Archivi autore: settimo sigillo

21 dicembre 2012, misteri, paure e guadagni apocalittici

Il 21 dicembre 2012 è ormai solo questione di ore. Alle 11.11, di chissà quale fuso orario, scoccherà l’epilogo di un evento mediatico confezionato ad arte, e spesso irresponsabilmente, che diventerà sicuramente oggetto di studio e discussione negli anni a venire.

In questo momento ci sembra doveroso dare voce ad Azzurra, una ragazza di 15 anni che ha commentato l’articolo dal titolo “21 dicembre 2012, tranquillizzare non speculare sulla paura” denunciando cristallinamente un disagio sul quale tutti coloro che hanno contribuito a costruire la bufala più grande di questo inizio millennio dovrebbero, quanto meno, interrogarsi e riflettere.

Sono una ragazza di 15 anni che è terrorizzata da questa storia..insomma non fanno altro che allarmarci.Mia madre mi ha detto che è stata prevista più volte la fine del mondo ma non è mai successo nulla,io peró penso che i grandi film,programmi e libri scritti e mandati in onda in questi 2 anni non si siano mai visti,per questo la mia paura aumenta sempre di più.Per esempio ieri su history è iniziato un programma chiamato “l’ultima settimana” e giovedi sera su mistero ci sarà una puntata speciale riguardo la fine del mondo…io non so più cosa e a chi credere…per favore aiutatemi a capire qualcosa e soprattutto a capire perchè trasmettono tutti questi programmi riguardo l’apocalisse se (come dite voi e molti altri scienziati) non accadrà nulla

 

Chi mi segue sa che non è nel mio stile citare me stesso, ma in questo caso darò voce alla risposta che ho dato ad Azzurra nella speranza che possa ulteriormente  “rassicurarla”.

 

Ciao Azzurra,

non hai bisogno del nostro aiuto, te la stai cavando benissimo da sola. E’ evidente che hai già risposto da sola alla tua domanda e che cerchi una semplice conferma.

Ti confermo che il 21 dicembre 2012 è una bufala colossale e tale resta, anche se da un po’ di tempo a questa parte “grandi film,programmi e libri” non sembrano parlare d’altro.

E’ necessario fare una distinzione tra “corretta divulgazione scientifica” e “divulgazione sensazionalistica”.

La prima, seppur mooooolto più interessante, può risultare (soprattutto per i ragazzi e le ragazze della tua età) un po’ pesante e noiosa , in quanto una “conoscenza della realtà” è divugata solo se “oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile” (è il cosiddetto metodo scientifico, e ciò richiede da parte di chi ne usufruisce una certa “preparazione”, ossia “studio”.

La seconda, invece, è interessata solo a far spettacolo e a “piacere” a quanta più gente possibile, così, in barba al metodo scientifico, si vendono più libri, si fanno più ascolti (e quindi si guadagna con la pubblicità), si fanno film spettacolari che incassano tanto. La qualità dell’informazione (in questo caso semplice ed accessibile) è del tutto secondaria rispetto al primo obiettivo: IL GUADAGNO.

Il 21 dicembre 2012, con tutte le fandonie che lo riguardano, si presta benissimo a questo tipo di divulgazione e, a differenza delle altre “Apocalissi” predette e mai avvenute che lo hanno preceduto, ha trovato in internet una grandiosa cassa di risonanza dove ognuno, con molta facilità, ha potuto metterci del suo, in termini di fantasia,incompetenza, immaginazione, convinzioni strampalate etc. etc…

Quindi, Azzurra, tua mamma ha ragione, e non basta il tormentone mediatico a contraddirla.

Non pretendo che il nostro blog rientri nella “buona divulgazione” (chissà, forse possiamo definirci “aspiranti alla buona divulgazione con un pizzico di ironia”?), ma negli indirizzi che seguono puoi trovarne delle ottime espressioni , valide, interessanti e per nulla noiose:

Sono certo che la tua curiosità saprà guidarti nel riconoscere e nell’acquisire le informazioni corrette che, vedrai, sapranno rassenerarti dandoti mezzi e conoscenze per non permettere a paure confezionate ad arte da ciarlatani e imbonitori da quattro soldi di condizionare anche un solo minuto delle tue giornate.

Buon Natale Azzurra, e buon Felice Anno Nuovo e… buone vacanze!

 

Nel caso in cui non sono bastate le mie parole a rassicurare Azzurra e quanti come lei hanno le stesse paure, non posso far altro che affidarmi al nostro Escansibus.

 

Articoli correlati:

La paura dell’Apocalisse si vince in libreria

Probabilmente i buoni libri di corretta divulgazione scientifica che “rassicurano” dalla paura dell’Apocalisse non sono proprio adatti  come regalo di Natale, anche perchè a quella data la psicosi “21 dicembre 2012” sarà abbondantemente passata… di moda.  Ma andranno benissimo se regalati prima della fatidica data.  Anna Rita Longo, collaboratrice di diverse riviste a carattere culturale tra cui queryonline.it, consiglia agli apocalittici più timorosi di cercare rifugio in libreria anzichè a Bugarach, Angrogna, Cisternino o qualsiasi altro posto indicato dai soliti cialtr…, emh bene informati (per dirla alla Escansibus).

Cliccando sull’immagine troverete alcune interessanti proposte

 

Sopravvissuti al 12.12.12 e al 13.12.12. Adesso tocca al 21.12.2012

Questo vecchio pazzo mando ha passato indenne molte date apocalittiche:

adesso tocca alla data più apocalittica di tutte, il 21 dicembre 2012.

Questo vecchio pazzo mondo passerà indenne anche l’Apocalisse Maya che, seppur ampiamente profetizzata, annunciata, spettacolarizzata, sfruttata e (addirittura) desiderata, puntualmente non si verificherà. E’ stato così per innumerevoli altre apocalissi prima di lei e sarà così per innumerevoli altre che verranno dopo.

Morto un papa se ne fa un altro” recita il detto e si adatta benissimo anche alle profezie apocalittiche, soprattutto a quelle che verranno a partire dall’alba del 22 dicembre 2012.

 

21 dicembre 2012, i sondaggi di Apocalittici.it

Scivola la sabbia nella clessidra e il 21 dicembre 2012 è sempre più vicino. Notizie e profezie di ogni genere impazzano nella rete, i più importanti canali televisivi dedicano interi programmi all’evento…, insomma più la faidica data si avvicina più non si sente parlare d’altro.

Chi è stufo di ascoltare soltanto può iniziare a dire la sua nei sondaggi che seguono, bastano un paio di click

 

Per chi volesse dire altro è a disposizione lo spazio riservato ai commenti.

 

 

Cosa succederà il 21 dicembre 2012?

Cosa succederà il 21 dicembre 2012?

Con l’approssimarsi della data più apocalittica di inizio millennio la domanda diventa sempre più incalzante e con essa  la voglia di avere risposte. Probabilmente quella del 21 dicembre 2012 è l’apocalisse annunciata più famosa e popolare di tutti i tempi. Soprattutto grazie alla rete, quella che viene definita l’apocalisse maya, ha raggiunto milioni di persone e conquistato l’attenzione dei media. Le testate più blasonate  e i canali televisivi più seguiti hanno dato ampio spazio e visibilità , e continueranno a farlo con un sensibile crescendo “in questi pochi giorni che restano” con tanto di rubriche, trasmissioni dedicate ed approfondimenti, a quella che passerà alla storia coma la bufala più apocalittica di tutti i tempi.

L’apocalisse del 21 dicembre 2012 basa la sua origine sull’errata convinzione che il calendario maya finisca i suoi giorni proprio in quella data. Errata convinzione che con il passare del  tempo è diventata  un potente polo di attrazione  per tutta una serie di miti, leggende e castronerie. ha acquisito  una sua “credibilità“. Ecco che Nibiru e la Cometa Elenin, alieni e zombie,  capovolgimenti dei poli terrestri ed esplosioni solari, inseme ad allineamenti planetari, reali  (come quello del 6 giugno 2012 che ha visto Venere frapporsi tra la Terra e il Sole) o del tutto immaginari (come il prossimo allineamento del prossimo 13 dicembre che dovrebbe vedere sulla stessa asse Sole Terra e Centro della Galassia) hanno fornito ottimi ingredienti al polpettone apocalittico che ha finito con l’acqisire una certa “credibilità” presso una generazione in evidente crisi.

Oggi quando si parla di crisi l’associazione è immediata con un’altra parola anch’essa sempre più intrisa di signifati e presagi apocalittici: economia.

La galoppante e irrisolta crisi economica ha creato l’humus ideale affinchè una bufala confezionata ad arte possa crescere rigogliosa. Quando un sistema va in loop o si inceppa la soluzione più veloce, sicuramente non la migliore, è resettare. Probabilmente è in questa voglia di resettare che trova senso tutta quest’attenzione verso l’apocalisse maya che, per i meno catastrofisti, offrirebbe semplicemente l’occasione di passare, in modo del tutto indolore, ad una nuova era. Ma questo è un discorso che rischia di risolversi in psicologia spiccia o, ancor peggio, in un’analisi sociologica grossolana e inutile. Meglio è tornare repentinamente al punto di partenza: cosa succederà il 21 dicembre 2012?

La domanda è chiara e netta e pretende una risposta altrettanto netta, senza ragionamenti e analisi che, pur impegnandosi a fondo, non la cambierebbero di una virgola.

Il 21 dicembre 2012 succederà quello che è sempre successo per ogni apocalisse annunciata: assolutamente nulla.

E succederà un’altra cosa che è sempre successa ad ogni apocalisse annunciata e mai arrivata: si inizierà a parlare della prossima apocalisse che sicuramente arricerà il…..

Già esistono due date accreditate, aprile 2036 e 2060, ma sono troppo lontane e presto ne uscirà fuori qualcuna più immediata. Da queste parti abbiamo già qualche indizio…

 

Articoli correlati:

 

 

Esistenza degli alieni, fuori onda del terzo tipo di Dmitri Medvedev

Il fuori onda a microfono aperto di Dmitri Medvedev, premier della Federazione Russa, alla fine della registrazione di una trasmissione televisiva, può essere accolto con sconcerto, con sorpresa, con ironia, con scetticismo, e chissà, forse addirittura con speranza.

Di certo quando i giornalisti e gli operatori in studio si sono sentiti dire dal Presidente di una delle nazioni più potenti e influenti del mondo  in persona, quindi non dal solito invasato, che gli alieni esistono e che, sono le testuali parole,  “non posso dirvi quanti di loro sono tra noi in questo momento, altrimenti si scatenerebbe il panico“, hanno accolto la notizia con quella che si può definire “perplessità”.

Il fuori onda ha già fatto il giro del mondo e,  nel caso esistessero davvero, a quest’ora ne saranno a conoscenza anche gli imboscati alieni. Chissà, proprio in questo momento saranno impegnati in una riunione segreta per decidere se rivelarsi o no al mondo intero, tanto ormai “un importante presidente del pianeta ha fatto la frittata”. E chissà, va a finire che già che ci sono decideranno proprio di rivelarsi il 21 dicembre 2012 in omaggio alla tanto attesa apocalisse maya.

Nel caso qualche assiduo frequentatore di Apocalittici.it  fosse colto dal dubbio,  non siamo nell’universo di APOCALYPSE NEWS e questo non è un racconto nato dall’immaginazione degli autori del Blog.

CLICCA SULL’IMMAGINE PER VEDERE IL VIDEO DEL FUORI ONDA DEL PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE RUSSA MEDVEDEV SULL’ESISTENZA DEGLI ALIENI

Bugarach si prepara all’Apocalisse Maya

Il 21 dicembre 2012 è sempre più vicino, l’ansia cresce, e molti cercano rifugio in un luogo speciale.

Bugarach, montagna di pech, salvarsi dall'apocalisse

Bugarach è un ridente paesino di duecento abitanti ai piedi del monte Pech nella Francia pre-pirenaica. Da tempo il piccolo abitato è considerato un luogo esoterico e molte sono le leggende che lo riguardano, in particolare quelle legate al Santo Graal. Ma è la profezia dell’apocalisse maya del 21 dicembre 2012 che ha portato Bugarach e i suoi pastori agli onori delle cronache mondiali.

Tra molti di coloro che sono convinti che il 21 dicembre 2012 il mondo cesserà di esistere si è radicata la convinzione che solo Bugarach sarà risparmiata dalla distruzione.

Detta così sembrerebbe una bufala come tante senonchè da due anni a questa parte questa convinzione ha fatto come la palla di neve che diventa valanga e quello che era un tranquillo paesino di pastori ed agricoltori si è trasformato in un covo di ciarlatani ed affaristi pronti a sfruttare credulità e dabbenaggine di chi pensa davvero che procurarsi un posto a Bugarach equivale a salvarsi dall’apocalisse maya.

In altre parole Bugarach si è trasformata in un far west di speculatori e imbroglioni pronti ad  affittare 4 camere a 1.500 euro al giorno o ad “offrire” un terreno per piazzare una tenda a 450 euro al giorno o una ben più confortevole “casa fine del mondo” a prezzi che variano da 1.500 a 2.000 euro a settimana. Non basta, c’è addirittura chi vende pietre di Bugarach in rete come amuleti portafortuna o, e qui ci sarebbe quasi da togliersi il cappello per la “sottile” ironia,  acqua di Bugarach come rimedio miracoloso contro le emorroidi. E in questo Far West i pollastri da spennare aumentano di giorno in giorno.

Le autorità locali sono preoccupate dall’afflusso di gente che aumenta con l’approssimarsi del 21 dicembre e sono già iniziati i preparativi per la gestione di quella che rischia di diventare una vera e propria emergenza. Ad oggi, 8 dicembre,  risulta che:

  • sono stati mobilitati un centinaio di gendarmi e pompieri, che  probabilmente aumenteranno all’aumentare del flusso di gente;
  • l’accesso al pizzo di Bugarach e a i suoi sotterranei sarà vietato dal 19 al 23 dicembre

 

 

Articoli correlati:

 

SCENE APOCALITTICHE A TARANTO. TROMBA D’ARIA ALL’ILVA

Mai vista una cosa del genere a Taranto. Una violenta tromba d’aria ha seminato il panico colpendo proprio la tormentata ILVA. Spazzata via una grù, risulta disperso l’operaio che la guidava. Scene apocalittiche.

 

CLICCA SULL’IMMAGINE PER NOTIZIE E AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE

Allarme meteo in Toscana. Disagi in Piemonte e Liguria

Il maltempo in Toscana, dopo la bomba d’acqua che ha messo in ginocchio Firenze, continua a tenere in allarme al popolazione e la protezione civile in diverse zone. L’esondazione del torrente Carrione ha causato allagamenti in alcune zone di Carrara, una delle aree già colpite da un’alluvione poco più di due settimane fa. Molte persone sono state evacuate dalle case, aiutate dai vigili del fuoco che stanno operando con i natanti dei reparti fluviali fatti arrivare anche da Firenze e da Lucca. Tante le richieste di soccorso nella notte, giunte soprattutto da disabili e anziani per lasciare le loro abitazioni.

PAURA AD ALBINIA E A MASSA – A Massa Carrara salgono a 81 persone le persone evacuate a Massa Carrara in seguito alle forti e intense piogge che stanno flagellando il territorio della provincia Toscana da questa notte. Anche Albinia, nel Grossetano, è stata colpita da una nuova alluvione dopo quella del 12 novembre scorso, in cui sono morte tre dipendenti Enel: alcune famiglie sono state fatte evacuare per precauzione dalle loro abitazioni. Tra la gente del luogo, riferiscono i vigili del fuoco, c’è paura che possa verificarsi nuovamente un’inondazione come quella di un paio di settimane fa. A Grosseto, dove piove forte da stanotte, si registrano allagamenti in diverse parti della città. Nella provincia di Massa Carrara le scuole sono rimaste chiuse a scopo precauzionale.

 

TRENI IN DIFFICOLTA’ – La circolazione è rallentata sulle principali vie di comunicazione, sia per le auto che per i treni: dalle 6 di questa mattina fra le stazioni Massa Centro e Carrara Avenza, sulla Direttrice Tirrenica Genova-Pisa, per l’esondazione dei torrenti Carrione e Parmignola, si viaggia a singhiozzo. Rete Ferroviaria Italiana ha spiegato che il traffico ferroviario era stato sospeso alle 0.55 della scorsa notte, ma l’intervento delle squadre tecniche ha permesso la riattivazione del binario in direzione Sud alle 6.

RISCHIO FRANE – Oltre allo stop per la linea ferroviaria Genova-Pisa, preoccupa anche la strada statale Aurelia nei pressi di Carrara: il torrente Parmignola è infatti esondato causando allagamenti nella zona, ma è soprattutto il rischio di frane per un terrapieno della ferrovia e di stabilità per un ponte ad aver consigliato di interrompere le due linee di comunicazione. L’area infatti è quella in cui la linea ferroviaria e la Aurelia corrono parallele, a nord di Carrara.

PIEMONTE E LIGURIA – Altri nodi da sciogliere sono in Liguria e Piemonte. La strada statale Aurelia, comunica l’Anas in una nota, è chiusa in più punti: in Liguria nel tratto compreso tra il km 389 e il km 390, in entrambe le direzioni, a causa dell’esondazione di un torrente in località Sarzana (Spezia). Deviazioni in loco. In Piemonte, infine, « al km 23,350 della strada statale 21 »del Colle della Maddalena« è istituito un senso unico alternato regolato da impianto semaforico a causa di una frana» precisa l’Anas.

 

Fonte: www.corriere.it

 

DA GUARDARE: ISPRA, mappa nazionale rischio idrogeologico.

Bomba d’acqua a Firenze

FIRENZE – Il violento temporale che si è abbattuto martedì pomeriggio su Firenze – una pioggia fortissima per due ore – ha creato grossi problemi in città: allagamenti, rischio di esondazione del Mugnone, sottopassi bloccati, bus e macchine ferme in mezzo all’acqua, corsia dell’Autostrada chiusa, strade che si sono trasformate, molto più del solito, in veri e propri fiumi. In serata ha ripreso a piovere e l’allerta resta alta.

L’UNITA’ DI CRISI – Il sindaco Matteo Renzi ha presieduto l’Unità di crisi in Palazzo Vecchio per far fronte ai danni del maltempo. Ha ringraziato tutti, in particolare la Protezione civile per il lavoro svolto e per come ha funzionato in mezzo ad una situazione di emergenza. «Sono caduti 64 millimetri di pioggia in quattro ore e mezza: l’attenzione resta alta sul fosso Macinante e il torrente Mugnone, che saranno monitorati per tutta la notte. Restano chiusi tre sottopassi: Spadaro, Gignoro e Lorenzini». Poi l’affondo verso la Regione: « È evidente che dalla Regione abbiamo avuto un’allerta sbagliata, perchè nei comunicati che ci sono arrivati la criticità era definita ordinaria. Ora resta lo stato di allerta ma solo a scopo precauzionale», ha riferito il sindaco che ha aggiunto: «Come si dice a Firenze meglio aver paura che buscarne». Su Twitter infine il sindaco lancia un messaggio agli studenti fiorentini: «Mi dispiace ragazzi, che su Facebook e su Twitter chiedete scuole chiuse, ma domani (mercoledì, ndr) tutti a scuola».

LE ALLERTE – Ed è proprio sugli allarmi che si cerca di capire se questa pioggia era stata prevista o meno. Il primo allarme è arrivato dalla Provincia di Firenze intorno alle 17. Due ore prima la Sala operativa unificata della Regione aveva diramato l’allerta a partire dalle 22 di martedì e fino alle 18 di mercoledì. Già all’ora di pranzo, però, A Rosignano Solvay (Livorno) e in provincia di Grosseto si erano abbattute due trombe d’aria. Vento e acqua hanno causato crolli di alberi, danni ai tetti di abitazioni e aziende. In serata la Regione, con una nota, ha precisato che al Comune di Firenze alle 14.57 due messaggi telefonici avevano avvisato di «una criticità ordinaria». Termine tecnico che descrive questi fenomeni: «Eventi molto circoscritti, anche intensi, di difficile localizzazione e previsione temporale. Sono tipicamente associati ai temporali o comunque a forti perturbazioni di breve durata. E prevede questi possibili danni: Crisi del reticolo di drenaggio urbano e del reticolo minore, allagamenti localizzati delle zone depresse, allagamenti localizzati delle sedi stradali. Frane superficiali, colate rapide, fulmini, caduta di rami».

«SALITE AI PIANI ALTI» – I vigili del fuoco hanno inviato nella zona di piazza Puccini anche alcuni mezzi anfibi: i problemi ci sono stati all’altezza del confluenza tra il torrente Mugnone e il Fosso Macinante. Per quanto riguarda la situazione del Mugnone, dopo un’ondata di piena, «alle ore 18 gli strumenti hanno segnalato un livello praticamente pari a quello di guardia, cioè 3 metri, in discesa. Alle ore 19 il livello era sceso a 2,16 metri». Ma la situazione è rimasta critica in piazza Puccini, vicino al parco delle Cascine, dove operatori della Protezione civile con il megafono hanno chiesto agli abitanti di salire al primo piano. Problemi anche nell’abitato di Tavarnuzze, nel comune di Impruneta, dove un fosso laterale ha esondato e l’acqua si è riversata negli scantinati, nei negozi e anche in alcune abitazioni al piano terra.

PUBLIACQUA – Al numero verde (800314314, attivo 24 ore su 24), informa Publiacqua, sono arrivate segnalazioni da molte zone della città: Via Mariti, Pistoiese, Baracca, Ponte alle Mosse, Coluccio Salutati, Rocca Tedalda, Serragli, Filarete, della Torre, Largo Palagi e Piazza Muratori. «Abbiamo aumentato al massimo il livello di attenzione e di intervento di prevenzione per prevenire gli effetti di piogge che anche mercoledì potrebbero essere violentissime e concentrate nel tempo e mettere a durissima prova sistemi fognari come quello fiorentino lungo circa 300 chilometri e in parte risalente al periodo ottocentesco e da ristrutturare con ingenti investimenti già definiti per circa 10 milioni di euro nella zona di viale Belfiore-Cascine. Considerato il numero elevatissimo di caditoie (62.000 a Firenze e 252.000 in totale nei 49 comuni) facciamo appello anche ai cittadini perchè anche la caduta delle foglie come la presenza di oggetti può provocare un tappo in pochi minuti e causare allagamenti. Un piccolo gesto aiuta moltissimo a ridurre i rischi. In ogni caso chiamate il numero verde 800314314», dice Erasmo D’Angelis, presidente di Publiacqua».

CHIUSA UNA CORSIA DELL’AUTOSTRADA – Autostrade per l’Italia comunica che, a causa delle eccezionali precipitazioni in corso sul tratto fiorentino della A1, nel tratto compreso tra il km 297 ed il km 292, dove è stata chiusa la corsia esterna in direzione Bologna, rimangono percorribili le due corsie della semi-carreggiata interna e lo svincolo di Impruneta.

CENTRALE RADIO DEI TAXI IN TILT – Poco dopo le 15 un fulmine, caduto nei pressi della stazione Rifredi, per induzione è passato dalle parabole fino al tetto dei locali che ospitano la centrale radio del 4390, in via dello Steccuto. Ha bruciato una serie di elementi, provocando il black out dello stesso sistema di emergenza e mandando in tilt le linee telefoniche per due ore.

AUTOBUS – Il traffico è andato in tilt in tutta la città provocando ritardi per tutte le linee Ataf. I passeggeri hanno subito ritardi anche di oltre un’ora, per via dell’impossibilità di transitare in molte strade e anche a causa delle interruzioni di energia elettrica che hanno provocato lo spegnimento dei semafori. Ataf, che ha avvisato gli utenti attraverso il proprio sistema di pannelli a messaggio variabile, si scusa per i disagi.

L’ASSESSORE MATTEI SU FACEBOOK – L’assessore è intervenuto su Facebook: «Situazione veramente pesante in città. La grande pioggia concentrata in così poco tempo (64mm in due ore) sta paralizzando le nostre strade. I viali sono bloccati anche perché il Mugnone è in situazione di forte criticità e la Provincia precauzionalmente ci ha chiesto di chiudere le strade attorno al torrente. Vi tengo aggiornati per quanto mi è possibile anche se non mi sarà semplicissimo».

 

Fonte: www.corriere.it

Margherita Hack, la star del Pisa Book Festival

Pisa Book Festival: grande successo per l’incontro con Margherita Hack

Ieri (25 novembre 2012) accoglienza da stadio e pubblico record per Margherita Hack, dove l’astrofisica ha presentato il suo libro ‘Io credo. Dialogo tra un’atea e un preté (Nuova dimensione). L’auditorium del Palacongressi era gremito da centinaia di spettatori e per questo gli organizzatori hanno deciso di raddoppiare l’incontro con la Hack e riproporlo anche oggi alle 10. In sala, Margherita Hack e don Pierluigi Di Piazza, si sono confrontati sui grandi temi della vita e della scienza, ma anche sull’attualità politica.

“Dio è un’invenzione – ha detto l’astrofisica – perché sappiamo tutto sull’evoluzione dell’universo, ma non sappiamo perché l’universo esiste ed è un dato di fatto che qualcuno deve spiegarsi con la fede”. Per Di Piazza, prete di frontiera da vent’anni a contatto con i diseredati ma anche animatore culturale, dice che il trascendente non è uguale per tutti: “Io – ha spiegato il sacerdote – mi sento laico, umile, credente e anche prete. Sono invece ateo rispetto a un certo Dio, quello dei razzisti e di chi lo usa per fare le guerre”.

Al centro del dibattito anche il testamento biologico. “Io spero – ha detto Margherita Hack – che sia lasciata a una persona la libertà di decidere della propria vita”. E Di Piazza, un po’ a sorpresa, ha difeso la battaglia di Peppino Englaro: “Quella vicenda è la storia di un amore di un padre verso la figlia. Un Paese civile deve rispettare le persone che hanno fatto tutti i passaggi alla luce del sole prima di arrivare alla decisione estrema. Dio ci ha dato la vita ma anche la responsabilità per decidere”.

L’astrofisica ha auspicato un Paese che nel futuro immediato sappia destinare più fondi per la ricerca e la cultura e che riduca la burocrazia e le ruberie, mentre il sacerdote non ha risparmiato critiche al Governo Monti: “Da un esecutivo tecnico, in questo momento di difficoltà economiche, mi sarei aspettato un’immediata riduzione delle spese per gli armamenti e invece non l’ha fatto”. “E poi a che servono quei soldi? – ha replicato con battuta pronta la Hack – Per fare la guerra a chi? La verita è che Gesù è stato il primo socialista della storia, che si occupato prima dei popoli e poi di se stesso”.

 

Fonte: www.pisatoday.it

 

 

21.12.2012, tutte le profezie sbagliate sulla Fine del Mondo dagli assiri ai giorni nostri

Fine Del Mondo, Armageddon, end of the World, Apocalypse? Sembrerebbe a prima vista roba da profeti, o almeno da scienziati viste le cause, che sono in genere religiose o astro-meteo-telluriche. Invece no, la fine del mondo è materia da archivisti, sono infatti centinaia e centinaia gli annunci della catastrofe finale per i motivi più disparati. Temi ricorrenti: la fine del tempo e il ritorno di Cristo sulla Terra, l’avvento dell’anticristo e, in tempi di scienza e tecnologia come i nostri, asteroidi assassini, pianeti vaganti, terremoti, fiammate mortali dal nostro povero Sole e così via.

«La società è degenerata talmente in questi tempi, la ruberia e la corruzione dilagano e i segni della fine sono dappertutto». Sembra cronaca dei nostri giorni, ma sono parole scritte su una tavoletta assira di gesso del 2800 avanti Cristo. E’ la prima testimonianza che il problema è vecchio e ricorrente: il degrado della società aumenta e si teme che questo comporti la “fine del mondo“.

Che ci debba essere, prima o poi, lo dicono le religioni e anche la scienza. Senza scomodare quel libro tanto seducente quanto complicato che è L’Apocalisse di Giovanni, prendiamo rispettosamente i Vangeli e troviamo che il Figlio dell’Uomo ritornerà alla fine del tempo e verrà il suo Regno, Matteo 16:28. La scienza, più prosaicamente, ci dice che anche se la razza umana riuscirà a sopravvivere a asteroidi, esplosioni stellari e soprattutto a se stessa, fra soli 4,5 miliardi di anni un Sole vecchio e malato si dilaterà ingoiando il nostro altrettanto vetusto pianeta Terra.

 

Numeri e Presagi

Ma catastrofisti e profeti della sfortuna cosmica da sempre la pensano diversamente. Già i Romani credevano che, avendo Romolo visto 12 aquile durante la fondazione di Roma, la capitale latina non sarebbe sopravvissuta oltre 120 anni dalla fondazione, quindi capolinea al 634 prima di Cristo.

I numeri, legati alla magia, al culto divinatorio, alla lettura segreta ebraica della Bibbia, stiamo parlando di sette e/o di svitati, hanno grande importanza per la fine del mondo, in antico soprattutto. Il mondo doveva finire nel 500 dopo Cristo per vari profeti, come Sesto Julio Africano. Perché ? Semplice, secondo loro era ovvio che non potesse durare più di 6.000 anni dalla data della Creazione da loro calcolata, una semplice addizione ed ecco uscire il 500 DC . Conto sbagliato evidentemente, ma importante dato che da quel momento ogni anno secolare diventa pieno di predizioni per terribili avvenimenti. Nel 500 però non succede niente e il nostro Sesto Julio Africano, grande venditore oltre che profeta, sposta la data all’800.

Nell’anno 1000 si aspetta il ritorno in terra di Gesù Cristo, con conseguente “fine dei tempi“, ma l’appuntamento va a vuoto. Uno scaltro personaggio, un certo monaco Glaber, sposta la data al 1033, contando anche gli anni spesi dal Salvatore in Terra, ma non gli va bene egualmente.

 

Profezie d’alto bordo

Ma non si pensi che le profezie un tanto al chilo siano solo opera di furbastri o baggiani. Innocenzo III, un grande Papa, stabilisce che 666 anni dopo la nascita dell’Islam il mondo finirà, quindi nel 1284, che l’umanità però passa in scioltezza, nonostante sia stato introdotto il demoniaco e apocalittico 666, la Bestia.

Un pittore come Sandro Botticelli poi, mica uno qualunque, scrive in un’epigrafe della sua stupefacente Natività mistica che entro 3 anni e mezzo da quel giorno il povero mondo finirà. Si ispirava probabilmente alle idee del domenicano Savonarola, figura di monaco fiorentino non del tutto ottimista, che forse scambiò la sua fine, sul rogo per eresia, con quella del mondo intero. Si cimentano infiniti preti ma anche vescovi, tutti a puntare sulla data giusta per farla finita e perfino l’eretico Martin Lutero, senza troppa originalità mette noiosamente la fine del mondo al 1600, anno secolare.

Ma il colpo di genio l’ha il grande filosofo Tommaso Campanella. Scrive che il Sole, nel 1603, avrebbe fatto a pezzi la Terra in un urto cosmico. Poche spiegazioni su come sarebbe avvenuto, ma siamo solo 7 anni prima delle scoperte astronomiche di Galileo e si pensa ancora che la Terra sia il centro dell’Universo e il Sole gli stia “sopra” e quindi possa caderci addosso. Una fisica elementare, ma Campanella riusciva evidentemente meglio in filosofia. Con lui comunque inizia la lunga serie delle fini dal mondo come “castigo dal cielo”.

Non restano immuni dalla tentazione di puntare sul giorno giusto neppure i grandi e gli eroi: Cristoforo Colombo, sì proprio lui, fa quattro conti e non ha dubbi: il mondo finirà nel 1658, ben dopo la sua morte, a scanso di equivoci. Perché ? Ovvio, mica può andare oltre i 7000 anni dalla creazione, calcolata di nuovo ovviamente. Più bravo come navigatore.
Non tutti sono fortunati come Colombo, che cercava le Indie e ha scoperto l’America- Johan Jacob, profeta tedesco, pensa che Gesù Cristo tornerà per la fine del mondo direttamente in USA, nel 1694, convince un bel po’ di gente e organizza il viaggio dalla Germania, ma muore prima della partenza. Una bella sfortuna. Saltando parecchi anni e catastrofi annunciate e mai realizzatesi, arriviamo al Natale 1814, quando Joanna Southcott prevede la nascita del nuovo Cristo, che lei immacolata porta in grembo. Niente da fare, anzi muore lei a Natale e le fanno perfino l’autopsia, ma non risulta incinta. Stupore nei seguaci e record dela predizione peggiore.
Il XX secolo

Inizia male il 1900, con cento e passa russi che si suicidano, convinti che il mondo finirà entro la mezzanotte del Capodanno. Cambia un po’ più avanti, nel 1910 quando passa la cometa di Halley: il 18 maggio è l’ultimo giorno dell’umanità secondo molti, dato che la cometa impatta sulla Terra. Secondo altri emana veleni contro i quali scaltri imbonitori vendono pillole che salvano dalle esalazioni mortifere del corpo celeste. Un solo dollaro per sopravvivere è un affare, non si sa mai. Però l’umanità sembra avere imparato che se proprio la fine del mondo ci deve essere tanto vale godersela e non fare penitenza o vendere i propri beni alla Chiesa per guadagnarsi un posto in Paradiso. Balli, cotillon soprattutto a Parigi, Ville Lumière in crescita e già culla della Belle Epoque. Abbiamo poi messaggi di catastrofi celesti scritti nelle piramidi egizie, 1911, tempeste terribili, 1954, e in varie date allineamenti planetari fasulli, dato che i pianeti non si allineano mai veramente ma solo apparentemente. Insomma le profezie sul disastro finale, aumentano a dismisura man mano che arriviamo ai nostri giorni, complici i mezzi di comunicazione sempre più rapidi e le paure collettive sembrano scaricarsi sui media e oggi sulla Rete.

 

1981, sono quattro le maggiori fini del mondo previste, pericolo scampato, mentre nel 1987, 17 agosto, 144.000 persone che seguono un santone New Age stanno in preghiera in varie parti del mondo. Non si sa quale divinità li abbia ascoltati ma madre natura soprassiede anche questa volta e ci salva, loro dicono grazie alle preghiere della “armonia cosmica”.
Comete, di nuovo Nibiru e inizia il business

Nel 1986-87 il ritorno della cometa di Halley, che arriva dalle parti della Terra ogni 76 anni, porta con sé questa volta profezie di sventura, ignorate alla grande dalla maggior parte della popolazione mondiale. Ma dietro alla cometa, che ovviamente cadrà sulla Terra facendola a pezzi, viaggia un UFO nascosto, un po’ come il perfido pianeta Nibiru. Ma qui c’è poco a scherzare purtroppo, ci sono infatti suicidi in massa fra gli adepti di sette in USA, temono un’ invasione aliena. E dire che per la prima volta, nella storia dell’umanità, proprio in quei giorni vediamo la “faccia” vera di una cometa, grazie alla sonda spaziale europea Giotto. In quella avventura gli strumenti italiani montati a bordo sono determinanti per farci vedere che si tratta di un “sasso” di 8 chilometri ricoperto di un impasto di polvere e ghiacci di vari elementi.

I media evolvono e i profeti pensano al portafoglio, vanno in TV, profetizzano e consigliano i loro libri, sempre buoni per sapere in anticipo se e come finiremo arrosti o se esploderemo con la Terra. Oggi come oggi poi anche il Web, con centinaia di siti che inventano la fine del mondo a ogni piè sospinto, diventa fonte di paura per chi si lascia abbindolare e guadagno, con la pubblicità a pagamento, per chi campa in questo modo. Purtroppo sono molti i bambini e ragazzi che restano presi nella rete delle bufale che “fanno paura”, suffragate spesso da trasmissioni TV. E gli adulti dimenticano troppo spesso che la TV per un bambino è un mezzo “autorevole”.

 

Cambia secolo e millennio

Il 1999, anno dell’eclissi di Sole in Europa e del cambiamento di data millenaria sui computer, che doveva creare disastri alla mezzanotte del 31 dicembre, abbonda di ritorni sia di Cristo che dell’anticristo, di pianeti vaganti e asteroidi, di invasioni di Israele da parte delle forze del male, che invariabilmente vengono da Est. Non mancano anche preti e predicatori che vanno ai talk show USA dicendo di conoscere il terzo segreto di Fatima, ovviamente svelato nei loro libri. Anno difficile, sbaglia perfino Nostradamus, che per il Luglio 1999 prevede che il terribile “re dei Mongoli” verrà resuscitato dalla morte grazie a un corpo celeste caduto sulla Terra , quartina X-72 per gli amanti della precisione. Purtroppo anche il grande veggente che ha predetto di tutto, e furbamente anche il contrario di tutto, sbaglia e ci tocca sopravvivere al millennio.

Particolarmente bene lo passano gli editori di libri, chi fa film su Armaggedon e le grandi case di software che si fanno pagare bene la patch per il “buco del millennio“. Ci casca anche Paco Rabanne, proprio lui chi l’avrebbe detto, il sarto noto in tutto il mondo che “vede” un mezzo spaziale russo, una MIR, cadere su Parigi l’11 agosto di quell’anno. Pazienza, i suoi vestiti sono molto belli egualmente.

 

L’anno record per le profezie sbagliate

Nel 2000, nonostante gli Acquariani, entusiasti individui della New Age, si sgolino per convincerci che siamo entrati nell’età della pace cosmica, non solo Al Qaeda prepara l’attacco alle torri gemelle dell’anno successivo, che nessun profeta o astrologo prevede, ma ci sono guerre dappertutto e ben 45 previsioni di fine del mondo. Purtroppo l’ascendente dei predicatori sembra una costante globalizzata e in crescita quanto l’uso dei jeans e le disgrazie diventano pesanti: il 31 dicembre 2000, in Uganda, 600 adepti della setta del “ritorno dei 10 comandamenti ” si chiudono in una chiesa e si danno fuoco da soli.
A questo punto sorvoliamo perché siamo tornati all’inizio e in questi ultimi 12 anni ritroviamo ancora, con noia crescente, il ritorno del figlio di Dio, asteroidi, UFO, alieni, pianeti vaganti in barba a quei fessi degli astronomi. Insomma il racconto stanca, non possiamo proprio dire che sia stimolante, anzi, diciamolo pure, non è certo la fine del mondo.

 

Fonte:  brano tratto dall’articolo scritto da Leopoldo Berlacchio pubblicato su ilsole24ore.com

 

 

Articoli correlati:

 

Asteroide del 21/12, l’ultima mutazione della leggenda del pianeta Nibiru

Attualmente, come ci ha rivelato la bufala-trabocchetto, questa si galattica, in cui è caduto un importante telegiornale nazionale l’altra sera, va di moda l’asteroide del 21/12. Secondo dei buontemponi made in USA, spacciatisi per la CNN ma in modo molto grossolano, un asteroide grande come il Texas, quindi venti volte buone l’Italia, ci cadrebbe addosso e farebbe a pezzi entro un mese. Probabilità dell’impatto: 30%. Lo scoop era evidentemente così ghiotto e la voglia di darlo in anteprima anche in Italia deve essere stata incontenibile. Bastava però chiedere non diciamo a uno specialista ma solo a una persona che avesse preso sette in matematica alle scuole superiori per sapere che un asteroide del genere si vedrebbe a occhio nudo, basta fare due conti come dal vecchio salumiere. Ma insomma si può sbagliare.

Nibiru, il pianeta killer, una bufala vintage
Questa dell’asteroide grande come il Texas peraltro sarebbe l’ultima mutazione della leggenda del pianeta Nibiru, ospite d’onore di siti Web catastrofisti e programmi TV-spazzatura trasmessi con nomi diversi, oltre che da noi, in tutto il mondo cosiddetto civile. Una storia che in effetti ha più di 100 anni: Nibiru, malefico, sarebbe un pianeta nascosto, sempre opposto alla Terra rispetto al Sole e quindi per noi invisibile. Il nostro doppio cattivo insomma, Freud impazzirebbe di gioia per analizzare questa teoria strampalata. Ma perché è cattivo questo fantapianeta? Non si sa come, a un certo punto, si muoverebbe come avesse potenti retrorazzi e verrebbe contro la Terra, ovviamente facendola a pezzi.
Bisogna dire che c’è un po’ di confusione perché secondo altri Nibiru sarebbe dalle parti di Saturno e comunque starebbe egualmente per venirci addosso facendosi beffe delle leggi secondo cui si muovono tutti gli altri miliardi di pianeti nell’Universo. In queste ultime versioni, ammantate addirittura di pareri “scientifici”, si tramuta in asteroide e, potete star tranquilli, diventerà presto una cometa, ovviamente pericolosa. Poco importa se una cometa va sugli 8 km di diametro e un pianeta piccolo almeno sui 5.000, chi ci vuol credere ci crede, contro ogni evidenza.

 

Fonte:  brano tratto dall’articolo scritto da Leopoldo Berlacchio pubblicato su ilsole24ore.com

 

 

Articolo correlato:

 

Israele – Gaza, escalation “molto probabile”

L’escalation è “molto probabile”, concordano gli esperti. Mentre il botta-e-risposta tra Israele e Gaza è arrivato a quota 3 morti israeliani, 11 morti palestinesi e decine di feriti in meno di un giorno, si comincia a pensare a cosa accadrà nelle prossime ore. La memoria corre al 2008/2009 e all’operazione Cast Lead, l’ultimo massiccio intervento militare israeliano a Gaza costato la vita a 1400 palestinesi. Solo che allora la situazione regionale era parecchio diversa e i due storici nemici si confrontavano muro contro muro uno con l’altro (con Hamas, al potere a Gaza, privo del sostegno della metà palestinese facente capo a Fatah).

Oggi i palestinesi sono ancora divisi ma il presidente Abu Mazen, il partener negoziale d’Israele, è deluso dallo stallo dei negoziati e si prepara ad andare all’Onu il 29 novembre a chiedere il riconoscimento della Palestina. C’è poi la frontiera tra Gaza e Egitto che nel 2008/2009 era controllata da Mubarak e oggi dipende invece da quei Fratelli Musulmani dialoganti sì con Israele per quanto riguarda la sicurezza del Sinai ma anche legatissimi ad Hamas al punto da aver già richiamato l’ambasciatore egiziano da Tel Aviv (Israele ha fatto lo stesso). Infine c’è la crisi siriana con le alture del Golan già teatro di scambi di colpi (per la prima volta dal 1973) e il rischio di contagio nella tesissima Giordania (dove ci sono stati scontri per il costo della benzina) e in Turchia (con Erdogan pronto a premere il grilletto contro Damasco e i turchi pronti a premerlo contro di lui se dovesse trascinarli in una guerra che non vogliono).

Hamas risponderà come può alla raffica di raid israeliani (l’operazione è stata chiamata Colonna di fumo) utilizzando probabilmente tutto l’arsenale che ha giacché capisce che il momento è favorevole (fare fronte comune contro Israele ha sempre appianato sia pur temporaneamente le divergenze tra i vari popoli e i vari governi arabi). Dall’altro lato c’è il premier israeliano Natanyahu che guarda alle elezioni di gennaio e da un lato vuole evitare di arrivarci in guerra ma dall’altro non può mostrarsi più debole di quel che fu nel 2008/9 il suo predecessore e oggi possibile sfidante Olmert (Netanyahu ha poca voglia di intervenire con una operazione di terra a Gaza ma, dicono i vertici militari, dipenderà dalla reazione di Hamas).

Il punto non è tanto chi sia il comandante di Hamas ucciso, Ahmed Jabari, un uomo importante certamente, il sequestratore di Gilad Shalid nonché un super-ricercato da Israele (che ha tentato di ucciderlo più volte), ma pur sempre una figura che verrà rapidissimamente sostituita con un altro graduato delle Brigate Qassam. Il punto, spiega l’analista dell’International Crisis Group Nathan Trall, è piuttosto il momento storico in cui questa escalation avviene, un momento in cui qualcuno da Gaza fa filtrare la notizia che Hamas potrebbe anche colpire la centrale nucleare di Dimona (una sparata ovviamente, che però suggerisce il clima).

Fonte: articolo di Francesca Paci pubblicato su lastampa.it

Israele – Gaza, venti di guerra

Riprendono a soffiare venti di guerra sul Medio Oriente, con Gaza che rischia di essere al centro di un nuovo conflitto. Nelle ore successive all’uccisione del capo del braccio militare di Hamas, Ahmed Jaabari, c’è stata un’escalation di lanci di razzi verso Israele e di raid di rappresaglia isralienai: il bilancio complessivo delle ostilità è di 15 palestinese (tra cui una donna incinta e almeno due bambini, di 7 anni e undici mesi) e tre civili israeliani uccisi.

I caccia e i droni israeliani hanno bersagliato per tutta la notte obiettivi palestinesi, depositi di armi e covi di Hamas. Una campagna aerea intensa come non accadeva da tempo. I miliziani delle Brigate al-Qassam hanno reagito lanciando decine di razzi verso il deserto del Negev: la metà sono stati intercettati dallo scudo anti-missile Iron Dome, ma qualcuno è arrivato a bersaglio. Uno ha colpito un palazzo di appartamenti a Kiryat Malakhi, facendo almeno tre morti.

Dal Sudan si è fatto sentire Khaled Meshaal, capo del politburo di Hamas: «Israele ha i giorni contati». Ma Israele minaccia: «È solo l’inizio, faremo quel che è necessario per riportare la quiete nel sud». Il presidente dell’Anp, Abu Mazen, ha sospeso un tour in Europa ed è precipitosamente rientrato a Ramallah. La Russia protesta: raid «sproporzionati». E l’Iran attacca, «terrorismo organizzato». E mentre a Gaza, in uno sfoggio di retorica anti-Israele si celebrano i funerali del «martire» ucciso, sono chiuse le scuole in Israele del sud, nel raggio di 40 km dalla frontiere e chi vive a meno di 7 km non esce di casa. I caccia israeliani sorvolano Gaza, convogli di jeep militari e almeno due enormi camion con a bordo ruspe sono stati visti avanzare sul terreno: Israele, che ha già messo in preavviso i riservisti per la possibile offensiva terrestre su Gaza.

Si muove intanto la diplomazia per evitare il precipitare degli eventi. Nella notte italiana il presidente Usa, Barack Obama, ha parlato con il premier, Benjamin Netanyahu e il presidente egiziano, Mohamed Morsi: il presidente ha riaffermato il diritto di Israele di garantire la propria autodifesa dal lancio dei razzi dalla Striscia, ma ha anche chiesto a Netanyahu di evitare vittime civili. Allarmato, è sceso in campo anche Morsi («Aggressione inaccettabile, siamo accanto al popolo palestinese), che ha chiesto agli Usa di intervenire. All’orizzonte, c’è lo spettro di un bis di Piombo Fuso, l’operazione militare di Israele su Gaza a cavallo tra 2009 e 2012: 3 settimane e oltre 1.400 morti palestinesi.

Anche il numero uno della Russia, Vladimir Putin, ha telefonato a Netanyahu: il capo del Cremlino ha lanciato un appello al premier israeliano affinché le parti esercitino il massimo di moderazione, evitino un’ulteriore escalation della violenza, le cui vittime includono i civili, e facciano di tutto per riportare la situazione a uno stato di normalità”. In precedenza Mosca aveva definito «sproporzionata» l’offensiva aerea israeliana su Gaza.

 

Fonte: lastampa.it

Margherita Hack parla di 99942 Apophis, l’asteroide che nel 2036 metterà in pericolo la Terra

Cari lettori per il 21 dicembre 2012 non è prevista alcuna Apocalisse e, se lo dice Margherita Hack, possiamo stare tutti tranquilli, però……...

Un serio pericolo per il nostro pianeta ci sarà, ma tra circa 25 anni. Un asteroide denominato 99942 Apophis, nome infausto di un Dio egizio, che significa il distruttore, intercetterà l’ orbita della Terra nel 2036 e, se dovesse cadere sul nostro pianeta, l’impatto stimato potrebbe generare un’energia pari a circa 87o megatoni, ovvero 65.500 volte la bomba atomica di Hiroshima.

Prof.ssa Hack come si può evitare l’impatto con Apophis?

“Gli esperti dell’ Agenzia Spaziale Europea (ESA) sono già al lavoro da anni e stanno studiando il modo per deviare l’asteroide. L’innovativa missione Don Quijote dell’ESA, infatti, intende dimostrare che è possibile deflettere alcuni tipi di asteroidi, utilizzando la tecnica dell’impatto cinetico, ideale secondo la maggior parte dei ricercatori, per il caso in esame di Apophis”.

Ci può illustrare gli altri studi per evitare l’impatto con Apophis?

“Esistono diversi studi e certamente la soluzione più semplice è quella di deviare la traiettoria con una testata nucleare, ma gli asteroidi possono essere formati da materiale incoerente e, nel caso dell’utilizzo di una bomba nel tentativo di neutralizzarli potrebbero invece essere trasformati in uno sciame che colpirebbe ugualmente la Terra. Per ovviare a questo rischio si potrebbe costruire un “trattore gravitazionale” (descritto nei particolari in un articolo sulla rivista Nature), consistente in una astronave teleguidata. la quale posizionandosi sul suolo di  Apophis e, tramite dei getti propulsori potrebbe deviare la rotta dell’asteroide. Questa missione è stimata in circa 12 giorni, per un costo complessivo di circa 300 milioni di dollari”.

Esistono altri pianeti vicini con le stesse caratteristiche della terra?

“Si esiste (ride) , ma a 20 anni luce dal nostro pianeta e impiegheremmo circa 2000 anni per raggiungerlo. Si chiama Gliese 581d. Bisognerebbe partire con una nave spaziale e, gli astronauti dovrebbero farsi ibernare fino al raggiungimento del pianeta….ma qui non è più scienza, ma  fantascienza”.

 

Fonte: articolo di Massimiliano Cordeddu pubblicato su ildemocratico.com – clicca QUI per accedere alla pagina che lo contiene

 

Articoli correlati:

  • Aprile 2036, la nuova data dell’Apocalisse

Scaramanzia e Portafortuna.

Un oggetto, un gesto o anche la semplice ritualità. Secondo un sondaggio realizzato da NetBetCasino.it in collaborazione con LivePartners (su un campione di 4 mila giocatori di entrambi i sessi) l’86% dei giocatori italiani si rivela scaramantico.

A livello nazionale i portafortuna preferiti dai giocatori sono il cornetto rosso (22%), i riti scaramantici come ad esempio “incrociare le dita” o rispettare una determinata routine durante il gioco (19%), il ferro di cavallo (18%), il quadrifoglio verde (11%) o gli indumenti rossi (10%).

Ma ogni regione ha le sue preferenze in quanto a portafortuna da utilizzare al gioco. Ad esempio nel Lazio il cornetto rosso (52%) e il ferro di cavallo (30%) sono in assoluto i portafortuna più utilizzati, mentre in Lombardia i giocatori preferiscono il quadrifoglio verde (48%) e in Umbria i riti scaramantici (50%). Quello di munirsi di un portafortuna è un rituale molto diffuso in tutte le regioni d’Italia: solo il 14% degli italiani dichiara di non avere alcun talismano, di non fare uso di alcun amuleto, di non eseguire alcun rito scaramantico né di avere alcuna persona che porti fortuna.

«Non è vero, non ci credo, ma comunque non si sa mai» è la risposta data dalla maggior parte degli italiani. Da sempre l’uomo crede nei talismani che propiziano e attirano particolari benefici, negli amuleti che proteggono dalla sfortuna, nei gesti scaramantici quali ad esempio “toccare ferro,” uno dei gesti più diffusi fin dall’antichità perché a questo metallo venivano attribuite proprietà magiche e difensive molto potenti.

Così quando si tenta la fortuna si ricorre a qualsiasi oggetto e anche a persone speciali. Quanto di tutto ciò è veramente efficace? Secondo i dati raccolti chi ha un talismano o un amuleto quando gioca ha più fortuna, così come anche -tra i maschi- vince di più chi è in compagnia di una donna. I portafortuna funzionano soprattutto perché aumentano la fiducia in se stessi e la perseveranza. Insomma influenzano psicologicamente in positivo e quindi portano davvero fortuna ottimizzando le aspirazioni dei giocatori, i livelli di sforzo e più in generale la qualità del gioco.

 

Ed ecco, regione per regione, i portafortuna preferiti:

 

ABRUZZO

Riti scaramantici: 52%

Cornetto rosso: 35%

Quadrifoglio verde: 9%

 

BASILICATA

Cornetto rosso: 49%

Ferro di cavallo: 27%

Riti scaramantici: 15%

 

CALABRIA

Ferro di cavallo: 54%

Cornetto rosso: 22%

Riti scaramantici: 17%

 

CAMPANIA

Cornetto rosso: 57%

Ferro di cavallo: 28%

Riti scaramantici: 11%

 

EMILIA ROMAGNA

Indumenti rossi: 49%

Riti scaramantici: 32%

Ferro di cavallo: 16%

 

FRIULI VENEZIA GIULIA

Quadrifoglio verde: 47%

Cornetto rosso: 25%

Riti scaramantici: 19%

 

LAZIO

Cornetto rosso: 52%

Ferro di cavallo: 30%

Riti scaramantici: 13%

 

LIGURIA

Coccinella: 45%

Quadrifoglio verde: 28%

Indumenti rossi: 16%

 

LOMBARDIA

Quadrifoglio verde: 48%

Cornetto rosso: 26%

Riti scaramantici: 20%

 

MARCHE

Riti scaramantici: 46%

Cornetto rosso: 33%

Quadrifoglio verde: 12%

 

MOLISE

Ferro di cavallo: 47%

Cornetto rosso: 28%

Riti scaramantici: 18%

 

PIEMONTE

Indumenti rossi: 47%

Oggetti in oro: 26%

Coccinella: 18%

 

PUGLIA

Cornetto rosso: 50%

Ferro di cavallo: 32%

Riti scaramantici: 15%

 

SARDEGNA

Ferro di cavallo: 55%

Cornetto rosso: 30%

Riti scaramantici: 12%

 

SICILIA

Ferro di cavallo: 53%

Cornetto rosso: 29%

Riti scaramantici: 11%

 

TOSCANA

Oggetti in oro: 46%

Riti scaramantici: 28%

Ferro di cavallo: 17%

 

TRENTINO ALTO ADIGE

Quadrifoglio verde: 39%

Coccinella: 27%

Indumenti rossi: 16%

 

UMBRIA

Riti scaramantici: 50%

Oggetti in oro: 19%

Coccinella: 15%

 

VALLE D’AOSTA

Quadrifoglio verde: 34%

Coccinella: 33%

Indumenti rossi: 25%

 

VENETO

Oggetti in oro: 43%

Indumenti rossi: 40%

Riti scaramantici: 12%

 

Fonte: lastampa.it

Diabolik, la serie.

L’ombra non lascia tracce

Non commette errori

Non esita mai

Non ha legge

Non conosce limiti

Non ha identità

L’ombra ha mille volti

Ma un solo nome

httpv://www.youtube.com/watch?v=O4zmzfSpRKQ

Diabolik, il personaggio creato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani che ha dato un’anima al fumetto più longevo nel panorama italiano, e che proprio quest’anno compie 50 anni, vivrà per la prima volta sul piccolo schermo.

Sky Cinema sta lavorando alla realizzazione della serie tratta dal fumetto cult, con 13 episodi fedeli alla linea tracciata dalle due autrici che saranno pronti non prima di due anni…

Diabolik nasce il primo novembre 1962 nell’Italia del boom economico: è un ladro inafferrabile, un killer spietato. La sua identità è celata da una maschera, divenuta la “firma” del fumetto. Ha una passione per i gioielli e le opere d’arte e prepara i suoi colpi in modo impeccabile, fuggendo a bordo della mitica Jaguar nera.

La serie (13 episodi da 50 minuti) farà calare lo spettatore nel mondo sospeso nel tempo di Diabolik. I personaggi principali, Eva, Ginko ed Altea, affiancheranno il protagonista e gli faranno vivere una nuova dimensione, non più solo eroe di carta.

Il progetto, che sta attirando l’interesse del mercato internazionale, sarà realizzato con la collaborazione di Mario Gomboli, che ha raccolto l’eredità delle sorelle Giussani e ne prosegue l’avventura, curando la pubblicazione dei fumetti attraverso la casa editrice Astorina.

 

Fonte: lastampa.it

 

 

Allerta meteo, forti disagi in Umbria e a Grosseto

Le violente precipitazioni di queste ore stanno creando gravi disagi soprattutto in provincia di Grosseto e in Umbria dove, tra allagamenti e smottamenti, molte case sono rimaste isolate e alcune famiglie sono state evacuate. In provincia di Perugia la pioggia cade senza interruzione da ieri mattina e alcune strade sono state interrotte dopo l’esondazione di torrenti. Campi e strade allagate e case isolate si segnalano nel Grossetano.

Evacuazioni a Orvieto, scuole chiuse e persone sui tetti
I vigili del fuoco hanno evacuato questa mattina diverse famiglie dalle loro abitazioni nella zona di Allerona, a Orvieto, dopo l’esondazione del fiume Paglia. Disposta inoltre la chiusura di tutte le scuole del Comune per disposizione del sindaco di Orvieto. Nella zona di Allerona alcune persone sono anche salite sui tetti delle case e vengono soccorse con mezzi aerei o anfibi. Protezione civile, vigili del fuoco, forze dell’ordine e tecnici del Comune tengono sotto osservazione il tratto del fiume Paglia che attraversa il territorio comunale dove in 36 ore sono caduti 180 millimetri di pioggia.Allagamenti a Perugia, è allerta
I vigili del fuoco sono impegnati in decine di interventi in provincia di Perugia, dove la pioggia continua a cadere. Al momento non si segnalano però problemi alle persone. La situazione è stata valutata in una riunione del Comitato coordinamento soccorsi che si è già svolta in prefettura. A presiederla è stato il prefetto Vincenzo Cardellicchio. Nella zona di Tavernelle chiusa la strada Pievaiola per l’esondazione di un torrente.

Allagamenti nel Marscianese, dove sono state pre-allertate alcune famiglie per un eventuale allontanamento dalle loro casa, e nel Tuderte. Vengono tenuti sotto controllo tutti i corsi d’acqua: quelli a ridosso della statale E45 e quelli nella zona di Città della Pieve.

Molti Comuni colpiti nel Grossetano
Le forti piogge e l’esondazione del torrente Elsa hanno provocato nella notte allagamenti nella parte sud del Grossetano. I Comuni colpiti sono Orbetello, Albinia, Manciano, Saturnia. L’Elsa ha esondato in località Sgrillozzo, allagando campi e strade. Diverse abitazioni sono rimaste isolate in aree di campagna. I soccorritori, in contato telefonico con le case allagate, hanno consigliato agli abitanti di salire ai piani superiori, dove saranno raggiunti da mezzi anfibi.

Dalla Campania alla Lombardia, forti disagi sulle strade
Da questa mattina in Umbria, sulla strada statale 3Bis “Tiberina” (E 45) lo svincolo di Montebello è provvisoriamente chiuso al transito in entrambe le direzioni, a causa del cedimento del muro di sostegno laterale. In Toscana, rimane chiuso a tempo indeterminato un tratto della strada statale 63 “Del Valico del Cerreto”, in provincia di Massa Carrara, a causa del crollo di un ponte in località Serricciola. Deviazioni del traffico sulle provinciali circostanti.

In Campania, il raccordo autostradale di Benevento è al momento chiuso al transito in corrispondenza di San Gregorio Del Sannio-Innesto sull’Appia, a causa di un incidente che ha visto coinvolti alcuni mezzi pesanti.

Segnalati allagamenti anche in Lombardia sulla statale 42, in Emilia Romagna sulla variante di Pieve Pelago, in Toscana anche sulla strada statale 12, in località Ponte del Diavolo e nell’Alto Lazio sulla statale 1 Aurelia.

Scuole chiuse a Massa e Carrara
Alcune famiglie sono rimaste isolate nel nord della Toscana, nel Comune di Fivizzano, in provincia di Massa Carrara, dove ci sono zone interessate da frane e smottamenti in località Casette e Forno, in Lunigiana. Nei comuni di Massa e Carrara oggi le scuole rimangono chiuse.

Fonte: tgcom24clicca QUI per accedere alla pagina che contiene l’articolo

I Preppers, coloro che si preparano all’Apocalisse… e non solo.

Accumulano riserve di cibo, acqua, candele, pastiglie di iodio, carburanti. Passano i week-end a imparare come accendere un fuoco, sparare, o come sopravvivere in un ambiente ostile. Il loro motto è “Spera per il meglio, preparati al peggio”. Sono i “preppers”, un vero e proprio movimento culturale che negli ultimi quattro anni sembra aver attirato sempre più persone: tutte con il fermo proposito di farsi trovare preparate, nel caso che una catastrofe distrugga il mondo così come lo conosciamo.

Quello dei “survivalisti”, per la verità, è un fenomeno che si presenta a ondate, e riflette diffuse paure sociali: negli anni ’60 i timori erano legati ai “nemici” degli Stati Uniti (tipicamente identificati con etichette come comunisti o hippies) e all’inflazione dovuta alla svalutazione del dollaro, negli anni ’70 quelli dell’olocausto nucleare e della guerra fredda, negli ’80 la catastrofe ecologica, nel 2000 il millenium bug. L’attuale ondata sembra sia iniziata dal 2008, frutto non solo delle attese catastrofiste per il 21 dicembre 2012, ma anche della crisi economica e dell’impatto emotivo di alcuni disastri naturali (molti prepper americani, ad esempio, affermano di esserlo diventati dopo aver visto le immagini dell’uragano Katrina).

Ma l’attuale fenomeno prepper ha caratteristiche nuove rispetto al survivalismo degli anni ’60 e ’70, che nasceva nell’ambiente dell’estrema destra americana e esaltava il super-uomo in grado di sopravvivere nei boschi, lontano dalla collettività. Non per nulla il suo leader era Kurt Saxon, direttore del periodico “The Survivor“, con un curriculum quanto meno particolare alle spalle: prima esponente del partito nazista americano, poi di Scientology, e infine della chiesa satanica di LaVey. Nella sua rivista insegnava a fabbricare armi e a prepararsi per il tracollo della società che sarebbe sicuramente avvenuto ad opera dei nemici della patria: i comunisti e gli studenti.

I prepper attuali, invece, hanno caratteristiche molto  diverse: sono casalinghe, impiegati, piccoli negozianti; persone apparentemente integrate a livello sociale, che hanno un’attenzione alle risorse del pianeta e all’ecologismo, e che probabilmente non sarebbero  felici di essere accostate a personaggi come Kurt Saxon. Non rispondono allo stereotipo dell’uomo barbuto che vive da solo nei boschi armato di fucile; anzi, spesso hanno una famiglia che vogliono proteggere, all’insegna della massima di Régis Debray:

Bisogna essere pazzi per non prepararsi.

Del vecchio survivalismo hanno conservato solo l’uso quasi “militaresco” di abbreviazioni e acronimi. E così i prepper prevedono la TEOTWAWKI (The End of the World as We Know It, la fine del mondo per come lo conosciamo), si preparano al momento WTSHTF (When the Shit Hits the Fan, che indica l’inizio di una generica catastrofe), preannunciano una WROL (Without Rule of Law, la società priva di leggi che si instaurerebbe in seguito) e si armano di un BOB (Bug-out Bag, la borsa con il necessario per sopravvivere le prime 72 dopo un’emergenza) e di un EDC (Every Day Carry, una mini-attrezzatura da portare con sè ogni giorno).

Un fenomeno, come si evince dai termini, iniziato tra Canada e Stati Uniti, ma che a poco a poco sta varcando l’oceano per arrivare anche in Europa. E che sta generando un ricco mercato, con forum, pagine web e negozi pronti a vendere tutto quello che può servire a un prepper, dalla maschera anti-gas ai corsi di primo soccorso. Sono sorti siti di incontri personali come Survivalist Singles e Prepper Dating (non vorrete certo affrontare la fine del mondo da soli, vero?), mentre diverse case editrici si sono lanciate nell’affare pubblicando manuali dedicati alla sopravvivenza (il più diffuso sembra essere How to Survive the End of the World as We Know It, di James W. Rawles). Costco, la più importante catena di supermarket degli Stati Uniti, ha iniziato a commercializzare kit di emergenza a prezzi popolari. E a Denver in ottobre è stata allestita “Self Reliance Expo“, la prima fiera dedicata totalmente al survivalismo.

In Francia la vendita di cibi liofilizzati ha avuto un boom in pochi anni. Oltre al volume di affari, sembra essere cambiato il tipo di clientela: non più solo sportivi e viaggiatori dell’estremo, ma anche l’insospettabile casalinga che vuole farsi trovare pronta, nel caso in cui un’improvvisa catastrofe impedisca al cibo di arrivare al supermercato sotto casa. Ariane Pehrson, fondatrice del sito di vendite on line Lyophilise, riferisce che i prepper sono ormai il 40% degli acquirenti; e tra loro spiccano anche casi estremi, come quello di un signore che ha acquistato cibi liofilizzati per 30.000 euro.

Un dato analogo è quello riportato da Hugh Vail, presidente dell’American Preppers Network statunitense, secondo cui gli acquisti di attrezzature di emergenza sarebbero aumentati del 1000% negli ultimi quattro anni.

In Italia il fenomeno è presente, ma per ora non sembra aver preso piede tra il grande pubblico, anche se esistono siti internet e pagine Facebook dedicate ai prepper nostrani.

Anche il National Geographic ha dato spazio al fenomeno, con un programma televisivo in cui si seguono e si intervistano i prepper statunitensi. La serie ha avuto un certo successo (attualmente è alla seconda stagione), e in Italia è stata trasmessa con il titolo “Gli apocalittici“. Certo, quelli mostrati dal National Geographic sono i casi più adatti a uno spettacolo televisivo, e per forza di cose i più estremi: persone che dedicano al prepping ingenti risorse economiche e gran parte del proprio tempo libero, arrivando a modificare radicalmente la propria esistenza e quella delle proprie famiglie in funzione della preparazione alle catastrofi; persone come Gloria Haswell, che passa più di 50 ore alla settimana a organizzarsi, per sentirsi pronta all’eventualità di un’inversione dei poli terrestri.

Un fenomeno legato al 2012? Fino a un certo punto. Sarebbe riduttivo inquadrarlo nella sottocultura del catastrofismo Maya: non tutti i prepper credono alla fine del mondo, e non tutti coloro che credono alla fine del mondo sono prepper. Nel grande calderone ci sono persone che hanno fatto del “prepararsi alla catastrofe” un hobby a cui dedicarsi nel tempo libero, “cum grano salis”, e che  vi impiegano le stesse risorse che altri utilizzano per un qualsiasi passatempo (secondo il sociologo Bertrand Vidal, che ha studiato a fondo la “cultura apocalittica”, la maggior parte dei prepper francesi spende  tra i 300 e i 4000 euro all’anno per prepararsi a sopravvivere).

E c’è da dire che alcuni dei caposaldi dei prepper non sono altro che consigli di buon senso, a volte diffusi e sponsorizzati anche da enti pubblici; è il caso dell’INCH bag (la borsa con generi di prima necessità da tenere a casa, a portata di mano, nel caso in cui fosse necessaria una rapida evacuazione dall’edificio) adottata comunemente in Giappone per far fronte al pericolo di terremoti.

Ma sarebbe altrettanto scorretto sostenere che le ipotesi catastrofiste sul 21 dicembre 2012 non abbiano avuto un peso nella diffusione di questo movimento. Tra i prepper ci sono persone che si stanno premunendo contro rischi generici e quelli che si organizzano per far fronte a catastrofi più specifiche, come il “big one” (il Grande terremoto), una pandemia, la crisi economica o la guerra nucleare. Fra questi, prepper che paventano rischi ben più irrazionali e improbabili: l’apocalisse zombie, il “bug” del 2038, o l’avvento dei “tre giorni di buio” preannunciati da alcuni profeti. E ci sono anche persone convinte di doversi preparare al grande sconvolgimento previsto dai Maya, all’arrivo del pianeta Nibiru o della cometa Elenin, o all’inversione istantanea dei poli terrestri: tutte paure figlie della propaganda catastrofista di quest’ultimo periodo.

Da questo punto di vista, i prepper possono essere visti come la “cartina al tornasole” di timori diffusi. Le profezie del 2012 hanno generato libri, film e programmi televisivi che hanno fatto leva sulle paure più profonde delle persone, facendo apparire probabili anche eventualità letteralmente impossibili. In fin dei conti, come scrive David Ropeik, creatore e direttore dell’Improving Media Coverage of Risk:

La percezione del rischio dipende dalle emozioni.

E se si percepisce un rischio, perché non farsi trovare preparati?

 

Fonte: articolo scritto da Sofia Lincos su queryonline.it – clicca QUI per accedere alla pagina del sito che lo contiene.

 

Articoli correlati:

  • Kit per sopravvivere all’Apocalisse

 

 

Nota:

Query è il periodico del CICAP nato nel maggio del 2010 da un’idea semplice quanto efficace: la scienza che indaga i misteri. A distanza di un mese, nel giugno del 2010, questa interessante e innovativa rivista ha visto nascere anche la sua versione online: queryonline.it.

 

Terremoto in Birmania, panico e vittime

Un terremoto di magnitudo 6,8 ha colpito la regione settentrionale della Birmania questa mattina (11.11.2012), causando vittime e seminando il panico fra gli abitanti di Mandalay, il centro più popoloso dove la scossa è stata avvertita con particolare intensità. Secondo le prime informazioni sono crollati almeno un ponte e una miniera e molte pagode buddiste sono state danneggiate. Le vittime sono almeno 13, stima l’ong Save the children, ma si teme che il bilancio possa salire rapidamente dato che molte persone risultano disperse.


Il sisma ha avuto origine a dieci chilometri di profondità, vicino alla città di Shwebo, 117 chilometri a nord di Mandalay, la seconda città per grandezza del Paese, ha comunicato l’Istituto americano di geofisica. La scossa è stata avvertita alle 7:42 del mattino, ora locale: 6,8 la magnitudo riferita dal servizio meteorologico locale, 6,6 invece quella riportata dal Us Geological Survey. E si è sentita anche nella vicina Thailandia, in particolare a Bangkok. Alla prima sono seguite altre scosse meno potenti.

La zona dell’epicentro del sisma non è molto sviluppata e le informazioni arrivano con una certa difficoltà: si tratta principalmente di una regione mineraria. Almeno sei vittime sono state segnalate nel distretto di Sinktu, sul fiume Irrawaddy, nei pressi dell’epicentro del terremoto: si tratterebbe per la maggior parte di minatori, rimasti uccisi nel crollo di una miniera d’oro. Diversi altri lavoratori sarebbero morti nel crollo di un ponte in costruzione.

Un abitante di Shwebo ha riferito all’Associated Press che diversi edifici sono stati danneggiati in città, fra cui il portone di un monastero e diverse sculture di una pagoda. Templi sono rimasti colpiti anche a Mogok. Una delle conseguenze più comuni dei terremoti in Birmania è il danneggiamento degli antichi templi buddisti, considerato di cattivo auspicio.

Il presidente americano Barack Obama farà tappa in Birmania durante il suo viaggio nel sud est asiatico dal 17 al 20 novembre, il primo viaggio internazionale dopo la rielezione alla Casa Bianca. Obama visiterà anche la Thailandia e la Cambogia.

 

Fonte: Repubblica.it – Clicca QUI per accedere alla pagina che contiene l’articolo e usufruire degli approfondimenti

 

Aggiornamenti:

11.11.2012 ore 13.00: Istituto geologico,  nuova scossa di magnitudo 5.8

E’ allerta meteo anche a Venezia. L’acqua alta allaga il 70% della città.

L’allarme maltempo colpisce anche Venezia dove il 70% della città risulta allagato. L’ acqua alta ha raggiunto alle 9,20 i 150 centimetri sullo zero mareografico di Punta della Salute. Il vento di Scirocco che soffia senza soluzione di continuità trattiene l’acqua in laguna. Stando alle previsioni dovrebbe smettere alle 17.00 odierne.

 

Articoli correlati:

 

PREVISIONI METEO

Maltempo a Massa Carrara, allarme telefonico del sindaco di Carrara

“Non uscite e salite ai piani alti”, questo il messaggio dell’allarme telefonico attivato dal sindaco di Carrara Angelo Zubbani reso necessario dal nubifragio che in meno di tre ore ha riversato su tutta la Lunigiana oltre 120 millimetri d’acqua. Dopo essere stato tutta la notte nella sala operativa della Protezione civile il sindaco ha affermato: “Stiamo curando le ferite della notte  non abbiamo danni gravi alle persone ma una situazione difficile sul territorio per frane e allagamenti. Alle sei di questa mattina ho mandato un secondo allarme telefonico alle persone che abitano in una zona periferica della città in un tratto vicino al torrente Carrione. Abbiamo molti allagamenti anche nella zona della campagna carrarina e sta arrivando una squadra Vab da Firenze e alcune idrovore“, e continua: “c’erano persone che nella notte non potevano tornare a casa o che erano rimasti prigionieri nelle macchine e le abbiamo ospitate in Comune in una trentina, altre cinquanta nella zona industriale di Avenza“.

Anche se l’intensità dei temporali accenna a diminuire lo stato di emergenza non cessa. Nell’arco della nottata sono caduti oltre 250 mm di acqua che rendono altissimo il rischio di altre frane e smontamenti oltre quelle che si sono già verificate nella zona di Lavacchio e tra Canevara e Casette.

Preoccupano i torrenti, in particolare il Parmignola, dove in un tratto l’argine ha ceduto per 50 metri e l’Aulella, dove la piena ha travolto un ponte in località Serricciola.

Sono impraticabili alcuni tratti dell’Aurelia e sono numerosi i sottopassi chiusi.

 

 

PREVISIONI METEO

21 dicembre 2012, i potenziali pericoli della bufala

Il mese scorso due notizie hanno fatto riflettere il mondo sui rischi del pensiero apocalittico.

La prima storia arriva dal Brasile, e ha per soggetto una setta – l’”Arca” – e il suo leader, Luis Pereira dos Santos. Circa quattro anni fa “papà Luis” era stato visitato da un angelo, che gli aveva rivelato la data dell’Armageddon: venerdì 12 ottobre 2012, alle ore 16. Da allora il profeta aveva iniziato a predicare la sua visione, convincendo diverse persone a lasciare le proprie occupazioni e a togliere i propri figli dalle scuole. Nei sobborghi della città di Teresina era stata fondata l’”Arca”, un centro dove ospitare drogati, prostitute e piccoli criminali, per cercare di redimerli prima della fine del mondo.

Il 12 ottobre di quest’anno la polizia brasiliana ha fatto irruzione nell’edificio; 113 persone si erano raccolte in quel luogo per quello che avrebbe dovuto essere un suicidio di massa. L’intervento delle forze dell’ordine ha permesso di sequestrare il veleno per topi che i membri della setta si accingevano a bere, e di impedire che fossero coinvolti i 19 bambini e ragazzi presenti.

La seconda storia è più triste, e arriva dalla Repubblica Dominicana. Il 17 ottobre la polizia ha arrestato il tedesco Peter Brunck, leader spirituale dell’”Academy for future health“. L’intervento è degenerato in un conflitto a fuoco dal bilancio tragico: tre feriti tra le forze dell’ordine, e un morto tra i seguaci della setta.

La polizia ha fatto irruzione nella sede del movimento religioso, un complesso residenziale formato da venti ville e da un sistema di fortificazioni nella città turistica di Sosua, permettendo di sequestrare le armi che i membri dell’AFFH stavano ammassando: fucili M16, granate, archi da assalto professionali, giubbotti antiproiettili e veicoli blindati.

Anche in questo caso c’è di mezzo un culto apocalittico: Peter Brunk, il “maestro cosmico”, profetizzava un cambiamento catastrofico per il 21 dicembre 2012. Ci sarebbe stata un’”onda super-elettromagnetica galattica”, un’inversione dei poli terrestri, e il nostro pianeta sarebbe entrato nella “cintura fotonica” – una zona ricca di particelle di luce ad alta energia, che avrebbero letteralmente bruciato la maggior parte dell’umanità. A meno di saper controllare i propri processi fisici e mentali, ovviamente grazie alle tecniche di meditazione insegnate da Brunk. I superstiti avrebbero potuto vivere una vita nuova in una Terra nuova – possibilmente insieme agli alieni che in passato ci avevano già visitato, fondando alcune tra le nostre civiltà più antiche. Le tecniche di Brunk venivano somministrate anche per curare una miriade  di malattie diverse, comprese il cancro e la sclerosi multipla.

Non è chiaro il perché delle armi: forse per proteggere l’autonomia della setta da possibili ingerenze esterne. Grazie ai ricavi dei suoi corsi, Brunk era diventato ricco, e stando al quotidiano Spiegel godeva anche di alcuni agganci politici. Nel 2006, tuttavia, era stato vittima di un attentato, dal quale si era salvato grazie al fatto che indossava un giubbotto antiproiettile. Questo fatto potrebbe aver alimentato la sua convinzione di doversi proteggere da possibili “nemici”.

Questi episodi sono sotto indagine, e non ancora del tutto chiariti; eppure queste prime informazioni accendono una preoccupante domanda: dobbiamo forse aspettarci un aumento dei sucidi di massa, con l’avvicinarsi del 21 dicembre 2012?

Per rispondere, è utile guardare al passato: la storia recente ci ha purtroppo tramandato casi ben più gravi di culti finiti in tragedia. Nel 1993 la setta dei davidiani di David Koresh culminò con l’assedio di Waco, in cui persero la vita 76 persone; 918 seguaci del Tempio del popolo morirono nell’omicidio-suicidio del 1978 a “Jonestown“, seguendo i dettami del reverendo Jim Jones; e sono tristemente note le stragi perpetrate dal movimento religioso giapponese Aum Shinrikyo di Shoko Asahara, e i suicidi di massa di Heaven’s Gate (1997) e dell’Ordine del Tempio solare in Canada (1994).

Studiando queste tragedie, i sociologi hanno individuato alcuni tratti comuni, necessari allo sfociare della violenza: l’enfasi per un’apocalisse imminente, che appaia a tutti come inevitabile; un leader autocratico come Jim Jones, Shoko Asahara o David Koresh, che spinga a vedere le persone al di fuori della setta come un nemico da abbattere; la presenza di una pressione esterna (esercitata per ragioni politiche, teologiche, o puramente pratiche, quale ad esempio un’indagine per frode fiscale), che alimenti il senso di accerchiamento del gruppo e l’inevitabilità di un conflitto.

Cosa possiamo quindi aspettarci con l’avvicinarsi del 21 dicembre 2012? Il rischio che qualche movimento religioso apocalittico sfoci in un suicidio di massa non può essere del tutto escluso.

In diversi stati la polizia locale guarda con preoccupazione allo svilupparsi di culti come quello di Alan John Miller, un australiano convinto di essere la reincarnazione di Gesù Cristo, fondatore della comunità della “Divina verità” a Wilkesdale (stando alle sue profezie, l’unica zona dell’Australia che si salverà dai terremoti e dalle inondazioni del 21 dicembre 2012, trasformandosi un paradiso tropicale).

Il ruolo delle forze dell’ordine in questi frangenti è quanto mai delicato, perchè il rischio è proprio quello di alimentare quel “senso di accerchiamento” del gruppo necessario allo scoppio della violenza. E’ ormai appurato che probabilmente l’assedio di Waco non ci sarebbe stato, senza l’approccio inutilmente aggressivo dell’FBI.

Tuttavia la probabilità di simili situazioni sembra abbastanza bassa. Ne è convinto, ad esempio, lo studioso di religioni Egil Asprem:

E’ sempre stato chiaro che la mitologia del 2012, come ogni altra mitologia apocalittica, contiene i prerequisiti teologici per questi eventi. Comunque, dal momento che la cultura dell’occulto contemporanea in cui l’apocalitticismo del 2012 è in generale prodotto, distribuito e consumato è piuttosto amorfa, debole nel formare istituzioni stabili, e ampiamente mediata dalla cultura popolare, dai forum online, ecc…, piuttosto che costituita da gruppi reali e con forti legami sociali, la minaccia di attrarre simultaneamente gli altri fattori apparentemente richiesti per la violenza rimane relativamente bassa.

Non resta che sperare che Asprem abbia ragione.

 

Fonte: articolo pubblicato da Sofia Lincos il 06.11.2012 su queryonline.it – clicca QUI per accedere alla pagina del sito che lo contiene

 

Articoli correlati:

 

 

 

Nibiru colpisce ancora… come una bufala inferocita

Dopo l’allarme dello scorso marzoper l’asteroide 2012 DA14, tra martedì 6 e mercoledì 7 novembre la rete è stata in subbuglio per la presunta notizia di un asteroide in rotta di collisione con la Terra, il cui impatto sarebbe atteso per la fine dell’anno, proprio in accordo con le presunte profezie Maya. Il nome dell’asteroide sarebbe Nibiru e la scoperta sarebbe stata fatta dalla NASA, che però avrebbe deciso di tenerla segreta. Secondo quanto divulgato, la fonte originale sarebbe un “corvo” all’interno dell’amministrazione dell’ente spaziale americano, che avrebbe deciso di violare l’ordine del silenzio.

Mozzarella di “Bufala” D.O.P.

La notizia è apparsa su sito della CNN, ma non si trattava di un articolo della redazione giornalistica, bensì dell’opera di un utente, pubblicata sulle pagine di CNN iReport riservate agli aspiranti informatori della rete. Dopo poche ore è stata modificata per chiarire l’equivoco, ma ormai aveva già fatto il giro del mondo.

Ci sentiamo di rassicurare i lettori sul fatto che si trattava di una burla ben architettata, che faceva leva sia sulla profezia della fine del mondo già a più riprese smentita, sia sulle teorie strampalate dello scrittore Zecharia Sitchin, che avrebbe trovato in antiche scritture sumere il racconto di un pianeta dal nome Nibiru, che farebbe periodicamente visita nel sistema solare interno, e abitato da un’evoluta civiltà extraterrestre che gli uomini dell’antichità veneravano come dei. Per inciso, se un pianeta fosse in avvicinamento alla Terra entro pochi mesi,sarebbe già visibile in cielo ad occhio nudo.

Per convincersi che è tutta una burla priva di qualsiasi fondamento, basta pensare che qualsiasi asteroide appena individuato riceve dal Minor Planet Center una designazione alfanumerica che indica l’anno e la settimana della scoperta. Questa designazione rimane tale finché l’orbita non viene determinata con assoluta precisione, e per fare ciò viene solitamente adottato il criterio di osservare l’asteroide per almeno tre orbite. Solo a quel punto assume una numerazione definitiva e lo scopritore può proporre un nome. Ne consegue che nessun asteroide scoperto di recente potrebbe chiamarsi Nibiru.

Se poi qualcuno sospettasse che l’asteroide sia stato scoperto da anni ma sia sempre rimasto celato al grande pubblico, basta consultare la lista di tutti gli asteroidi che hanno un nome per accertarsi che non esiste nessun Nibiru.

Per quanto riguarda il rischio di un imminente impatto con la terra di un qualsiasi asteroide, un corpo celeste di dimensioni consistenti e con una probabilità d’impatto superiore all’1% sarebbe classificato con una pericolosità sulla scala di Torino pari o maggiore di 3 e se l’impatto fosse quasi certo sarebbe maggiore di 8.

Una lista di tutti gli asteroidi con orbita pericolosa oggi nota si può trovare qui, dove è evidente che i due al momento più pericolosi (2011 AG5 e 2007 VK184) sono classificati con indice 1. Naturalmente, siccome questo sito è gestito dalla NASA e la notizia originale accusava il medesimo ente di insabbiamento, si potrebbe sostenere che i dati di un ipotetico asteroide pericoloso potrebbero essere stati rimossi dal server. Ma, per quanto detto finora, questa ipotesi ci sembra quantomeno poco probabile. Inoltre, le stesse informazioni sono confermate anche dal sito del Minor Planet Center che è un’emanazione dell’Unione Astronomica Internazionale e, per rimanere entro confini nazionali, su un server dell’Università di Pisa.

 

Fonte: articolo di Luca Boschini pubblicato l’8.11.2012 su queryonline.it – clicca QUI per accedere alla pagina del sito che contiene l’articolo.

 

Articoli correlati:

  • Aprile 2036, la nuova data dell’Apocalisse