

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha riferito che l’epidemia è localizzata in 17 località delle zone nord, sud, ovest e centrale del Darfur. Il numero dei casi è salito drammaticamente dagli 84 iniziali riportati all’inizio dell’emergenza.

Al 5 novembre, il monitoraggio della regione mostra che l’83,3 percento dei casi proviene dal centro del Darfur, il 7,2 percento viene dal sud, il 7,2 percento viene dall’ovest e il 2,3 percento viene dalla zona nord della regione.

L’OMS sta monitorando l’epidemia per tutta l’area, preparando più di 225 operatori sanitari della zona nella gestione dei casi, nella prevenzione delle infezioni, nel controllo e nella sorveglianza della malattia, e sta lavorando con il Ministero della Sanità sudanese per inviare squadre di tecnici al fine di fermare l’epidemia.

L’organizzazione raccomanda che la sorveglianza della malattia sia stretta nella parte orientale del Darfur, che vengano portati avanti i test di laboratorio sui pazienti delle più recenti zone affette, e che venga organizzato un piano di vaccinazioni con le risorse disponibili e con l’aiuto di collaboratori per metterlo in pratica.

A febbraio l’ONU mise in atto un piano di vaccinazione di massa nel nord del Cameroon con l’intento di vaccinare più di 1,2 milioni di persone, e successivamente una campagna in Ghana per vaccinare più di 235.000 persone.

La febbre gialla è causata da un virus trasmesso dalle zanzare che uccide circa 30.000 persone delle 200.000 che ogni anno vengono infettate.

Non ci sono trattamenti specifici per la febbre gialla e la vaccinazione è la più importante tra le misure preventive.

FONTE: Vaccine News Daily


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Continua in Uganda l’epidemia di febbre di Marburg

La malaria torna in una Grecia lacerata dalla crisi

Continua in Uganda l’epidemia di febbre di Marburg

Secondo L’OMS, a partire dalla fine di ottobre, sono stati riportati in Africa 18 casi di febbre emorragica di Marburg, nove dei quali sono morti.

 

L’epidemia è iniziata a metà ottobre, ed i casi sono stati riportati in cinque distretti del sud-ovest dell’Uganda, Kampala, Ibanda, Mbarara e Kabarole, con un tasso di mortalità del 50%. All’Uganda Virus Research Institute i campioni di sangue provenienti da nove pazienti hanno confermato il virus di Marburg.

Attualmente 13 pazienti sono stati ricoveranti nell’ospedale, mentre i loro contatti sono monitorati quotidianamente. L’ultimo caso confermato è stato ricoverato in un reparto isolato nel distretto di Ibanda il 26 ottobre.

L’OMS e i partners internazionali, inclusa la CDC, la Croce Rossa dell’Uganda, l’African Field Epidemiology Network e Médecins-Sans-Frontières, stanno supportando le autorità nazionali per investigare sull’epidemia e trovare una soluzione.

La task force nazionale ha individuato altri operatori sanitari e epidemiologi per rafforzare le squadre in campo. È attualmente in corso l’attività di formazione degli operatori sanitari nella prevenzione e controllo dell’infezione, e nella sorveglianza e amministrazione del caso clinico, mentre la prima spedizione di equipaggiamento protettivo personale è arrivata di recente.

Inoltre l’OMS ed i suoi partners hanno inviato ulteriore personale d’ausilio per supportare i team al lavoro.

Mentre l’investigazione sull’epidemia è in atto, l’OMS ed i suoi partners continuano a supportare le autorità nazionali, come necessario, nelle aree di: coordinazione, prevenzione e controllo dell’infezione, sorveglianza, epidemiologia, informazione pubblica e mobilizzazione sociale, analisi antropologica e logistica per trovare una soluzione all’infezione.

I paesi vicini sono stati contattati per rafforzare la sorveglianza lungo il confine e per effettuare le operazioni per prevenire la diffusione dell’epidemia oltre frontiera.

Secondo l’OMS non c’è necessità di alcuna restrizione di viaggio o commercio con l’Uganda.

FONTE ARTICOLO: Healio

La malaria torna in una Grecia lacerata dalla crisi

Gli enti sanitari globali hanno emesso avvisi ai viaggiatori verso la regione più colpita del sud del paese, con timori che Atene possa essere colpita molto presto.

I budget di austerità hanno portato a tagli drastici alle strategie comunali di irrorazione di spray antizanzare per combattere le malattie trasmesse dall’insetto, tra cui la malaria.

 

Altre malattie trasmesse dalle zanzare che sono ritornate in Grecia includono il virus del Nilo occidentale.

Le statistiche mostrano che ci sono stati 70 casi di malattie trasmesse da zanzare in Grecia nei primi nove mesi dell’anno.

La grande maggioranza sono state contratte all’estero, ma più del dieci per cento sono state trasmesse all’interno del paese. La malattia è stata registrata in sette regioni del paese.

Gli scienziati hanno avvertito che si tratta di una questione di tempo prima che la malattia si diffonda nella capitale, Atene. Quest’anno solo otto dei 56 distretti intorno ad Atene si sono impegnati nell’irrorazione dello spray antizanzare.

La stretta di bilancio si sta aggravando con il governo greco sotto pressione per trovare altri 11 miliardi di euro, tramite tagli al budget, per assicurarsi il bail-out europeo il mese prossimo.

L’American Centre for disease Control la scorsa settimana ha avvertito i viaggiatori che l’epidemia continua a crescere. I visitatori della regione più colpita, Evrotas, sono stati invitati a prendere la pillola antimalarica.

Johan Giesecke, dell’European Centre for Disease Prevention and Control, ha detto che le malattie dovrebbero essere parte del passato per l’Europa. Ha detto: “È un problema serio”.

Medicins Sans Frontiers (MSF), la carità internazionale, sta offrendo al sud della Grecia il tipo di trattamento che solitamente fornisce all’Africa sub-sahariana.

“Per un paese europeo, lasciare che questo tipo di situazione si sviluppi e non venga controllata è un grande problema”, ha detto Apostolos Veizis, direttore del supporto medico-operativo in Grecia.

“Non puoi correre dietro la malaria. In un paese dell’Unione Europea, non dovremmo correre in emergenza dietro una malattia come questa. Anche in Africa nei paesi con scarse risorse, possiedono un piano nazionale in attuazione. Ciò che io mi aspetto da un paese che è membro dell’EU è almeno questo”.

Circa 16 milioni di turisti visitano la Grecia ogni anno e praticamente nessuno si è occupato delle precauzioni necessarie per prevenire le malattie trasmesse dalle zanzare.

 FONTE: The Telegrph

Terremoto di magnitudo 6,2 vicino a Fukushima


L’US Geological Survey riporta che martedì mattina, ora locale, un terremoto di magnitudo 6,2 ha colpito la costa est del Giappone. Originatosi ad una profondità di 9,7 km ha avuto come epicentro un punto a 96 km dalla costa di Miyako, prefettura di Iwate, nella regione a nord-est del paese che l’11 Marzo del 2011 fu colpita dal devastante terremoto e tsunami. Non sono stati registrati danni o approssimarsi di onde anomale. Rispetto a Tokyo, capitale del paese, il terremoto è avvenuto a 550 km di distanza.

Né la Japan Meteorological Agency né il Tsunami Warning Center hanno ritenuto necessario emettere avvisi o allarmi tsunami. Il Geofisico Gerard Fryer, del Pacific Tsunami Warning Center, ha detto che il terremoto era troppo piccolo per generare qualsiasi tipo di tsunami, ma che i residenti del nord-est del Giappone lo avrebbero sicuramente sentito.

Il terremoto probabilmente ha dato alcune reminiscenze spaventose agli abitanti della regione di Tohoku che sono sopravvissuti al disastro dello scorso anno: lo tsunami, che si portò via decine di migliaia di vite umane e rase al suolo intere città costiere, fu causato da un terremoto di magnitudo 9,0 nella prefettura di Fukushima giusto un anno e mezzo fa, portando alla peggiore crisi nucleare del mondo degli ultimi 25 anni.

L’OMS avverte che il nuovo virus non si trasmette facilmente

Apocalisse da virus su apocalittici

Sembra che il nuovo virus della famiglia della SARS, trovato in un paziente di un ospedale di Londra, non si trasmetta facilmente tra persone, secondo quanto afferma l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’agenzia per la salute ha dichiarato di stare lavorando con i partner internazionali per comprendere meglio il rischio che il nuovo virus presenta per la salute pubblica.

Domenica scorsa l’OMS aveva emesso un allerta globale dove affermava che un nuovo virus aveva infettato un cittadino del Qatar che recentemente si era recato in Arabia Saudita dove un altro uomo per lo stesso virus era da poco deceduto.

Entrambi i contagiati attualmente confermati hanno subito insufficienza renale, e mentre l’unico ancora in vita viene definito in uno stato critico, nessun altro caso è stato riportato prima o dopo l’allarme.

Il virus presenta alcuni sintomi della SARS, Severe Acute Respiratory Syndrome, sviluppatasi in Cina nel 2002 e che ha ucciso circa un decimo degli 8000 contagiati.

Gli scienziati del Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC) affermano che il virus potrebbe essere di derivazione animale.

L’OMS ha avvisato i paesi membri di fare attenzione a chiunque si presenti con una sindrome respiratoria e abbia viaggiato in Medio Oriente.

L’agenzia delle Nazioni Unite non ha raccomandato particolari restrizioni per i viaggiatori, ma sta lavorando in stretto contatto con le autorità saudite relativamente alle misure sanitarie per i musulmani in pellegrinaggio alla Mecca.

 
FONTE: REUTERS

Gli zombie esistono veramente… tra gli insetti.

Insetti Zombie, o se preferite zombinsetti. Non è uno scherzo, la loro esistenza è ampiamente documentata, e studiata. Quello che vedete è un grillo preda dei funghi killer brasiliani scoperti dall’entemologo David Hughes che causano lo strano fenomeno. Ma i funghi killer non sono l’unica causa…

 

Apocalisse Zombie

[Apocalisse Zombie]

Non so se ne avete gia’ sentito parlare ma esiste su facebook un gruppo fondato dal “movimento dei grillini” (vicino quindi al Movimento a 5 stelle di cui e’ leader Beppe Grillo) che tende a “trasformare” in zombie gli avversari politici. A farne le spesse personaggi illustri come Giovanni Favia dopo il clamoroso fuori onda in cui dice che nel “non-partito” fondato da Grillo manca la democrazia interna.
Gli Apocailttici sanno che gli zombie politici ci stanno portando alla rovina ma le immagini proposte dal gruppo facebook sono di sicura ilarità e ne consigliamo la visione quantomeno per strapparci un sorriso. Eccone un esempio:

 

Gli Apocalittici – la serie TV

Gli Apocalittici su national geographic

Serie TV – Gli apocalittici – National Geographic

 

Il giorno 24 Settembre alle ore 20.55 iniziera sul canale del National Geographic la serie televisiva dedicata agli apocalittici. Verranno raccolte testimonianze di persone che si preparano all’avvento dell’apocalisse cercando di sfuggire, aggirare, prepararsi ad ogni tipo di evento. Consigliamo vivamente di seguirla e di tenere come riferimento il nostro blog per le vostre testimonianze utilizzando la nostra Pagina dedicata alle comunicazioni per National Geographic.

Di seguito la trama della serie TV:

L’espressione “apocalisse” o “fine del mondo” nell’immaginario popolare è associata all’idea di un evento talmente catastrofico da comportare la conclusione definitiva della civiltà umana per come la conosciamo. Tuttavia ci sono persone fermamente intenzionate a vendere cara la pelle, e che giorno dopo giorno si stanno preparando con ogni mezzo per resistere a un’eventuale catastrofe di proporzioni escatologiche.

Benvenuti nel mondo degli Apocalittici, gente peraltro comune che ha deciso di organizzarsi per sopravvivere a ogni tipo di evento razionalmente prevedibile e potenzialmente disastroso per l’umanità: che si tratti di terremoto, incidente nucleare, collasso economico, crisi energetica o attentato terroristico.

Spinti da credenze e motivazioni di volta in volta razionali o bizzarre, i cosiddetti “preppers” non esitano davanti a nulla pur di attrezzarsi per fronteggiare qualunque incerto della vita. Ma tutti questi sforzi hanno una reale ragione di essere? E fino a che punto possono offrire una protezione efficace in caso le cose volgano al peggio?

Con l’aiuto dei suoi esperti National Geographic Channel ci accompagna in un appassionante viaggio di esplorazione tra le “roccaforti” degli Apocalittici che metterà a confronto rischi e benefici delle varie strategie adottate.

 

Queste le programmazioni:
Lunedì 24 settembre ore 15.44 – Presentazione
Lunedì 24 settembre ore 20.55 – Armati per la fine del mondo
Lunedì 24 settembre ore 21.55 – I profeti dell’apocalisse
Martedì 25 settembre ore 00.50 – Armati per la fine del mondo

The Walking Dead

Lo ammetto. Sono un’appassionata della serie tv che ho scoperto prima del fumetto. Adesso sono un’appassionata soprattutto del fumetto. La presentazione che segue proviene da un sito  dedicato a questa avvincente saga dove è possibile trovare molto materiale al riguardo che, per chi volesse iniziarsi alla lettura,  fornisce ottimi riassunti dei 15 albi pubblicati in Italia.

The Walking Dead è una serie horror a fumetti pubblicata dalla Image Comics a partire dall’ottobre 2003, creata da Robert Kirkman ed illustrata da Tony Moore per i primi 6 numeri e da Charlie Adlard per i successivi. Tratta delle vicissitudini di un gruppo di persone che cercano di salvarsi da un’invasione di zombie.
In Italia non sono stati pubblicati i singoli albi mensili. SaldaPress ha iniziato a tradurre e proporre dal 2005 i volumi antologici americani, ciascuno dei quali raccoglie sei albi singoli.
La pubblicazione dell’opera di Kirkman continua tuttora: ad oggi sono stati editi 90 albi, mentre l’edizione in volume è arrivata al quindicesimo numero (al decimo in Italia).

La droga del cannibale

Potrebbe essere arrivata anche a Genova la “droga del cannibale“, sostanza sintetica diffusa negli Usa, capace di far perdere il controllo fino ad attaccare e addirittura mangiare la carne degli esseri umani. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, un genovese di 26 anni, dopo aver assunto la sostanza, avrebbe morso, quasi fino a staccarle il labbro, la fidanzata, una ragazza di 24 anni. La vicenda è avvenuta in un appartamento nella zona di Oregina, sulle alture cittadine. La giovane, ferita, è stata portata in ospedale, il compagno in stato confusionale, è stato sentito dai poliziotti.” Questa è  parte della notizia riportata dal Corriere.it. Intanto c’è già chi parla di Apocalisse Zombie. Se non siamo ad un passo dall’Apocalisse, siamo senza dubbio alla frutta… e comunque, io con quest’aria che tira il secondo lo passo volentieri.

 

Zombie Walk a San Diego

Il binomio zombie e apocalisse sembra andare sempre più di moda, soprattutto da quando è rimbalzato nel web lo slogan della CDC (agenzia federale americana per il controllo delle malattie) che recitava: Se siete equipaggiati per far fronte a un attacco in massa di zombie, dovete essere pronti per affrontare un uragano, un’epidemia, un terremoto o un attacco terrorista.

Si sarà certamente spaventato qualche  residente di San Diego quando ha trovato le strade letteralmente invase da orde di zombie sanguinolenti.

”Zombie Walk: San Diego” durante il  Comic-Con International del 13 luglio 2012  through Sunday. AFP PHOTO/JOE KLAMAR

 

 

 

 

 

 

7 luglio 2012, l’Apocalisse del Web

Lunedì 7 luglio 2012 è la data dell’Apocalisse di Internet.

Il rischio di black-out di centinaia di migliaia di computer in tutto il mondo è reale.  DnsChanger è il nome del virus apocalittico che metterà in serissimo rischio il vostro pc, tablet o smarthphone indifferentemente dal modello e sistema operativo.

Clicca qui per info dettagliate sul virus.

Clicca qui per controllare se il tuo pc, smartphone o tablet è stato infettato

 

Flame, il supervirus. Una cyber-piaga apocalittica per i PC in Medio Oriente.

Flame è il  supervirus informatico che da due anni sta infettando i PC di Palestina, Iran, Siria e Sudan. Ad oggi, ogni tentativo di “curare” i computer infettati è fallito e la saga di questa cyber-war si arricchisce di un nuovo clamoroso capitolo: il malware si suicida. In pratica, una volta installatosi correttamente sui personal computer mediorientali, riceve un comando in base al quale si cancella senza lasciar traccia di se.

 

Quali sono le caratteristiche di Flame?

Flame è una vera e propria “spia in codice binario” che, una volta installato può:

  • registrare le conversazioni via Skype;
  • registrare le conversazioni nelle immediate vicinanze del computer;
  • trasformare i terminali con sistema Bluetooth in sistemi capaci di prelevare dati e contatti da altri device;
  • scattare uno screenshot ogni dodici secondi, controllando in real-time qualsiasi cosa si faccia con un determinato PC e inviando tutto, dal contenuto di una semplice e-mail alle  username e password utilizzate, agli autori del virus.

Per la blogsfera non ci sono dubbi, la complessità e le funzioni del virus parlerebbero chiaro: “si tratta di un ordigno governativo”.

Governativo o non governativo il virus esiste ed è con questo dato che le società di antivirus stanno facendo i conti. Nel frattempo il Medio Oriente deve convivere con questa cyber-piaga.

L’apocalisse degli zombie.

Su Google Usa il terzo termine più cliccato è zombie apocalypse.

“Se siete equipaggiati per far fronte a un attacco in massa di zombie, dovete essere pronti per affrontare un uragano, un’epidemia, un terremoto o un attacco terrorista”. Così recita lo slogan della campagna di prevenzione della CDC, l’ agenzia federale americana per il controllo e la prevenzione delle malattie. Fin qui niente di strano. Le nostre Pubblicità Progresso ci hanno abituato a messaggi e immagini ben più ad effetto.

zombie apocalypse

zombie apocalypse

Purtroppo successivamente a questo slogan della CDC  si sono verificati tre atti di cannibalismo e il maggiore istituto di sanità statunitense, interpellato dall’Huffington Post ha dovuto precisare che “non si conoscono virus o malattie in grado di riportare in vita i morti o che presentano sintomi paragonabili a quelli degli zombie

 

 

 

 

Supervirus, svelato l’identikit.

La pubblicazione dell’identikit del Supervirus arriva dopo 5 mesi di consultazioni fra scienziati, governi e servizi segreti.  Il rischio che il supervirus possa finire nelle mani di un gruppo terroristico o di uno stato canaglia dovrebbe, quindi, essere stato attentamente valutato.

La nota  rivista scientifica  Nature ha reso pubblici i metodi con cui gli scienziati hanno ottenuto un microrganismo che somma la letalità dell’aviaria (un tasso di decessi del 60%) alla rapidità di contagio della suina.

Apocalittici.it si interroga sulla effettiva necessità di un passaggio del genere.

(clicca qui per saperne di più)

 

Aviaria, sarà “pubblico” il supervirus

Il National Science Advisory Board for Biosecurity, il comitato scientifico per la biosicurezza americano, che aveva vietato la pubblicazione dei dati derivanti dalle ricerche sul virus H5N1, al termine di una “due giorni” di incontri a Washington segna una decisa invwersione di tendenza affermando che: ““I dati riportati nelle versioni riviste delle ricerche non forniscono informazioni che possono condurre a un immediato cattivo uso delle ricerche. La pubblicazione degli studi può “fornire alle autorità sanitarie informazioni che possono aiutare a identificare l’ evoluzione“.

Rimane, purtroppo, il dubbio che la pubblicazione dei dati sul supervirus potrebbe portare ad un futuro cattivo uso delle ricerche, ma il comitato scientifico, ritenendo improbabile l’evento e considerando i vantaggi della pubblicazione nettamente superiore agli svantaggi, sembra curarsene in modo molto marginale.

OGM, il seme dell’Apocalisse?

Ma cosa c’è di tanto pericoloso negli OGM?

Per il ministro Corrado Clini la lista dei vantaggi al loro impiego supera di gran lunga quella degli svantaggi.

Afferma il ministro in un’intervista rilasciata al Corriere: “L’ingegneria genetica in agricoltura può creare semi nuovi e questi semi nuovi possono essere anche molto pericolosi, non ci sono dubbi”.

“Questi semi nuovi possono essere anche molto pericolosi”? Ma in che senso? Che vuol dire “molto pericolosi”?

A fronte di queste domande di poco conto lasciate senza risposta troviamo una bella serie di positive certezze:

  • Gli Ogm sono importanti per creare specie resistenti a condizioni estreme in    zone marginali soggette a dissesto idrogeologico e alla siccità“;
  • “Un’altra area molto interessante per l’applicazione degli Ogm non competitivi con le produzioni agricole sono le coltivazioni di specie con alto potere energetico: biocarburanti di seconda generazione e la filiera chimica verde
  • Nei Paesi in via di sviluppo: si possono applicare semi di Ogm per frutti o prodotti alimentari addittivati con vitamine o con vaccini“;
  • Gli Ogm salveranno l’agricoltura della tragedia post tsunami. Ricercatori giapponesi e inglesi stanno lavorando a una pianta di riso in grado di resistere al sale e dunque che può essere coltivata nelle aree colpite dall’acqua dello tsunami dello scorso anno”.

Insomma, gli OGM possono essere molto pericolosi, ma possono fare tutte queste belle cose.

Tutto ciò, caro ministro, ci conforta, ma….

sarebbe opportuno che rilasciasse  un’altra intervista che elenchi una brutta serie di negative certezze.

Mica per niente, solo per farsi due conti e vedere se conviene o no.

Ad esempio, uno potrebbe anche fregarsene altamente del riso coltivabile in acqua salata se al primo punto della serie si ritrovasse a leggere: “l’impiego di OGM può generare organismi parassiti incontrollabili capaci di azzerare un’intera specie, anche quella umana….“.

 

Zombie Walk invade l’Italia

Il giorno 26 Febbraio gli zombie hanno invaso la citta’ di Sydney camminando per le strade. Si e’ tenuto infatti a Sydney l’evento bi-annuale della camminata degli Zombie nella città. Moltissime persone travestite da zombie hanno camminato nelle strade, entrato in edifici pubblici, centri commerciali (compreso quello di Pittsburgh in cui Romero aveva girato L’alba dei morti viventi), biblioteche e altro non curanti delle differenze tra loro e “i comuni mortali”.  . Complice anche l’uscita di serie televisive come The Walking Dead e il successo di videogames con gli  zombie, il numero di partecipanti delle zombie walk aumenta ogni anno di più. La tendenza è talmente pesante che gli organizzatori del Guinnes dei Primati hanno deciso di istituire una categoria apposita.

Man mano che il fenomeno prendeva piede, e che nuove città venivano invase da centinaia di finti zombie, le Zombie Walk hanno cominciato ad assumere significati particolari. C’è chi le organizza per la raccolta fondi,  vendite di beneficienza. In molti casi, inoltre, le camminate zombie si sono trasformate in vere e proprie manifestazioni di protesta. È il caso della Epic Zombie Lurch, andata in scena a Sidney nel novembre del 2009, durante la quale 170 persone hanno sfilato per le strade della città Australiana per protestare contro il blocco alla vendita del videogioco Left 4 Dead 2, a causa della mancanza di una classificazione +18 per i giochi in Australia (lacuna che continua a generare proteste ancora oggi). Ed è anche il caso della Zombie Walk di domenica, durante la quale i reggiani non si limiteranno a strisciare le suole e sbavare sangue, ma porteranno al collo cartelli che recitano lo slogan:  Reggio Città Mortorio.

Chi volesse saperne di più può andare sul sito dove, oltre a leggere il rigidissimo decalogo del perfetto zombie, potrà trovare informazioni su come truccarsi. Sulla pagina facebook dell’evento si contano più di mille partecipanti, ma è improbabile che tutti si presentino all’appello. Lo scorso ottobre a Brisbane, in Australia, hanno sfilato in più di diecimila (è guinness). La febbre zombie riuscirà davvero a contagiare l’Italia?

Non so voi, io comincio a riempire la mia borraccia di sangue pronto uso.

Vostok, il lago dei misteri

Un bacino di acqua dolce , temperata e incontaminata,  è rimasto per milioni di anni nelle viscere dell’Antartico. Può essere definito comeun vero e proprio endopianeta, un mondo sconosciuto e autonomo all’interno del pianeta Terra.

Vostok, il lago sotterraneo, nasconde misteri e insidie. Un gradde oggetto metallico dalla forma regolare, uno strano campo magnetico e batteri sconosciuti.

Un team di scienziati russi si sta occupando degli scavi.                                          Secondo notizie non confermate pare  che la Nation Security Agency (N.S.A., l’agenzia per la sicurezza degli USA) abbia perimetrato la zona, secretato le comunicazioni sull’area e impedisca l’accesso per chiunque, per “evitare contaminazioni”.