Effetto Fukushima, paura del nucleare in India

New Delhi – Circa 3 mila pescatori indiani hanno oggi tentato di bloccare un porto sulla costa dello stato meridionale del Tamil Nadu per protestare contro l’attivazione di una centrale nucleare. Lo riferisce la Pti, la principale agenzia di stampa indiana. A bordo di circa 500 pescherecci hanno formato una barriera per impedire l’accesso delle navi nel porto di Tuticorin.

Vista della centrale di Kudankulam

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E’ intervenuta la Guardia costiera che ha disperso le imbarcazioni. I dimostranti, insieme a gruppi di ecologisti, hanno poi organizzato un sit-in in acqua e una catena umana nel centro urbano. I pescatori chiedono di fermare i lavori nell’impianto di Kudankulam dove in questi giorni è iniziato il processo di caricamento di un reattore in seguito al via libera di un ente indiano competente per l’energia nucleare. Le proteste contro la centrale di Kudankulam, la più grande in India, realizzata con l’aiuto russo, erano riprese lo scorso mese dopo la ripresa dei lavori interrotti dopo la tragedia di Fukushima. Lo scorso 10 settembre un pescatore era morto in scontro con la polizia a Tuticorin. Il progetto da 2 miliardi di dollari, composto da due reattori da mille watt ciascuno forniti da Mosca, era nato nel lontano 1988 grazie a un’intesa tra l’allora primo ministro Rajiv Gandhi e il leader russo Mikhail Gorbachev. (ANSA).

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