Israele attacca Gaza

Mercoledì 14 Novembre 2012

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Israele ha ucciso il comandante militare del gruppo islamico Hamas in un attacco aereo nella striscia di Gaza, e ha lanciato raid aerei nell’enclave, spingendo le due fazioni sull’orlo di una nuova guerra.

Gli attacchi marcano la più grande escalation tra i militanti di Israele e Gaza dopo il conflitto del 2008-2009, e arriva nonostante i segnali di tregua che il vicino Egitto sembrava esser riuscito a ottenere dopo l’insorgere della violenza degli ultimi cinque giorni.

Hamas ha comunicato che Ahmed Al-Jaabari, che comandava l’ala armata dell’organizzazione Izz el-Deen Al-Qassam, è morto insieme ad un’altra persona quando la loro macchina è stata spazzata via da un missile israeliano. I palestinesi hanno detto che nove persone sono rimaste uccise, incluso una bambina di sette anni.

I video da Gaza hanno mostrato il relitto carbonizzato e straziato di un auto in fiamme, mentre le squadre di emergenza raccoglievano quelle che sembravano essere parti di un corpo.

Israele ha confermato di essere il responsabile dell’attacco a Jaabari e avverte che seguiranno altri attacchi. Un testimone di Reuters ha riferito di numerose esplosioni intorno a Gaza, con gli avamposti di Hamas e le stazioni di polizia tra gli obiettivi.

 

Video del raid aereo che ha colpito l’auto di Ahmed Al-Jaabari

httpv://www.youtube.com/watch?v=XCyBaYhpwf8&feature=plcp

 

“Questa è un’operazione contro obiettivi terroristici di diverse organizzazioni presenti a Gaza”, ha commentato ai giornalisti il portavoce dell’esercito Avital Leibovitch, aggiungendo che Jaabari aveva “parecchio sangue tra le mani”.

Immediate esclamazioni di vendetta sono state trasmesse sulla radio di Hamas.

“L’occupazione ha aperto le porte dell’inferno”, ha detto l’ala armata di Hamas. Anche i gruppi più piccoli hanno promesso di contrattaccare.

“Israele ha dichiarato guerra a Gaza, e si dovranno assumere la responsabilità delle conseguenze”, ha detto Islamic Jihad.

L’escalation a Gaza arriva in una settimana in cui il conflitto siriano ha riacceso gli animi degli instabili vicini.

Hamas è supportato da Siria e Iran, che Israele considera come una crescente minaccia alla propria esistenza a causa del suo programma nucleare.

L’agenzia di intelligence israeliana Shin Bet riferisce che Jaabari era stato il responsabile dell’occupazione della striscia di Gaza nel 2007 da parte di Hamas, quando il gruppo militante islamico aveva spodestato i combattenti del movimento Fatah del suo grande rivale, il presidente palestinese sostenuto dall’occidente Mahmoud Abbas.

Afferma inoltre che Jaabari aveva istigato l’attacco che aveva condotto alla cattura del caporale israeliano Gilad Shalit in un rapimento avvenuto a Gaza nel 2006. Jaabari era stato anche la persona che aveva riconsegnato Shalit agli israeliani in uno scambio di prigionieri cinque anni dopo la sua cattura.

Il 22 gennaio, in Israele, ci saranno le elezioni generali, e il Primo Ministro Benjamin Netanyahu è stato messo sotto pressione affinché risponda fermamente contro Hamas, mentre i residenti del sud di Israele si lamentano amaramente per i continui attacchi missilistici.

Hamas è stato incoraggiato dall’ascesa al potere, nel vicino Egitto, di alcuni suoi mentori spirituali nella Muslim Brotherhood, quella che è vista come una “rete di sicurezza”.

Circa 1400 palestinesi e 13 israeliani sono morti nel conflitto del 2008-2009. Successivamente ci fu una pausa delle ostilità, ma la violenza si è accesa ancora una volta nei mesi recenti, e Israele ha ripetutamente avvertito delle conseguenze disastrose nel caso in cui Hamas e i suoi militanti non avessero fermato gli attacchi missilistici.

Nell’ultimo scontro, che sembrava essersi concluso martedì, più di 115 missili sono stati sparati nel sud di Israele da Gaza, e gli aerei israeliani hanno lanciato numerosi attacchi. Sette palestinesi, tre dei quali armati, sono stati uccisi, mentre otto civili e quattro soldati israeliani sono stati feriti dai missili anticarro.

Con l’aiuto dell’Iran e il commercio di contrabbando attraverso i tunnel dall’Egitto, la milizia di Gaza ha acquistato armi migliori rispetto alla guerra del 2008-2009, inclusi anche missili Grad a lungo raggio e missili anticarro del tipo sparato la scorsa settimana in direzione di una pattuglia dell’IDF.

Ma Gaza stima che 35.000 combattenti non siano ancora abbastanza contro i caccia-bombardieri F16 di Israele, gli elicotteri da combattimento Apache, i carri-armati Merkava e altri moderni sistemi armati nelle mani di una forza di 175.000 militari di leva e 450.000 riserve.

Il Shekel israeliano è sceso quasi dell’1%, al minimo degli ultimi due mesi contro il dollaro, dopo la notizia dell’attacco israeliano.

FONTE: Reuters


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