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Quattro ragazze costruiscono un generatore elettrico a urina

Quattro intraprendenti ragazze africane hanno costruito un generatore elettrico che funziona con una risorsa naturale indubbiamente abbondante: l’urina.

 

Possibilmente uno dei più inaspettati prodotti al Maker Faire Africa di quest’anno a Lagos, Nigeria, è un generatore elettrico a urina, creato da quattro ragazze: Duro-Aina Adebola, Akindele Abiola e Faleke Oluwatoyin di quattordici anni, e Bello Eniola di quindici anni.

Un litro di urina fornisce 6 ore di elettricità.

Il sistema funziona così:

l’urina viene messa in una cella elettrolitica che separa l’idrogeno;

l’idrogeno passa in un filtro per la purificazione e successivamente viene spinto in una bombola di gas;

la bombola di gas spinge l’idrogeno in un contenitore di borace liquido che è usato per rimuovere l’umidità dall’idrogeno;

l’idrogeno viene poi spinto nel generatore dove si produce energia elettrica;

lungo tutto il percorso ci sono valvole di sicurezza unidirezionali, che dovrebbero, secondo le ragazze, prevenire da rischi di esplosione.

 

Prima di iniziare a mettere da parte l’urina è bene però avvertire che il sistema non è ancora del tutto collaudato, infatti, per ora non è stata fatta menzione di quanto consumi la cella per separare l’idrogeno e soprattutto se effettivamente sia maggiore l’energia prodotta rispetto a quella consumata.

Sul blog del Maker Faire Africa si sta scatenando la discussione sull’effettività di questo prodotto, mentre su un blog di appassionati della scienza si sta provvedendo alla decostruzione analitica, commentata e fortemente dibattuta sul progetto delle ragazze.

Ad ogni modo, scetticismo a parte, siamo tutti d’accordo che il quartetto deve essere lodato per lo sforzo nel trovare fonti di energia alternativa in un continente che ne ha sicuramente bisogno.

FONTE: CNET

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I ciclisti pedalano per un mondo migliore

Mountan bike, citybike, unisex o biciclette da da corsa, in Italia è bicimania. Complice la crisi e il prezzo alle stelle dei carburanti le vendite di biciclette nel Belpaese sono decollate (2 milioni le biciclette vendute nel 2012). Non basta, centinaia di migliaia sono le biciclette “rispolverate”, strappate dalle ragnatele delle cantine e restituite a gambe ansiose di pedalare.   La buone notizie sono arrivate  dall’Esposizione Internazionale del Ciclo in corso a Verona.

I ciclisti pedalano per un mondo migliore, miglioriamo il mondo per farli pedalare

Benzina, crolla il prezzo internazionale, ma il prezzo alla pompa continua a salire.

Le quotazioni del petrolio crollano, ma il prezzo dei carburanti alla pompa è sempre fermo, se non addirittura in aumento. Si riapre lo scontro tra compagnie e consumatori, eppure i motivi del fenomeno sonosemplicissimi, quanto la soluzione ai problemi che esso genere.

La questione è semplice. I prezzi sono determinati dalla domanda e dall’offerta. Se la domanda di un bene resta alta e tende costantemente ad aumentare  e la sua offerta è soggetta a percezioni di scarsità, il prezzo del bene aumenta. E’ proprio quello che succede ai carburanti:  la domanda è in continua crescita e l’offerta è fortemente soggetta a percezioni di scarsità, spesso fraudolentemente studiate a tavolino e indotte.

Gli effetti al rialzo sul prezzo finale del prodotto di voci quali costi di produzione, di trasporto e di trasformazione,  sono la giustificazione che le compagnie mettono sul tavolo quando si abbassano vistosamente i prezzi della materia prima, rispondendo alla necessità di garantire a loro stessi margini di ricavo sempre più alti.

Queste sono, in poche e semplici parole, le cause che spiegano il motivo per cui il prezzo alla pompa dei carburanti non scende  in sintonia con il calo dei prezzi della materia prima. Detto ancora con parole più semplici: fino a che la domanda continuerà ad essere così alta e non vi saranno segnali netti di un’inversione di tendenza, i prezzi del carburante saranno destinati a salire.

E’ in quest’ultima affermazione che si nasconde la soluzione del problema che ha tutta l’aria di essere un vero e proprio uovo di Colombo. Affinchè diminuisca il prezzo dei carburanti alla pompa è necessario fermare la corsa al rialzo della domanda e puntare ad una netta inversione di tendenza.

Clicca sull’immagine per saperne di più sul modello della domanda e dell’offerta

Abbassando la domanda di carburanti equivale a costringere le compagnie ad abbassare il loro prezzo. Il modello della domanda e dell’offerta è semplice e impietoso. Certo, le compagnie dal canto loro potrebbero sempre abbassare il lato dell’offerta per mantenere i prezzi alti, ma sarebbe un gioco sconveniente considerando tutta una serie di fattori che vanno dagli accordi con i paesi produttori di petrolio alle scorte in magazzino.

Come si fa ad abbassare la domanda? Noi, governati, dovremmo impegnarci ad assumere comportamenti più virtuosi che vanno dall’abbassare di qualche grado il riscaldamento in inverno, all’uso dell’auto condivisa, dei mezzi pubblici e della bicicletta. Ovvio che questi sono solo alcuni degli esempi di comportamento virtuoso  che si possono fare tralasciando cose più dispendiose e impegnative quali l’impianto di pannelli fotovoltaici, o comunque di qualsiasi altra fonte di energia alternativa. Loro, i governanti, dovrebbero mettere i governati nelle condizioni di compiere questi comportamenti virtuosi in modi semplici ed accessibili.

 

Effetto Fukushima, il Giappone fermerà tutte le centrali nucleari entro il 2040

Non si torna più indietro. L’effetto Fukushima, nonostante le paure per gli ingenti costi da affrontare è irreversibile. Il Giappone fermerà tutte le centrali nucleari, che attualmente coprono 1/3 del fabbisogno energetico del paese, entro e non oltre il 2040. Dopo le  vivaci  mobilitazioni estive della popolazione giapponese, divenuta fortemente ostile al nucleare, il governo giapponese non ha avutoeffetto Fukushima giappone chiude centrali nucleari altra scelta che incamminarsi verso il duro, ma virtuoso,  percorso della denuclearizzazione. Se è vero, infatti, che sarà dato un grande stimolo alle politiche di sostegno alle rinnovabili e all’efficienza energetica, è altrettanto vero che la prima fase di transizione dovrà prevedere la sostituzione della fonte nucleare con fonti tradizionali quali gas e carbone, nonchè con un’ingente importazione di energia dai paesi esteri. Operazioni che, come abbiamo accennato all’inizio, prevedono costi altissimi. Il popolo nipponico però non ha dubbi, di rischiare un’altra Fukushima non ne vuole proprio sapere.

 

Energia eolica per fermare il Doomsday Clock

Ciminiere e torri di raffreddamento sono il simbolo della produzione energetica inefficiente e dannosa. Inquinamento e riscaldamento globale spingono pericolosamente avanti le lancette del Doomsday Clock. Problemi cui è, ancora, possibile far fronte. E’ dimostrato  che con l’uso di impianti eolici uniformemente distribuiti sul territorio globale, utilizzando le attuali tecnologie,  si riuscirebbe tranquillamente a soddisfare, superandola abbondantemente, la domanda mondiale di energia. Risultato eccezionale cui andrebbero aggiunte le interessanti conseguenze estetiche dimostrate dal divertente video.

httpv://www.youtube.com/watch?v=QJxpKHH48Lw

 

Il fabbisogno di energia mondiale potrebbe essere coperto dall’energia eolica.

Ad oggi il fabbisogno mondiale di energia è di 18 terawatt di potenza. Sfruttando i venti di superficie si potrebbero generare fino a 400 terawatt di energia, più di 20 volte tanto, ma il dato sorprendente arriva dallo sfruttamento dei venti di tutta l’atmosfera che  potrebbero generare 1800 terawatt: 100 volte l’attuale fabbisogno mondiale! In entrambi i casi è richiesta una distribuzione uniforme degli impianti sull’intero globo, il che può dar luogo a ostacoli geopolitici per la  fattibilità di un progetto. La ricerca uscita su Nature Climate Change non lascia, però, spazio ai dubbi: nonostante i limiti tcnologici e geopolitici attuali, è il vento la fonte di energia del futuro.

Petrolio e Gas, riserve mondiali disponibili…ancora.

Il Servizio Geologico degli Stati Uniti stimerebbe le reali riserve di petrolio e gas ancora esistenti sul pianeta nelle seguenti quantità:

  • 665 miliardi di barili di petrolio;
  • 40 triliardi di metri cubi di gas;
  • 16 miliardi di barili di gas liquido.

Considerando le risorse disponibili e conosciute, a questi livelli di consumo si potranno riempire serbatoi e far funzionar caldaie (volendo prendere in considerazione solo gli usi più immediati di queste materie prime) per altri 20, massimo 25 anni.

Sia il dato attendibile o meno, è il caso di pensare alle alternative. E alla svelta.

 

Energie Alternative, in Italia il fotovoltaico supera l’Eolico.

Il fotovoltaico supera l’eolico e diventa la prima fonte energetica rinnovabile d’Italia, a eccezione dell’idroelettrico. Un sorpasso storico avvenuto a febbraio 2012: 10.678 GWh del primo contro i 10.568 GWh dell’eolico. A maggio la distanza è aumentata ulteriormente: 14.490 GWh contro 11.541 GWh. I dati sono stati forniti dall’Ufficio studi di Confartigianato che sottolinea come oggi, soltanto con l’energia prodotta dal fotovoltaico, potrebbe essere soddisfatto il fabbisogno delle famiglie di tutto il Sud Italia (14.451 GWh).

(fonte Repubblica.it, clicca qui per leggere l’articolo completo)

 

SIAMO SULLA BUONA STRADA.

Il motore ad ammoniaca

A Pontedera, in provincia di Pisa, da qualche giorno circola per le strade del comune un simpatico camioncino della nettezza urbana davvero molto particolare. Non va a benzina, nè gpl, nè gasolio, nè metano. Va ad ammoniaca. Per essere precisi, va ad ammoniaca arricchita con il 5% di idrogeno.

La ricerca è stata  finanziata dal contributo degli enti locali, il Comune di Pontedera, la Provincia di Pisa e la Regione Toscana. Il progetto è stato realizzato dall’Università di Pisa in collaborazione con la Scuola superiore Sant’Anna e la Pont-Tech (Pontedera tecnologie).

Secondo Riccardo Lanzara, presidente di Pont-tech e docente universitario: «Si tratta di un motore pulito. Non emette ossido carbonio, anidride carbonica, idrocarburi incombusti, particolato o composti di zolfo. Tutte sostanze nocive per l’uomo e l’ambiente sprigionate normalmente dai motori a scoppio. Il motore ad ammoniaca diffonde solo ossido di azoto e vapore acqueo. Ma l’ossido di azoto viene abbattuto da una normale marmitta».

Isomma, un altro risultato verso un futuro meno apocalittico, almeno del punto di vista dell’inquinamento da autoveicoli.