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Tsunami di bolle di sapone in Cina

Un muro di bolle di sapone lungo un fiume scatena il panico nella provincia di Guangdong in Cina.

Le bolle sembra siano state create da una qualche sostanza chimica finita nelle acque a causa delle forti piogge e in seguito trascinata in una cascata che ne ha esasperato e agevolato la formazione.

 

In seguito all’alluvione di bolle di sapone, i funzionari hanno dichiarato che la massa di schiuma è innocua se non forse per “uno o due pesci morti”, ma allo stesso modo ha scatenato il panico tra gli abitanti del luogo ed è saltata agli onori della cronaca per le bizzarre foto che mostrano un vero tsunami di schiuma bianca.

 

Apocalisse in Giappone. Il dossier su Fukushima di Repubblica.it

11 marzo 2011, mentre per il resto del mondo era un giorno come tanti, a Fukushima si scatenava l’Apocalisse. Terremoto, Tsunami e catastrofe nucleare sommarono le loro potenze distruttrici per mettere in ginocchio l’Impero del Sole. Non ci sono riusciti, ma hanno profondamente cambiato la percezione della realtà e la politica sul nucleare non solo di un popolo che la storia troppe volte ha messo a dura prova, ma del mondo intero.

“Apocalisse in Giappone” è il  dossier  di Repubblica.it che racconta e analizza quegli apocalittici eventi.

Forte terremoto in Costarica, le coste del Pacifico tremano ancora.

Magnitudo 7.6, questo è il grado raggiunto dalla violentissima scossa di terremoto che ha colpito alle 16.42, ora italiana, il Costarica. E stavolta, contrariamente a quanto accaduto nei giorni scorsi ad El Salvador e nelle Filippine, il terremoto ha ucciso servendosi di una della sua arma più subdola: la paura. La vittima, infatti, è stata colta da infarto. Scene di panico si sono registrate a San Josè. Rientrato l’allarme tsunami. Fortunatamente, seppur di forza maggiore, gli effetti distruttivi e il prezzo in termini di vite è stato notevolmente inferiore rispetto al terremoto  di magnitudo 6.1 che nel 2009 costò la vita di 40 costaricani.

Il 21.12.2012 ci sarà la Fine del Mondo. Ma a che ora?

Le vacanze sono finite. Aria ciclonica scende dall’Europa settentrionale battezzata con chissà quale nome. Nonostante fatico a capire questa nuova moda meteorologica sono costretto ad ammettere che in questo momento mi sto chiedendo se questa ondata di aria fresca si chiama Penelope o chissà come. Comunque, dopo le canicole che hanno reso insopportabile il pur minimo avvicinamento al pc, l’aria fresca concilia l’intenzione di rimettere mano a quello che ormai considero il mio blog. Apro Apocalittici e noto senza sorpresa che il  caro amministratore mi ha anticipato con palate di “21 dicembre 2012“. Ok, va bene, è chiaro! Il 21 dicembre 2012 per il nostro blog è la data cruciale. Non potrebbe essere altrimenti. Ma anche quel giorno dovrò fare i conti con la mia pigrizia e, sinceramente, non mi ci vedo incollato al pc ad aspettare che succeda o non succeda quello che molti aspettano, temono, ignorano o sperano. Quindi la domanda mi è salita al cervello con passo felpato: A CHE ORA?

A che ora del 21 dicembre 2012 si scatenerà l’Apocalisse? A che ora angeli e demoni hanno messo la sveglia per recarsi sul posto di lavoro nel giorno più importante per le loro aziende? A che ora gli alieni hanno previsto lo sbarco sicuri che il solito sciopero delle compagnie di dischi volanti non faccia saltare ogni programma? A che ora Nibiru impatterà il nostro pianeta?

Queste ed altre domande hanno continuato ad affluire disordinate negli interstizi della mia corteccia cerebrale soffocando quella originale che di tutte quelle che l’hanno seguita ha continuato a costituire il comun denominatore: A CHE ORA?

Ho fatto quello che farebbe chiunque in questi casi: ho smanettato sui più blasonati motori di ricerca e fra migliaia di risultati ne ho scelto uno. A colpirmi più che il risultato è stato il nome del sito che lo ha fornito. Un blog per l’esattezza. Pasquale Caterisano Blog.

Adesso che il nostro Pasquale Caterisano sia a conoscenza di quello che, per definizione bibblica, nessuno conosce ha fatto affiorare un’altra urgentissima domanda: chi è Pasquale Caterisano? La mia curiosità è stata “fortunatamente” soddisfatta dalle informazioni biografiche presenti nel suo blog. Preso atto delle referenze e soddisfatto dall’indubbio rigore scientifico con cui ha affrontato l’argomento (con tanto di citazione dell’autorevole fonte www.memphis75.com)  ho deciso di attingere a piene e fiduciose mani alla sua conoscenza. Adesso io, come Pasquale, conosco L’ORA DELL’APOCALISSE.

Colui che “dice la sua spesso e volentieri…” ha pubblicato che “il 21 dicembre 2012 alle ore 11:11, ora universale (momento che viene indicato come Punto Zero), il nostro Sole e il nostro pianeta saranno in allineamento perfetto con il centro galattico“.

IL 21 DICEMBRE 2012 ALLE ORE 11.11 ORA UNIVERSALE  (ora di Greenwich)!

Dalle ore 11.12 del 21 dicembre 2012 sarà la Fine del Mondo:

  • raggi gamma provenienti dal centro della galassia;
  •  riprogrammazione del DNA;
  • severe condizioni  climatiche;
  •  terremoti, maremoti, uragani ed attività vulcanica;
  • lampi solari di potenza senza precedenti;
  • inattese piogge di meteore;
  • spostamento geografico dei poli;
  • il Sole sorgerà dall’altro lato;
  • ….

Tutto questo non deve farci trascurare un’altra data fondamentale riportata nell’articolo: il 13 dicembre 2012, quando è prevista la comparsa della nuova luna generata dai raggi di elettroni cosmici provenienti dal centro della galassia.

Mettendo da parte ipocrite modestie, sono perfettamente a conoscenza di essere considerato il più grande numerologo di tutti i tempi, e come tale ringrazio Pasquale Caterisano per avermi fornito queste cazz…emh, quelli che posso definire dati fondamentali grazie ai quali potrò affinare i miei studi sull’apocalittico momento i cui risultati non tarderò a pubblicare.

httpv://www.youtube.com/watch?v=_eyFiClAzq8

 

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Trema tutto il Pacifico, dopo El Salvador forte scossa nelle Filippine

Trema tutto il Pacifico. A pochi giorni dalla scossa di El Salvador che aveva fatto scattare l’allarme tsunami nei paesi che affacciano alla costa occidentale dell’America Centrale, un’altra violentissima   scossa di terremoto di magnitudo 7,6 gradi della scala Richter è stata registrata alle 14,47 (ora italiana) nelle Filippine. L’epicentro è stato localizzato a 34,9 km di profondità sotto l’oceano Pacifico a nord-est dell’isola di Mindanao. L’elevata magnitudo del sisma, nonostante la profondità dell’epicentro, ha reso necessario un allarme tsunami per tutto il Pacifico orientale, dal Giappone a Papua Nuova Guinea.  In particolare l’Agenzia meteorologica giapponese ha lanciato l’allerta tsunami per onde alte fino a mezzo metro lungo tutta la costa orientale del Giappone ad eccezione del’isola di Hokkaido, la più settentrionale.

Violenta scossa di Terremoto a largo di El Salvador

Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 7.4 è stata registrata alle 22:37 di ieri (le 6:37 di oggi in Italia) al largo delle coste di El Salvador.

Secondo i rilievi del Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs) il sisma ha avuto ipocentro a 50,6 km di profondità ed epicentro 125 km a sud di Usulutan, quarta città del Paese.

Il Centro d’allerta tsunami del Pacifico (Ptwc) ha lanciato una allarme per El Salvador, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, Guatemala, Panama e Messico, annunciando che si è formato uno tsunami dalle possibilità “distruttive”.

Il Centro prevedeva che onde anomale potessero colpire nell’ordine il Costa Rica, in particolare le località di Capo San Elena, Puerto Quepos e Capo Matapalo, poi il Nicaragua (Corinto, Puerto Sandino e San Juan Dl Sur), El Salvador (Acajutla), Honduras (Amapala), Guatemale (Sipicate), infine Panama (Punta Burica, Punta Mala Balboa) e Messico (Puerto Madero).
Poco dopo, lo stesso centro ha annunciato che lo tsunami formatosi nell’Oceano Pacifico poteva avere effetti “distruttivi”, mettendo in allarme “la linea costiera della regione”, assieme a tutta l’America centrale e il Messico. “Le autorità della regione dovrebbero prendere misure appropriate in risposta a questa possibilità”, ha avvertito il centro.

Ma l’allarme per lo tsunami è rientrato due ore dopo: un’onda anomala ha colpito le coste di El Salvador, senza però avere carattere distruttivo come avevano ipotizzato gli esperti del centro d’allerta tsunami. L’allarme è stato così revocato.

Poco dopo la prima, una nuova scossa di magnitudo 5.4 è stata registrata dall’Istituto geofisico americano al largo delle coste di El Salvador: l’ipocentro, a 57 km di profondità, è stato localizzato poco lontano da quello del precedente sisma di magnitudo 7.4 che ha fatto scattare l’allerta Tsunami.

( fonte Repubblica.it)

Marsili, allarmismo diffuso sul vulcano sommerso del Tirreno.

E’ appena cessato l’allarme per l’apocalisse prevista in occasione dell’allineamento Sole Venere Terra e il fronte catastrofista sposta le sue attenzioni verso Marsili,  il vulcano sottomarino del Tirreno.

Marsili è una seamount alta 3000 metri e estesa per 2100 km quadrati che giace al largo dello Stromboli.

Da tempo, soprattutto in rete, imperversa un allarmismo diffuso sulle minacce di questo vulcano. Secondo molti esperti, e sedicenti esperti, Marsili attivandosi potrebbe generare un potente maremoto che devasterebbe le coste tirreniche.

httpv://www.youtube.com/watch?v=b_taZaTDOtU&feature=relmfu

Il video, postato su youtube il 25 aprile 2010,  riporta un servizio del TG1 (“autorevole” tg nazionale) di Marco Bariletti dove vengono  mostrati Studiosi del CNR che, a bordo della nave Uraina, sono intenti a piazzare sofisticati sismografi necessari a “fare una radiografia per vedere quello che c’è nel fondo del Tirreno”. Sono parole di Nevio Zitellini, docente esterno della facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali all’università di Bologna, che continua: “Marsili è il più grande vulcano d’Europa. Non lo consciamo a sufficienza. Noi abbiamo, adesso, delle mappe dettagliate di come è fatto, sappiamo esattamente dove sono i sentieri eruttivi, sappiamo dove è il “campionato”, sono stati fatti dei campionamenti, però non sappiamo bene la sua attività. Quindi sarebbe bene studiarlo, visto che è proprio in mezzo al nostro territorio, sapere cosa sta facendo e cercare di capire se può essere o meno pericoloso

Parole chiare che il giornalista sembra interpretare con una certa enfasi e una nota  di allarmismo. “Quello che c’è in fondo al Tirreno può far paura” commenta nel servizio Marco Bariletti, che continua: “Se l’eruzione del vulcano irlandese è riuscito a bloccare l’Europa per giorni e giorni, si cerca di prevedere quali possano essere i rischi del Marsili, le possibilità di un suo risveglio, l’eventualità di uno tzunami provocato da un collasso delle sue pareti rocciose

Probabilmente i toni del giornalista sono giustificati dal fatto che il servizio andò in onda  all’indomani dell’ eruzione del vulcano islandese Eyjafjöll . Il 15 aprile 2010 il vulcano con  le ceneri espulse durante l’ eruzione diede luogo ad uno spettacolo apocalittico che si protasse per giorni mandando  in tilt il traffico aereo europeo. E’  lecito immaginare, inoltre,  che avesse ancora nella memoria il ricordo del 30 dicembre 2002 quando lo Stromboli, nel pieno dell’attività iniziata il 20 ottobre di quell’anno, perse un costone che scivolando in mare provocò un piccolo tsunami che investì le coste provocando danni e qualche ferito.

Il servizio, al di là dei toni la cui interpretazione resta soggettiva, riporta i fatti  nel migliore dei modi, ossia riportando tanto di firma dell’autore e  basandosi su fonti autorevole puntualmente citate.

Circolano in rete, e non solo,  molti altri video  e informazioni sull’argomento (qui in seguito ne sono riportati  due a titolo di esempio) derivati da fonti tutt’altro che autorevoli o addirittura inesistenti. Tutto materiale che va ad impinguare la folta schiera di previsioni e congetture che, spessissimo, sfociano in allarmi ingiustificati (ne sa qualcosa chi ha seguito le vicende legate all’allineamento Sole Venere Marte).

httpv://www.youtube.com/watch?v=CtjZhmL8Ucg&feature=related

httpv://www.youtube.com/watch?v=HMnI0VQPQeM

L‘allarmismo sul vulcano Marsili si è intensificato notevolmente nell’ultimo periodo, soprattutto a causa di quanto è accaduto e, purtroppo, sta ancora accadendo  nell’area padana.

Al riguardo dalla nostra lunga premessa emerge un dato che non sembra azzardato definire oggettivo e  lo riassume nel miglior modo  Giuseppe d’Anna, sismologo dell’Osservatorio nazionale di geofisica di Gibilmanna (Palermo), in un articolo apparso su repubblica.it.

Teoricamente tutti i seamount potrebbero generare problemi di origine geologica, ma non solo quelli. Basta ricordare cosa è successo a Stromboli nel 2002 per il cedimento della porzione sommersa della Sciara del Fuoco. La previsione di un terremoto implica il comunicare con esattezza località, data, ora e magnitudo della scossa attesa, cosa che per il momento non è possibile fare. Il monitoraggio dei fenomeni sismici ci ha permesso di redigere mappe di massima intensità attesa, informazioni indispensabili ai progettisti per risanare vecchi edifici e progettarne di nuovi“.

Il discorso si riassume in un concetto semplice e in uno slogan.

Il concetto:  la scienza, pur essendo ancora lontana dalla previsione esatta dei tempi e dei luoghi in cui un terremoto si scatenerà, possiede allo stato attuale tutti i mezzi per limitarne notevolmente i danni.

Lo slogan: PREVENIRE, NON PREVEDERE.

Attenersi scrupolosamente alle regole basilari di costruzione antisismica, mettere in sicurezza le vecchie costruzioni e le nuove che non rispondono ai requisiti antisismici, utilizzare materiali e tecniche all’avanguardia e innovative per rendere le costruzioni compatibili con il territorio italiano altamente sismico. Sono solo alcune delle cose da fare per rendere i terremoti e, in generale, i dissesti idrogeologici meno apocalittici nel nostro “belpaese”.