Archivio mensile:novembre 2012

SCENE APOCALITTICHE A TARANTO. TROMBA D’ARIA ALL’ILVA

Mai vista una cosa del genere a Taranto. Una violenta tromba d’aria ha seminato il panico colpendo proprio la tormentata ILVA. Spazzata via una grù, risulta disperso l’operaio che la guidava. Scene apocalittiche.

 

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Allarme meteo in Toscana. Disagi in Piemonte e Liguria

Il maltempo in Toscana, dopo la bomba d’acqua che ha messo in ginocchio Firenze, continua a tenere in allarme al popolazione e la protezione civile in diverse zone. L’esondazione del torrente Carrione ha causato allagamenti in alcune zone di Carrara, una delle aree già colpite da un’alluvione poco più di due settimane fa. Molte persone sono state evacuate dalle case, aiutate dai vigili del fuoco che stanno operando con i natanti dei reparti fluviali fatti arrivare anche da Firenze e da Lucca. Tante le richieste di soccorso nella notte, giunte soprattutto da disabili e anziani per lasciare le loro abitazioni.

PAURA AD ALBINIA E A MASSA – A Massa Carrara salgono a 81 persone le persone evacuate a Massa Carrara in seguito alle forti e intense piogge che stanno flagellando il territorio della provincia Toscana da questa notte. Anche Albinia, nel Grossetano, è stata colpita da una nuova alluvione dopo quella del 12 novembre scorso, in cui sono morte tre dipendenti Enel: alcune famiglie sono state fatte evacuare per precauzione dalle loro abitazioni. Tra la gente del luogo, riferiscono i vigili del fuoco, c’è paura che possa verificarsi nuovamente un’inondazione come quella di un paio di settimane fa. A Grosseto, dove piove forte da stanotte, si registrano allagamenti in diverse parti della città. Nella provincia di Massa Carrara le scuole sono rimaste chiuse a scopo precauzionale.

 

TRENI IN DIFFICOLTA’ – La circolazione è rallentata sulle principali vie di comunicazione, sia per le auto che per i treni: dalle 6 di questa mattina fra le stazioni Massa Centro e Carrara Avenza, sulla Direttrice Tirrenica Genova-Pisa, per l’esondazione dei torrenti Carrione e Parmignola, si viaggia a singhiozzo. Rete Ferroviaria Italiana ha spiegato che il traffico ferroviario era stato sospeso alle 0.55 della scorsa notte, ma l’intervento delle squadre tecniche ha permesso la riattivazione del binario in direzione Sud alle 6.

RISCHIO FRANE – Oltre allo stop per la linea ferroviaria Genova-Pisa, preoccupa anche la strada statale Aurelia nei pressi di Carrara: il torrente Parmignola è infatti esondato causando allagamenti nella zona, ma è soprattutto il rischio di frane per un terrapieno della ferrovia e di stabilità per un ponte ad aver consigliato di interrompere le due linee di comunicazione. L’area infatti è quella in cui la linea ferroviaria e la Aurelia corrono parallele, a nord di Carrara.

PIEMONTE E LIGURIA – Altri nodi da sciogliere sono in Liguria e Piemonte. La strada statale Aurelia, comunica l’Anas in una nota, è chiusa in più punti: in Liguria nel tratto compreso tra il km 389 e il km 390, in entrambe le direzioni, a causa dell’esondazione di un torrente in località Sarzana (Spezia). Deviazioni in loco. In Piemonte, infine, « al km 23,350 della strada statale 21 »del Colle della Maddalena« è istituito un senso unico alternato regolato da impianto semaforico a causa di una frana» precisa l’Anas.

 

Fonte: www.corriere.it

 

DA GUARDARE: ISPRA, mappa nazionale rischio idrogeologico.

Bomba d’acqua a Firenze

FIRENZE – Il violento temporale che si è abbattuto martedì pomeriggio su Firenze – una pioggia fortissima per due ore – ha creato grossi problemi in città: allagamenti, rischio di esondazione del Mugnone, sottopassi bloccati, bus e macchine ferme in mezzo all’acqua, corsia dell’Autostrada chiusa, strade che si sono trasformate, molto più del solito, in veri e propri fiumi. In serata ha ripreso a piovere e l’allerta resta alta.

L’UNITA’ DI CRISI – Il sindaco Matteo Renzi ha presieduto l’Unità di crisi in Palazzo Vecchio per far fronte ai danni del maltempo. Ha ringraziato tutti, in particolare la Protezione civile per il lavoro svolto e per come ha funzionato in mezzo ad una situazione di emergenza. «Sono caduti 64 millimetri di pioggia in quattro ore e mezza: l’attenzione resta alta sul fosso Macinante e il torrente Mugnone, che saranno monitorati per tutta la notte. Restano chiusi tre sottopassi: Spadaro, Gignoro e Lorenzini». Poi l’affondo verso la Regione: « È evidente che dalla Regione abbiamo avuto un’allerta sbagliata, perchè nei comunicati che ci sono arrivati la criticità era definita ordinaria. Ora resta lo stato di allerta ma solo a scopo precauzionale», ha riferito il sindaco che ha aggiunto: «Come si dice a Firenze meglio aver paura che buscarne». Su Twitter infine il sindaco lancia un messaggio agli studenti fiorentini: «Mi dispiace ragazzi, che su Facebook e su Twitter chiedete scuole chiuse, ma domani (mercoledì, ndr) tutti a scuola».

LE ALLERTE – Ed è proprio sugli allarmi che si cerca di capire se questa pioggia era stata prevista o meno. Il primo allarme è arrivato dalla Provincia di Firenze intorno alle 17. Due ore prima la Sala operativa unificata della Regione aveva diramato l’allerta a partire dalle 22 di martedì e fino alle 18 di mercoledì. Già all’ora di pranzo, però, A Rosignano Solvay (Livorno) e in provincia di Grosseto si erano abbattute due trombe d’aria. Vento e acqua hanno causato crolli di alberi, danni ai tetti di abitazioni e aziende. In serata la Regione, con una nota, ha precisato che al Comune di Firenze alle 14.57 due messaggi telefonici avevano avvisato di «una criticità ordinaria». Termine tecnico che descrive questi fenomeni: «Eventi molto circoscritti, anche intensi, di difficile localizzazione e previsione temporale. Sono tipicamente associati ai temporali o comunque a forti perturbazioni di breve durata. E prevede questi possibili danni: Crisi del reticolo di drenaggio urbano e del reticolo minore, allagamenti localizzati delle zone depresse, allagamenti localizzati delle sedi stradali. Frane superficiali, colate rapide, fulmini, caduta di rami».

«SALITE AI PIANI ALTI» – I vigili del fuoco hanno inviato nella zona di piazza Puccini anche alcuni mezzi anfibi: i problemi ci sono stati all’altezza del confluenza tra il torrente Mugnone e il Fosso Macinante. Per quanto riguarda la situazione del Mugnone, dopo un’ondata di piena, «alle ore 18 gli strumenti hanno segnalato un livello praticamente pari a quello di guardia, cioè 3 metri, in discesa. Alle ore 19 il livello era sceso a 2,16 metri». Ma la situazione è rimasta critica in piazza Puccini, vicino al parco delle Cascine, dove operatori della Protezione civile con il megafono hanno chiesto agli abitanti di salire al primo piano. Problemi anche nell’abitato di Tavarnuzze, nel comune di Impruneta, dove un fosso laterale ha esondato e l’acqua si è riversata negli scantinati, nei negozi e anche in alcune abitazioni al piano terra.

PUBLIACQUA – Al numero verde (800314314, attivo 24 ore su 24), informa Publiacqua, sono arrivate segnalazioni da molte zone della città: Via Mariti, Pistoiese, Baracca, Ponte alle Mosse, Coluccio Salutati, Rocca Tedalda, Serragli, Filarete, della Torre, Largo Palagi e Piazza Muratori. «Abbiamo aumentato al massimo il livello di attenzione e di intervento di prevenzione per prevenire gli effetti di piogge che anche mercoledì potrebbero essere violentissime e concentrate nel tempo e mettere a durissima prova sistemi fognari come quello fiorentino lungo circa 300 chilometri e in parte risalente al periodo ottocentesco e da ristrutturare con ingenti investimenti già definiti per circa 10 milioni di euro nella zona di viale Belfiore-Cascine. Considerato il numero elevatissimo di caditoie (62.000 a Firenze e 252.000 in totale nei 49 comuni) facciamo appello anche ai cittadini perchè anche la caduta delle foglie come la presenza di oggetti può provocare un tappo in pochi minuti e causare allagamenti. Un piccolo gesto aiuta moltissimo a ridurre i rischi. In ogni caso chiamate il numero verde 800314314», dice Erasmo D’Angelis, presidente di Publiacqua».

CHIUSA UNA CORSIA DELL’AUTOSTRADA – Autostrade per l’Italia comunica che, a causa delle eccezionali precipitazioni in corso sul tratto fiorentino della A1, nel tratto compreso tra il km 297 ed il km 292, dove è stata chiusa la corsia esterna in direzione Bologna, rimangono percorribili le due corsie della semi-carreggiata interna e lo svincolo di Impruneta.

CENTRALE RADIO DEI TAXI IN TILT – Poco dopo le 15 un fulmine, caduto nei pressi della stazione Rifredi, per induzione è passato dalle parabole fino al tetto dei locali che ospitano la centrale radio del 4390, in via dello Steccuto. Ha bruciato una serie di elementi, provocando il black out dello stesso sistema di emergenza e mandando in tilt le linee telefoniche per due ore.

AUTOBUS – Il traffico è andato in tilt in tutta la città provocando ritardi per tutte le linee Ataf. I passeggeri hanno subito ritardi anche di oltre un’ora, per via dell’impossibilità di transitare in molte strade e anche a causa delle interruzioni di energia elettrica che hanno provocato lo spegnimento dei semafori. Ataf, che ha avvisato gli utenti attraverso il proprio sistema di pannelli a messaggio variabile, si scusa per i disagi.

L’ASSESSORE MATTEI SU FACEBOOK – L’assessore è intervenuto su Facebook: «Situazione veramente pesante in città. La grande pioggia concentrata in così poco tempo (64mm in due ore) sta paralizzando le nostre strade. I viali sono bloccati anche perché il Mugnone è in situazione di forte criticità e la Provincia precauzionalmente ci ha chiesto di chiudere le strade attorno al torrente. Vi tengo aggiornati per quanto mi è possibile anche se non mi sarà semplicissimo».

 

Fonte: www.corriere.it

Margherita Hack, la star del Pisa Book Festival

Pisa Book Festival: grande successo per l’incontro con Margherita Hack

Ieri (25 novembre 2012) accoglienza da stadio e pubblico record per Margherita Hack, dove l’astrofisica ha presentato il suo libro ‘Io credo. Dialogo tra un’atea e un preté (Nuova dimensione). L’auditorium del Palacongressi era gremito da centinaia di spettatori e per questo gli organizzatori hanno deciso di raddoppiare l’incontro con la Hack e riproporlo anche oggi alle 10. In sala, Margherita Hack e don Pierluigi Di Piazza, si sono confrontati sui grandi temi della vita e della scienza, ma anche sull’attualità politica.

“Dio è un’invenzione – ha detto l’astrofisica – perché sappiamo tutto sull’evoluzione dell’universo, ma non sappiamo perché l’universo esiste ed è un dato di fatto che qualcuno deve spiegarsi con la fede”. Per Di Piazza, prete di frontiera da vent’anni a contatto con i diseredati ma anche animatore culturale, dice che il trascendente non è uguale per tutti: “Io – ha spiegato il sacerdote – mi sento laico, umile, credente e anche prete. Sono invece ateo rispetto a un certo Dio, quello dei razzisti e di chi lo usa per fare le guerre”.

Al centro del dibattito anche il testamento biologico. “Io spero – ha detto Margherita Hack – che sia lasciata a una persona la libertà di decidere della propria vita”. E Di Piazza, un po’ a sorpresa, ha difeso la battaglia di Peppino Englaro: “Quella vicenda è la storia di un amore di un padre verso la figlia. Un Paese civile deve rispettare le persone che hanno fatto tutti i passaggi alla luce del sole prima di arrivare alla decisione estrema. Dio ci ha dato la vita ma anche la responsabilità per decidere”.

L’astrofisica ha auspicato un Paese che nel futuro immediato sappia destinare più fondi per la ricerca e la cultura e che riduca la burocrazia e le ruberie, mentre il sacerdote non ha risparmiato critiche al Governo Monti: “Da un esecutivo tecnico, in questo momento di difficoltà economiche, mi sarei aspettato un’immediata riduzione delle spese per gli armamenti e invece non l’ha fatto”. “E poi a che servono quei soldi? – ha replicato con battuta pronta la Hack – Per fare la guerra a chi? La verita è che Gesù è stato il primo socialista della storia, che si occupato prima dei popoli e poi di se stesso”.

 

Fonte: www.pisatoday.it

 

 

21.12.2012, tutte le profezie sbagliate sulla Fine del Mondo dagli assiri ai giorni nostri

Fine Del Mondo, Armageddon, end of the World, Apocalypse? Sembrerebbe a prima vista roba da profeti, o almeno da scienziati viste le cause, che sono in genere religiose o astro-meteo-telluriche. Invece no, la fine del mondo è materia da archivisti, sono infatti centinaia e centinaia gli annunci della catastrofe finale per i motivi più disparati. Temi ricorrenti: la fine del tempo e il ritorno di Cristo sulla Terra, l’avvento dell’anticristo e, in tempi di scienza e tecnologia come i nostri, asteroidi assassini, pianeti vaganti, terremoti, fiammate mortali dal nostro povero Sole e così via.

«La società è degenerata talmente in questi tempi, la ruberia e la corruzione dilagano e i segni della fine sono dappertutto». Sembra cronaca dei nostri giorni, ma sono parole scritte su una tavoletta assira di gesso del 2800 avanti Cristo. E’ la prima testimonianza che il problema è vecchio e ricorrente: il degrado della società aumenta e si teme che questo comporti la “fine del mondo“.

Che ci debba essere, prima o poi, lo dicono le religioni e anche la scienza. Senza scomodare quel libro tanto seducente quanto complicato che è L’Apocalisse di Giovanni, prendiamo rispettosamente i Vangeli e troviamo che il Figlio dell’Uomo ritornerà alla fine del tempo e verrà il suo Regno, Matteo 16:28. La scienza, più prosaicamente, ci dice che anche se la razza umana riuscirà a sopravvivere a asteroidi, esplosioni stellari e soprattutto a se stessa, fra soli 4,5 miliardi di anni un Sole vecchio e malato si dilaterà ingoiando il nostro altrettanto vetusto pianeta Terra.

 

Numeri e Presagi

Ma catastrofisti e profeti della sfortuna cosmica da sempre la pensano diversamente. Già i Romani credevano che, avendo Romolo visto 12 aquile durante la fondazione di Roma, la capitale latina non sarebbe sopravvissuta oltre 120 anni dalla fondazione, quindi capolinea al 634 prima di Cristo.

I numeri, legati alla magia, al culto divinatorio, alla lettura segreta ebraica della Bibbia, stiamo parlando di sette e/o di svitati, hanno grande importanza per la fine del mondo, in antico soprattutto. Il mondo doveva finire nel 500 dopo Cristo per vari profeti, come Sesto Julio Africano. Perché ? Semplice, secondo loro era ovvio che non potesse durare più di 6.000 anni dalla data della Creazione da loro calcolata, una semplice addizione ed ecco uscire il 500 DC . Conto sbagliato evidentemente, ma importante dato che da quel momento ogni anno secolare diventa pieno di predizioni per terribili avvenimenti. Nel 500 però non succede niente e il nostro Sesto Julio Africano, grande venditore oltre che profeta, sposta la data all’800.

Nell’anno 1000 si aspetta il ritorno in terra di Gesù Cristo, con conseguente “fine dei tempi“, ma l’appuntamento va a vuoto. Uno scaltro personaggio, un certo monaco Glaber, sposta la data al 1033, contando anche gli anni spesi dal Salvatore in Terra, ma non gli va bene egualmente.

 

Profezie d’alto bordo

Ma non si pensi che le profezie un tanto al chilo siano solo opera di furbastri o baggiani. Innocenzo III, un grande Papa, stabilisce che 666 anni dopo la nascita dell’Islam il mondo finirà, quindi nel 1284, che l’umanità però passa in scioltezza, nonostante sia stato introdotto il demoniaco e apocalittico 666, la Bestia.

Un pittore come Sandro Botticelli poi, mica uno qualunque, scrive in un’epigrafe della sua stupefacente Natività mistica che entro 3 anni e mezzo da quel giorno il povero mondo finirà. Si ispirava probabilmente alle idee del domenicano Savonarola, figura di monaco fiorentino non del tutto ottimista, che forse scambiò la sua fine, sul rogo per eresia, con quella del mondo intero. Si cimentano infiniti preti ma anche vescovi, tutti a puntare sulla data giusta per farla finita e perfino l’eretico Martin Lutero, senza troppa originalità mette noiosamente la fine del mondo al 1600, anno secolare.

Ma il colpo di genio l’ha il grande filosofo Tommaso Campanella. Scrive che il Sole, nel 1603, avrebbe fatto a pezzi la Terra in un urto cosmico. Poche spiegazioni su come sarebbe avvenuto, ma siamo solo 7 anni prima delle scoperte astronomiche di Galileo e si pensa ancora che la Terra sia il centro dell’Universo e il Sole gli stia “sopra” e quindi possa caderci addosso. Una fisica elementare, ma Campanella riusciva evidentemente meglio in filosofia. Con lui comunque inizia la lunga serie delle fini dal mondo come “castigo dal cielo”.

Non restano immuni dalla tentazione di puntare sul giorno giusto neppure i grandi e gli eroi: Cristoforo Colombo, sì proprio lui, fa quattro conti e non ha dubbi: il mondo finirà nel 1658, ben dopo la sua morte, a scanso di equivoci. Perché ? Ovvio, mica può andare oltre i 7000 anni dalla creazione, calcolata di nuovo ovviamente. Più bravo come navigatore.
Non tutti sono fortunati come Colombo, che cercava le Indie e ha scoperto l’America- Johan Jacob, profeta tedesco, pensa che Gesù Cristo tornerà per la fine del mondo direttamente in USA, nel 1694, convince un bel po’ di gente e organizza il viaggio dalla Germania, ma muore prima della partenza. Una bella sfortuna. Saltando parecchi anni e catastrofi annunciate e mai realizzatesi, arriviamo al Natale 1814, quando Joanna Southcott prevede la nascita del nuovo Cristo, che lei immacolata porta in grembo. Niente da fare, anzi muore lei a Natale e le fanno perfino l’autopsia, ma non risulta incinta. Stupore nei seguaci e record dela predizione peggiore.
Il XX secolo

Inizia male il 1900, con cento e passa russi che si suicidano, convinti che il mondo finirà entro la mezzanotte del Capodanno. Cambia un po’ più avanti, nel 1910 quando passa la cometa di Halley: il 18 maggio è l’ultimo giorno dell’umanità secondo molti, dato che la cometa impatta sulla Terra. Secondo altri emana veleni contro i quali scaltri imbonitori vendono pillole che salvano dalle esalazioni mortifere del corpo celeste. Un solo dollaro per sopravvivere è un affare, non si sa mai. Però l’umanità sembra avere imparato che se proprio la fine del mondo ci deve essere tanto vale godersela e non fare penitenza o vendere i propri beni alla Chiesa per guadagnarsi un posto in Paradiso. Balli, cotillon soprattutto a Parigi, Ville Lumière in crescita e già culla della Belle Epoque. Abbiamo poi messaggi di catastrofi celesti scritti nelle piramidi egizie, 1911, tempeste terribili, 1954, e in varie date allineamenti planetari fasulli, dato che i pianeti non si allineano mai veramente ma solo apparentemente. Insomma le profezie sul disastro finale, aumentano a dismisura man mano che arriviamo ai nostri giorni, complici i mezzi di comunicazione sempre più rapidi e le paure collettive sembrano scaricarsi sui media e oggi sulla Rete.

 

1981, sono quattro le maggiori fini del mondo previste, pericolo scampato, mentre nel 1987, 17 agosto, 144.000 persone che seguono un santone New Age stanno in preghiera in varie parti del mondo. Non si sa quale divinità li abbia ascoltati ma madre natura soprassiede anche questa volta e ci salva, loro dicono grazie alle preghiere della “armonia cosmica”.
Comete, di nuovo Nibiru e inizia il business

Nel 1986-87 il ritorno della cometa di Halley, che arriva dalle parti della Terra ogni 76 anni, porta con sé questa volta profezie di sventura, ignorate alla grande dalla maggior parte della popolazione mondiale. Ma dietro alla cometa, che ovviamente cadrà sulla Terra facendola a pezzi, viaggia un UFO nascosto, un po’ come il perfido pianeta Nibiru. Ma qui c’è poco a scherzare purtroppo, ci sono infatti suicidi in massa fra gli adepti di sette in USA, temono un’ invasione aliena. E dire che per la prima volta, nella storia dell’umanità, proprio in quei giorni vediamo la “faccia” vera di una cometa, grazie alla sonda spaziale europea Giotto. In quella avventura gli strumenti italiani montati a bordo sono determinanti per farci vedere che si tratta di un “sasso” di 8 chilometri ricoperto di un impasto di polvere e ghiacci di vari elementi.

I media evolvono e i profeti pensano al portafoglio, vanno in TV, profetizzano e consigliano i loro libri, sempre buoni per sapere in anticipo se e come finiremo arrosti o se esploderemo con la Terra. Oggi come oggi poi anche il Web, con centinaia di siti che inventano la fine del mondo a ogni piè sospinto, diventa fonte di paura per chi si lascia abbindolare e guadagno, con la pubblicità a pagamento, per chi campa in questo modo. Purtroppo sono molti i bambini e ragazzi che restano presi nella rete delle bufale che “fanno paura”, suffragate spesso da trasmissioni TV. E gli adulti dimenticano troppo spesso che la TV per un bambino è un mezzo “autorevole”.

 

Cambia secolo e millennio

Il 1999, anno dell’eclissi di Sole in Europa e del cambiamento di data millenaria sui computer, che doveva creare disastri alla mezzanotte del 31 dicembre, abbonda di ritorni sia di Cristo che dell’anticristo, di pianeti vaganti e asteroidi, di invasioni di Israele da parte delle forze del male, che invariabilmente vengono da Est. Non mancano anche preti e predicatori che vanno ai talk show USA dicendo di conoscere il terzo segreto di Fatima, ovviamente svelato nei loro libri. Anno difficile, sbaglia perfino Nostradamus, che per il Luglio 1999 prevede che il terribile “re dei Mongoli” verrà resuscitato dalla morte grazie a un corpo celeste caduto sulla Terra , quartina X-72 per gli amanti della precisione. Purtroppo anche il grande veggente che ha predetto di tutto, e furbamente anche il contrario di tutto, sbaglia e ci tocca sopravvivere al millennio.

Particolarmente bene lo passano gli editori di libri, chi fa film su Armaggedon e le grandi case di software che si fanno pagare bene la patch per il “buco del millennio“. Ci casca anche Paco Rabanne, proprio lui chi l’avrebbe detto, il sarto noto in tutto il mondo che “vede” un mezzo spaziale russo, una MIR, cadere su Parigi l’11 agosto di quell’anno. Pazienza, i suoi vestiti sono molto belli egualmente.

 

L’anno record per le profezie sbagliate

Nel 2000, nonostante gli Acquariani, entusiasti individui della New Age, si sgolino per convincerci che siamo entrati nell’età della pace cosmica, non solo Al Qaeda prepara l’attacco alle torri gemelle dell’anno successivo, che nessun profeta o astrologo prevede, ma ci sono guerre dappertutto e ben 45 previsioni di fine del mondo. Purtroppo l’ascendente dei predicatori sembra una costante globalizzata e in crescita quanto l’uso dei jeans e le disgrazie diventano pesanti: il 31 dicembre 2000, in Uganda, 600 adepti della setta del “ritorno dei 10 comandamenti ” si chiudono in una chiesa e si danno fuoco da soli.
A questo punto sorvoliamo perché siamo tornati all’inizio e in questi ultimi 12 anni ritroviamo ancora, con noia crescente, il ritorno del figlio di Dio, asteroidi, UFO, alieni, pianeti vaganti in barba a quei fessi degli astronomi. Insomma il racconto stanca, non possiamo proprio dire che sia stimolante, anzi, diciamolo pure, non è certo la fine del mondo.

 

Fonte:  brano tratto dall’articolo scritto da Leopoldo Berlacchio pubblicato su ilsole24ore.com

 

 

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Asteroide del 21/12, l’ultima mutazione della leggenda del pianeta Nibiru

Attualmente, come ci ha rivelato la bufala-trabocchetto, questa si galattica, in cui è caduto un importante telegiornale nazionale l’altra sera, va di moda l’asteroide del 21/12. Secondo dei buontemponi made in USA, spacciatisi per la CNN ma in modo molto grossolano, un asteroide grande come il Texas, quindi venti volte buone l’Italia, ci cadrebbe addosso e farebbe a pezzi entro un mese. Probabilità dell’impatto: 30%. Lo scoop era evidentemente così ghiotto e la voglia di darlo in anteprima anche in Italia deve essere stata incontenibile. Bastava però chiedere non diciamo a uno specialista ma solo a una persona che avesse preso sette in matematica alle scuole superiori per sapere che un asteroide del genere si vedrebbe a occhio nudo, basta fare due conti come dal vecchio salumiere. Ma insomma si può sbagliare.

Nibiru, il pianeta killer, una bufala vintage
Questa dell’asteroide grande come il Texas peraltro sarebbe l’ultima mutazione della leggenda del pianeta Nibiru, ospite d’onore di siti Web catastrofisti e programmi TV-spazzatura trasmessi con nomi diversi, oltre che da noi, in tutto il mondo cosiddetto civile. Una storia che in effetti ha più di 100 anni: Nibiru, malefico, sarebbe un pianeta nascosto, sempre opposto alla Terra rispetto al Sole e quindi per noi invisibile. Il nostro doppio cattivo insomma, Freud impazzirebbe di gioia per analizzare questa teoria strampalata. Ma perché è cattivo questo fantapianeta? Non si sa come, a un certo punto, si muoverebbe come avesse potenti retrorazzi e verrebbe contro la Terra, ovviamente facendola a pezzi.
Bisogna dire che c’è un po’ di confusione perché secondo altri Nibiru sarebbe dalle parti di Saturno e comunque starebbe egualmente per venirci addosso facendosi beffe delle leggi secondo cui si muovono tutti gli altri miliardi di pianeti nell’Universo. In queste ultime versioni, ammantate addirittura di pareri “scientifici”, si tramuta in asteroide e, potete star tranquilli, diventerà presto una cometa, ovviamente pericolosa. Poco importa se una cometa va sugli 8 km di diametro e un pianeta piccolo almeno sui 5.000, chi ci vuol credere ci crede, contro ogni evidenza.

 

Fonte:  brano tratto dall’articolo scritto da Leopoldo Berlacchio pubblicato su ilsole24ore.com

 

 

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Esplosione solare

Domenica, 18 Novembre 2012

Un’esplosione veramente gigantesca è avvenuta venerdì 16 novembre sul Sole. Due campi magnetici che si snodano nell’emisfero meridionale del Sole sono esplosi in coppia, producendo una prominenza così grande da non riuscire ad entrare nell’inquadratura del video del Solar Dynamics Observatory (SDO) della NASA.

“La materia rosso-incandescente che esplode è plasma, un gas caldo fatto di idrogeno ed elio elettricamente carico”, hanno spiegato i funzionari del Goddard Space Flight Center della NASA, il centro che si occupa della missione SDO. “La prominenza solare si snoda in un groviglio di campi magnetici generati all’interno del Sole. Una prominenza eruttiva si verifica quando la struttura interna del Sole diventa instabile ed esplode verso l’esterno, rilasciando il plasma”. L’esplosione ha lanciato nello spazio particelle cariche, ma sembra che queste non influiranno sul magnetismo del pianeta Terra.


VIDEO DELL’ESPLOSIONE SOLARE


FONTE: NASA

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Sequenza immagini dell’eclissi solare del 13/11/2012

APPROFONDIMENTI:

Goddard Space Flight Center

NASA

Solar Dynamics Observatory (SDO)

9 Terremoti “forti” negli ultimi 9 giorni

Domenica, 18 Novembre 2012

Secondo i dati riportati quotidianamente dall’US Geological Survey nella propria pagina web, dove vengono elencati tutti i terremoti registrati, si può notare l’intensificarsi dei movimenti tellurici di grandi dimensioni nell’ultimo mese.

 

In seguito all’analisi dei dati mensili si evince che negli ultimi trenta giorni, tra terremoti e repliche, si sono verificati 17 eventi sismici di grandi dimensioni, ovvero di magnitudo uguale o superiore a 6. Di questi, ben 9 si sono verificati negli ultimi 9 giorni, praticamente,   lasciando da parte quelli di minor entità, negli ultimi nove giorni si è verificato in media un terremoto al giorno.

Di seguito la lista degli eventi sismici degli ultimi 9 giorni:

17 Novembre 2012, ore 05:12:56 UTC

TONGA M6.1

174km, ENE di Neiafu

16 Novembre 2012, ore 18:12:39 UTC

RUSSIA M6,4

163km, SSO di Severo-Kuril’sk

15 Novembre 2012, ore 09:20:23 UTC

MESSICO M6,0

9km, E di Tlalchapa

14 Novembre 2012, ore 19:02:05 UTC

CILE M6,1

82km, SO di Vallenar

13 Novembre 2012, ore 04:31:27 UTC

CILE M6,0

a largo di Aisen

12 Novembre 2012, ore 20:42:17 UTC

ALASKA M6,4

248km, S di Cape Yakataga

11 Novembre 2012, ore 22:15:00 UTC

GUATEMALA M6,5

30km, OSO di Champerico

11 Novembre 2012, ore 01:12:38 UTC

BIRMANIA, M6,8

52km, NNE di Shwebo

10 Novembre 2012, ore 14:57:50 UTC

PERÙ M6,0

51km, SSO di Campoverde


Come si vede, dal 10 al 18 novembre ci sono stati eventi sismici praticamente ogni giorno, domenica 11 addirittura due. Il più forte BIRMANIA M6,8.

La lista degli ultimi 30 giorni di registrazioni, utile per vedere l’incremento dell’attività sismica, si completa con gli antecedenti 8 terremoti in 21 giorni riportati di seguito:

8 Novembre 2012, ore 02:01:51 UTC

CANADA M6,1

186km, SSO di Port Hardy

7 Novembre 2012, ore 16:35:46 UTC

GUATEMALA M7,4

36km, S di Champerico

2 Novembre 2012, ore 18:17:32 UTC

FILIPPINE M6,1

6km, ESE di Burgos

30 Ottobre 2012, ore 02:48:58 UTC

CANADA M6,2

210km, S di Masset

28 Ottobre 2012, ore 18:54:21 UTC

CANADA M6,3

152km, SSO di Masset

28 Ottobre 2012, ore 03:04:08 UTC

CANADA M7,8

136km, S di Masset

24 Ottobre 2012, ore 00:45:32 UTC

COSTA RICA M6,5

12km, ONO di Nandayure

20 Ottobre 2012, ore 23:00:32 UTC

VANUATU M6,2

112km, ONO di Sola


L’osservazione dei venti giorni precedenti, anch’essi molto movimentati, evidenzia l’aumento di intensità degli ultimi nove giorni. Il sisma più potente è stato CANADA M7,8 del 28 ottobre, al quale sono seguite numerose repliche superiori a magnitudo 6 e quindi presenti in lista.

FONTE: USGS

Esplosione su una piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico

Continua la ricerca dei due operai scomparsi in seguito all’esplosione avvenuta, venerdì mattina, a bordo di una piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico vicino a Grand Isle. Il pennacchio di fumo che sale dalla piattaforma ricorda a tutti quello che accadde alla Deepwater Horizon nel 2010, quando un esplosione produsse la fuoriuscita di petrolio che diede il via ad un enorme disastro ambientale cui gli effetti perdurano ancora oggi.

Deepwater Horizon 2010

Oltre ai dispersi, quattro altri lavoratori sono rimasti gravemente ustionati e sono stati aerotrasportati al vicino West Jefferson Medical Center, per poi essere trasferiti al reparto ustionati del Baton Rouge General Hospital. I quattro risultano essere in condizioni critiche con ustioni di secondo e terzo grado su gran parte del corpo.

Altri feriti sono stati trattati a Grand Isle al Our Lady Star of the Sea Hospital. Le loro condizioni non sembrano essere gravi.

Il Guardia Costiera Ed Cubaski ha detto che 22 persone erano a bordo della piattaforma venerdì mattina. Di questi: 11 sono stati sbarcati dopo l’esplosione per essere curati, 2 sono scomparsi e 9 sono stati evacuati in sicurezza senza infortuni.

Cubanski ha dichiarato che nonostante i primi rapporti affermassero della possibilità di 15 persone decedute, attualmente è possibile affermare che non ci sono morti confermati in seguito all’incidente, mentre le ricerche sono in atto per trovare i due uomini scomparsi.

Cubanski ha riferito che l’esplosione e l’incendio sono avvenuti in seguito ad una fuoriuscita di petrolio, che a preso fuoco al contatto con una torcia che gli operai stavano utilizzando nei pressi di una tuberia. Secondo il Guardia Costa, la piattaforma è intatta e senza danni strutturali. Una macchia di petrolio di 800 metri lunga, per 180 metri larga si è riversata nell’acqua.

Ha aggiunto che in questo periodo la piattaforma era spenta, e che restavano all’interno dell’impianto solo 28 galloni di prodotto, informazione che in parte rassicura sulle proporzioni di un’eventuale fuoriuscita del liquido.

Un funzionario federale ha detto che una squadra di ispettori preposti al controllo ambientale si è già recata sul posto.

David Smith, un portavoce dell’Interior Department’s Bureau of Safety and Environmental Enforcement, ha detto che la squadra è stata inviata sul posto subito dopo l’avviso di emergenza da parte della Guardia Costiera. Smith ha detto che la squadra controllerà eventuali fuoriuscite di petrolio, nonché le cause dell’esplosione.

La piattaforma appartiene alla Black Elk Energy di Houston, Texas. Produce sia petrolio che gas naturale. “È un giorno terribile”, ha detto John Hoffman, il CEO di Black Elk Energy. “ Quando capita qualcosa così, piange il cuore a tutti”.

La compagnia ha scritto nel suo sito web: “i nostri pensieri e le nostre preghiere sono con coloro che sono stati colpiti”.

Il reparto investigativo della CBS News riferisce che questo è il quarto incidente associato con la Black Elk negli ultimi due anni.

Ci sono alcune differenze tra questo caso e quello del 2010 capitato alla piattaforma Deepwater Horizon della BP, dove morirono 11 persone e si scatenò uno dei più grandi disastri ambientali degli Stati Uniti: l’incendio di venerdì è stato spento in poche ore mentre quello del 2010 durò più di un giorno causando il collasso delle operazioni; inoltre questa è una piattaforma di produzione in acque poco profonde mentre la Deepwater Horizon era una piattaforma di esplorazione ed escavazione.

L’incidente è avvenuto esattamente il giorno dopo a quello in cui BP ha patteggiato una multa di 4,5 miliardi di dollari per l’incidente del 2010.

FONTE: FOX8Live



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Petrolio e Gas, riserve mondiali disponibili…ancora.

Piccolo Spazio Pubblicità: acqua pubblica, e bevi da protagonista.

ACQUA PUBBLCA, E BEVI DA PROTAGONISTA

Sull’acqua il massimo della trasparenza, questo è il nome della campagna informativa ideata da Coop e Federutility, la  federazione delle imprese energetiche e idriche, per rilanciare “l’acqua di casa“.

In 500 punti vendita Coop saranno esposte le tabelle contenenti i 9 parametri sulla qualità dell’acqua pubblica, quella che esce dai rubinetti delle nostre case,  e saranno distribuiti un milione di opuscoli descrittivi per leggere meglio le “etichette”.

 

 

Anonymous attacca Israele

Mentre il bilancio delle vittime a Gaza continua ad incrementarsi, fazioni all’interno di Anonymous, il famoso collettivo di hackers, si sono scagliate contro i siti web israeliani come forma di sostegno nei confronti dei palestinesi.

 

A partire dalle ore 10:00 di giovedì mattina (9:00, ora italiana), hackers associati al collettivo Anonymous hanno iniziato un attacco DdoS su larga-scala contro i siti web appartenenti alla Israeli Defence Forces, al Primo Ministro Netanyahu, e a società di sicurezza e finanziarie.

Su Twitter, l’account @AnonymousPress, un account legato molto strettamente al collettivo, ha postato un messaggio che riferiva dell’avvenuto offuscamento di più di 40 siti web appartenenti al governo e all’esercito.

Secondo l’account Twitter @AnonymousPress, il collettivo sta lavorando per assicurare che l’accesso ad internet di Gaza non sia sospeso.

“Ai residenti di Gaza e dei “Territori Occupati”, sappiate che Anonymous sta al vostro lato in questa battaglia. Noi faremo tutto ciò che in nostro potere per ostacolare le forze del male dell’IDF schierate contro di voi. Noi useremo tutte le nostre risorse per far sì che possiate rimanere connessi ad Internet per continuare a trasmettere al mondo quello che accade”, ha dichiarato il collettivo in un comunicato stampa tradotto in numerose lingue tra cui l’arabo.

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Anonymous ha quindi rilasciato quello che è stato denominato un “care package for Gaza”, un pacchetto con istruzioni che dovrebbero aiutare a mantenere attiva la connessione Internet di Gaza. Contiene anche informazioni su come evadere la sorveglianza dell’IDF, così come una guida alle basi del primo soccorso.

Anonymous è preoccupato infatti, che Israele possa tagliare la connessione ad Internet di Gaza al fine di impedire la copertura mediatica di un eventuale grande attacco.

“I raid sono in corso e più forti di prima. Una teoria dice che stanno organizzando un raid (veramente) grande, e per questo vogliono silenziare Internet per impedire la copertura verso il mondo esterno”, si legge in un documento rilasciato da Telecomix.

Telecomix, un’organizzazione di attivisti web che ha lavorato per restaurare la connessione Internet in Egitto durante la rivolta, sta lavorando con Anonymous per garantire la connessione di Gaza.

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Ad ogni modo secondo il New York Times, Radware, una società israeliana per la sicurezza del web, ha dichiarato che la maggior parte degli attacchi contro i siti web israeliani non hanno avuto successo. Affermazione confermata da Forbes che in una nota di Andy Greenberg afferma che la maggior parte dei siti web sotto attacco, in realtà, continuano a funzionare.


 FONTE: globalpost

Non è Nibiru, ma CFBDSIR2149 gli somiglia.

Si chiama CFBDSIR2149 e forse è il corpo celeste che più fa pensare al fantomatico pianeta Nibiru. Stiamo parlando di un pianeta in libera fluttuazione, ossia di un pianeta che vaga per lo spazio senza una stella intorno alla quale orbitare, individuato da un gruppo internazionale di ricerca coordinato dall’Universita’ di Montreal.

Rappresentazione artistica di CFBDSIR2149

CFBDSIR2149 è un “pianeta vagabondo” che ha una massa approssimativamente compresa tra 4 e 7 volte quella di Giove e una temperatura di circa 400 gradi centigradi. Non avendo descrizioni così dettagliate del mitico Nibiru non è possibile affermare se esiste o meno una somiglianza tra i due pianeti. Una cosa è certa che stiamo parlando di due corpi celesti differenti visto che CFBDSIR2149 dista 100 anniluce dalla Terra, mentre Nibiru, anche se ancora non l’ha mai visto nessuno, secondo i  fuffologi…emh, volevo dire i meglio informati si starebbe aggirando proprio adesso nel nostro sitema solare (scusate, ma ho appena letto Escansibus).

 

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Immaginando Fantozzi prepper.

Fortemente preoccupato per l’Apocalisse del 21 dicembre 2012, Fantozzi decise di diventare un prepper.

Abbigliamento di Fantozzi per l’Apocalisse:

– scarponi finto goretex con punta rinforzata da colata di cemento;
– cintura accessoriata rubata a cinecittà durante una comparsata a “Ursus contro Maciste”;
– salvagente a ciambella arrecante la scritta, vagamente evocativa, TITANIC;
– coltellino svizzero multiuso completo di cornetto rosso e ferro di cavallo;
– botticella da san bernardo contenete cordiale d’annata (1938)
– …e, per finire, pantalone ascellare multitasche a cromatura camaleontica che indossato dal ragioniere assumeva tragicamente il colore…MARRONE.

Non abbiamo mai ringraziato Squalo Speed, alias Sciamano Apocalitticus, per la disinteressata generosità con cui (su facebook) ci sta dando una mano e, con chicche questa storiella, spesso anche un sorriso.

Mille volte grazie dallo Staff di Apocalittici.

www.facebook.com/apocalittici

 

European Day of Action and Solidarity, il giorno dopo

European Day of Action and Solidarity

Immagine tratta dagli scontri del 14 novembre 2012 a Roma in occasione dell’European Day of Action and Solidarity

Astensione dal lavoro e blocco dei trasporti in quasi tutta Europa, in Grecia dove la settimana scorsa il parlamento ha votato per approvare nuovi tagli, centinaia di scioperanti pacifici si sono radunati nel centro di Atene, tenendo in alto enormi bandiere di Italia, Portogallo e Spagna con striscioni che proclamavano «Quando è troppo è troppo.» e aderisce con lo sciopero generale che ha coinvolto anche giornalisti, insegnanti e i dipendenti della DEH, società per la produzione di energia elettrica. «Queste persone non sono venute ad aiutarci, ma di annunciare la nostra condanna a morte», ha detto Balassopoulos Themis che, come capo del sindacato dei lavoratori comunali, si è recato a Salonicco per partecipare alla manifestazione.

A Bruxelles i manifestanti si sono riuniti davanti alle ambasciate di Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda, Cipro ed infine Germania, contro la quale hanno scagliato uova ed armati di fischietti, pentole e bandiere si sono infine spostati davanti alle sedi della Commissione e Consiglio UE; «Austerità – commenta il leader sindacale Belga Filip Peers – significa tagli nei servizi pubblici e nelle compagnie statali, e anche diminuzione del potere di acquisto della classe operaia. Austerità significa recessione, e questo rende ancora più profonda la crisi». Mentre il cancelliere tedesco Angela Merkel risponde allo sciopero dicendo: «Dobbiamo comunque fare ciò che è necessario: rompere l’apertura dei mercati del lavoro incrostati, dare ai cittadini la possibilità di lavorare, diventare più flessibili in molte zone. Noi naturalmente, chiariremo questo punto, ancora una volta e ancora una volta, nei colloqui con i sindacati.»

Marginali le manifestazioni in Germania e Danimarca, nonostante la Banca centrale tedesca, la Bundesbank, in un rapporto di Mercoledì scorso ha ammesso che la crisi del debito della zona euro è ancora il numero uno dei rischi per le banche e le assicurazioni tedesche, e la situazione non è migliorata rispetto allo scorso anno. Il leader del sindacato tedesco Michael Sommer ha messo in guardia dalle politiche del rigore che stanno mettendo in ginocchio Grecia, Portogallo e Spagna, sostenendo che i Paesi colpiti dalla crisi nel Sud Europa sono indotti a «risparmiare fino alla distruzione», ha sostenuto in un’intervista alla Deutschlandradio Kultur in occasione della giornata di mobilitazione europea indetta dalla CES, «Noi vogliamo le misure giuste contro la crisi. Questo significa che si deve investire contro la crisi, non che nella crisi si debba risparmiare». Sommer si è inoltre espresso criticamente sulle riforme, «Non si combatte questa crisi demolendo i diritti dei lavoratori, aumentando l’età lavorativa, e peggiorando i livelli minimi salariali».

In Portogallo e Spagna le proteste sono cominciate già nella notte, radunati nel tentativo di intervenire sui trasporti delle principali città, come avvenuto a Lisbona e Barcellona, bloccati anche i voli da e per la Gran Bretagna e i treni ad alta velocità sia a Parigi e che a Bruxelles, cancellati quindi oltre 600 voli della compagnia Iberica e il 45% della compagnia di bandiera portoghese, la TAP.
Il leader sindacale Portoghese: «qualunque politica che nn cerchi la coesione sociale condanna alla miseria i Paesi che hanno fatto ricorso al salvataggio», mentre il Presidente Francese François Hollande ha affermato che le manifestazioni «non mettono in discussione» la sua politica, ma che – al contrario – le danno forza, intanto piovono le critiche dall’opposizione che afferma lo stesso Presidente non sia stato in grado di fornire una risposta adeguata alle preoccupazioni dei giovani lavoratori francesi, a rischio di incorrere nella stessa sorte dei loro coetanei Europei, i quali manifestano con marce in oltre 100 città francesi intonando lo slogan: «L’austerità nuoce gravemente alla salute».

«Siamo in sciopero per fermare queste politiche suicide», ha detto Candido Mendez, capo del sindacato spagnolo mentre a Madrid, per proteggersi dalla carica di alcuni manifestanti, la polizia ha sparato proiettili di gomma e sfoderato i manganelli, sono stati numerosi gli arresti in Spagna, così come in Italia, dove in quasi tutti i capoluoghi si sono verificati scontri feroci tra manifestanti e polizia, fermati molti civili, e studenti uniti alle proteste contro i tagli all’istruzione, sequestrati diversi oggetti utilizzati sia per difesa che per attacco, contusi e feriti da entrambe le fazioni.

Beppe Grillo indignato, sul suo blog scrive: “Polizia, chi stai difendendo? Chi è colui che colpisci a terra? Un ragazzo, uno studente, un operaio? E’ quello il tuo compito? Ne sei certo? Non ti ho mai visto colpire un politico corrotto, un mafioso, un colluso con la stessa violenza” e anche “Soldato blu, tu hai il dovere di proteggere i cittadini, non il Potere. Non puoi farlo a qualunque costo, non scagliando il manganello sulla testa di un ragazzino o di un padre di famiglia. Non con fumogeni ad altezza d’uomo. Chi ti paga è colui che protesta, e paga anche coloro che ti ordinano di caricarlo (…) ci hanno messi uno contro l’altro, non lo capisci? I nostri ragazzi non hanno più alcuna speranza (…) tu che hai spesso la loro età e difendi la tua posizione sotto pagata dovresti saperlo. E’ una guerra, non ancora dichiarata, tra le giovani generazioni, una in divisa e una in maglietta, mentre i responsabili stanno a guardare sorseggiando il tè, carichi di mega pensioni, prebende, gettoni di presenza, benefit. Soldato blu non ti senti preso per i fondelli a difendere l’indifendibile, a non schierarti con i cittadini? Togliti il casco e abbraccia chi protesta, cammina al suo fianco. E’ un italiano, un’italiana come te, è tuo fratello. è tua sorella, qualche volta, come ieri per gli operai del Sulcis, un padre che ha sputato sangue per farti studiare. Sarà un atto rivoluzionario.”

FONTI:

https://www.beppegrillo.it/
https://www.huffingtonpost.com/
https://www.lettera43.it/
https://www.cbsnews.com/

Israele – Gaza, escalation “molto probabile”

L’escalation è “molto probabile”, concordano gli esperti. Mentre il botta-e-risposta tra Israele e Gaza è arrivato a quota 3 morti israeliani, 11 morti palestinesi e decine di feriti in meno di un giorno, si comincia a pensare a cosa accadrà nelle prossime ore. La memoria corre al 2008/2009 e all’operazione Cast Lead, l’ultimo massiccio intervento militare israeliano a Gaza costato la vita a 1400 palestinesi. Solo che allora la situazione regionale era parecchio diversa e i due storici nemici si confrontavano muro contro muro uno con l’altro (con Hamas, al potere a Gaza, privo del sostegno della metà palestinese facente capo a Fatah).

Oggi i palestinesi sono ancora divisi ma il presidente Abu Mazen, il partener negoziale d’Israele, è deluso dallo stallo dei negoziati e si prepara ad andare all’Onu il 29 novembre a chiedere il riconoscimento della Palestina. C’è poi la frontiera tra Gaza e Egitto che nel 2008/2009 era controllata da Mubarak e oggi dipende invece da quei Fratelli Musulmani dialoganti sì con Israele per quanto riguarda la sicurezza del Sinai ma anche legatissimi ad Hamas al punto da aver già richiamato l’ambasciatore egiziano da Tel Aviv (Israele ha fatto lo stesso). Infine c’è la crisi siriana con le alture del Golan già teatro di scambi di colpi (per la prima volta dal 1973) e il rischio di contagio nella tesissima Giordania (dove ci sono stati scontri per il costo della benzina) e in Turchia (con Erdogan pronto a premere il grilletto contro Damasco e i turchi pronti a premerlo contro di lui se dovesse trascinarli in una guerra che non vogliono).

Hamas risponderà come può alla raffica di raid israeliani (l’operazione è stata chiamata Colonna di fumo) utilizzando probabilmente tutto l’arsenale che ha giacché capisce che il momento è favorevole (fare fronte comune contro Israele ha sempre appianato sia pur temporaneamente le divergenze tra i vari popoli e i vari governi arabi). Dall’altro lato c’è il premier israeliano Natanyahu che guarda alle elezioni di gennaio e da un lato vuole evitare di arrivarci in guerra ma dall’altro non può mostrarsi più debole di quel che fu nel 2008/9 il suo predecessore e oggi possibile sfidante Olmert (Netanyahu ha poca voglia di intervenire con una operazione di terra a Gaza ma, dicono i vertici militari, dipenderà dalla reazione di Hamas).

Il punto non è tanto chi sia il comandante di Hamas ucciso, Ahmed Jabari, un uomo importante certamente, il sequestratore di Gilad Shalid nonché un super-ricercato da Israele (che ha tentato di ucciderlo più volte), ma pur sempre una figura che verrà rapidissimamente sostituita con un altro graduato delle Brigate Qassam. Il punto, spiega l’analista dell’International Crisis Group Nathan Trall, è piuttosto il momento storico in cui questa escalation avviene, un momento in cui qualcuno da Gaza fa filtrare la notizia che Hamas potrebbe anche colpire la centrale nucleare di Dimona (una sparata ovviamente, che però suggerisce il clima).

Fonte: articolo di Francesca Paci pubblicato su lastampa.it

Israele – Gaza, venti di guerra

Riprendono a soffiare venti di guerra sul Medio Oriente, con Gaza che rischia di essere al centro di un nuovo conflitto. Nelle ore successive all’uccisione del capo del braccio militare di Hamas, Ahmed Jaabari, c’è stata un’escalation di lanci di razzi verso Israele e di raid di rappresaglia isralienai: il bilancio complessivo delle ostilità è di 15 palestinese (tra cui una donna incinta e almeno due bambini, di 7 anni e undici mesi) e tre civili israeliani uccisi.

I caccia e i droni israeliani hanno bersagliato per tutta la notte obiettivi palestinesi, depositi di armi e covi di Hamas. Una campagna aerea intensa come non accadeva da tempo. I miliziani delle Brigate al-Qassam hanno reagito lanciando decine di razzi verso il deserto del Negev: la metà sono stati intercettati dallo scudo anti-missile Iron Dome, ma qualcuno è arrivato a bersaglio. Uno ha colpito un palazzo di appartamenti a Kiryat Malakhi, facendo almeno tre morti.

Dal Sudan si è fatto sentire Khaled Meshaal, capo del politburo di Hamas: «Israele ha i giorni contati». Ma Israele minaccia: «È solo l’inizio, faremo quel che è necessario per riportare la quiete nel sud». Il presidente dell’Anp, Abu Mazen, ha sospeso un tour in Europa ed è precipitosamente rientrato a Ramallah. La Russia protesta: raid «sproporzionati». E l’Iran attacca, «terrorismo organizzato». E mentre a Gaza, in uno sfoggio di retorica anti-Israele si celebrano i funerali del «martire» ucciso, sono chiuse le scuole in Israele del sud, nel raggio di 40 km dalla frontiere e chi vive a meno di 7 km non esce di casa. I caccia israeliani sorvolano Gaza, convogli di jeep militari e almeno due enormi camion con a bordo ruspe sono stati visti avanzare sul terreno: Israele, che ha già messo in preavviso i riservisti per la possibile offensiva terrestre su Gaza.

Si muove intanto la diplomazia per evitare il precipitare degli eventi. Nella notte italiana il presidente Usa, Barack Obama, ha parlato con il premier, Benjamin Netanyahu e il presidente egiziano, Mohamed Morsi: il presidente ha riaffermato il diritto di Israele di garantire la propria autodifesa dal lancio dei razzi dalla Striscia, ma ha anche chiesto a Netanyahu di evitare vittime civili. Allarmato, è sceso in campo anche Morsi («Aggressione inaccettabile, siamo accanto al popolo palestinese), che ha chiesto agli Usa di intervenire. All’orizzonte, c’è lo spettro di un bis di Piombo Fuso, l’operazione militare di Israele su Gaza a cavallo tra 2009 e 2012: 3 settimane e oltre 1.400 morti palestinesi.

Anche il numero uno della Russia, Vladimir Putin, ha telefonato a Netanyahu: il capo del Cremlino ha lanciato un appello al premier israeliano affinché le parti esercitino il massimo di moderazione, evitino un’ulteriore escalation della violenza, le cui vittime includono i civili, e facciano di tutto per riportare la situazione a uno stato di normalità”. In precedenza Mosca aveva definito «sproporzionata» l’offensiva aerea israeliana su Gaza.

 

Fonte: lastampa.it

Margherita Hack parla di 99942 Apophis, l’asteroide che nel 2036 metterà in pericolo la Terra

Cari lettori per il 21 dicembre 2012 non è prevista alcuna Apocalisse e, se lo dice Margherita Hack, possiamo stare tutti tranquilli, però……...

Un serio pericolo per il nostro pianeta ci sarà, ma tra circa 25 anni. Un asteroide denominato 99942 Apophis, nome infausto di un Dio egizio, che significa il distruttore, intercetterà l’ orbita della Terra nel 2036 e, se dovesse cadere sul nostro pianeta, l’impatto stimato potrebbe generare un’energia pari a circa 87o megatoni, ovvero 65.500 volte la bomba atomica di Hiroshima.

Prof.ssa Hack come si può evitare l’impatto con Apophis?

“Gli esperti dell’ Agenzia Spaziale Europea (ESA) sono già al lavoro da anni e stanno studiando il modo per deviare l’asteroide. L’innovativa missione Don Quijote dell’ESA, infatti, intende dimostrare che è possibile deflettere alcuni tipi di asteroidi, utilizzando la tecnica dell’impatto cinetico, ideale secondo la maggior parte dei ricercatori, per il caso in esame di Apophis”.

Ci può illustrare gli altri studi per evitare l’impatto con Apophis?

“Esistono diversi studi e certamente la soluzione più semplice è quella di deviare la traiettoria con una testata nucleare, ma gli asteroidi possono essere formati da materiale incoerente e, nel caso dell’utilizzo di una bomba nel tentativo di neutralizzarli potrebbero invece essere trasformati in uno sciame che colpirebbe ugualmente la Terra. Per ovviare a questo rischio si potrebbe costruire un “trattore gravitazionale” (descritto nei particolari in un articolo sulla rivista Nature), consistente in una astronave teleguidata. la quale posizionandosi sul suolo di  Apophis e, tramite dei getti propulsori potrebbe deviare la rotta dell’asteroide. Questa missione è stimata in circa 12 giorni, per un costo complessivo di circa 300 milioni di dollari”.

Esistono altri pianeti vicini con le stesse caratteristiche della terra?

“Si esiste (ride) , ma a 20 anni luce dal nostro pianeta e impiegheremmo circa 2000 anni per raggiungerlo. Si chiama Gliese 581d. Bisognerebbe partire con una nave spaziale e, gli astronauti dovrebbero farsi ibernare fino al raggiungimento del pianeta….ma qui non è più scienza, ma  fantascienza”.

 

Fonte: articolo di Massimiliano Cordeddu pubblicato su ildemocratico.com – clicca QUI per accedere alla pagina che lo contiene

 

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Israele attacca Gaza

Mercoledì 14 Novembre 2012

Israele ha ucciso il comandante militare del gruppo islamico Hamas in un attacco aereo nella striscia di Gaza, e ha lanciato raid aerei nell’enclave, spingendo le due fazioni sull’orlo di una nuova guerra.

Gli attacchi marcano la più grande escalation tra i militanti di Israele e Gaza dopo il conflitto del 2008-2009, e arriva nonostante i segnali di tregua che il vicino Egitto sembrava esser riuscito a ottenere dopo l’insorgere della violenza degli ultimi cinque giorni.

Hamas ha comunicato che Ahmed Al-Jaabari, che comandava l’ala armata dell’organizzazione Izz el-Deen Al-Qassam, è morto insieme ad un’altra persona quando la loro macchina è stata spazzata via da un missile israeliano. I palestinesi hanno detto che nove persone sono rimaste uccise, incluso una bambina di sette anni.

I video da Gaza hanno mostrato il relitto carbonizzato e straziato di un auto in fiamme, mentre le squadre di emergenza raccoglievano quelle che sembravano essere parti di un corpo.

Israele ha confermato di essere il responsabile dell’attacco a Jaabari e avverte che seguiranno altri attacchi. Un testimone di Reuters ha riferito di numerose esplosioni intorno a Gaza, con gli avamposti di Hamas e le stazioni di polizia tra gli obiettivi.

 

Video del raid aereo che ha colpito l’auto di Ahmed Al-Jaabari

httpv://www.youtube.com/watch?v=XCyBaYhpwf8&feature=plcp

 

“Questa è un’operazione contro obiettivi terroristici di diverse organizzazioni presenti a Gaza”, ha commentato ai giornalisti il portavoce dell’esercito Avital Leibovitch, aggiungendo che Jaabari aveva “parecchio sangue tra le mani”.

Immediate esclamazioni di vendetta sono state trasmesse sulla radio di Hamas.

“L’occupazione ha aperto le porte dell’inferno”, ha detto l’ala armata di Hamas. Anche i gruppi più piccoli hanno promesso di contrattaccare.

“Israele ha dichiarato guerra a Gaza, e si dovranno assumere la responsabilità delle conseguenze”, ha detto Islamic Jihad.

L’escalation a Gaza arriva in una settimana in cui il conflitto siriano ha riacceso gli animi degli instabili vicini.

Hamas è supportato da Siria e Iran, che Israele considera come una crescente minaccia alla propria esistenza a causa del suo programma nucleare.

L’agenzia di intelligence israeliana Shin Bet riferisce che Jaabari era stato il responsabile dell’occupazione della striscia di Gaza nel 2007 da parte di Hamas, quando il gruppo militante islamico aveva spodestato i combattenti del movimento Fatah del suo grande rivale, il presidente palestinese sostenuto dall’occidente Mahmoud Abbas.

Afferma inoltre che Jaabari aveva istigato l’attacco che aveva condotto alla cattura del caporale israeliano Gilad Shalit in un rapimento avvenuto a Gaza nel 2006. Jaabari era stato anche la persona che aveva riconsegnato Shalit agli israeliani in uno scambio di prigionieri cinque anni dopo la sua cattura.

Il 22 gennaio, in Israele, ci saranno le elezioni generali, e il Primo Ministro Benjamin Netanyahu è stato messo sotto pressione affinché risponda fermamente contro Hamas, mentre i residenti del sud di Israele si lamentano amaramente per i continui attacchi missilistici.

Hamas è stato incoraggiato dall’ascesa al potere, nel vicino Egitto, di alcuni suoi mentori spirituali nella Muslim Brotherhood, quella che è vista come una “rete di sicurezza”.

Circa 1400 palestinesi e 13 israeliani sono morti nel conflitto del 2008-2009. Successivamente ci fu una pausa delle ostilità, ma la violenza si è accesa ancora una volta nei mesi recenti, e Israele ha ripetutamente avvertito delle conseguenze disastrose nel caso in cui Hamas e i suoi militanti non avessero fermato gli attacchi missilistici.

Nell’ultimo scontro, che sembrava essersi concluso martedì, più di 115 missili sono stati sparati nel sud di Israele da Gaza, e gli aerei israeliani hanno lanciato numerosi attacchi. Sette palestinesi, tre dei quali armati, sono stati uccisi, mentre otto civili e quattro soldati israeliani sono stati feriti dai missili anticarro.

Con l’aiuto dell’Iran e il commercio di contrabbando attraverso i tunnel dall’Egitto, la milizia di Gaza ha acquistato armi migliori rispetto alla guerra del 2008-2009, inclusi anche missili Grad a lungo raggio e missili anticarro del tipo sparato la scorsa settimana in direzione di una pattuglia dell’IDF.

Ma Gaza stima che 35.000 combattenti non siano ancora abbastanza contro i caccia-bombardieri F16 di Israele, gli elicotteri da combattimento Apache, i carri-armati Merkava e altri moderni sistemi armati nelle mani di una forza di 175.000 militari di leva e 450.000 riserve.

Il Shekel israeliano è sceso quasi dell’1%, al minimo degli ultimi due mesi contro il dollaro, dopo la notizia dell’attacco israeliano.

FONTE: Reuters



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L’Iran si prepara ad eventuale conflitto nucleare

 

Sequenza immagini dell’eclissi solare del 13/11/2012

Martedì 13 Novembre 2012

Vi presentiamo una sequenza di istantanee tratte dalla diretta streaming che ha ripreso l’eclissi solare totale del 14 novembre 2012.

 

La prima immagine ritrae il fenomeno alle ore 21:06 italiane, mentre l’ultima è delle 21:50. Tutta la diretta streaming è stata caratterizzata da lievi nubi, che hanno parzialmente coperto la visione agli australiani e ai turisti stranieri che sono accorsi numerosi sulle spiagge del Queensland per assitere all’evento.

Nel momento in cui scrivo, il fenomeno continua ad essere in atto spostandosi lungo il Pacifico del sud.

Questa eclissi è, e rimarrà, l’unica eclissi totale del 2012, anche se in maggio si era verificata un’eclissi solare anulare, con la sua caratteristica corona di luce intorno al disco lunare.

La prossima eclissi totale sarà visibile nel 2015 nell’Atlantico del nord.

 

SEQUENZA DI IMMAGINI

Eclissi alle ore 21:06

 Eclissi alle ore 21:20

Eclissi alle ore 21:27

Eclissi alle ore 21:29

Eclissi alle ore 21:33

Eclissi alle ore 21:39

Eclissi alle ore 21:42

Eclissi alle ore 21:50

 

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Eclissi solare totale

Eclissi totale di sole in Australia, lettera di un aborigeno

Tra poche ore  un’eclissi totale di sole oscurerà il Queensland nella lontana Australia. Il fenomeno si verificherà alle ore 06.35 del 14 novembre 2012,  ossia alle nostre 21.35 di oggi, 13 novembre 2012. Sono le 19.27 e ho poco più di due ore per rispondere alla alla drammatica e-mail che mi ha scritto un collega sciamano di quelle terre remote.

grande mestro, profeta, santone Escansibus…

io essere Mai Calvo, sciamano della tribu degli Pel Irs Uti. Grande Capo mia tribù Folto di Pelo ha me convocato per farmi domanda su sole che fa nero. Io previsto da tempo questo accadimento con mio calculo, ma Grande Capo Folto di Pelo ha chiesto me significazione perchè preoccuposo di sogno che fatto sua sposa. Mai Depilata, grande capa bellissima sposa di grande capo, ha fatto strano sogno su sole nero. Lei sognato che Sacro Canguro portava lei dentro suo marsupio e saltava alto fino a sole nero che lei toccava e sole nero cadeva sopra testa di Folto di Pelo. Io, grande sciamano, non ho ancora trovato significazione e chiedo aiuto te grande profetico di venire in mio aiuto, anche perchè manca poco a sole nero. Io aspettare tua lettera elettrica qui in unica casa con scatola che scrive un po’ lontana da villaggio di tribù. Spero tu aiuta me prestoso.

 

Grande sciamano Mai Calvo,

è con profondo rispetto e colmo di gratitudine che rispondo alle domande che mi ponete. Vista l’urgenza evito ulteriori convenevoli e vado dritto al dunque:

Voi, grande sciamano, mi chiedete il significato del sogno di Mai Depilata, sposa del grande capo  Folto di Pelo. Ebbene, eccolo.

Mai Depilata ha sognato di trovarsi all’interno del marsupio del Canguro Sacro che saltava fino a farle toccare il Sole Nero il quale, appena veniva toccato, cadeva sulla testa di Mai Calvo.  Il Sole Nero è presagio di eventi terribili e funesti che riguardano non solo  il grande capo Folto di Pelo e tutta la tribù che egli rappresenta, ma tutto lo splendido continente che vi accoglie, e tutto il mondo che contiene il vostro continente. Ma non stiamo qui a farci lezioni di geografia spiccia. Mai Depilata tocca il sole nero e questo cade sulla testa di Mai Calvo. Questo sta a significare che solo Mai Calvo può preservare il vostro continente dall’evento funesto, ma anche che Mai Depilata non si fa gli affari suoi. Perchè, grande sciamano, mi si perdoni la confidenza ma se la sposa di Folto di Pelo il ditino lo teneva al posto suo il Sole Nero se ne stava buono dove stava aspettando di tornare giallo. Ma il tempo stringe e voi avete bisogno di una soluzione per evitare la tragedia che incombe. La soluzione affinchè il sole nero non distrugga il mondo è questa:

prendete cinque barbieri e cinque parrucchiere; che ognun barbiere porti con se un paio di forbici e un rasoio, e ognuna parrucchiera porti con se un paio di forbici e ceretta quanto basta; radunate tutti gli abitanti e le abitanti della tua tribù che ancora hanno mantenuta integra la loro verginità (sperate che siano pochi) intorno al sacro falò che già arde; fate rapare i vergini e depilare le vergini; infine date una bella rapata e sbarbata a Folto di Pelo e, visto che ci siete, anche voi datevi una bella spelazzata. Folto di Pelo deve essere rapato a zero con tanto di pelo e contropelo. Dovrà avere la capoccia tamente lucida da poter riflettere il primo spicchio di sole giallo quando il disco nero inizierà a far passare di nuovo la luce. Quel primo raggio di luce riflesso dalla capoccia lucida di Folto di Pelo sarà il simbolo della salvezza e di una nuova allenza tra voi e l’astro divino. Comunque, mi raccomando, dite a Mai Depilata che la prossima volta prima di andare a coricarsi di fianco al grande capo Folto di Pelo… fumi qualcos’altro.

Ecco grande sciamano Mai Calvo, questa è la cazz…emh, è ciò che dovete fare affinchè il cattivo presagio del sogno, letale per il mondo intero, non si avveri.

Andate, fate presto. Umilmente al vostro servizio,

 

Escansibus.

 

 

L’Iran si prepara ad eventuale conflitto nucleare

Martedì, 13 Novembre 2012

L’Iran Air Defence Forces ha iniziato una serie di esercitazioni militari che durerà tutta la settimana, coinvolgerà 8000 soldati e numerosi sistemi elettronici di sorveglianza volti a difendere la nazione contro possibili attacchi militari da parte di Israele e Stati Uniti.

 

L’operazione è focalizzata sui test delle apparecchiature e sulla preparazione per la difesa di “ipotetici siti sensibili”, che sono suscettibili di essere attaccati in seguito ad un qualsiasi intervento proveniente dalle due nazioni. Gli ufficiali dicono che questo serve a provare la propria preparazione in vista di un possibile conflitto.

Con minacce ripetute per decadi, da parte delle due nazioni, divenute sempre più insistenti negli ultimi anni, l’Iran ha avuto molto preavviso e ha investito gran parte del proprio budget militare in armi difensive per respingere possibili attacchi dal mare o dall’aria.

FONTE: USNews

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Quattro ragazze costruiscono un generatore elettrico a urina

Quattro intraprendenti ragazze africane hanno costruito un generatore elettrico che funziona con una risorsa naturale indubbiamente abbondante: l’urina.

 

Possibilmente uno dei più inaspettati prodotti al Maker Faire Africa di quest’anno a Lagos, Nigeria, è un generatore elettrico a urina, creato da quattro ragazze: Duro-Aina Adebola, Akindele Abiola e Faleke Oluwatoyin di quattordici anni, e Bello Eniola di quindici anni.

Un litro di urina fornisce 6 ore di elettricità.

Il sistema funziona così:

l’urina viene messa in una cella elettrolitica che separa l’idrogeno;

l’idrogeno passa in un filtro per la purificazione e successivamente viene spinto in una bombola di gas;

la bombola di gas spinge l’idrogeno in un contenitore di borace liquido che è usato per rimuovere l’umidità dall’idrogeno;

l’idrogeno viene poi spinto nel generatore dove si produce energia elettrica;

lungo tutto il percorso ci sono valvole di sicurezza unidirezionali, che dovrebbero, secondo le ragazze, prevenire da rischi di esplosione.

 

Prima di iniziare a mettere da parte l’urina è bene però avvertire che il sistema non è ancora del tutto collaudato, infatti, per ora non è stata fatta menzione di quanto consumi la cella per separare l’idrogeno e soprattutto se effettivamente sia maggiore l’energia prodotta rispetto a quella consumata.

Sul blog del Maker Faire Africa si sta scatenando la discussione sull’effettività di questo prodotto, mentre su un blog di appassionati della scienza si sta provvedendo alla decostruzione analitica, commentata e fortemente dibattuta sul progetto delle ragazze.

Ad ogni modo, scetticismo a parte, siamo tutti d’accordo che il quartetto deve essere lodato per lo sforzo nel trovare fonti di energia alternativa in un continente che ne ha sicuramente bisogno.

FONTE: CNET

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Terremoto di magnitudo 4,4 in Calabria

 Martedì 13 Novembre 2012

Un terremoto di magnitudo 4,4 sveglia la Calabria. Secondo le autorità non sono stati rilevati danni a cose o persone.

Stamattina alle 8:06, un terremoto di magnitudo 4,4 è stato avvertito dalla popolazione della provincia di Reggio Calabria.

I comuni più vicini all’epicentro sono quelli di: Bagnara Calabra, Cosoleto, Delianuova, Melicuccà, Palmi, San Procopio, Sant’Eufemia D’Aspromonte, Scido, Seminara, Sinopoli.

Al momento non risultano danni a cose e persone.

Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il terremoto è stato localizzato ad una profondità di 75,7 km.

FONTE: INGV

Terremoto di 6,4 di magnitudo in Alaska

Un terremoto di magnitudo 6,4 ha colpito il sud dell’Alaska. Secondo l’US Geological Survey la scossa è avvenuta alle 11:42 a.m. (21:42 ora italiana).

 

L’US Geological Survey riferisce che la scossa è avvenuta ad una profondità di 55,2 km e ad una distanza di 248 km da Cape Yakataga.

La USGS aveva inizialmente attribuito al terremoto una magnitudo di 6,2 per poi rivederla a 6,4.

Al momento non è stato comunicato nessun danno o ferito, e non ci sono allarmi Tsunami da parte del Pacific Tsunami Warning Center.

FONTE: USGS