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Alluvioni

Inondazione della Grotta di Lourdes, il diavolo ci ha messo lo zampino?

Don Michele Barone è il famoso sacerdote amico dei Vip da anni attivo a Medjugorje dove ha condotto pecorelle smarrite quali Claudia Kohl e Sara Tommasi. In un’intervista apparsa su Affaritaliani ha così commentato il recente allagamento della grotta di Lourdes:

Quest’allagamento verificatosi a Lourdes è un segno molto profondo, secondo me. Per il  semplice fatto che è capitato a distanza da un mese dall’incendio, avvenuto improvvisamente a Medjugorie nella notte tra il 1° e il 2 settembre, quando ha preso fuoco la collina delle apparizioni. Queste fiamme si sono protratte per 4-5 giorni, fin quasi a lambire il punto in cui è apparsa la Madonna. Mentre bruciava la collina, bruciava anche il monte Kirzvak, la montagna vicina le colline sulla quale c’è la croce messa dai croati nel 1933 come ringraziamento e che i fedeli scalano come in una sorta di Via Crucis. Hanno preso insomma fuoco i due luoghi che vengono percorsi dai fedeli che davvero vanno in pellegrinaggio a Medjugorje

A Lourdes non si è mai verificato, invece, un allagamento come quello che è accaduto nei giorni scorsi: questo perché il fiume Gave – che viene dai Pirenei, vicini a Lourdes – in passato ha avuto delle piene, ma mai è straripato in maniera così violenta. La Grotta delle apparizioni è stata sommersa da due metri d’acqua, basta guardare le foto o i video su internet. Fatto sta, che ha spazzato proprio tutto quello che si trovava nei pressi della grotta: se guardiamo la planimetria di Lourdes, vediamo un luogo enorme, immenso. Ma quando si è allagata la Grotta, dove c’è il cancello principale che dà accesso alla spianata di Lourdes, non è inondato. E la Grotta è il luogo più alto rispetto all’acqua: si sarebbe dovuta allagare la spianata e non la grotta!

E’ questa la parte più interessante dell’intervista  la cui versione integrale è disponibile cliccando QUI.

In pratica Don Michele Barone sostiene che l’allagamento della grotta ha del soprannaturale in quanto questa risulta situata in un punto più alto rispetto alla “spianata” il che,  secondo il sacerdote, costituisce la prova inconfutabile della natura demoniaca dell’inondazione.

Sarebbe interessante conoscere il parere di esperti al riguardo. La domanda è semplice:

L’allagamento della grotta di Lourdes nelle modalità in cui è avvenuto è un evento fisicamente e scientificamente spiegabile o no?

La domanda è indirizzata al CICAP, seguito sempre con rinnovato interesse dal nostro Blog, e a tutti coloro che hanno titoli e competenze necessarie a fornire una risposta chiara ed esauriente.

 

Aggiornamento Uragano Sandy

Dopo aver colpito la Giamaica, Cuba e le Bahamas, lasciando una scia di 59 morti, l’Uragano Sandy ha abbandonato i Caraibi, e dopo aver percorso la costa est degli Stati Uniti, ha puntato verso nord ovest toccando la terra ferma tra Atlantic City e New York City. Attualmente l’estensione dei suoi venti copre quasi tutta l’area della costa atlantica degli Stati Uniti con un diametro di 1600 km. Sulla catena dei monti Appalachi si sono scatenate le prime nevicate, mentre in mare le onde arrivano a 37  piedi (11 metri). A New York la borsa di Wall Street rimarrà chiusa anche oggi per cause di forza maggiore, cosa che non accadeva dall’11 settembre 2001. Le strade del quartiere finanziario sono sott’acqua, così come alcune gallerie stradali e metropolitane di Manhattan. Nel Queens diverse case sono andate a fuoco e la costa di Long Island è allagata. Il conteggio dei decessi sale di altre 16 vittime, di cui una a Toronto. Obama e Romney hanno interrotto le loro rispettive campagne elettorali. Nelle ultime ore Sandy si è unita ad un area di bassa pressione all’interno del paese che ne ha rallentato i venti e la velocità trasformandola in Ciclone post-Tropicale.

DI SEGUITO L’AGGIORNAMENTO DEI BOLLETTINI DEL HYDROMETEOROLOGICAL PREDICTION CENTER:

30/10/2012

05:00 a.m. Il Ciclone Post-Tropicale Sandy si muove verso ovest lungo il sud della Pennsylvania. Si trova a 24 km da York e a 145 km a ovest di Philadelphia. L’attuale velocità è di 24 km/h, mentre i venti viaggiano a 105 km/h.

29/10/2012

11:00 p.m. Sandy si indebolisce ma continua ad essere uragano mentre si trova a 15 km da Philadelphia, Pensylvania. Si muove verso nord-ovest alla velocità di 30 km/h, con venti sostenuti di 120 km/h.

05:00 p.m. Sandy si trova nel sud del New Jersey e Delaware, a 65 km a sud di Atlantic City. Sta per raggiungere la terra ferma ad una velocità di 44 km/h adesso in direzione ovest-nord-ovest. I venti viaggiano a 150 km/h.

02:00 p.m. Sandy si muove al sud del New Jersey, raggiungerà la terra ferma nelle prime ore della serata. La velocità sta aumentando rapidamente e adesso è di 44 km/h in direzione nord-ovest, mentre i venti soffiano a 150 km/h. L’uragano è localizzato a 180 km a sud-est di Atlantic City e a 285 km sud-sud-est di New York City.

11:00 a.m. Sandy si dirige verso la Virginia ad una velocità di 30 km/h e venti a 150 km/h.

08:00 a.m. Sandy accelera puntando a nord-nord-ovest alla velocità di 32 km/h, con venti di 140 km/h.

05:00 a.m. L’Uragano Sandy intensifica la sua forza con venti costieri e neve lungo la catena delle Appalachian Mountains. Direzione nord alla velocità di 24 km/h con venti di 140 km/h.

02:00 a.m. Sandy si rivolge nuovamente verso nord, ad una velocità di 22 km/h, con venti sostenuti di 120 km/h.

28/10/2012

08:00 p.m. Sandy attesa a Long Island e New York Harbor. Ci sono forti venti sulla costa e ve sulle Appalachian Mountains. Velocità in aumento a 24 km/h verso nord-est. Venti di 120 km/h.

02:00 p.m. Pesanti nevicate sono attese sulle Appalachian Mountains. Sandy si muove verso nord-est alla velocità di 22 km/h, con venti di 120 km/h.

08:00 a.m. Sandy continua a minacciare la costa atlantica degli Stati Uniti e si avvicina a Long Island e New York. I venti potrebbero diventare più sostenuti all’avvicinarsi alla terra ferma. Si muove a 17 km/h, con venti di 120 km/h.

27/10/2012

11:00 p.m. Sandy continua il suo movimento lungo la costa est degli Stati Uniti. Si attende l’arrivo dell’uragano al sud del New England. Si muove verso nord-est ad una velocità in aumento di 22 km/h, con venti di 120 km/h.

02:00 p.m. Sandy estende i suoi forti venti dal nord delle Bahamas alle coste nord della Carolina, si sposta verso nord-est alla velocità di 18 km/h, con venti di 120 km/h.

11:00 a.m. Sandy si trova lungo la costa del Nord Carolina, si muove verso nord-nord-est alla velocità di 15 km/h, con venti di 120 km/h.

05:00 a.m. Sandy riduce la sua forza ma continua ed essere un uragano di grandi dimensioni che impatterà sulla costa americana per tutta la settimana. la velocità è di 17 km/h, con venti di 110 km/h.

26/10/2012

11:00 p.m. Sandy ha definitivamente lasciato le Bahamas. Si muove verso nord ad una velocità di 11 km/h con venti di 120 km/h.

02:00 p.m. Sandy continua ad indebolirsi mentre prosegue verso nord ad una velocità di 11 km/h con venti di 120 km/h. Si trova a 695 km dal sud della Carolina.

11:00 a.m. Sandy si muove lentamente lungo la costa della Florida, ad una velocità sempre più ridotta di 9 km/h verso nord, con venti massimi di 130 km/h.

05:00 a.m. Sandy sta passando vicino a Great Abaco Island in direzione  nord-ovest a 20 km/h con venti in calo a 130 km/h. Il calo della velocità ha fatto si che il raggio della tempesta si sia allargato ulteriormente.

02:00 a.m. Sandy si trova nel nord-ovest delle Bahamas e continua nella direzione prevista nord-nord-ovest alla velocità di 20 km/h con venti sostenuti di 140 km/h in ulteriore diminuzione.

25/10/2012

11:00 p.m. Sandy si trova nell’area nord-est delle Bahamas e si muove verso nord-nord-ovest alla velocità di 20 km/h, con venti di 150 km/h.

5:00 p.m. Sandy vicino a Cat Island nel centro delle Bahamas, si muove alla velocità di 32 km/h con venti sostenuti di 165 km/h.

11:00 a.m. Sandy approda alle Bahamas e segue in direzione nord alla velocità di 26 km/h, con venti massimi di 165 kn/h. L’uragano si trova ora a 110 km da Long Island.

08:00 a.m. Sandy si sta muovendo tra la costa nord-est di Cuba e le Bahamas, alla velocità 30 km/h, venti massimi di 165 km/h.

05:00 a.m. L’Uragano Sandy si prepara a lasciare l’isola di Cuba dalla parte nord-est alla velocità di 30 km/h, venti massimi di 165 km/h.

02:00 a.m.  Sandy si trova sopra Cuba nella parte sud-est dell’isola. Si muove alla velocità di 24 km/h verso nord-nord-est, con venti di 175 km/h.

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Terremoto di magnitudo 6,2 vicino a Fukushima


L’US Geological Survey riporta che martedì mattina, ora locale, un terremoto di magnitudo 6,2 ha colpito la costa est del Giappone. Originatosi ad una profondità di 9,7 km ha avuto come epicentro un punto a 96 km dalla costa di Miyako, prefettura di Iwate, nella regione a nord-est del paese che l’11 Marzo del 2011 fu colpita dal devastante terremoto e tsunami. Non sono stati registrati danni o approssimarsi di onde anomale. Rispetto a Tokyo, capitale del paese, il terremoto è avvenuto a 550 km di distanza.

Né la Japan Meteorological Agency né il Tsunami Warning Center hanno ritenuto necessario emettere avvisi o allarmi tsunami. Il Geofisico Gerard Fryer, del Pacific Tsunami Warning Center, ha detto che il terremoto era troppo piccolo per generare qualsiasi tipo di tsunami, ma che i residenti del nord-est del Giappone lo avrebbero sicuramente sentito.

Il terremoto probabilmente ha dato alcune reminiscenze spaventose agli abitanti della regione di Tohoku che sono sopravvissuti al disastro dello scorso anno: lo tsunami, che si portò via decine di migliaia di vite umane e rase al suolo intere città costiere, fu causato da un terremoto di magnitudo 9,0 nella prefettura di Fukushima giusto un anno e mezzo fa, portando alla peggiore crisi nucleare del mondo degli ultimi 25 anni.

Tsunami di bolle di sapone in Cina

Un muro di bolle di sapone lungo un fiume scatena il panico nella provincia di Guangdong in Cina.

Le bolle sembra siano state create da una qualche sostanza chimica finita nelle acque a causa delle forti piogge e in seguito trascinata in una cascata che ne ha esasperato e agevolato la formazione.

 

In seguito all’alluvione di bolle di sapone, i funzionari hanno dichiarato che la massa di schiuma è innocua se non forse per “uno o due pesci morti”, ma allo stesso modo ha scatenato il panico tra gli abitanti del luogo ed è saltata agli onori della cronaca per le bizzarre foto che mostrano un vero tsunami di schiuma bianca.

 

Birra e Coca-Cola resistono all’Apocalisse Nucleare

Operation Teapot,  questo è il nome di una serie di test nucleari (40 esplosioni) condotte tra il febbraio e il maggio del 1955 in una cosiddetta “zona di esclusione” desertica nello stato del Nevada (USA). Da questi test, effettuati per rilevare gli effetti di una pioggia radioattiva sugli esseri umani inseriti in contesti di normale quotidianità, è venuto fuori un risultato sorprendente: «Le bibite analcoliche in commercio e la birra in bottiglia o in lattina sono scampate alla potente onda d’urto persino ad una distanza di soli 390 metri dal centro dell’esplosione». In altre parole i sopravissuti all’inferno nucleare possono tranquillamente dissetarsi con birra e bibite analcoliche.

Immaginiamo gli effetti della notizia sugli “acquisti” dei preppers, gli Apocalittici che si stanno preparando ad affrontare quella che ritengono essere l’imminente Fine del Mondo con lo scopo di sopravvivere. Sugli scaffali dei bunker, che prolificano soprattutto in vista del 21 dicembre 2012, probabilmente lo spazio riservato a birra e bibite in lattine aumenterà considerevolmente.

A questo punto io, Escansibus, il più grande numerologo del mondo e profeta part-time profetizzo: ” Stiano attenti coloro che scamperanno all’Apocalisse poichè dovranno fare i conti con nemici ben più temibili: cirrosi epatica e diabete alimentare“.

Il pensiero di Escansibus è rivolto anche  alla svolta boliviana che in nome di una nuova “Cultura della Vita” ha deciso di mettere al bando la Coca-Cola dal 21 dicembre 2012. A meno che non hanno intenzione di fare test atomici sul Willkaparu e sul  Mocochinchi, fossi in loro… Ma non posso interferire!

Dissesto idrogeologico, il nubifragio delle Eolie apre la stagione dei disastri.

Il nubifragio che ha colpito le Eolie, alla cui popolazione esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà, apre di fatto la stagione dei disastri che le piogge autunnali e invernali provocheranno sul territorio italiano,  tutto soggetto ai rischi derivanti dal dissesto idrogeologico.

(ISPRA, mappa nazionale rischio idrogeologico).

effetti apocalittici dissesto idrogeologicoC’è poco da incolpare fenomeni quali il riscaldamento globale e i relativi sconvolgimenti climatici quando un acquazzone può provocare danni e disagi per nulla proporzionati all’entità del fenomeno. Se una pioggia torrenziale si abbatte sulle Eolie e le mette in ginocchio sicuramente molto è dovuto all’eccezionalità dell’evento, ma interrogativi sull’attuale situazione idrogeologica del territorio sono necessari.

Il dissesto idrogeologico è una piaga diffusa su tutto il territorio nazionale dove la carenza d’informazioni sulla più appropriata utilizzazione dei suoli, l’abbandono delle vecchie sistemazioni idraulico-agrarie e idraulico-forestali, l’eccessiva antropizzazione del territorio, l’uso di tecniche agronomiche inadeguate, l’aggravante fenomeno degl’incendi boschivi, hanno portato ad una notevole intensificazione dei processi erosivi. Spesso, troppo spesso, le istituzioni delegate alla cura e alla protezione del territorio diventano impotenti spettatrici delle apocalittiche conseguenze di queste negligenze. E’ arrivato il momento di voltare pagina…

 

PREVENIRE NON PREVEDERE

L’innalzamento dei mari minaccia New York

Un articolo di Science, pubblicato lo scorso maggio,  rivedeva al ribasso le stime di innalzamento dei mari entro fine secolo: nonostante lo scioglimento dei ghiacci polari il livello medio non sarebbe salito oltre gli 80 centimetri rispetto a quello attuale. Una buona notizia, non per New York. Le acque che bagnano l’isola di Manhattan, Brooklyn, Queens, il Bronx, nell’ultimo secolo si sono alzate di 3 centimetri ogni 10 anni  e  la loro velocità d’innalzamento continua ad aumentare. A questo ritmo entro il 2050 il loro livello si sarà innalzato di 60 cm e un normalissimo temporale basterà a provocare allagamenti in grado di paralizzare la città. Andranno peggio le cose nel 2080, quando il livello dell’oceano sarà salito di 120 centimetri e  oltre un terzo della metropoli sarà soggetta a inondazioni costanti.

Clicca  sull’immagine  per sapene di più

 

 

Gli Apocalittici – la serie TV

Gli Apocalittici su national geographic

Serie TV – Gli apocalittici – National Geographic

 

Il giorno 24 Settembre alle ore 20.55 iniziera sul canale del National Geographic la serie televisiva dedicata agli apocalittici. Verranno raccolte testimonianze di persone che si preparano all’avvento dell’apocalisse cercando di sfuggire, aggirare, prepararsi ad ogni tipo di evento. Consigliamo vivamente di seguirla e di tenere come riferimento il nostro blog per le vostre testimonianze utilizzando la nostra Pagina dedicata alle comunicazioni per National Geographic.

Di seguito la trama della serie TV:

L’espressione “apocalisse” o “fine del mondo” nell’immaginario popolare è associata all’idea di un evento talmente catastrofico da comportare la conclusione definitiva della civiltà umana per come la conosciamo. Tuttavia ci sono persone fermamente intenzionate a vendere cara la pelle, e che giorno dopo giorno si stanno preparando con ogni mezzo per resistere a un’eventuale catastrofe di proporzioni escatologiche.

Benvenuti nel mondo degli Apocalittici, gente peraltro comune che ha deciso di organizzarsi per sopravvivere a ogni tipo di evento razionalmente prevedibile e potenzialmente disastroso per l’umanità: che si tratti di terremoto, incidente nucleare, collasso economico, crisi energetica o attentato terroristico.

Spinti da credenze e motivazioni di volta in volta razionali o bizzarre, i cosiddetti “preppers” non esitano davanti a nulla pur di attrezzarsi per fronteggiare qualunque incerto della vita. Ma tutti questi sforzi hanno una reale ragione di essere? E fino a che punto possono offrire una protezione efficace in caso le cose volgano al peggio?

Con l’aiuto dei suoi esperti National Geographic Channel ci accompagna in un appassionante viaggio di esplorazione tra le “roccaforti” degli Apocalittici che metterà a confronto rischi e benefici delle varie strategie adottate.

 

Queste le programmazioni:
Lunedì 24 settembre ore 15.44 – Presentazione
Lunedì 24 settembre ore 20.55 – Armati per la fine del mondo
Lunedì 24 settembre ore 21.55 – I profeti dell’apocalisse
Martedì 25 settembre ore 00.50 – Armati per la fine del mondo

6 giugno 2012, Venere passa davanti al sole e rende l’alba apocalittica.

Il 6 giugno 2012 non saranno pochi gli italiani che guarderanno a levante per scorgere un puntino nero davanti al disco solare.

Il transito di Venere davanti al Sole sarà visibile dall’Italia solo all’alba, nella fase finale del fenomeno,  e  vale davvero  la pena svegliarsi presto per osservarlo, dato che il prossimo, forse, lo vedranno tra 105 anni,  nel 2117.

Il “forse” è d’obbligo. Per molti, infatti, l’alba del 6 giugno 2012 sarà l’alba dell’Apocalisse.

 

 TRANSITO DI VENERE DAVANTI AL SOLE:

– Diretta in live streaming;

– Simulazione dall’Italia;


 

documentario per national geographic

Ciao a tutti,

stiamo preparando una documentario per National Geographic nel quale

vogliamo raccontare le storie di personaggi che in modi diversi si
stanno preparando a gestire varie emergenze: tipo terremoti,
esplosioni nucleari, disastri ambientali, crisi economica, legati ma
anche indipendenti dalla prevista fine del mondo del dicembre 2012.
Sarà un lavoro molto serio e vorrei sapere se ci potete dare una mano a
reperire storie di questo tipo.
Per info contattatemi su dnadocumentari@gmail.com oppure al 339 5836258
Cordiali Saluti

Claudia Palazzi

Riviste al ribasso le stime di innalzamento dei mari

Gli scenari apocalittici di un mondo sommerso dalle acque in un prossimo futuro in seguito allo scioglimento dei ghiacciai sonpo messi fortemente in discussione da uno studio pubblicato su Science secondo cui entro fine secolo l’innalzamento dei mari non supererà gli 80 centimetri.

(clicca qui per saperne di più)