European Day of Action and Solidarity, il giorno dopo

European Day of Action and Solidarity

Immagine tratta dagli scontri del 14 novembre 2012 a Roma in occasione dell’European Day of Action and Solidarity

Astensione dal lavoro e blocco dei trasporti in quasi tutta Europa, in Grecia dove la settimana scorsa il parlamento ha votato per approvare nuovi tagli, centinaia di scioperanti pacifici si sono radunati nel centro di Atene, tenendo in alto enormi bandiere di Italia, Portogallo e Spagna con striscioni che proclamavano «Quando è troppo è troppo.» e aderisce con lo sciopero generale che ha coinvolto anche giornalisti, insegnanti e i dipendenti della DEH, società per la produzione di energia elettrica. «Queste persone non sono venute ad aiutarci, ma di annunciare la nostra condanna a morte», ha detto Balassopoulos Themis che, come capo del sindacato dei lavoratori comunali, si è recato a Salonicco per partecipare alla manifestazione.

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A Bruxelles i manifestanti si sono riuniti davanti alle ambasciate di Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda, Cipro ed infine Germania, contro la quale hanno scagliato uova ed armati di fischietti, pentole e bandiere si sono infine spostati davanti alle sedi della Commissione e Consiglio UE; «Austerità – commenta il leader sindacale Belga Filip Peers – significa tagli nei servizi pubblici e nelle compagnie statali, e anche diminuzione del potere di acquisto della classe operaia. Austerità significa recessione, e questo rende ancora più profonda la crisi». Mentre il cancelliere tedesco Angela Merkel risponde allo sciopero dicendo: «Dobbiamo comunque fare ciò che è necessario: rompere l’apertura dei mercati del lavoro incrostati, dare ai cittadini la possibilità di lavorare, diventare più flessibili in molte zone. Noi naturalmente, chiariremo questo punto, ancora una volta e ancora una volta, nei colloqui con i sindacati.»

Marginali le manifestazioni in Germania e Danimarca, nonostante la Banca centrale tedesca, la Bundesbank, in un rapporto di Mercoledì scorso ha ammesso che la crisi del debito della zona euro è ancora il numero uno dei rischi per le banche e le assicurazioni tedesche, e la situazione non è migliorata rispetto allo scorso anno. Il leader del sindacato tedesco Michael Sommer ha messo in guardia dalle politiche del rigore che stanno mettendo in ginocchio Grecia, Portogallo e Spagna, sostenendo che i Paesi colpiti dalla crisi nel Sud Europa sono indotti a «risparmiare fino alla distruzione», ha sostenuto in un’intervista alla Deutschlandradio Kultur in occasione della giornata di mobilitazione europea indetta dalla CES, «Noi vogliamo le misure giuste contro la crisi. Questo significa che si deve investire contro la crisi, non che nella crisi si debba risparmiare». Sommer si è inoltre espresso criticamente sulle riforme, «Non si combatte questa crisi demolendo i diritti dei lavoratori, aumentando l’età lavorativa, e peggiorando i livelli minimi salariali».

In Portogallo e Spagna le proteste sono cominciate già nella notte, radunati nel tentativo di intervenire sui trasporti delle principali città, come avvenuto a Lisbona e Barcellona, bloccati anche i voli da e per la Gran Bretagna e i treni ad alta velocità sia a Parigi e che a Bruxelles, cancellati quindi oltre 600 voli della compagnia Iberica e il 45% della compagnia di bandiera portoghese, la TAP.
Il leader sindacale Portoghese: «qualunque politica che nn cerchi la coesione sociale condanna alla miseria i Paesi che hanno fatto ricorso al salvataggio», mentre il Presidente Francese François Hollande ha affermato che le manifestazioni «non mettono in discussione» la sua politica, ma che – al contrario – le danno forza, intanto piovono le critiche dall’opposizione che afferma lo stesso Presidente non sia stato in grado di fornire una risposta adeguata alle preoccupazioni dei giovani lavoratori francesi, a rischio di incorrere nella stessa sorte dei loro coetanei Europei, i quali manifestano con marce in oltre 100 città francesi intonando lo slogan: «L’austerità nuoce gravemente alla salute».

«Siamo in sciopero per fermare queste politiche suicide», ha detto Candido Mendez, capo del sindacato spagnolo mentre a Madrid, per proteggersi dalla carica di alcuni manifestanti, la polizia ha sparato proiettili di gomma e sfoderato i manganelli, sono stati numerosi gli arresti in Spagna, così come in Italia, dove in quasi tutti i capoluoghi si sono verificati scontri feroci tra manifestanti e polizia, fermati molti civili, e studenti uniti alle proteste contro i tagli all’istruzione, sequestrati diversi oggetti utilizzati sia per difesa che per attacco, contusi e feriti da entrambe le fazioni.

Beppe Grillo indignato, sul suo blog scrive: “Polizia, chi stai difendendo? Chi è colui che colpisci a terra? Un ragazzo, uno studente, un operaio? E’ quello il tuo compito? Ne sei certo? Non ti ho mai visto colpire un politico corrotto, un mafioso, un colluso con la stessa violenza” e anche “Soldato blu, tu hai il dovere di proteggere i cittadini, non il Potere. Non puoi farlo a qualunque costo, non scagliando il manganello sulla testa di un ragazzino o di un padre di famiglia. Non con fumogeni ad altezza d’uomo. Chi ti paga è colui che protesta, e paga anche coloro che ti ordinano di caricarlo (…) ci hanno messi uno contro l’altro, non lo capisci? I nostri ragazzi non hanno più alcuna speranza (…) tu che hai spesso la loro età e difendi la tua posizione sotto pagata dovresti saperlo. E’ una guerra, non ancora dichiarata, tra le giovani generazioni, una in divisa e una in maglietta, mentre i responsabili stanno a guardare sorseggiando il tè, carichi di mega pensioni, prebende, gettoni di presenza, benefit. Soldato blu non ti senti preso per i fondelli a difendere l’indifendibile, a non schierarti con i cittadini? Togliti il casco e abbraccia chi protesta, cammina al suo fianco. E’ un italiano, un’italiana come te, è tuo fratello. è tua sorella, qualche volta, come ieri per gli operai del Sulcis, un padre che ha sputato sangue per farti studiare. Sarà un atto rivoluzionario.”

FONTI:

https://www.beppegrillo.it/
https://www.huffingtonpost.com/
https://www.lettera43.it/
https://www.cbsnews.com/

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