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21 dicembre 2012, Maya, Apocalisse e Fine del Mondo: tutte le profezie di Escansibus

Gli apocalittici eventi previsti per il 21 dicembre 2012 sono alle porte, il conto alla rovescia verso la data più apocalittica di tutti i tempi è agli sgoccioli. Più la sabbia nella parte superiore della clessidra diminuisce, più aumentano le ansie e le paure. Cosa accadrà veramente il 21 dicembre 2012? Sarà davvero la Fine del Mondo? Si abbatterà sul genere umano l’apocalisse con terribili catastrofi, o non succederà assolutamente nulla? Queste sono solo alcune delle domande che affiorano sempre più spesso anche nei pensieri dei più scettici. Noi abbiamo l’onore di avere ad Apocalittici.it chi ha saputo, sa e saprà rispondere a tutte le vostre domande sul 21 dicembre 2012: Escansibus, il più grande numerologo del mondo, profeta ecosostenibile e santone a impatto zero.  Troverete tutte le risposte che cercate e tutte le certezze che bramate in questa antologia che racchiude tutte le sue più importanti profezie…

 

 

APOCALYPSE NEWS

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La Russia contro gli asteroidi dello Spazio

La Russia potrebbe iniziare a costruire un razzo spaziale in grado di distruggere gli asteroidi che minacciano la Terra, ha dichiarato venerdì il presidente di S.P. Korolev Rocket and Space Corporation Energia.

Asteroide

“Ci sono tre grandi asteroidi, incluso Apophis, la cui orbita incrocia quella della Terra e che potrebbero colpire il pianeta nei prossimi decenni”, ha detto Vitaly Lopota al giornale di stato Rossyskaya Gazeta.

Lopota ha dichiarato che per modificare l’orbita di un piccolo pianeta della grandezza di Apophis, o per distruggerlo, sarebbe necessario un’esplosione termonucleare di un razzo di 70 tonnellate.

Apophis è stato scoperto nel 2004, e passerà pericolosamente vicino alla Terra, a circa 30.000 km (meno di un decimo della distanza della Luna dal nostro pianeta).

Gli esperti hanno calcolato che l’impatto di una collisione tra Apophis e la Terra sarebbe pari ad un’esplosione di 1.700 megatoni.

Lopota ha detto che gli attuali razzi russi con motore RD-171 potrebbero essere ridisegnati per costruire un razzo capace di distruggere un asteroide. Energia è in grado di produrre tale razzo entro tre e cinque anni, ha affermato.

Attualmente i motori RD-171 costruiti da NPO Energomash sono usati sui missili Zenit-3SL impiegati nel progetto Sea Launch del congiunto Russia, Ucraina, Norvegia, USA.

“Noi li chiamiamo Zar Engines”, ha aggiunto Lopota, facendo riferimento agli artefatti russi, il Cannone dello Zar e la Campana dello Zar, che furono i più grandi dei loro tempi.

FONTE: Xinhuanet News Agency

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Gli anticipi di Serie A che si giocheranno il 21 dicembre 2012, in piena Apocalisse

L’Apocalisse Maya non ferma il campionato di calcio e venerdì 21 dicembre 2012  saranno giocati due anticipi di Serie A.

 

 

Ecco i match che saranno disputati in piena apocalisse nella giornata più apocalittica di tutti i tempi.

  • ore 18.00 Pescara-Catania
  • ore 20.45 Cagliari-Juventus

 

13 dicembre 2012, allineamento Sole Terra Centro della Galassia

Il 13 dicembre 2012 la Terra si troverà il perfetto allineamento con il Sole e il Centro della Galassia. Le ipotesi più catastrofiste afermano che il nostro pianeta non riuscirà a resistere alla somma dell’attrazione gravitazionale del Sole  e del Centro della Galassia, costituito da un enorme Buco Nero. In pratica queste due forze si contenderanno la Terra e gli esiti saranno disastrosi. Qualcuno arriva addirittura ad affermare che il pianeta si squarcerà in due. Altri, più cauti, insistono sul fatto che Sole e Centro della Galassia se la giocheranno a Tressette.

 

Ed è su quest’assurda affermazione che intervengo io, Escansibus, il più grande numerologo degli ultimi cinque minuti, il profeta apocalittico molto apo e poco calittico, il santone cui nessuna banca concederà mai un mutuo.

E’ mia premura tranquillizzare tutti coloro che mi seguono. Durante il loro allineamento con la Terra, Sole e Centro della Galassia non si giocheranno il nostro pianeta a Tressette! E che queste parole risuonino vigorose ai quattro venti affinchè possano essere udite negli angoli più remoti di questo povero mondo.

La mia certezza si basa su un fatto semplice quanto oggettivo. Non bisogna essere un santone laureato per sapere che il Centro della Galassia non sa giocare al Tressette! Sa giocare solo a Scopa e ad Asso Pigliatutto. E’ chiaro che con uno così il Sole, inguaribile biscazziere di professione, nemmeno ci si spreca.

I miei poteri fuori dal comune mi fanno sparare cazz… emh, mi fanno notare che rimane la questione delle forze di gravità che squarceranno il pianeta.

La situazione, in effetti, resta delicata, e alla sua comprensione dedicherò i miei prossimi studi.

 

Profezie mai avverate. Lista aggiornata.

In un mio precedente articolo avevo riportato la lista di alcune delle più famose  profezie mai avverate secondo un video pubblicato dalla nota rivista Focus.

Questa è la lista aggiornata:

 

L’arca di Elio Bianco;

–  L’anno 1000;

– Il buco nero del CERN;

 – Le profezie di Nostradamus;

 – L’apocalisse secondo i Testimoni di Geova;

Allineamento Sole Venere Terra del 6 giugno 2012

Posizionamento tra la Terra e il Sole di Nibiru del 27 settembre 2012

 Apocalisse Maya 21 dicembre 2012

11 dicembre 2013 ore 14.15 (11.12.13 h: 14.15)

22 febbraio 2014, Apocalisse Vichinga

Apocalisse Maya, una realtà per i concessionari di automobili.

Arriva la le Legge di stabilità per l’anno 2013 e l’aumento dell’Iva (che salirà di un punto dal luglio 2013: quella al 10 va all’11% e quella al 21 al 22%) fa infuriare i concessionari di auto italiani.

I 5 miliardi di minori imposte dovute al taglio Irpef vengono di fatto annullati dall’incremento dell’Iva. Siamo allibiti“, commenta a caldo Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l’associazione che rappresenta i concessionari di auto, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus di tutti i marchi commercializzati in Italia. “La nostra è un’economia basata sui consumi e la politica fiscale del Governo Monti ha colpito e colpisce i consumi, producendo la moria di centinaia di migliaia di imprese, negozi, alberghi, artigiani, e chi più ne ha più ne metta. Basta vedere come hanno demolito i beni di lusso e la nautica. Anche criminalizzando chi possiede un certo tipo di beni, a prescindere se frutto di proventi leciti e meritati. Tutto questo produce disoccupati a ciclo continuo. L’Iva su un telefonino incide pochi euro, su un autoveicolo pesa in media 220 euro per ogni punto. Con questa coltellata alle spalle un cliente pagherà quindi l’auto 440 euro in più rispetto all’era pre-Monti. E infatti il mercato auto ha perso il 40% circa dal 2007 a oggi. E le nostre aziende stanno morendo con 220.000 posti di lavoro a rischio. Quest’anno si venderanno meno di 1.000.000 di auto ai privati. Un dato che per la filiera dell’automotive italiana fa impallidire la profezia dei Maya“.

Federauto ritiene che il taglio dell’Irpef, collegato all’aumento dell’Iva, sia solo fumo negli occhi per i cittadini, che però non si fanno più abbindolare. E’ chiaro che il Paese cadrà ancora più in recessione.

Noi non siamo contro il professor Monti – Conclude Pavan Bernacchi – ma contro la sua politica. Possibile che non si renda conto di come sta distruggendo l’economia reale? Quando chiude un’azienda o delocalizza, non è che girando un interruttore riapre. Ci vogliono anni e devono essere ricreate le giuste condizioni. A questo si aggiunga la beffa del provvedimento che partirà a gennaio 2013 sull’auto elettrica, promosso dall’onorevole Ghiglia e altri, che tutta la filiera non vuole. Proponiamo ancora di bloccarlo e destinare quei milioni di euro ai terremotati o ad abbassare le accise sui carburanti. Sono soldi pubblici buttati e noi che ne beneficeremmo non li vogliamo. Quando troveremo interlocutori che sono disposti a ragionare senza preconcetti per ridisegnare la mobilità del futuro?“.

 

Fonte: Repubblica Motori (Repubblica.it)

Crisi dei missili di Cuba, 50 anni fa il Mondo si affacciò alla soglia dell’Apocalisse

Alle 19.00 del 22 ottobre 1962, ora di Washington D.C., i programmi delle principali stazioni televisive americane si interruppero per mandare in onda un annuncio speciale da parte del trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy. In circa diciassette minuti, di fronte al crescente stupore dei suoi concittadini, Kennedy rivelò che gli Stati Uniti avevano scoperto che l’Unione Sovietica stava installando segretamente nell’isola di Cuba basi missilistiche in grado di lanciare missili con testate nucleari sul territorio americano. Un mondo ancora stordito dall’onda lunga delle bombe di Hiroshima e Nagasaki si trovò di fronte alla concreta possibilità di un conflitto nucleare tra le due Superpotenze che dalla fine della guerra si erano rese protagoniste di un’estenuante competizione per l’egemonia mondiale.

httpv://www.youtube.com/watch?v=P7YkJxQT_0Y

Il 14 ottobre 1962, con il  volo sull’isola di Cuba effettuato dall’aereo-spia U-2 pilotato dal maggiore Richard Heyser, si apre “ufficialmente” la Crisi di Cuba. Le foto scattate ad alta quota dal velivolo furono immediatamente inviate al National Photographic Interpretation Center, dove furono messe a confronto con i dati raccolti e forniti dalla CIA nei mesi precedenti. Da questo raffronto fu possibile stabile nel giro di poche ore che gli impianti fotografati dall’U-2 erano ranpe di lancio per missili a raggio medio e intermedio in via di allestimento.

Il fatto rimase segreto fino all’annuncio televisivo di Kennedy e da quel momento in poi il mondo dovette assistere ad un’escalation della tensione i cui esiti non escludevano gli scenari più apocalittici. USA e URSS poggiavano i gomiti sull’isola di Cuba per sfidarsi in un braccio di ferro di portata mondiale. Se gli USA non potevano sopportare la minaccia di missili a testata nucleare sovietici a Cuba, per i sovietici erano inaccettabili gli arsenali di missili Jupiter dislocati il Turchia e in Italia. Se gli USA trovavano intollerabile l’officina socialista cubana a un passo da casa loro, per i sovietici lo era altrettanto la vetrina capitalista di Berlino Ovest.

Nikita Krusciev e J.F. Kennedy giocarono la più pericolosa partita a scacchi mai giocata sul mondo. Una partita a scacchi anomala poichè lo scopo non era vincere o perdere, ma la salvezza dell’intera scacchiera con tutti i pezzi sopra. Lo spettro di una guerra nucleare aleggiò su un mondo inconsapevole fino agli ultimi sei drammatici giorni. Il 28 ottobre 1962, dopo giorni di intensa e frenetica attività militare e diplomatica fu, quasi miracolosamente, la diplomazia a mostrarsi risolutiva. Quel giorno le navi sovietiche dirette verso Cuba, decise a sfidare la “quarantena” americana, invertirono la loro rotta. USA e URSS trovarono un accordo in base al quale la prima si impegnava  a smantellare i missili Jupiter in Turchia e a non interferire nella politica interna cubana per rovesciarne il regime, e la seconda si impegnò a rinunciare all’installazione di missili a Cuba e a smantellare le rampe esistenti.

In quell’ottobre di mezzo secolo fa il mondo si  è trovato ad un passo dall’Apocalisse, così vicino da poterla guardare negli occhi. Miliardi erano le vittime stimate solo per l’inizio di un conflitto impossibile da immaginare. Eppure, tutto questo orrore e la possibilità di vederlo concretizzato non è bastato. A cinquanta anni da quei drammatici giorni gli arsenali nucleari nel mondo sono aumentati e la potenza distruttiva degli ordigni stipati è cresciuta esponenzialmente.

 

IL DISARMO NUCLEARE DISARMA L’APOCALISSE

 

Fonti:

  • “I missili di ottobre” di Leopoldo Nuti, edizioni LED;
  • “Storia delle relazioni internazionali” di Ennio Di Nolfo, edizioni Laterza.

 

 

Angrogna come Bugarach, ma è una beffa.

Se vi dicessero che 20 mila tedeschi stanno per trasferirsi, tutti in una volta, in un piccolo borgo

Veduta di Angrogna

della Val Pellice e se voi lì abitaste, come reagireste? Se lo è chiesto ed è andato a verificare con mano Jacopo Morini, Iena già componente dei Bugs e dal 23 ottobre in onda su La3 (canale 143 di Sky) con il suo nuovo programma «2012 prima di morire», accanto a Frank Matano: «Offriremo un supporto ironico nel cammino verso la fine del mondo».

Parrucca in testa e improbabile accento tedesco, il nostro si è presentato ad Angrogna, una manciata di case arrampicate sui monti e abitate da 885 anime (secondo Wikipedia), perché questo paesino, o meglio una sua frazione, Pradeltorno, è stato indicato come uno dei due luoghi destinati a essere risparmiati dalla distruzione del mondo, che arriverà il 21 dicembre prossimo, almeno secondo la profezia Maya. E figuriamoci se un mattacchione come Morini poteva farsi sfuggire l’opportunità di tirare uno scherzo non a una sola vittima, ma a un’intera comunità. «Navigando su Internet sono incappato in questa storia – racconta -, Pradeltorno e Bugarach, sui Pirenei francesi, verranno risparmiati dall’Apocalisse. Ho letto che in quel piccolo villaggio hanno inziato a trasferirsi pseudosantoni provenienti da tutto il mondo e che diversi stranieri hanno cominciato a comprare terreni per trasferircisi. Risultato: i prezzi sono aumentati e i locali, prevalentemente allevatori e pastori, hanno iniziato a protestare. In Val Pellice però nulla di questo è successo».

Lo Jacopo in versione tedesca ha iniziato, a luglio, ad andare più volte ad Angrogna per intervistare sindaco a abitanti sulla loro disponibilità a ospitare i «cercatori di salvezza». Quindi ha confezionato un falso telegiornale e domenica è tornato in paese per farlo vedere alle povere vittime: vi veniva annunciato l’imminente arrivo di 20 mila tedeschi, con file chilometriche di automezzi al Gottardo. «A quel punto il sindaco ha iniziato seriamente a preoccuparsi – ci anticipa Morini -. Mi diceva: «Ma qui possiamo ospitare forse un centinaio di persone, non di più. Dovrò chiedere soccorso all’intera Val Pellice». Io, intanto andavo in giro per il paese a chiedere un tetto e un letto per i tedeschi. Pur essendo molto ospitali, sono una bella comunità valdese, non è che fossero proprio entusiasti – ridacchia -. Dopo alcune ore ho svelato che era uno scherzo. Hanno tirato un bel sospiro di sollievo». Insomma, i pradeltornesi possono tornare ad essere risparmiati dalla fine del mondo in santa pace.

 

Fonte: articolo firmato da Roberto Pavanello pubblicato su La Sampa – clicca QUI per accedere al sito e usufruire di tutti gli approfondimenti a disposizione

“Fidel Castro è morto”, rimbalza la voce su internet.

Fidel Castro è morto“. La voce è partita dal noto giornalista cubano Alberto Muller che l’ha diffusa tramite il suo blog e su Twitter. Anche il quotidiano venezuelano “El Nacional” parla di “morte cerebrale” per il Líder Máximo. Fidel Castro, indifferentemente da che parte lo si guardi, rappresenta una figura fondamentale  della storia e degli equilibri geopolitici degli ultimi 50 anni. La crisi dei missili  nell’ottobre del 1962 portò il mondo ad affaciarsi concretamente alla soglia dell’Apocalisse. E, all’epoca non erano solo chiacchiere.

 

LE CONDIZIONI-Tutti chiedono, nessuno ha la certezza. La comunità cubana in esilio a Miami non si sorprende. «Ogni giorno si parla di questa ipotesi». Ma Muller che vive a Miami sembra convinto: «Da mesi la sindrome da demenza senile di Castro si è aggravata fino al punto che il leader rivoluzionario cubano non riesce neanche a sedersi a cenare con i suoi figli». E ancora: «Non riesce più a camminare».

A CUBA– Le notizie circolano all’estero. Ma a Cuba? Risponde la blogger Yoani Sanchez: «Non ho nessuna certezza, circolano solo voci…». Voci che lo vorrebbero, appunto, morto. È da mesi che Castro non parla in pubblico e, soprattutto «non si è congratulato con Hugo Chavez per il trionfo alle elezioni e che la sua presenza è sparita dalla stampa cubana». E una grave malattia intestinale lo ha costretto, nel luglio 2006, a delegare i poteri al fratello Raul, che formalmente ha assunto la presidenza di Cuba nel 2008.

fonte Corriere.it.

Il mondo è in pericolo.

La Fine del Mondo è alle porte. Questo gli apocalittici lo sanno e molti tra loro si stanno preparando da tempo all’appuntamento imminente. L’umanità percepisce il pericolo, lo sente. Povera creatura che è l’Uomo, circondato, schiacciato dal mistero. Misteriose sono le sue origini. E altrettanto misteriosa è la sua “fine”. Strana creatura che è l’Uomo. Vittima di se stesso e del suo ingegno che lo glorifica e lo condanna. Misera creatura che è l’Uomo, dominatore assoluto di un pianeta, eppure tanto fragile da poter essere sterminato da cataclismi titanici o da esseri viventi microscopici.

Religione, letteratura e cinematografia hanno condizionato irrimediabilmente la paura ancestrale della Fine del Mondo facendo guardare dalla parte sbagliata. Uomini e Donne di questo Tempo, diffidate di tutto ciò in cui vi hanno fatto credere! Non dall’alto dei cieli o dai profondi abissi, non da meteore o da virus, ma da un laboratorio viene il pericolo per il mondo intero. Un piccolo, insignificante laboratorio di un sobborgo di una città di cui non posso rivelare il nome, dove due esseri repellenti ogni notte tramano la nostra condanna. E di tutto questo io, Escansibus, ho prove inconfutabili…

 

…che qui non esito a mostrarvi.

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=lvYifWZLvu8

 

SIETE CONVINTI ADESSO?

Le minacce apocalittiche della Cyber War

“Dal phishing per rubare le carte di credito alle minacce apocalittiche di disastri nucleari. Una società basata sull’informatica corre rischi. Chi si difende e chi attacca”. 

SIAMO IN CYBERGUERRA

clicca sull’immagine per accedere all’inchiesta di Repubblica.it

 

LE CINQUE REGOLE PER NAVIGARE SICURI

Vespa Velutina, dall’oriente pericolo mortale per le Api

Quando si pensa alla Fine del Mondo o all’Apocalisse l’immaginazione visualizza immediatamente scene titaniche di catastrofi planetarie, guerre atomiche, pandemie falcidianti,  invasioni aliene, castighi divini…, e chi più ne ha più ne metta. Risulta difficile  immaginare che la questione “Fine del Mondo” potrebbe risolversi in un modo decisamente meno spettacolare, lento e quasi invisibile, ma tremendamente efficace.

Fu Albert Einstein ad affermare che:  “se l’ape scomparisse dalla terra all’umanità resterebbero quattro anni di vita; niente più api, niente più impollinazione, niente piante, niente alberi, niente esseri umani”.

Questo minuscolo insetto, famoso per la sua laboriosità e  per la sua evoluta organizzazione sociale, indispensabile all’intero ecosistema senza la quale è condannato  a fine certa, corre un pericolo mortale.

Le api, già decimate dall’esposizione agli antiparassitaridovranno fare i conti con la vespa velutina (vespa velutina nigrithorax), detta anche calabrone asiatico, che tra gli insetti di cui si nutre annovera anche loro.

Il temibile insetto, molto aggressivo nei confronti dell’uomo, è  originario del sud-est asiatico (Cina, India, Indocina e Giava).

Scoperta in Francia nel 2004 e da poche settimane in Spagna,  la vespa velutina è  attesa anche in Italia dove, al momento, non è ancora arrivata. Gli studiosi pensano sia solo questione di tempo. Piero Genovesi dell’ISPRA ha già denunciato la mancanza di un adeguato sistema di allerta per far fronte all’imminente pericolo.

 

Per gli indios Awa-Guajà l’apocalisse è un fatto quotidiano

SURVIVAL INTERNATIONAL , l’associazione che aiuta i popoli indigeni a proteggere le loro vite, l’ha dichiarata la tribù più minacciata del mondo. Gli indios Awa-Guajà vivono nella foresta dell’Amazzonia brasiliana, ma la loro esistenza è in pericolo, osteggiata dall’avanzare della modernità in quei luoghi ancora incontaminati in cui vivono. Sembra una storia di altri tempi. E come tale pare abbia già una fine scritta. Ma sono in tanti, da anni, a battersi affinché la vita degli Awa possa continuare senza che sia snaturata o occidentalizzata.

Popolo nomade di cacciatori e raccoglitori. Il nostro modo di vivere gli è estraneo. “Piccola Stella Awa, quando vide una città per la prima volta, pensò che le persone vivessero in cima agli edifici, come le scimmie che dormono sulle cime degli alberi. Non riusciva a capire come mai qualcuno vivesse in strada, senza nessuno che si preoccupasse di offrirgli cibo e riparo” si legge sul sito di Survival International. Un’esistenza altra. Non peggiore. Gli Awa niente sanno di metropoli e traffico cittadino. Sono cacciatori e raccoglitori nomadi, sempre in movimento. Ma non vagano senza scopo; il loro nomadismo è un preciso stile di vita, che alimenta un legame fondamentale con le loro terre. Non possono concepire di spostarsi, di lasciare il luogo dei loro antenati. “Stanno arrivando degli stranieri, ed è come se la nostra foresta venisse divorata”, commenta Takia Awá. E gli stranieri per questo popolo siamo noi. “Le comunità Awa-Guajà sono circa 300, 50 delle quali ancora non hanno avuto contatti con la civiltà moderna. Vivono nudi e hanno culti incredibili come quello del Viaggio al Cielo (oho iwa-beh) in cui uomini adornati con penne d’uccelli si chiudono in una astronave, una piccola costruzione, e battendo rumorosamente i piedi decollano verso entità spirituali e antenati morti”. Modi diversi di concepire il cerchio della vita.

L’invasione della ferrovia.
Ma la loro vita somiglia da sempre a una lunga battaglia per la sopravvivenza: dalla ong raccontano che negli anni ’80 fu costruita una ferrovia lunga 900 km. Attraversava parte delle terre degli Awa, che le autorità decisero di contattare e sedentarizzare. Presto si scatenò l’inferno sotto forma di malaria e influenza: quattro anni dopo, delle 91 persone di una delle comunità contattate, ne erano rimaste vive solo 25. “Oggi, la ferrovia porta nella terra della tribù stranieri avidi di terra, di lavoro e di animali selvatici, facile preda dei cacciatori di frodo. L’anno prima era morto a 62 anni in un incidente stradale padre Carlo Ubbiali, nato a Brignano (Bergamo), che dal 1975 ha lottato duramente per ottenere una riserva per le tribù del nord-est del Maranhao, difendendole prima dai soprusi della dittatura militare e poi dalla ferrovia dell’impresa mineraria brasiliana del ferro Vale. Ora la Vale ha ottenuto di duplicare la lunga linea ferrata che conduce dal porto di Sao Luis do Maranhao alle miniere di Carajas, il giacimento di ferro più ricco al mondo, che attraversa le terre Awa. L’ampliamento aumenterà il rumore e il numero dei treni, spaventando e mettendo in fuga la selvaggina di cui la tribù si alimenta”.

I taglialegna e gli allevatori: una nuova minaccia. A minacciare il villaggio anche i taglialegna che fanno affari d’oro nella foresta nonostante il territorio sia protetto legalmente: gli Awa infatti hanno ricevuto dal governo di Brasilia nel 2002 una area di riserva demarcata tutta per loro, nella terra indigena dell’Alto Turiacu e del Caru. Questo però non basta a fermare l’avanzata degli spregiudicati taglialegna e degli allevatori che bruciano le loro aree. “Della volte degli alberi si levano pennacchi di fumo nero che oscurano il sole. La foresta scoppietta e arde senza fiamma: sembra arrivare la fine del mondo” dicono dall’associazione.

Accerchiati e cacciati indietro dai disboscatori illegali e dagli allevatori, minacciati di morte, in un habitat sempre più ristretto e a rischio distruzione dove non possono più andare a caccia, gli indios Awa-Guajà sono ridotti alla fame. Così hanno indirizzato un messaggio disperato al ministro della giustizia brasiliano: “I bambini piangono e hanno fame”, dice uno degli Awa, Piarimaa, che significa “Piccolo Pesce” nella lingua locale. “Dove potremmo andare a cacciare? Qui ci sono i taglialegna. Non possiamo girare per la foresta da soli: potrebbero ucciderci. Ci sono camion, motoseghe e auto fuoristrada ovunque. Non possiamo più andare a caccia. Restiamo tutti a casa. Siamo tristi perché non possiamo più stare nella nostra foresta”. “Io non vado nelle loro città a rubare”, conclude Piarimaa, “ma perché i taglialegna stanno distruggendo la nostra terra? Speriamo che il governo brasiliano mandi d’urgenza delle persone a sfrattare questi invasori”. Una richiesta d’aiuto che per ora è rimasta inascoltata: “La caccia ha un ruolo centrale in ogni comunità Awa”, ha commentato Stephen Corry, direttore generale di Survival International. “E’ quello che fanno, è il loro modo di sopravvivere. Il Brasile sa di dover mettere gli Awa in cima alle proprie priorità prima che sia troppo tardi. E’ il momento di azioni concrete. Ma è sconfortante constatare che, al momento, le uniche azioni concrete visibili sono quelle degli invasori illegali”, ha aggiunto Corry.

 

Fonte: Repubblica.it – Clicca QUI per accedere alla paggina del sito e fruire di tutti gli approfondimenti a disposizione.

In Spagna disoccupazione al 24,6%

Il tasso di disoccupazione in Spagna sale ulteriormente in settembre a causa dell’accelerazione dei licenziamenti nel settore dei servizi al termine della stagione estiva.

I dati del Ministero del Lavoro hanno mostrato che il tasso di disoccupazione è salito dell’1,7% con 4,7 milioni di cittadini senza impiego.

La cifra era salita anche ad agosto sempre a causa della flessione di fine stagione.

“C’è un certo rallentamento del tasso di crescita della disoccupazione, ma il dato negativo è che il lavoro continua a scomparire” ha detto Estefania Ponte, responsabile dell’economia al Trading Housa Cortal Consors.

Ha detto che questi dati suggeriscono che il tasso di disoccupazione in Spagna, già il più alto dell’Unione Europea, potrebbe toccare il 25% nel terzo quarto.

I dati mensili sulla disoccupazione indicano il numero di spagnoli registrati come senza lavoro, mentre il tasso di disoccupazione, che ha toccato il livello record di 24,6% nel secondo quarto, è una misurazione ufficiale ed è considerato un indicatore più affidabile del mercato del lavoro.

I dati mostrano che la maggior parte dei posti di lavoro persi sono nel settore dei servizi, che comprende hotel e ristoranti che sono i più colpiti dal commercio turistico.

FONTE: Reuters

La miseria della Zona Euro non è mai stata così alta

Mentre il Misery Index dell’Iran raggiunge livelli eccezionali e quello degli USA ha toccato il massimo lo scorso ottobre, la miseria in Europa continua a salire a causa dei problemi politici ed economici. Come nota SocGen la miseria nel Regno Unito è tornata a livelli alti ed il Misery Index della Zona Euro non è mai stato così alto. Questi indici chiaramente riflettono il deterioramento economico dei maggiori dieci paesi con particolari e poco sorprendenti deboli performance da parte di Grecia e Spagna che guidano la salita dell’indice europeo. Viste le previsioni di recessione attese per il prossimo anno per alcuni paesi, le prospettive di questo indicatore sono tuttavia peggiori.

Euro-Zona: Misery Index record. La situazione nell’Euro-Zona è peggiorata durante l’estate: il tasso di disoccupazione ha raggiunto il record di 11,4% in agosto, mentre l’inflazione annua sale dal 2,4% al 2,6% portando il Misery Index al suo record (14%). Con una prospettiva di disoccupazione particolarmente nera l’indicatore non pare poter cambiare direzione facilmente.

L’US Misery Index: sotto osservazione. La discesa da 8,3% a 8,1% del tasso di disoccupazione di agosto non è stata sufficiente per compensare l’aumento dell’inflazione (dal 1,4% al 1,7%). Come risultato l’US Misery Index è cresciuto lievemente. Sebbene la disoccupazione americana sia molto meno preoccupante di quella europea, rimane comunque un fattore di rischio per quanto concerne le prospettive del Misery Index.

Il Misery Index del Regno Unito punta al nord. Pur essendo in possesso dei soli dati di luglio, si può prevedere, in attesa dei prossimi, che la disoccupazione e l’inflazione deterioreranno l’indice come previsto nel grafico.

 

Spagna e Grecia: Misery Indices convergenti. L’indice di miseria della Spagna ha superato quello della Grecia nel secondo quadrimestre e ora è circa il doppio di quello della zona Euro (25,93% contro 13,7%). Con tassi di disoccupazione del 24% in entrambi i paesi è chiaro da dove derivino le loro performance. L’inflazione annua dei due paesi è più soddisfacente con un 1,3% contro un 2,4% della zona Euro (dati di giugno), ma sfortunatamente i continui piani di austerità influiranno negativamente sulla domanda interna e quindi sulla disoccupazione portando il Misery Index a livelli più elevati.

Terremoto di magnitudo 6,2 vicino a Fukushima


L’US Geological Survey riporta che martedì mattina, ora locale, un terremoto di magnitudo 6,2 ha colpito la costa est del Giappone. Originatosi ad una profondità di 9,7 km ha avuto come epicentro un punto a 96 km dalla costa di Miyako, prefettura di Iwate, nella regione a nord-est del paese che l’11 Marzo del 2011 fu colpita dal devastante terremoto e tsunami. Non sono stati registrati danni o approssimarsi di onde anomale. Rispetto a Tokyo, capitale del paese, il terremoto è avvenuto a 550 km di distanza.

Né la Japan Meteorological Agency né il Tsunami Warning Center hanno ritenuto necessario emettere avvisi o allarmi tsunami. Il Geofisico Gerard Fryer, del Pacific Tsunami Warning Center, ha detto che il terremoto era troppo piccolo per generare qualsiasi tipo di tsunami, ma che i residenti del nord-est del Giappone lo avrebbero sicuramente sentito.

Il terremoto probabilmente ha dato alcune reminiscenze spaventose agli abitanti della regione di Tohoku che sono sopravvissuti al disastro dello scorso anno: lo tsunami, che si portò via decine di migliaia di vite umane e rase al suolo intere città costiere, fu causato da un terremoto di magnitudo 9,0 nella prefettura di Fukushima giusto un anno e mezzo fa, portando alla peggiore crisi nucleare del mondo degli ultimi 25 anni.

Gli Apocalittici – Primo Episodio

Il primo episodio de “Gli Apocalittici“, la serie che segue le storie delle persone che si preparano alla Fine del Mondo. In onda su  National Geographic Channel (403 Sky) ogni lunedì alle 20.55.

CLICCA SULL’IMMAGINE PER VEDERE IL PRIMO EPISODIO DELLA SERIE

Terremoto di magnitudo 7,1 in Colombia

Un terremoto di magnitudo 7,1 si è verificato domenica nel sud della Colombia.

Il terremoto ha colpito alle 11:31 di domenica a 62 km a sud dalla città di Popayán ed è stato percepito a Bogotá, la capitale, così come in 10 delle 32 regioni della Colombia.

 

La USGS afferma che l’epicentro è stato registrato ad una profondità di 162,1 Km.

Il terremoto è il più potente dopo quello di magnitudo 7,4 che ha colpito la Colombia nel 2004 secondo il Colombia’s Geological Service.

Il capo della sicurezza Edith Cabeza del dipartimento di Cauca di cui Popayán è il capoluogo, ha dichiarato che la “Città Bianca” e i suoi 270.000 abitanti non hanno subito danni.

Popayán è reduce da un terremoto che nel marzo 1983 aveva fortemente danneggiato la città uccidendo 250 abitanti.

Foto e fonte articolo a questo link

Tsunami di bolle di sapone in Cina

Un muro di bolle di sapone lungo un fiume scatena il panico nella provincia di Guangdong in Cina.

Le bolle sembra siano state create da una qualche sostanza chimica finita nelle acque a causa delle forti piogge e in seguito trascinata in una cascata che ne ha esasperato e agevolato la formazione.

 

In seguito all’alluvione di bolle di sapone, i funzionari hanno dichiarato che la massa di schiuma è innocua se non forse per “uno o due pesci morti”, ma allo stesso modo ha scatenato il panico tra gli abitanti del luogo ed è saltata agli onori della cronaca per le bizzarre foto che mostrano un vero tsunami di schiuma bianca.

 

Marco Crotta, prepper milanese nel cast de “Gli Apocalittici”

C’è anche un milanese tra i protagonisti di Gli Apocalittici, il programma del National geographic channel in onda da ieri su Sky. Lo show racconta la vita dei prepper americani, persone convinte che un cataclisma stia per distruggere il mondo. Guerra nucleare, collasso economico, disastro naturale: loro si preparano a qualsiasi scenario. Costruiscono bunker, fanno scorta di cibo e armi. E da pochi mesi sono sbarcati anche in Italia: il milanese Marco Crotta, consulente informatico di 40 anni, ha creato il sito italiano del movimento (www.prepper.it). Insieme ad altri connazionali comparirà nell’ultima puntata dello show, in tivù a novembre.

Ma niente apocalisse imminente, profezia Maya o invasione degli Ufo. «I prepper italiani sono molto più concreti di quelli Usa – mette subito in chiaro Marco -. Noi non crediamo alla fine del mondo. Semplicemente, ci prepariamo ad affrontare ogni tipo di emergenza: dall’alluvione al terremoto, dal blackout alle tensioni sociali». I prepper made in Italy sono degli esperti di sopravvivenza: cercano di conoscere al meglio l’ambiente in cui vivono per sapere dove scappare, dove rifugiarsi, come scovare oggetti utili in caso di pericolo.

Per Marco il luogo di riferimento è Milano. Proprio qui ha girato le scene del programma televisivo, immaginando negozi chiusi, benzina finita ed elettricità fuori uso. Davanti alle telecamere ha assemblato un fornelletto con uno scolaposate e qualche pezzo di legno. Ha ricavato un caricabatterie da un pannello solare trovato nell’immondizia. Il suo segreto? «So dove recuperare quello che mi serve. Per esempio, frugo nei cestini attorno alle chiese per procurarmi la cera da usare come combustibile», spiega. In città Marco ha anche un paio di box in cui tiene scorte di cibo.

Che altro fa un prepper? «Si prepara: l’espressione viene dal verbo inglese to prepare. Io ho imparato lavori manuali e tecniche di sopravvivenza, alcune le ho apprese dai clochard quando facevo il volontario per i Guardian angels». Per esempio, come costruire un rifugio all’addiaccio: doppio strato di cartone sul fondo, fondamentale per isolarsi dal freddo. Coperte e sacchi a pelo sopra, per tenere caldo il corpo. Marco ha cominciato a riflettere sulle emergenze cinque anni fa: «Vedevo attorno a me un mondo del lavoro sempre più precario, risorse naturali sempre più scarse. Allora mi sono detto: visto che non posso fare molto per cambiare le cose, penso a come tutelarmi nel caso dovessero precipitare». Viene da chiedersi se una vita così non sia da paranoici. «No, direi più da consapevoli. Noi prepper non viviamo in attesa del peggio, ci prepariamo e basta. L’obiettivo è essere autosufficienti in situazioni non ordinarie».

Sarà. Di certo l’interesse per il movimento cresce: a fine mese Marco terrà una lezione per un gruppo di terremotati emiliani. «Dirò che la solita regola di nascondersi sotto il tavolo e di stare vicino alle pareti portanti non vale più. Oggi le case non hanno né mobili né muri massicci». Ah! «Che si aspettava? Io parlo di cose serie, non sono mica americano».

 

Fonte: articolo firmato da Alessandra Dal Monte e pubblicato sul Corriere.it. Clicca QUI per per accedere al sito e fruire di tutti gli approfondimenti a disposizione

 

 

L’OMS avverte che il nuovo virus non si trasmette facilmente

Apocalisse da virus su apocalittici

Sembra che il nuovo virus della famiglia della SARS, trovato in un paziente di un ospedale di Londra, non si trasmetta facilmente tra persone, secondo quanto afferma l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’agenzia per la salute ha dichiarato di stare lavorando con i partner internazionali per comprendere meglio il rischio che il nuovo virus presenta per la salute pubblica.

Domenica scorsa l’OMS aveva emesso un allerta globale dove affermava che un nuovo virus aveva infettato un cittadino del Qatar che recentemente si era recato in Arabia Saudita dove un altro uomo per lo stesso virus era da poco deceduto.

Entrambi i contagiati attualmente confermati hanno subito insufficienza renale, e mentre l’unico ancora in vita viene definito in uno stato critico, nessun altro caso è stato riportato prima o dopo l’allarme.

Il virus presenta alcuni sintomi della SARS, Severe Acute Respiratory Syndrome, sviluppatasi in Cina nel 2002 e che ha ucciso circa un decimo degli 8000 contagiati.

Gli scienziati del Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC) affermano che il virus potrebbe essere di derivazione animale.

L’OMS ha avvisato i paesi membri di fare attenzione a chiunque si presenti con una sindrome respiratoria e abbia viaggiato in Medio Oriente.

L’agenzia delle Nazioni Unite non ha raccomandato particolari restrizioni per i viaggiatori, ma sta lavorando in stretto contatto con le autorità saudite relativamente alle misure sanitarie per i musulmani in pellegrinaggio alla Mecca.

 
FONTE: REUTERS

Gli Apocalittici, la serie secondo Aldo Grasso

Il mondo è pieno di pazzi. Prendiamone atto, con serenità e pacatezza, possibilmente con disincanto. Un buon repertorio di casi di follia quotidiana – una strana follia mascherata di buon senso, previdenza, lungimiranza – lo offre il programma «Gli apocalittici», la serie di maggior successo mai trasmessa negli Usa da National Geographic Channel. C’è gente, influenzata non solo dalle profezie Maya, che crede che la fine del mondo sia vicina. E cosa fa? Prega? Cerca di frequentare gli ultimi giorni dell’umanità senza consolazioni e senza riguardi? Si pente pubblicamente dell’insensatezza del vivere? No, principalmente accumula cibo (NatGeo, Sky, canale 403, lunedì, ore 22.55. A novembre è prevista una puntata sulla situazione italiana).

Questi apocalittici passano tutto il giorno a costruire rifugi anti-atomici, magari utilizzando dei container, si esercitano alla sopravvivenza in situazioni limite e alla guerriglia sparando nel deserto del Texas, insomma si preparano a sopravvivere alla fine del mondo. Si chiamano «preppers», coloro che si preparano. L’aspetto più impressionate dei «preppers» è che stivano quantità impressionanti di cibo: cibo liofilizzato, cibo surgelato, cibo essiccato, cibo sterilizzato, cibo pastorizzato. Una signora sovrappeso mette via quantità industriali di emmental ricoperto da cera liquida. Vivande che si accumulano come se si dovesse sfamare un esercito; vettovaglie per il day after; vitto e alloggio per il giorno in cui il mondo si capovolgerà per inversione geomagnetica.Il programma è divertente, a metà fra «The Hunger Games» e «La nube purpurea», fra le strategie di sopravvivenza e la demenza che ci accompagna. Il mondo è pieno di pazzi, siamo in buona compagnia. Intanto, negli Usa, nel suo «The Daily Show» Jon Stewart sta combattendo la sua battaglia contro la «Democalypse», l’apocalisse della democrazia. Questa sì una battaglia che merita di essere sostenuta!

 

(Fonte: ariticolo firmato da Aldo Grasso pubblicato sul Corriere.it il 28 settembre 2012. Clicca QUI per accedere al sito e fruire di tutti gli approfondimenti a disposizione )

 

 

 

 

Tutte le tappe di Nibiru e la profezia di Escansibus.

Nibiru, il temuto Pianeta X,  svolazza invisibile e indisturbato esibendosi ed eccellendo  nelle diverse specialità:  allineamento planetario, doppio allineamento planetario, incrocio delle orbite,  interferenza con campi magnetici e, la più spettacolare e pericolosa, “barba al pianeta” (è risaputo che Nibiru ha visto 362 volte Top Gun ed è un fun galattico di Maverick che era solito fare “la barba alla torre”).

Segue il viaggio di Nibiru nel nostro Sistema Solare, tappa per tappa, disciplina per disciplina, catastrofe per catastrofe, così come è riportato in svariati siti, blog, forum, libri e quant’altro. Alla fine troverete tutta la verità su Nibiru e su cosa accadrà e non accadrà…

11 Marzo 2011 = allineamento di Elenin e Nibiru con possibilità di terremoto forte verso questa data.
20 marzo 2011 = Nibiru si avvicina a Marte e interferisce con il campo magnetico di Giove.
28 Giugno 2012 = Nibiru si allontana di Saturno. Incrocia l’orbita di Marte.
3 agosto 2012 = Nibiru incrocia l’orbita della Terra e continua ad accelerare la sua velocità verso il sole.
20 agosto 2012 = Incrocia l’orbita di Venere.
11 settembre 2012 = Al suo punto più vicino al sole, i campi magnetici delle due stelle (Nibiru e Sole)interagiscono e interferiscono. Tutti i pianeti possono subirne le conseguenze.
27 Settembre 2012 = Nibiru è direttamente tra la Terra e il sole. E’ il periodo più critico.
22 Novembre 2012 = Nibiru si allinea con la Terra e il Sole. Un altro periodo di grandi sconvolgimenti.
21 dicembre 2012 = Un’altra allineamento Terra-Giove-Nibiru, e anche Giove con Elenin.
28 dic 2012 = doppio allineamento.
28 giugno 2013 = Nibiru si avvicina a Giove con una traiettoria vicino alla collisione.
5 Agosto 2013 = Il campo magnetico di Nibiru colpisce violentemente Giove.
20 giugno 2013 = Giove dovrebbe finalmente liberarsi del campo magnetico di Nibiru.
3 Settembre 2013 = Nibiru è sulla strada del il sistema solare esterno.
7 gennaio 2018 = Elenin e Nibiru sono ora al di fuori del sistema solare.

 

Io, Escansibus, grande numerologo e profeta part-time (e anche un po’ precario visto che con questa crisi i profeti non se la passano più bene come una volta), ho deciso di rivelarvi la verità su Nibiru:

Nibiru esiste! Solo che è un pianeta che alterna timidezza ed esibizionismo. La timidezza è tutta rivolta al genere umano, e ciò è comprensibile: 6 miliardi di allenatori e tutti ipercritici. L’esibizionismo è tutto rivolto alla bella Elenin, bionda cometa tutta curve di cui è innamorato dall’adolescenza.

Nibiru, sicuro di non essere visto, quando Opportunity, Hubble e altri telescopioni, satelliti, osservatori planetari, e qualche svariato miliardo di persone, si distraggono tutti contemporaneamente (in Italia, ad esempio, questo accade quando gioca la Nazionale o Celentano è ospite a San Remo), si esibisce in tutte quelle pericolose discipline di cui sopra al solo scopo di mettersi in mostra agli occhi dell’avvenente cometina. Non ha la minima intenzione di fare alcun danno.

Non accadrà nulla poichè Nibiru non esis…emh, volevo dire… non è cattivo, è solo innamorato.

 

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Contesa tra Cina e Giappone per le isole Senkaku

 

Ultimi aggiornamenti della contesa tra Cina e Giappone per le isole Senkaku/Dyaoyu.

Jin Baisong, Chinese Accademy of International Trade, ha suggerito al governo cinese di effettuare un attacco ai bond giapponesi per mettere in ginocchio il paese finché questo non si deciderà a cambiare idea sulla nazionalizzazione delle isole Senkaku/Dyaoyu (La Cina è il maggior creditore del Giappone con 230 miliardi di dollari di bond detenuti).

Questa provocazione segue l’avvertimento del generale Xu Caihou, China’s Central Military Commission, rivolta a i militari cinesi di tenersi pronti per possibili scontri; e l’ingresso nelle acque delle isole contese da parte di sei navi di pattuglia della repubblica popolare contraria alla nazionalizzazione delle isole.

Il Segretario della Difesa americano Leon Panetta chiama alla calma i due stati e si dichiara neutrale, mentre Kurt Campbell, Assistant Secretary of State for East Asian and Pacific Affairs, ha ricordato che le isole sono incluse nel patto di difesa reciproca tra Usa e Giappone.

La Cina accusa gli Stati Uniti per le esercitazioni di questi giorni nelle isole Tinian e per gli investimenti e incoraggiamenti nei confronti della difesa del Giappone accusato infatti di voler costruire nelle isole una base per la difesa da missili balistici.

Il People’s Daily, giornale di propaganda del Partito Comunista Cinese, riporta l’ammonimento di Zhang Zhaozhong, professore militare del PLA National Defense University: “esercitazioni militari tra USA e Giappone ci sono tutti gli anni, ma questa è la prima volta che le esercitazioni si sono focalizzate sull’invasione di isole”.

Zhan Zhaozhong si era già messo in evidenza, nel novembre del 2011, per aver dichiarato che la Cina non avrebbe esitato ad allearsi con l’Iran in caso di attacco, e successivamente, all’inizio di quest’anno, per aver annunciato che avrebbe usato pescherecci caricati di esplosivo in attacchi suicida contro il nuovo cacciatorpediniere della Difesa USA per la strategia nel pacifico.

In mezzo a queste manovre politico/militari alcuni dissidenti cinesi iniziano ad affermare che la Repubblica Popolare stia dietro l’organizzazione di alcune delle proteste susseguitesi in questi giorni.

PER APPROFONDIRE:

*Le pagine qui elencate sono anche le fonti del presente articolo.