Archivio mensile:gennaio 2013

Il culto del Pesce

 

Foto ritraente alcune rappresentazioni del Dio Pesce

Foto ritraente alcune rappresentazioni del Dio Pesce

 

Nonostante il titolo ambiguo, torniamo a parlare delle teorie sugli antichi alieni; sono molte le civiltà che riportano nei loro scritti informazioni verosimilmente concordi con la teoria che, visitatori extraterrestri, siano stati il cardine su cui si fondano leggende, storie legate non solo alla cultura ma altresì alla religione, di molte popolazioni che hanno vissuto sulla terra dall’alba dei secoli, in particolare quella dei Dogon.

I Dogon si trovano in Africa nel Mali, tutta la loro cultura si basa su un contatto extraterrestre avvenuto prima del 3000 a.C., con esseri provenienti da un pianeta della costellazione di Sirio. Erano a conoscenza nel dettaglio della caratteristica binaria di questo sistema, ovvero la presenza di due soli: Sirio A e Sirio B, sapevano che quest’ultima è formata da una massa incredibilmente pesante e che ruota attorno alla prima con un’orbita ellittica della durata di 50 anni, inoltre parlano di un’ulteriore stella, Sirio C non ancora confermata. La stessa Sirio B è di massa talmente piccola rispetto la sua compagna, tale da renderla indistinguibile dalla terra se non con un telescopio, e la sua scoperta risale solo alla metà del diciannovesimo secolo. I Dogon inoltre conoscevano fin dai tempi antichi, secondo le loro tradizioni, altre caratteristiche legate all’astronomia, come il fatto che la Via Lattea sia una galassia a spirale, che Saturno è circondato da un anello, che sappiamo non essere visibile ad occhio nudo, e che diversi pianeti del sistema solare avessero dei satelliti, ma sono considerazioni non del tutto dettagliate ed incomplete… sebbene si possa rimanere comunque stupiti dalla notevole conoscenza che avevano sull’argomento.

I Dogon credono in un unico dio creatore chiamato Amma che ha generato i suoi figli dalla Terra, divenuta sua sposa, questo è il Nommo, essere anfibio ermafrodita che insegna la parola ai primi esseri umani Dogon, i quali generarono ciascuno una famiglia di antenati, prima di ritornare alla Terra essi stessi come Nommo. Ogni sessant’anni i Dogon festeggiano con danze tribali i Nommo, rappresentando la perdita dell’immortalità dell’uomo attraverso la rievocazione della morte del primo antenato, il quale viene simboleggiato con il corpo di pesce.

Anche gli Egizi osservavano Sirio, su cui si basavano per il calcolo dell’arrivo delle inondazioni annuali del Nilo, che segnavano una sorta di capodanno alla fine di agosto; si pensa inoltre che abbiano in qualche modo influito sulla conoscenza astronomica dei Dogon, in quanto alcune scoperte ipotizzano che gli Egizi fossero in grado di lavorare il vetro, pertanto di costruire lenti per osservare il cielo. Ma anche loro adoravano dèi antropomorfi e il culto del sole è associato al pesce e il serpente alato era universalmente simbolo solare; gli Egizi associavano al sole il simbolismo come fonte della vita carnale, mentre al serpente quello della vita spirituale.

Ciò che stupisce maggiormente riguarderebbe invece alcune iscrizioni sumeriche e babilonesi, alcune incisioni cuneiformi e pittografiche descrivono una leggenda che parla della comparsa nel Golfo Persico di “un animale dotato di ragione, che fu chiamato Oannes”, una creatura descritta con coda di pesce, piedi palmati e voce umana che insegnò agli uomini la scrittura, le scienze e vari tipi di arte come l’architettura, tutto ciò prima del diluvio universale. Oannes trascorreva la notte in mare perché era un essere anfibio e successivamente lo raggiunsero sulla terra altre creature della sua razza.

In Mesopotamia i babilonesi adoravano Dagon, un dio pesce cui simbolo era la Mitra, un copricapo a forma di testa di pesce con la bocca aperta; la Mitra è ancora oggi utilizzata dal Papa, come frammento ereditato dal paganesimo, diffuso tra le diverse popolazioni che Roma aveva conquistato e infine unito sotto un’unica religione.
In India, il Salvatore, Vishnu nella sua prima manifestazione emerge dalla bocca di un pesce, lo ritroviamo in queste sembianze anche nel momento in cui si verifica il diluvio per guidare un arca contenente i semi del mondo… una storia già sentita.
Ad Atene Apollodoro descrive il Musarus Oannes Annedotus, “l’abominevole Oannes il repellente”  che uscendo dalle acque del mare metà uomo e metà pesce viene scambiato per un semidio che porta conoscenza.
Sebbene questa leggenda sia stata smentita, perché ritenuta infondata, piuttosto facente parte di tutti quei racconti della nascita della civiltà che erano diffusi nell’Asia Occidentale antica, risulta alquanto improbabile che le stesse leggende fossero conosciute anche in luoghi più distanti dal Mediterraneo.

I Maya adoravano un essere anfibio che chiamavano “Uaana” , letteralmente colui che risiede nell’acqua e anche il serpente dio del sole che esce dalla bocca di un drago, Quetzalcoatl, così come altre popolazioni del centro America, Hopi e Zuni che basano la loro religione sulla coltura del mais, che ne costituiva il principale alimento, quindi del sole e della terra che forniscono gli elementi in grado di garantire la loro sopravvivenza, la cosa più significativa è che riuscirono a realizzare grandi coltivazioni di mais in zone aride grazie alla scoperta casuale di alcune sorgenti perenni. Inoltre gli Hopi sono detentori dei segreti donati loro dagli dèi in funzione di una protezione e salvezza del mondo, un giorno, quando l’umanità avrà sfruttato al massimo le risorse terrestri, si rivolgerà agli Hopi chiedendo aiuto e questi saranno chiamati a curarlo. Per fare ciò hanno realizzato la ‘Pietra della Profezia’, una roccia su cui è incisa la visione di un mondo tormentato e privo di equilibrio. Lo stesso popolo Navajo, che vive ancora nelle proprie terre ancestrali, afferma che queste terre, comprese tra quattro montagne sacre e quattro grandi fiumi, siano state loro donate da ‘Esseri Sacri’, giunti dal cielo per proteggere loro e la Terra, poiché vegliassero su questo luogo sacro, all’interno di questo quadrato sacro, dove si trova il Chelly Canyon, luogo in cui si trovano le rovine degli Anasazi, letteralmente gli antichi, dove gli esseri sacri insegnarono ai Navajo come vivere secondo le indicazioni di Padre Sole e Madre Terra.

Infine anche in Giappone e Cina il drago ha un forte simbolismo, sia di carattere religioso che culturale. In entrambi i Paesi erano fonte di saggezza e potere e venivano rappresentati in zone acquatiche come spiriti dell’acqua, mentre i dragoni cinesi erano considerati benefattori, in Giappone venivano rappresentati subdoli e pericolosi. Solitamente appaiono come creature simili a serpenti e non possiedono ali ma possono volare.
Per i cinesi il drago annunciava la pioggia e distribuiva fertilità, aveva il dono della metamorfosi e dell’invisibilità, inoltre le sue apparizioni in cielo erano sfolgoranti e si riteneva potessero annidarsi ovunque, in cielo, in acqua, sulla terra e sottoterra. Negli ultimi secoli viene inoltre associato all’imperatore, diventandone simbolo emblematico, poiché egli stesso era ‘Figlio del Cielo’ simboleggiandone la funzione di armonizzare le stagioni, la vita e l’ordine dell’universo.
Per i coreani il drago provenuto dagli oceani, Imoogi, ha ricevuto in dono dal dio del Sole i suoi poteri attraverso una ragazza umana che sarebbe divenuta ella stessa un Imoogi al compimento del 17esimo compleanno; anche in questa cultura somiglia ad un serpente acquatico ed il significato della parola Imoogi è proprio ‘Grande Lucertola’.

Insomma possiamo affermare che in tutto il corso della storia il dio Sole viene spesso associato al simbolo di un pesce, di un serpente o di un drago, tutte figure anfibie e spesso descritte come esseri antropomorfi. Sono molte inoltre le leggende in cui vengono raccontati aneddoti simili, se non identici, a storie che già conosciamo, come il diluvio universale per spazzare via gli indesiderati e salvare solo alcune specie o, come succede per i Dogon, una storia in cui un Nommo sarebbe stato crocifisso o come, in alcune culture, la fecondazione della Vergine che da’ alla vita il figlio di un dio, sia stata spesso condivisa, infine l’Apocalisse, che avverrebbe alla fine di un Era di un ciclo dalla durata di 2160 anni, durante il quale la Terra transiterà attraverso un segno astrologico, per mano di un drago? Apocalisse 12:9 “E il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo: fu gettato sulla terra… “.
Sono ancora molti i segreti non svelati di questo mondo e piano piano ci avvicineremo alla conoscenza, sempre se smetteremo di ignorare ciò che ci circonda, continuando ad informarci e ad essere curiosi.

Viviate bene.

foto:
https://nwo-truthresearch.blogspot.it
fonti:
wikipedia.org
mikeplato.myblog.it/archive/2010/week06/index.html
cerchinelgrano.info/i_dogon.htm
antikitera.net
ethnos.biz
tuttocina.it

La nostra Apocalisse, teorie su visitatori del passato

Alcune curiose rappresentazioni di personaggi del passato identificate come antichi astronauti alieni

Alcune curiose rappresentazioni di personaggi del passato identificate come antichi astronauti alieni

I Maya erano soliti osservare le stelle per calcolare quali fossero i momenti migliori per la semina ed i raccolti, come succedeva in molte altre antiche culture, per questo avevano elaborato i calendari, perché avessero un ulteriore funzione oltre quella del calcolo dello scorrere del tempo ed erano tali che fossero di chiara lettura anche per il popolo.
Erano due, entrambi si basavano sui cicli di Venere ed è stato confermato dalla scienza odierna che erano incredibilmente precisi, anche se non del tutto perfetti.
Uno era ad uso civile “haab” mentre l’altro era per i rituali “tzolkin”, avevano una durata diversa e solo ogni 52 anni riportavano la stessa data, in tale occasione il popolo Maya compiva rituali sacrificali e sanguinari per propiziare il nuovo ciclo, anche perché ogni 52 anni erano convinti che il mondo finisse!

Con l’ultimo calendario a nostra disposizione, i Maya indicavano la fine di un’Era culminata con la venuta, più specificatamente il ritorno, della divinità Bolon-Yokte.
Nessuna fine del mondo quindi, tiriamo un sospiro di sollievo!
In realtà tale divinità, che è associata alla distruzione e alla rinascita, come tutte quelle della mitologia Maya sarebbe ridiscesa dal cielo, come già avvenuto in passato, stavolta per portarci tutti nel regno dei morti.
Ma la fine del calendario è arrivata e non è successo ancora nulla di ciò che è stato “predetto” dalle iscrizioni Maya, certo è che aspettarci la fine del mondo il 21 dicembre 2012 è stato azzardato, forse dovremmo fare un ragionamento sul lungo periodo.

Prima di inoltrarci nei particolari della teoria che sto per proporre, vorrei formulare una domanda lecita: per quale motivo tutte le culture antiche presenti sulla terra, riportano storie di divinità venute dal cielo?
Proviamo a citare alcune delle più diffuse e conosciute, i Greci.

Secondo i Greci gli dèi abitavano il monte Olimpo, sulla cima del quale, il tempio di Zeus, era descritto come un palazzo rivestito d’oro, argento e pietre preziose e scintillanti come diamanti, era una struttura “tonante” e che poteva alzarsi verso il cielo.
Zeus era il padre degli dèi e la sua arma il fulmine, rappresentata da una saetta.
Suo fratello Poseidone, il dio dei mari, viveva nelle profondità delle acque, la sua arma un tridente capace di smuovere terremoti e tsunami.
Apollo sfrecciava nei cieli con un carro di fuoco ed era maestro, architetto ed astronomo che insegnava alle popolazioni della terra le sue conoscenze.

I Romani, prima che il Cristianesimo prendesse il sopravvento, adoravano le stesse divinità ma con nomi differenti: Giove, Nettuno e, successivamente introdotto dagli stessi greci, Apollo con medesime caratteristiche ed arsenali.

I Vichinghi, antichi popoli germanici che abitavano il nord Europa, come la Svezia, la Danimarca, la Norvegia, oltre ad essere un popolo di capaci guerrieri erano molto abili nella navigazione, adoravano Odino, simbolo di guerra, morte, conoscenza la cui arma era una lancia dal colpo perfetto ed impeccabile e c’era Thor, il cui martello distrugge tutte le cose. Armi molto simili a quelle descritte dal popolo Greco, inoltre divinità tutte derivanti dal culto del Sole; il quale avevano capito essere il motivo della vita di tutte le cose sulla terra.

Il popolo Sumero parla degli Hannunaki, letteralmente popolo che discese dai cieli sulla terra, descrivendo questi idoli come provenienti dal pianeta Nibiru, capaci di spostarsi nello spazio tramite astronavi, alla ricerca d’oro per la propria sopravvivenza e che discesero sulla terra per creare una razza di uomini-schiavi in grado di estrarre dalle miniere ciò di cui avevano bisogno.
Nacque Adama, venuto dalla terra, tra l’incrocio degli Annunaki con le femmine ominidi che popolavano l’Africa Orientale.
Tra gli Annunaki ci fu una guerra per la contesa degli uomini, importanti per l’estrazione del prezioso minerale, fu data la conoscenza sessuale al popolo umano poiché potessero procreare e molti Annunaki si accoppiarono con le femmine, generando un gran numero di uomini e donne con geni extraterrestri; aumentando la popolazione a dismisura, il capo degli Annunaki contrariato, provocò un diluvio universale per distruggere la nuova razza ma un uomo saggio e giusto fu avvertito della catastrofe imminente e venne dotato di un’imbarcazione in grado di solcare le acque, per concedere a lui e alla sua famiglia di salvarsi e progredire con il genere umano.
Una storia datata 282.000 a.C. e che ritroviamo anche nella Bibbia, con Adamo, Eva e il diluvio ma anche in altre culture delle civiltà mesoamericane.

In India, nello specifico nel Mahabharata, uno dei testi sacri più importanti della religione induista, che descrive la storia dell’India sia da un punto di vista filosofico e spirituale sia culturale, si narra di città gigantesche che circondavano la terra, dalle quali uscivano carri più piccoli che trasportavano gli dèi in terra.
Anche in questi testi si parla di una sanguinosa battaglia, in cui vennero utilizzate armi dall’elevato livello tecnologico, come proiettili fiammeggianti e ruote di fuoco.
Forse quello che veniva descritto dal popolo indiano era un combattimento ti tipo extraterrestre, con in dotazione armi talmente potenti e sconosciute da identificarle in fulmini, tuoni generati da enormi martelli, palle di fuoco e simili.
Viene addirittura descritta l’esplosione di un’arma in modo così preciso, persino nelle tragiche conseguenze del suo rilascio, da far pensare si possa trattare di un ordigno di tipo nucleare.

Non possiamo dire con certezza se tutte queste leggende si basino su fatti realmente accaduti ma possiamo pensare che la radice di tutte queste cività fosse unica, possiamo provare a ragionare anche sulla possibilità che, come in tutte le storie, la caratteristica descrittiva è spesso allegorica e pertanto le similitudini possono in realtà raccontare gli stessi fatti, le stesse cose o le stesse persone.
Può essere possibile che il ritorno di Bolon-Yokte sia l’allegoria al ritorno di esseri extraterrestri nella nuova Era Maya, iniziata il giorno dopo il 21 dicembre 2012?
Forse la comprensione sta nell’imparare a porci domande fuori dall’ordinario, secondo la teoria de il Rasoio di Occam, a parità di condizioni la spiegazione più semplice è anche quella con le probabilità più alte di essere vera.

Viviate bene.

 

foto: https://acinsnewsciences.wordpress.com

fonti: https://wikipedia.org, https://harmakis.net, https://etadellapietra.org, https://planet.racine.ra.it/testi/indtesti.htm

Altro che 21 dicembre 2012, ecco la vera profezia Maya

Il 21 dicembre 2012 è passato da un pezzo e il mondo ne è uscito chiaramente indenne e immodificato. In questi casi il “ve lo avevo detto” non è affatto elegante. Purtroppo io, Escansibus, il più grande numerologo del mondo, profeta in attesa di San Remo e santone della rissa televisiva, non posso esimermi dal farlo.

Quella che può sembrare una normale caduta di stile è in realtà la premessa ad una importantissima rivelazione che ho deciso di regalarvi. I tempi sono maturi affichè io possa ivelarvi la fonte delle mie certezze sul 21 dicembre 2012…

Il 21 dicembre 2012 non c’è stata nessuna Apocalisse e nessuna Fine del Mondo perchè tutti si sono concentrati sulla Profezia dei Maya, quando invece avrebbero dovuto concentrarsi sulla Profezia di Maia contenuta in questo preziosissimo documento:

httpv://www.youtube.com/watch?v=osHmkZB5rDk

Rimanendo a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento lascio alla vostra intelligenza e sensibilità l’interpretazione del messaggio di Maia.

 

L’apocalisse è cominciata

Eccoci qui, alla fine delle feste e senza che nessuna catastrofistica predizione Maya ci abbia coinvolti… almeno per ora!

Per tutti quelli convinti che sarebbe successo qualcosa e per tutti coloro che invece non ci hanno mai creduto, sappiate che la fine continua ad essere vicina e quella del calendario Maya era solo l’inizio della storia.

Molti studiosi hanno infatti ipotizzato che tra le varie culture presenti sul nostro amato pianeta prima, dell’avvento della cività, ci fosse gia un diffuso utilizzo delle scienze astronomiche che, come ormai sappiamo, hanno portato a credere che il calendario dei Maya indicasse una probabile fine di qualcosa.

In realtà, abbiamo tutti passato l’ultimo anno ad informarci a destra e a manca sul web, riguardo quelle che potevano essere le motivazioni che hanno portato questo popolo a terminare il loro calendario in una data così sfortunatamente prossima a noi umani del mondo di oggi, scoprendo che la fine del loro calendario indicava unicamente il terminarsi di un’Era, che questa conclusione sarebbe culminata con il ritorno in terra degli dèi e da li si presume l’avvento di un periodo apocalittico che avrebbe decimato la popolazione mondiale, al fine primo di riordinare il caos da noi stessi generato nei secoli, con la sovrapopolazione, lo spreco delle risorse e l’indebolimento del sistema naturale che governa Gaia, la nostra terra.

Non pensate di essere scampati al fato, in realtà la nuova Era è cominciata, anche se non abbiamo più un calendario Maya a disposizione per vederne il procedere del tempo, dobbiamo solo aprire gli occhi e la mente a tutto quello che ci circonda per cercare di captare più informazioni possibili, che ci aiutino non solo a migliorare noi stessi ma anche a vivere al meglio il tempo che ci resta perché ricordo a tutti che l’apocalisse non solo è vicina, il suo inizio è stato il 22 dicembre del 2012.

Viviate bene.

11 dicembre 2013 ore 14.15 e 16 secondi, la Nuova Apocalisse

11 dicembre 2013 ore 14.15 e 16 secondi, questa è la data e l’ora esatta della Nuova Apocalisse. A rendere più interessante l’appuntamento sarà il passaggio di ISON 2012 S1, la grande cometa che proprio nell’ultimo mese di questo 2013 darà bella mostra di sè illuminando il cielo notturno dell’ultimo meso dell’anno.

Insomma, nuove cazz…emh profezie ci aspettano grazie alla combinanzione di numeri legata alla data e all’ora, ossia

11      12      13      14      15      16 

Perchè questa combinazione numerica abbia dato origine ad una nuova cazz…emh profezia apocalittica non lo s…emh ve lo spiegherò nel corso di questo 2013 che si preannuncia addirittura più apocalittico del blasonatissimo 2012.

Io, Escansibus, il più grande numerologo di tutti i tempi, profeta della settimana bianca low cost e santone dell’attrezzatura da sci affittata, invito tutti i ciarlat…emh gli esimi colleghi profeti e santoni a sparare quante più cazz…emh a divulgare quanto più possibile sul nuovo pericolo che minaccia l’umanità tutta senza lasciarsi sopraffare dalla depressione post 21 dicembre 2012 per curare la quale la quale ho già offerto a suo tempo, e continuerò ad offrire,  servizio di assistenza.