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21 dicembre 2012, in Giappone la Fine del Mondo è arrivata già da un pezzo

Il 21 dicembre 2012 da noi arriverà tra poco, ma in Giappone la data più apocalittica di tutti i tempi è già scoccata da un pezzo. Per essere precisi, a Tokio il mondo sta finendo da già quattro ore abbondanti. Vero, non sono ancora le 11.11 da quelle parti, e già vedo quel fior di apocalittici convinti che stanno già bacchettando virtualmente le mie parole, ma…

Voglio ricordare, nel caso in cui non fosse ancora chiaro, che io sono Escansibus, il più grande numerologo del  mondo, profeta dei Power Ranger e santone delle Winks. Quindi, so già perfettamente cosa accadrà in Giappone alle ore 11.11, e posso assicurare a tutti che non ci sono Goldrake e il Grande Mazinga a combattere contro gli alieni arrivati sulla terra per colpa delle radiazioni emesse dall’allineamento Sole Centro della Galassia.

Riguardo al titolo… siamo in piena vigilia apocalittica e, alla stregua di blasonate trasmissioni, ho voluto fare un po’ il furbo anche io… chi ha orecchi per intendere, intenda.

httpv://www.youtube.com/watch?v=0NdNyGY3-Rw

 

 

Sale la tensione tra Cina e Giappone

Quattro  battelli governativi cinesi sono entrati stamani nelle acque territoriali del Mar della Cina orientale, amministrate dal Giappone, ma rivendicate da Pechino. Lo ha reso noto la guardia costiera giapponese. I quattro battelli per la sorveglianza marittima sono entrati nelle acque contese poco dopo le 12:30 ora locale (le 5:30 in Italia), ha precisato la guardia costiera, che ha domandato loro di andarsene.
Le cinque isole Senkaku (chiamate Diaoyu dai cinesi), disabitate e situate a 200 chilometri a nord-est dalle coste di Taiwan e a 400 chilometri a ovest di Okinawa, nel sud del Giappone, sono da settimane al centro di una accesa disputa tra i due paesi. Di recente anche Taiwan ha rivendicato il controllo delle isole (Fonte: Repubblica.it).

Contesa tra Cina e Giappone per le isole Senkaku

 

Ultimi aggiornamenti della contesa tra Cina e Giappone per le isole Senkaku/Dyaoyu.

Jin Baisong, Chinese Accademy of International Trade, ha suggerito al governo cinese di effettuare un attacco ai bond giapponesi per mettere in ginocchio il paese finché questo non si deciderà a cambiare idea sulla nazionalizzazione delle isole Senkaku/Dyaoyu (La Cina è il maggior creditore del Giappone con 230 miliardi di dollari di bond detenuti).

Questa provocazione segue l’avvertimento del generale Xu Caihou, China’s Central Military Commission, rivolta a i militari cinesi di tenersi pronti per possibili scontri; e l’ingresso nelle acque delle isole contese da parte di sei navi di pattuglia della repubblica popolare contraria alla nazionalizzazione delle isole.

Il Segretario della Difesa americano Leon Panetta chiama alla calma i due stati e si dichiara neutrale, mentre Kurt Campbell, Assistant Secretary of State for East Asian and Pacific Affairs, ha ricordato che le isole sono incluse nel patto di difesa reciproca tra Usa e Giappone.

La Cina accusa gli Stati Uniti per le esercitazioni di questi giorni nelle isole Tinian e per gli investimenti e incoraggiamenti nei confronti della difesa del Giappone accusato infatti di voler costruire nelle isole una base per la difesa da missili balistici.

Il People’s Daily, giornale di propaganda del Partito Comunista Cinese, riporta l’ammonimento di Zhang Zhaozhong, professore militare del PLA National Defense University: “esercitazioni militari tra USA e Giappone ci sono tutti gli anni, ma questa è la prima volta che le esercitazioni si sono focalizzate sull’invasione di isole”.

Zhan Zhaozhong si era già messo in evidenza, nel novembre del 2011, per aver dichiarato che la Cina non avrebbe esitato ad allearsi con l’Iran in caso di attacco, e successivamente, all’inizio di quest’anno, per aver annunciato che avrebbe usato pescherecci caricati di esplosivo in attacchi suicida contro il nuovo cacciatorpediniere della Difesa USA per la strategia nel pacifico.

In mezzo a queste manovre politico/militari alcuni dissidenti cinesi iniziano ad affermare che la Repubblica Popolare stia dietro l’organizzazione di alcune delle proteste susseguitesi in questi giorni.

PER APPROFONDIRE:

*Le pagine qui elencate sono anche le fonti del presente articolo.

 

Avvistato un UFO sul monte Fuji.

Sono tantissimini i cartoni animati dove il Giappone subisce un attacco alieno che minaccia l’intero pianeta. Chi ha alzato gli occhi sul monte Fuji dopo il violento tornado che si è abbattuto il 20 giugno in quel settore ha temuto davvero che l’invasione fosse imminente e avrà preso al volo con mano tremante il cellulare per lanciare l’SOS nella speranza che Goldrake, Mazinga o Jeeg Robot accorressero in aiuto dell’umanità. Intanto, nel vano tentativo di evitare il panico, la stampa mondiale parla di nube lenticolare. Sarà difficile mantenere questa linea quando il Grande Mazinga attaccherà l’UFO con i raggi gamma!

httpv://www.youtube.com/watch?v=vyVf3GmtSkM

Vincere contro il Terremoto.

Ogni terremoto che si abbatte su un territorio mostra il deficit costruttivo di alcuni edifici. La furia con cui si presenta il sisma non è tale da giustificare le immagini che usualmente vediamo: fabbricati adiacenti di cui alcuni indenni e altri parzialmente crollati o completamente collassati su se stessi.

La progettazione di un edificio presuppone la conoscenza di una regola aurea: il calcestruzzo, composto da una matrice di cemento e acqua con l’aggiunta di materiale lapideo (sabbia, ghiaia o pietrisco), non è duttile.

La duttilità di un edificio  è proprietà essenziale nelle aree sismiche  che rende alcuni materiali in grado di “deformarsi” quando sono sottoposti ad una forza costante.

Per rendere duttile il calcestruzzo bisogna armarlo, in base a specifici calcoli, con barre e staffe d’acciaio tali da  assorbire, attraverso la loro deformazione, l’energia sprigionata dal terremoto preservando l’edificio dal collasso. E’ questo il famoso (e famigerato, per via di numerosi mostri ecologici)  cemento armato.

Il concetto può essere così semplificato: quanto più un materiale è duro, tanto più è fragile e soggetto a rotture improvvise e strutturali. Al contrario, quanto più un materiale è duttile, tanto più è in grado di deformarsi in maniera plastica.

Un edificio in cemento armato, se costruito a regola d’arte secondo le norme antisismiche, offre la possibilità ai suoi occupanti di “accorgersi” della rottura. In altre parole, un edificio in cemento armato ben costruito, anche se soggetto a magnitudo molto elevate, riesce a garantire quel margine di tempo prezioso per mettersi in sicurezza.

Mentre “alcune nazioni” sembrano non voler considerare la loro natura sismica, altre come il Giappone e la California, hanno imparato a convivere con il “nemico” avvalendosi di tecniche costruttive e tecnologie  che vanno ben oltre la semplice costruzione in cemento armato.

Cuscinetti antisismici disposti alla base degli edifici; uso di acciai superelastici, pilastri avvolti da fibra di carbonio che li rende estremamente  resistenti alle fratture; dissipatori, ossia una sorta di enormi molle  collocate tra un piano e l’altro degli edifici più a rischio. Questi sono solo alcune delle tecnologie che, se applicate, consentono ad un edificio di resistere a scosse di magnitudo 7.

In Italia, invece, persiste un deficit  nella messa in sicurezza del territorio  che negli anni ha sedimentato negligenze e incurie che terremoti di magnitudo elevate  portano puntualmente e tragicamente alla luce.

E stiamo parlando di terremoti ben al di sotto della magnitudo 7.

 

Giappone, sisma di magnitudo 5.9

I grattacieli di Tokio hanno tremato per quasi un minuto alle 16.04 ora italiana del 01 aprile.

L’epicentro del fortissimo  sisma di magnitudo 5.9 (il livello massimo della scala è 7) è stato registrato nelle vicinanze della centrale nucleare di Fukushima.

Non si registrano danni.

Non c’è stato allarme tsunami.