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La nostra Apocalisse, teorie su visitatori del passato

Alcune curiose rappresentazioni di personaggi del passato identificate come antichi astronauti alieni

Alcune curiose rappresentazioni di personaggi del passato identificate come antichi astronauti alieni

I Maya erano soliti osservare le stelle per calcolare quali fossero i momenti migliori per la semina ed i raccolti, come succedeva in molte altre antiche culture, per questo avevano elaborato i calendari, perché avessero un ulteriore funzione oltre quella del calcolo dello scorrere del tempo ed erano tali che fossero di chiara lettura anche per il popolo.
Erano due, entrambi si basavano sui cicli di Venere ed è stato confermato dalla scienza odierna che erano incredibilmente precisi, anche se non del tutto perfetti.
Uno era ad uso civile “haab” mentre l’altro era per i rituali “tzolkin”, avevano una durata diversa e solo ogni 52 anni riportavano la stessa data, in tale occasione il popolo Maya compiva rituali sacrificali e sanguinari per propiziare il nuovo ciclo, anche perché ogni 52 anni erano convinti che il mondo finisse!

Con l’ultimo calendario a nostra disposizione, i Maya indicavano la fine di un’Era culminata con la venuta, più specificatamente il ritorno, della divinità Bolon-Yokte.
Nessuna fine del mondo quindi, tiriamo un sospiro di sollievo!
In realtà tale divinità, che è associata alla distruzione e alla rinascita, come tutte quelle della mitologia Maya sarebbe ridiscesa dal cielo, come già avvenuto in passato, stavolta per portarci tutti nel regno dei morti.
Ma la fine del calendario è arrivata e non è successo ancora nulla di ciò che è stato “predetto” dalle iscrizioni Maya, certo è che aspettarci la fine del mondo il 21 dicembre 2012 è stato azzardato, forse dovremmo fare un ragionamento sul lungo periodo.

Prima di inoltrarci nei particolari della teoria che sto per proporre, vorrei formulare una domanda lecita: per quale motivo tutte le culture antiche presenti sulla terra, riportano storie di divinità venute dal cielo?
Proviamo a citare alcune delle più diffuse e conosciute, i Greci.

Secondo i Greci gli dèi abitavano il monte Olimpo, sulla cima del quale, il tempio di Zeus, era descritto come un palazzo rivestito d’oro, argento e pietre preziose e scintillanti come diamanti, era una struttura “tonante” e che poteva alzarsi verso il cielo.
Zeus era il padre degli dèi e la sua arma il fulmine, rappresentata da una saetta.
Suo fratello Poseidone, il dio dei mari, viveva nelle profondità delle acque, la sua arma un tridente capace di smuovere terremoti e tsunami.
Apollo sfrecciava nei cieli con un carro di fuoco ed era maestro, architetto ed astronomo che insegnava alle popolazioni della terra le sue conoscenze.

I Romani, prima che il Cristianesimo prendesse il sopravvento, adoravano le stesse divinità ma con nomi differenti: Giove, Nettuno e, successivamente introdotto dagli stessi greci, Apollo con medesime caratteristiche ed arsenali.

I Vichinghi, antichi popoli germanici che abitavano il nord Europa, come la Svezia, la Danimarca, la Norvegia, oltre ad essere un popolo di capaci guerrieri erano molto abili nella navigazione, adoravano Odino, simbolo di guerra, morte, conoscenza la cui arma era una lancia dal colpo perfetto ed impeccabile e c’era Thor, il cui martello distrugge tutte le cose. Armi molto simili a quelle descritte dal popolo Greco, inoltre divinità tutte derivanti dal culto del Sole; il quale avevano capito essere il motivo della vita di tutte le cose sulla terra.

Il popolo Sumero parla degli Hannunaki, letteralmente popolo che discese dai cieli sulla terra, descrivendo questi idoli come provenienti dal pianeta Nibiru, capaci di spostarsi nello spazio tramite astronavi, alla ricerca d’oro per la propria sopravvivenza e che discesero sulla terra per creare una razza di uomini-schiavi in grado di estrarre dalle miniere ciò di cui avevano bisogno.
Nacque Adama, venuto dalla terra, tra l’incrocio degli Annunaki con le femmine ominidi che popolavano l’Africa Orientale.
Tra gli Annunaki ci fu una guerra per la contesa degli uomini, importanti per l’estrazione del prezioso minerale, fu data la conoscenza sessuale al popolo umano poiché potessero procreare e molti Annunaki si accoppiarono con le femmine, generando un gran numero di uomini e donne con geni extraterrestri; aumentando la popolazione a dismisura, il capo degli Annunaki contrariato, provocò un diluvio universale per distruggere la nuova razza ma un uomo saggio e giusto fu avvertito della catastrofe imminente e venne dotato di un’imbarcazione in grado di solcare le acque, per concedere a lui e alla sua famiglia di salvarsi e progredire con il genere umano.
Una storia datata 282.000 a.C. e che ritroviamo anche nella Bibbia, con Adamo, Eva e il diluvio ma anche in altre culture delle civiltà mesoamericane.

In India, nello specifico nel Mahabharata, uno dei testi sacri più importanti della religione induista, che descrive la storia dell’India sia da un punto di vista filosofico e spirituale sia culturale, si narra di città gigantesche che circondavano la terra, dalle quali uscivano carri più piccoli che trasportavano gli dèi in terra.
Anche in questi testi si parla di una sanguinosa battaglia, in cui vennero utilizzate armi dall’elevato livello tecnologico, come proiettili fiammeggianti e ruote di fuoco.
Forse quello che veniva descritto dal popolo indiano era un combattimento ti tipo extraterrestre, con in dotazione armi talmente potenti e sconosciute da identificarle in fulmini, tuoni generati da enormi martelli, palle di fuoco e simili.
Viene addirittura descritta l’esplosione di un’arma in modo così preciso, persino nelle tragiche conseguenze del suo rilascio, da far pensare si possa trattare di un ordigno di tipo nucleare.

Non possiamo dire con certezza se tutte queste leggende si basino su fatti realmente accaduti ma possiamo pensare che la radice di tutte queste cività fosse unica, possiamo provare a ragionare anche sulla possibilità che, come in tutte le storie, la caratteristica descrittiva è spesso allegorica e pertanto le similitudini possono in realtà raccontare gli stessi fatti, le stesse cose o le stesse persone.
Può essere possibile che il ritorno di Bolon-Yokte sia l’allegoria al ritorno di esseri extraterrestri nella nuova Era Maya, iniziata il giorno dopo il 21 dicembre 2012?
Forse la comprensione sta nell’imparare a porci domande fuori dall’ordinario, secondo la teoria de il Rasoio di Occam, a parità di condizioni la spiegazione più semplice è anche quella con le probabilità più alte di essere vera.

Viviate bene.

 

foto: https://acinsnewsciences.wordpress.com

fonti: https://wikipedia.org, https://harmakis.net, https://etadellapietra.org, https://planet.racine.ra.it/testi/indtesti.htm

21 dicembre 2012 ore 11.11, appuntamento con l’Apocalisse più laica e pop della storia

21 dicembre 2012 ore 11.11. L’Apocalisse Maya ha dato all’umanità un appuntamento svizzero.

Il poker d’assi che forma l’orario pare sia l’unico dato certo. Sconosciuto resta il fuso orario di riferimento. Qualcuno guarda a Greenwich, ma, intelligentemente, qualcun’altro fa notare che all’epoca i Maya non avessero proprio idea di cosa e dove fosse Greenwich. Sconosciuto resta il mezzo con cui sarà spazzato via questo vecchio pazzo mondo. Certo, le ipotesi  abbondano. Si spazia da Nibiru, il pianeta x che si aggira per il Sistema Solare, all’allineamento galattico di Sole Terra e Centro della Galassia che dovrebbe scatenare indefiniti cataclismi. C’è chi ipotizza che a sferrare il colpo di grazia saranno addirittura gli zombie e chi invece sta aspettando gli alieni. Anche la provenienza di quest’ultimi non è scontata come sembrerebbe. Se molti guarderanno in alto non mancherà, infatti, chi li aspetterà emergere dalle viscere della terra. Non vanno dimenticati poi coloro che si stanno preparando ad un’inversione dei poli terrestri, se magnetici o geografici dipende dalle convinzioni acquisite in mesi e mesi di attesa ad infarcirsi di nozioni “non ufficiali” su internet…

Non bisogna poi dimenticare tutti coloro che, indifferentemente dalla personale convinzione sul “come” si presenterà la Fine del Mndo, hanno già trovato rifugio in uno dei tanti luoghi che saranno risparmiati dalla distruzione, zone franche a prova di apocalisse come Bugarach e Cisternino.

Insomma, è un popolo varipointo quello degli apocalittici delle 11.11 del  21 dicembre 2012. Un popolo tutto teso ad aspettare l’apocalisse più laica della storia.

Apocalisse laica, poichè le rivelazioni promesse dalle sue molteplici declinazioni offrono un quadro non in linea con dettati strettamente “religiosi”, ovviamente prendendo a riferimento l’unica religione che chi sta scrivendo quest’articolo conosce relativamente bene, quella cattolica.

Credere all’Apocalisse Maya vuol dire di fatto rinnegare la fede cattolica. Le due cose non possono coesistere. L’Apocalisse Maya non c’entra assolutamente niente con l’Apocalisse bibblica e gli sforzi per trovare dei punti di intersezione sono risibili.

Papa Benedetto XVI afferma nell’Angelus del 18 novembre:

Cari fratelli e sorelle!

In questa penultima domenica dell’anno liturgico, viene proclamata, nella redazione di San Marco, una parte del discorso di Gesù sugli ultimi tempi (cfr Mc 13,24-32). Questo discorso si trova, con alcune varianti, anche in Matteo e Luca, ed è probabilmente il testo più difficile dei Vangeli. Tale difficoltà deriva sia dal contenuto sia dal linguaggio: si parla infatti di un avvenire che supera le nostre categorie, e per questo Gesù utilizza immagini e parole riprese dall’Antico Testamento, ma soprattutto inserisce un nuovo centro, che è Lui stesso, il mistero della sua persona e della sua morte e risurrezione. Anche il brano odierno si apre con alcune immagini cosmiche di genere apocalittico: «Il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli verranno sconvolte» (v. 24-25); ma questo elemento viene relativizzato da ciò che segue: «Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria» (v. 26). Il «Figlio dell’uomo» è Gesù stesso, che collega il presente  e il futuro; le antiche parole dei profeti hanno trovato finalmente un centro nella persona del Messia nazareno: è Lui il vero avvenimento che, in mezzo agli sconvolgimenti del mondo, rimane il punto fermo e stabile.

A conferma di questo sta un’altra espressione del Vangelo di oggi. Gesù afferma: «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno» (v. 31). In effetti, sappiamo che nella Bibbia la Parola di Dio è all’origine della creazione: tutte le creature, a partire dagli elementi cosmici – sole, luna, firmamento – obbediscono alla Parola di Dio, esistono in quanto «chiamati» da essa. Questa potenza creatrice della Parola divina si è concentrata in Gesù Cristo, Verbo fatto carne, e passa anche attraverso le sue parole umane, che sono il vero «firmamento» che orienta il pensiero e il cammino dell’uomo sulla terra. Per questo Gesù non descrive la fine del mondo, e quando usa immagini apocalittiche, non si comporta come un «veggente». Al contrario, Egli vuole sottrarre i suoi discepoli di ogni epoca alla curiosità per le date, le previsioni, e vuole invece dare loro una chiave di lettura profonda, essenziale, e soprattutto indicare la via giusta su cui camminare, oggi e domani, per entrare nella vita eterna. Tutto passa – ci ricorda il Signore –, ma la Parola di Dio non muta, e di fronte ad essa ciascuno di noi è responsabile del proprio comportamento. In base a questo saremo giudicati.

Cari amici, anche nei nostri tempi non mancano calamità naturali, e purtroppo nemmeno guerre e violenze. Anche oggi abbiamo bisogno di un fondamento stabile per la nostra vita e la nostra speranza, tanto più a causa del relativismo in cui siamo immersi. La Vergine Maria ci aiuti ad accogliere questo centro nella Persona di Cristo e nella sua Parola.

 

Lungi da me l’intenzione di fare “propaganda” religiosa, ho riportato per intero il testo dell’Angelus del papa onde evitare la decontestualizzazione dei passi sui quali voglio focalizzare l’attenzione.

“la Parola di Dio non muta, e di fronte ad essa ciascuno di noi è responsabile del proprio comportamento. In base a questo saremo giudicati”

E’ il “Giudizio” la differenza sostanziale tra Apocalisse Maya e Apocalisse Cattolica.

L’Apocalisse Maya aspettata per le 11.11 del 21 dicembre 2012 è vettore di una distruzione indiscriminata. Non esistono buoni da premiare e cattivi da condannare. Arriverà la fine e chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato.  Diversa è l’Apocalisse Cattolica in quanto alla fine di tutto garantisce il Giudizio. Tutti saranno giudicati, i vivi e i morti. Ognuno dovrà rendere conto delle proprie azioni.

Forse questo spiega il successo globale e trasversale della prima rispetto alla seconda. Se un reset deve esserci è di gran lunga più desiderabile che questo sia definitivo ed equalizzante, e non condizionato da ansie relative ad una sorta di antipatica pagella finale stilata da un essere supremo che sancisce la bocciatura o la promozione.

L’Apocalisse Maya risulta essere un’apocalisse laica perchè, nella sua accezione più popolare, appare slegata da qualsiasi “autorità” religiosa intenzionata a giudicare.

Ad ogni modo, sia che abbiamo a che fare con un’Apocalisse Laica, con un’Apocalisse Pop o, visto l’enorme successo che ha riscosso sopattutto in rete, con una I-Apocalypse, una cosa è certa:

L’Apocalisse Maya è stata, è, e sarà, una della bufale più apocalittiche della storia.


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21 dicembre 2012, tre giorni di buio

Se il 21 dicembre 2012 l’intero pianeta sarà avvolto da tre giorni di buio sappiate che è tutta una questione di allineamento galattico di Sole Terra e Centro della Galassia e di cintura fotonica o di tutte e due le cose messe insieme, più o meno;  oppure sarà colpa degli Illuminati che hanno fatto l’Ordine Nuovo per dominare il mondo e allora ci staccheranno la corrente per farci capire chi è che comanda;  o, forse, sarà per colpa degli alieni che vivono al centro della terra dove, secondo la nipote dell’iperatore giapponese, la principessa  Kaoru Nakamaru, “c’è una molto alta civilizzazione” che verrà a dividere i gli uomini puri dagli uomini impuri (la divisione verrà fatta in base a quello che si mangia e si beve e all’attività fisica, quindi si rassegnino golosi e sedentari) spedendo quest’ultimi chissà in quale altro pianeta e lasciando i primi a godersi la Nuova Era; o sarà perchè con la crisi galoppante e con la tredicesima fatta a brandelli dalla rata del mutuo e dell’IMU si ritroveranno tutti senza soldi per pagare le bollette e zac! Via la luce! Certo, questo non spiegherà perchè resterà al buio anche il resto del mondo, visto che l’IMU la pagate solo voi fortunatissimi italiani, ma come spiegazione del fenomeno non è proprio da scartar. Come non è da scartare Nibiru, e che facciamo? Ci dimentichiamo del pianetone? Ah già, dimenticavo che quello è arrivato ma è stato respinto di testa da Hillary Clinton.

 

 

Adesso io, Escansibus, il più grande numerologo del mondo, profeta del modello 740 e santone della seconda rata dell’IMU, posso anche dirvi che

come la profezia del 21 dicembre anche questa dei tre giorni di buio è una cazz…, emh una profezia sbagliata,

ma so, e lo so perchè so’ profeta mica pizza e fichi, che in molti leggeranno le mie profetiche parole con sfiducia e scetticismo. Ma beati coloro che  crederanno poichè essi mangeranno tranquillamente il panettone e risparmieranno i soldi per un gruppo elettrogeno diesel.

 

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Esistenza degli alieni, fuori onda del terzo tipo di Dmitri Medvedev

Il fuori onda a microfono aperto di Dmitri Medvedev, premier della Federazione Russa, alla fine della registrazione di una trasmissione televisiva, può essere accolto con sconcerto, con sorpresa, con ironia, con scetticismo, e chissà, forse addirittura con speranza.

Di certo quando i giornalisti e gli operatori in studio si sono sentiti dire dal Presidente di una delle nazioni più potenti e influenti del mondo  in persona, quindi non dal solito invasato, che gli alieni esistono e che, sono le testuali parole,  “non posso dirvi quanti di loro sono tra noi in questo momento, altrimenti si scatenerebbe il panico“, hanno accolto la notizia con quella che si può definire “perplessità”.

Il fuori onda ha già fatto il giro del mondo e,  nel caso esistessero davvero, a quest’ora ne saranno a conoscenza anche gli imboscati alieni. Chissà, proprio in questo momento saranno impegnati in una riunione segreta per decidere se rivelarsi o no al mondo intero, tanto ormai “un importante presidente del pianeta ha fatto la frittata”. E chissà, va a finire che già che ci sono decideranno proprio di rivelarsi il 21 dicembre 2012 in omaggio alla tanto attesa apocalisse maya.

Nel caso qualche assiduo frequentatore di Apocalittici.it  fosse colto dal dubbio,  non siamo nell’universo di APOCALYPSE NEWS e questo non è un racconto nato dall’immaginazione degli autori del Blog.

CLICCA SULL’IMMAGINE PER VEDERE IL VIDEO DEL FUORI ONDA DEL PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE RUSSA MEDVEDEV SULL’ESISTENZA DEGLI ALIENI

21 dicembre 2012, i potenziali pericoli della bufala

Il mese scorso due notizie hanno fatto riflettere il mondo sui rischi del pensiero apocalittico.

La prima storia arriva dal Brasile, e ha per soggetto una setta – l’”Arca” – e il suo leader, Luis Pereira dos Santos. Circa quattro anni fa “papà Luis” era stato visitato da un angelo, che gli aveva rivelato la data dell’Armageddon: venerdì 12 ottobre 2012, alle ore 16. Da allora il profeta aveva iniziato a predicare la sua visione, convincendo diverse persone a lasciare le proprie occupazioni e a togliere i propri figli dalle scuole. Nei sobborghi della città di Teresina era stata fondata l’”Arca”, un centro dove ospitare drogati, prostitute e piccoli criminali, per cercare di redimerli prima della fine del mondo.

Il 12 ottobre di quest’anno la polizia brasiliana ha fatto irruzione nell’edificio; 113 persone si erano raccolte in quel luogo per quello che avrebbe dovuto essere un suicidio di massa. L’intervento delle forze dell’ordine ha permesso di sequestrare il veleno per topi che i membri della setta si accingevano a bere, e di impedire che fossero coinvolti i 19 bambini e ragazzi presenti.

La seconda storia è più triste, e arriva dalla Repubblica Dominicana. Il 17 ottobre la polizia ha arrestato il tedesco Peter Brunck, leader spirituale dell’”Academy for future health“. L’intervento è degenerato in un conflitto a fuoco dal bilancio tragico: tre feriti tra le forze dell’ordine, e un morto tra i seguaci della setta.

La polizia ha fatto irruzione nella sede del movimento religioso, un complesso residenziale formato da venti ville e da un sistema di fortificazioni nella città turistica di Sosua, permettendo di sequestrare le armi che i membri dell’AFFH stavano ammassando: fucili M16, granate, archi da assalto professionali, giubbotti antiproiettili e veicoli blindati.

Anche in questo caso c’è di mezzo un culto apocalittico: Peter Brunk, il “maestro cosmico”, profetizzava un cambiamento catastrofico per il 21 dicembre 2012. Ci sarebbe stata un’”onda super-elettromagnetica galattica”, un’inversione dei poli terrestri, e il nostro pianeta sarebbe entrato nella “cintura fotonica” – una zona ricca di particelle di luce ad alta energia, che avrebbero letteralmente bruciato la maggior parte dell’umanità. A meno di saper controllare i propri processi fisici e mentali, ovviamente grazie alle tecniche di meditazione insegnate da Brunk. I superstiti avrebbero potuto vivere una vita nuova in una Terra nuova – possibilmente insieme agli alieni che in passato ci avevano già visitato, fondando alcune tra le nostre civiltà più antiche. Le tecniche di Brunk venivano somministrate anche per curare una miriade  di malattie diverse, comprese il cancro e la sclerosi multipla.

Non è chiaro il perché delle armi: forse per proteggere l’autonomia della setta da possibili ingerenze esterne. Grazie ai ricavi dei suoi corsi, Brunk era diventato ricco, e stando al quotidiano Spiegel godeva anche di alcuni agganci politici. Nel 2006, tuttavia, era stato vittima di un attentato, dal quale si era salvato grazie al fatto che indossava un giubbotto antiproiettile. Questo fatto potrebbe aver alimentato la sua convinzione di doversi proteggere da possibili “nemici”.

Questi episodi sono sotto indagine, e non ancora del tutto chiariti; eppure queste prime informazioni accendono una preoccupante domanda: dobbiamo forse aspettarci un aumento dei sucidi di massa, con l’avvicinarsi del 21 dicembre 2012?

Per rispondere, è utile guardare al passato: la storia recente ci ha purtroppo tramandato casi ben più gravi di culti finiti in tragedia. Nel 1993 la setta dei davidiani di David Koresh culminò con l’assedio di Waco, in cui persero la vita 76 persone; 918 seguaci del Tempio del popolo morirono nell’omicidio-suicidio del 1978 a “Jonestown“, seguendo i dettami del reverendo Jim Jones; e sono tristemente note le stragi perpetrate dal movimento religioso giapponese Aum Shinrikyo di Shoko Asahara, e i suicidi di massa di Heaven’s Gate (1997) e dell’Ordine del Tempio solare in Canada (1994).

Studiando queste tragedie, i sociologi hanno individuato alcuni tratti comuni, necessari allo sfociare della violenza: l’enfasi per un’apocalisse imminente, che appaia a tutti come inevitabile; un leader autocratico come Jim Jones, Shoko Asahara o David Koresh, che spinga a vedere le persone al di fuori della setta come un nemico da abbattere; la presenza di una pressione esterna (esercitata per ragioni politiche, teologiche, o puramente pratiche, quale ad esempio un’indagine per frode fiscale), che alimenti il senso di accerchiamento del gruppo e l’inevitabilità di un conflitto.

Cosa possiamo quindi aspettarci con l’avvicinarsi del 21 dicembre 2012? Il rischio che qualche movimento religioso apocalittico sfoci in un suicidio di massa non può essere del tutto escluso.

In diversi stati la polizia locale guarda con preoccupazione allo svilupparsi di culti come quello di Alan John Miller, un australiano convinto di essere la reincarnazione di Gesù Cristo, fondatore della comunità della “Divina verità” a Wilkesdale (stando alle sue profezie, l’unica zona dell’Australia che si salverà dai terremoti e dalle inondazioni del 21 dicembre 2012, trasformandosi un paradiso tropicale).

Il ruolo delle forze dell’ordine in questi frangenti è quanto mai delicato, perchè il rischio è proprio quello di alimentare quel “senso di accerchiamento” del gruppo necessario allo scoppio della violenza. E’ ormai appurato che probabilmente l’assedio di Waco non ci sarebbe stato, senza l’approccio inutilmente aggressivo dell’FBI.

Tuttavia la probabilità di simili situazioni sembra abbastanza bassa. Ne è convinto, ad esempio, lo studioso di religioni Egil Asprem:

E’ sempre stato chiaro che la mitologia del 2012, come ogni altra mitologia apocalittica, contiene i prerequisiti teologici per questi eventi. Comunque, dal momento che la cultura dell’occulto contemporanea in cui l’apocalitticismo del 2012 è in generale prodotto, distribuito e consumato è piuttosto amorfa, debole nel formare istituzioni stabili, e ampiamente mediata dalla cultura popolare, dai forum online, ecc…, piuttosto che costituita da gruppi reali e con forti legami sociali, la minaccia di attrarre simultaneamente gli altri fattori apparentemente richiesti per la violenza rimane relativamente bassa.

Non resta che sperare che Asprem abbia ragione.

 

Fonte: articolo pubblicato da Sofia Lincos il 06.11.2012 su queryonline.it – clicca QUI per accedere alla pagina del sito che lo contiene

 

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Gli UFO su Street View

In Texas e New Messico sul servizio Street View di Google Maps sono stati fotografati due UFO identici. Bisogna ammettere che le immagini hanno qualcosa di spettacolare. Purtroppo, per chi si sta già entusiasmando per la prova definitiva dell’esistenza degli extra terrestri, nella carrellata di immagini che ritraggono l’oggetto volante non identificato è compresa anche quella che ne ritrae uno a livello stradale (foto 14). E ha tutta l’aria di essere un bagliore proveniente dalle lenti della fotocamera.

Le foto dei “rapiti dagli alieni”.

apocalittici. rapiti dagli alieniE’ interessante quest’iniziativa del fotografo newyorkese Steven Hirsch che ha dedicato un servizio fotografico alle persone che dichiarano di aver avuto incontri del settimo tipo. Le persone fotografate dichiarano di aver avuto esperienze fra le più disparate con venusiani, rettiliani ed altri extraterrestri di varia forma e natura. Steven Hirsch ha intuito che per “capirli” forse non serve “ascoltarli”, ma bisogna “guardarli”.

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