Archivio mensile:febbraio 2012

Zombie Walk invade l’Italia

Il giorno 26 Febbraio gli zombie hanno invaso la citta’ di Sydney camminando per le strade. Si e’ tenuto infatti a Sydney l’evento bi-annuale della camminata degli Zombie nella città. Moltissime persone travestite da zombie hanno camminato nelle strade, entrato in edifici pubblici, centri commerciali (compreso quello di Pittsburgh in cui Romero aveva girato L’alba dei morti viventi), biblioteche e altro non curanti delle differenze tra loro e “i comuni mortali”.  . Complice anche l’uscita di serie televisive come The Walking Dead e il successo di videogames con gli  zombie, il numero di partecipanti delle zombie walk aumenta ogni anno di più. La tendenza è talmente pesante che gli organizzatori del Guinnes dei Primati hanno deciso di istituire una categoria apposita.

Man mano che il fenomeno prendeva piede, e che nuove città venivano invase da centinaia di finti zombie, le Zombie Walk hanno cominciato ad assumere significati particolari. C’è chi le organizza per la raccolta fondi,  vendite di beneficienza. In molti casi, inoltre, le camminate zombie si sono trasformate in vere e proprie manifestazioni di protesta. È il caso della Epic Zombie Lurch, andata in scena a Sidney nel novembre del 2009, durante la quale 170 persone hanno sfilato per le strade della città Australiana per protestare contro il blocco alla vendita del videogioco Left 4 Dead 2, a causa della mancanza di una classificazione +18 per i giochi in Australia (lacuna che continua a generare proteste ancora oggi). Ed è anche il caso della Zombie Walk di domenica, durante la quale i reggiani non si limiteranno a strisciare le suole e sbavare sangue, ma porteranno al collo cartelli che recitano lo slogan:  Reggio Città Mortorio.

Chi volesse saperne di più può andare sul sito dove, oltre a leggere il rigidissimo decalogo del perfetto zombie, potrà trovare informazioni su come truccarsi. Sulla pagina facebook dell’evento si contano più di mille partecipanti, ma è improbabile che tutti si presentino all’appello. Lo scorso ottobre a Brisbane, in Australia, hanno sfilato in più di diecimila (è guinness). La febbre zombie riuscirà davvero a contagiare l’Italia?

Non so voi, io comincio a riempire la mia borraccia di sangue pronto uso.

Radioattività: Ninja apocalittico

Ad un anno esatto dal disastro di Fukushima,l’11 marzo 2012, uscirà il rapporto di Greenpeace “Lezioni da Fukushima”. I contenuti sono allarmanti. Secondo calcoli ufficiali, avendo 400 reattori in funzione si dovrebbe verificare un incidente con “fusione del nocciolo” ogni 250 anni. L’accettabilità di questo dato è già di per sè alquanto discutibile, anche a fronte dei benefici derivanti dall’approviggionamento energetico. Purtroppo i calcoli ufficiali vengono sonoramente smentiti dai dati reali che vedono 3 incidenti con fusione del nocciolo in 32 anni: Three Mile Island nel 1979, Chernobyl nel 1986, Fukushima nel 2011.

A rendere più fosco il quadro concorre l’elenco degli errori commessi quando l’incidente avviene:

1. inefficienza dei piani di emergenza ed evacuazioni caotiche;

2. reticenza (se non addirittura mancanza di volontà)  delle fonti ufficiali nell’offrire informazioni corrette e dettagliate sulla situazione;

3. utilizzazione non corretta dei software per prevedere la ricaduta.

4. sostanziale irresponsabilità delle società proprietarie degli impianti a fronte dell’incalcolabilità dei danni provocati.

5. inefficienza dei piani di decontaminazione.

L’elenco non è certamente esauriente, ma rende chiara in maniera inequivocabile la vera questione di fronte a questo tipo di incidenti: l’impotenza.

Se è vero che tutti e tre i reattori sono sati “spenti”, è altrettanto vero che i danni, sia nel breve che nel lungo periodo, restano incalcolabili e incancellabili. La radiottività non rimane circoscritta nei luoghi dell’incidente, ma si insinua nella catena alimentare, silenziosa e letale come un killer ninja. Efficientissimo. Apocalittico.

 

 

 

 

20 posti da visitare prima della Fine del Mondo

Ammettiamo per un attimo che i Maya hanno ragione e che il mondo davvero finirà il 21.12.2012. Sono pochi i giorni prima della fine.

Come spenderli?

Chiunque risponderà  “viaggiando” troverà sicuramente utile questa lista dei  20 posti da visitare prima che il mondo finisca.

 

 

Manca qualcuno?

Liberissimi di aggiungerlo.

Buon viaggio.

Vostok, il lago dei misteri

Un bacino di acqua dolce , temperata e incontaminata,  è rimasto per milioni di anni nelle viscere dell’Antartico. Può essere definito comeun vero e proprio endopianeta, un mondo sconosciuto e autonomo all’interno del pianeta Terra.

Vostok, il lago sotterraneo, nasconde misteri e insidie. Un gradde oggetto metallico dalla forma regolare, uno strano campo magnetico e batteri sconosciuti.

Un team di scienziati russi si sta occupando degli scavi.                                          Secondo notizie non confermate pare  che la Nation Security Agency (N.S.A., l’agenzia per la sicurezza degli USA) abbia perimetrato la zona, secretato le comunicazioni sull’area e impedisca l’accesso per chiunque, per “evitare contaminazioni”.

21.12.2012, la salvezza è sulla Montagna Sacra di Bugarach?

 

Sono ormai in molti ad essere convinti che per sopravvivere all’Apocalisse del 21 dicembre 2012 prevista alla fine del calendario Maya bisogna rifugiarsi sulla montagna sacra di Bugarach. C’è chi è disposto a spendere una fortuna pur di acquistare “una casetta di montagna a prova di Fine del Mondo”.

 

Ad essere precisi la montagna sacra è  si chiama Pech, alto 1231 m., e Bucharach  è il ridente paesino ai suoi piedi.

La remota ed esoterica terra francese da qualche tempo  subisce l’invasione di procacciatori di affari e ciarlatani di varia specie e natura che, sfruttando ed amplificando questa convinzione diffusa, stanno mettendo in seria difficoltà il villaggio di duecento anime dedite alla coltivazione e alla pastorizia.

Neutrini più veloci della luce! Anzi…no.

 

 

 

Una serie di errori  riabilitano la teoria di Einstein.

 

L’anomalia è stata scoperta dallo stesso gruppo di ricerca italiano che il 23 settembre 2011 aveva annunciato lo strabiliante e rivoluzionario risultato. Nuovi esperimenti sono previsti a maggio 2012.

E’ importante precisare che l’entusiasmo per la scoperta era tutto mediatico. Il gruppo di ricerca ha sempre mantenuto un professionale contegno sostenendo da sempre la necessità di replicare gli esperimenti al fine di eliminare la possibilità di errore.

 

Traversate interstellari e viaggi nel tempo sono rimandati a “era da  destinarsi”.

 

 

 

 

Un po’ di profezie…MAI AVVERATE!

Un interessante e divertente video edito dalla rivista FOCUS  che offre una breve classifica delle più famose fini del mondo profetizzate e mai avverate:

5. L’arca di Elio Bianco;

 4. L’anno 1000;

3. Il buco nero del CERN;

 2. Le profezie di Nostradamus;

 1. L’apocalisse secondo i Testimoni di Geova.

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=YKzcX99mBok

Entrerà nella classifica anche la famigerata profezia del calendario Maya?

 

 

 

Un “mantello” renderà invisibile gli edifici ai terremoti

Terremoto a Manisa
Le ricerche dei matematici dell‘Università di Manchester si stanno concentrando sullo studio di una  struttura in “gomma pressurizzata”  che, teoricamente, potrebbe risultare invisibile alle onde sismiche. Secondo  William Parnell, capo della squadra di matematici che hanno sviluppato il modello teorico della struttura, si potrebbe arrivare ad utilizzarla per rivestire fondamenta e strutture degli edifici in modo da renderli “invisibili” ai terremoti.
I risultai di questo interessante studio sono stati pubblicati dall’autorevole rivista scientifica Proceedings of the Royal Society A.
L’Apocalisse rischia di avere una freccia spuntata nella sua faretra.

Lettera aperta ad Adriano Celentano

Caro Adriano,  io ti conosco bene. “Molto benissimo”. E so cos’è che ti è successo stasera sul palcoscenico.

E’ successo che avevi davanti troppi monitor, e anche se ci provavi non riuscivi ad evitarli. Erano lì. Determinatissimi a farsi leggere e a far filare perfettamente il tuo discorso. Che fatto così davvero ha il sapore di una predica.

Sono mancate le pause, le improvvisazioni, l’ironia. Eri costretto a leggere. E ad interpretare quello che avevi scritto. E la lettura è filata liscia. Talmente liscia che alla fine hai detto talmente bene quello che volevi dire che sei riuscito a non dirlo che poi era la cosa che veramente volevi fare. Solo che non l’hai fatto. O se l’hai fatto l’hai fatto male appunto perchè l’hai fatto troppo bene. Hai capito no?

Ricordi cosa hai scritto sul “Re degli Ignoranti”. Mi riferisco al libro. Ecco, su quel libro tu hai scritto: “Sapete perchè io sarò sempre il numero uno e tutti gli altri saran si e no trentuno? Perchè io sorprendo”. Questa sera, la sera del 18 marzo del 2012, serata conclusiva del Festival di San Remo, sul palco dell’Ariston, non hai sorpreso.

Tu adesso dirai, perchè sempre tu dici qualcosa quando succede come adesso che uno oltre ad aver preso per bene la tua attenzione ha anche colpito nel segno….dicevo, tu dirai: “Porco cane. Hai ragione!”. E dirai anche: “Punto esclamativo”. E poi continuerai: “Sì, però tu sei anche quello che prima sempre in questo blog mi ha attaccato come hanno fatto tutti gli altri tranne quei tre o quattro che poi adesso nemmeno mi ricordo più chi sono”.

E io ti dirò: “No Adriano. Ti sbagli. Perchè se tu provi a rileggere, e rileggi tra le righe, ti accorgerai che il mio non era un attacco. Semmai un suggerimento”.

E tu allora  mi  dirai: “Ho capito”. E io ti  dirò: “Ho capito nche io“. E ti dirò anche un’altra cosa:

Anche se  stasera sei sembrato uno dei trentuno non ti preoccupare. Sei sempre il Numero Uno“.

 

 

 

 

Quali sono le Colonne d’Ercole della nostra era?

LE "COLONNE D'ERCOLE"C’è stato un tempo in cui il mondo conosciuto finiva dietro le Colonne d’Ercole, l’attuale Stretto di Gibilterra. In pratica lo stretto era la “fine del mondo”.  Il primo uomo ad attraversare le Colonne fu Odisseo, meglio noto come Ulisse. Nella visione di Dante  questi  per aver “infranto il limite” fu risucchiato dalle acque insieme a nave ed equipaggio e condannato a scontare la sua presunzione, la sua sconfinata fiducia nelle proprie possibilità, nei perenni tormenti infernali (Divina Commedia, Inferno canto XXVI).

Per Dante le Colonne d’Ercole “sono” la fine del mondo. E andare oltre è come andare contro il volere divino che in quel luogo ha stabilito il limite inviolabile.

Oggi la posizione del Ghibellin Fuggiasco fa sorridere, il limite si è scoperto di origine molto umana e per niente divina , e Ulisse gode di lauti risarcimenti in quanto ingiustamente condannato,  ma…

quali sono le Colonne d’Ercole della nostra era?

L’umanità  di fronte ad esse dovrebbe sentirsi più Dante o Ulisse?


Il giorno e l’ora

Immagine www.cleanbreak.ca

Il vetusto e saggio maestro TOSE RONI non ha dubbi. I segni nel cielo parlano chiaro. La Via Lattea avrà i punti algidi allineati il 31 agosto dell’anno 2013. Il pianeta Ca del sistema Lippo intercetterà nella sua orbita gli asteroidi Cucc e Iolone. Il pianeta esploderà e l’enorme energia liberata devierà le orbite dei pianeti Croc, Can e Te che impatteranno con Lippo distruggendolo. La stella lascerà spazio a un Magnum astrale che si espanderà scagliando strali di “alogarf id roif“, “omissinomel” e “renniw” in tutta la galassia. Il 61 % di questi gelidi strali attraverserà il sistema Solero. Il restante 39% entrerà nel sistema Solare centrando in pieno i pianeti Giove, Marte e Terra. L’atmosfera terrestre non riuscirà a proteggere del tutto il pianeta. Gli strali,  infatti,  non si disintegreranno del tutto e assumeranno le forme di enormi e numerosissimi coni e gelide palle multicolore che impatteranno al suolo esattamente alle ore 15.21.

E sarà la fine.

L’apocalisse rimandata

Dario Fo, L?apocalisse rimandata ovvero Benvenuta catastrofe!

Dario Fo immagina il mondo del giorno dopo l’annuncio dell’esaurimento totale del petrolio. Secondo l’ultimo Nobel italiano  per la Letteratura sarebbe il collasso dell’intero sistema della parte ricca del pianeta, mentre per la parte povera non cambierà nulla. Sicchè saranno proprio le popolazioni  povere a sopravvivere.

Ma non è questa l’apocalisse.

In questo scenario l’apocalisse è solo “rimandata”…

2012: La fine del Mondo Reale, l’inizio del Mondo Virtuale, o il preludio di un mondo governato da macchine?

"2012, più smartphone che persone" Apple è primo produttore al mondo

 

 

 

Secondo la Global Mobile Data Traffic Forecast di Cisco nel 2012 negli USA ci saranno “più smarthphone che persone”, e nei negozi queste piccole meraviglie tecnologiche saranno più vendute dei PC.

 

Un articolo sull’argomento apparso su Repubblica.it si chiede se arriveremo ad assistere  ad “uno scenario da Terminator con le macchine che controllano il mondo” e la citazione del film cult richiama immediatamente alla memoria le sue scene apocalittiche.

Nell’articolo di Repubblica la domanda è retorica. Qui no.

 

 

 

 

L’Apocalisse di Lucilla Giagnoni

Fine e rinascita nell' "Apocalisse" di Lucilla GiagnoniFine e rinascita nell’ “Apocalisse” di Lucilla Giagnoni

Quello che colpisce di più è il coraggio. Chi conosce il percorso più che ventennale di un’attrice di razza come Lucilla Giagnoni non si stupisce: dalle tavole del mitico laboratorio Teatro Settimo fino al percorso solista che l’ha portata a costruire una rete fittissima di rapporti con i grandi Stabili e con centinaia di piccole realtà locali, Lucilla non ha mai battuto strade convenzionali.

E’ per questo che l’etichetta di “teatro di narrazione”, spesso giustamente legato al teatro di denuncia sociale, va stretta al suo recitare.
Tuttavia «Apocalisse», lo spettacolo che l’attrice fiorentina porta in tournée in questi mesi, rappresenta un punto di arrivo speciale, non solo per la sua carriera.

 Si tratta infatti dell’epilogo di un percorso iniziato dieci anni fa con «Vergine Madre», originale indagine sulla Divina Commedia, e proseguito con «Big Bang», dialogo a tre voci tra il linguaggio sacro, quello poetico e quello scientifico.

In «Apocalisse», Lucila Giagnoni dapprima si schermisce, dichiarando di non essere né un teologo, né un filosofo: e infatti, in scena, c’è un’attrice, una teatrante, ed è attraverso la chiave del linguaggio teatrale che l’interprete propone di accedere all’Apocalisse di Giovanni. Suo Virgilio è l’Edipo di Sofocle, metafora di tutti gli uomini, la natura dei quali è impastata di luce e oscurità, visione e cecità, così come l’Apocalisse è svelamento ma anche ri-velazione, cioè nuovo mistero. Fine e nuovo inizio, rinascita.

Alternando monologhi da Sofocle e letture di passi della Bibbia, l’attrice imbocca una strada impervia, coraggiosa, persino spericolata nell’interpretazione della Scrittura. Ma cosa deve fare l’interprete, se non “interpretare”?

«Apocalisse» ci mostra così non solo il teatro classico nel suo senso paradigmatico di rito civile, politico, della polis – e, quindi, collegato alla città, alla visione della città nell’Apocalisse. Ma, con un’esposizione di sé così estrema, così definitiva, Lucilla Giagnoni va oltre: torna dall’universale all’individuale, alla sua vita, a sua figlia, a sua madre, a suo padre, a sua nonna e, in una commuovente chiusura del cerchio, ci suggerisce che dove si deve fermare l’attrice – dove finisce il teatro – può arrivare l’umanità dell’interprete. Può continuare la sua strada l’Uomo.

 

 

Apocalisse
di e con Lucilla Giagnoni
Collaborazione al testo Maria Rosa Pantè
Collaborazione alla drammaturgia scenica Paola Rota
Musiche originali di Paolo Pizzimenti
Scene e luci Massimo Violato
Produzione Fondazione Teatro Piemonte Europa – CTB Centro Teatrale Bresciano
I Teatri del Sacro

Prossime date:
17 febbraio – Trevi (PG) – Teatro Clitunno
7 Marzo – Magenta (MI) – Teatro Nuovo
Info: www.lucillagiagnoni.it

 

(da ilsole24ore.com, articolo firmato da Paolo Bignamini)

Adriano Celentano, prove di Apocalisse a San Remo

 

Celentano attacca le testate cattoliche  "Chiudete Avvenire e Famiglia cristiana"

Adriano Celentano fa esplodere il palco di San Remo e le solite polemiche che seguono le sue prediche.

Se l’è presa con i preti che “non parlano mai del paradiso” e con i  giornali cattolici che “non parlano di Dio”.

La sua eco-catto-visione della Fine del Mondo, quando i cattivi si vergogneranno al cospetto di Dio e chi è buono vivrà della vita eterna,  sembrerebbe la risultante  di una lettura e di un’interpretazione  semplice (semplicistica?) e appassionata (approssimata?) dei Vangeli che ha folgorato fantasia e sentimenti dell’artista  fin da giovane. Il “Re degli Ignoranti” si è da sempre sentito in dovere di predicarla con qualsiasi mezzo, musica, cinema, libri, giornali… e, soprattutto, televisione.

Da quel famoso Fantastico 8, passando per RockPolitik arrivando a Sanremo, spettacolo di punta della prima rete nazionale, le variabili della funzione sono sempre le stesse: ascolti, picco massimo di share = teatrino promozionale, due o tre calcolate uscite ad effetto durante l’esibizione (senza le quali sarebbe sempre  la stessa), teatrino delle polemiche.

Quello che non è chiaro in tutto ciò è il ruolo che Adriano Celentano affida al telespettatore, inteso come singola unità senziente dell’insieme “ascolti, picco massimo di share”, quando assiste alla messa in scena di un’appendice di Apocalisse e ascolta il monologo-predica-sermone del telemessia suo alter-ego, Joahn Lui.

Non è chiaro il ruolo dello spettatore, soprattutto di quello che non cambia canale.

Visto che non l’hanno cambiato in 14 milioni è probabile che prima o poi qualcuno lo spieghi.

 

 

 

 

 

Megiddo, la terra dell’Armageddon

Nell’antichità Megiddo fu un’importante città-stato in posizione strategica all’ingresso del passo attraverso la catena del Monte Carmelo, che sovrasta la valle di Jezreel da sud-ovest. Il sito fu abitato dal 7000 a.C. al 500 a.C. e fu teatro di importanti battaglie. Oggi Megiddo è un tell (collina-sito archeologico) fatto di 26 strati di rovine di antiche città. Megiddo, inoltre, è un importante incrocio sulla strada che congiunge il centro di Israele con la Galilea inferiore e le regioni settentrionali. L’attuale kibbutz di Megiddo è a meno di un chilometro a sud. Secondo alcune interpretazioni della Bibbia cristiana, in questo luogo accadrà l’Armageddon (che deriva probabilmente dal nome del posto in ebraico antico: הר מגידו, Har Məgiddô, “monte di Megiddo”) ovvero la battaglia finale tra le forze condotte da Cristo e quelle condotte da Satana alla fine del mondo.

 

(da Wikipedia)

L’Apocalisse Bianca

Tutto il centro-sud italiano è coperto dalla neve. In molte zone il manto bianco ha raggiunto i quattro metri. Innumerevoli le persone che hanno dovuto fare i conti con la fragilità delle reti di comunicazione, telecomunicazione,  idriche ed elettriche.

Nell’ottava potenza economica del mondo nevica e si contano i morti.

Di fronte alle forze della natura ci si scopre puntualmente impotenti nonostante la scintillante armatura  del progresso che una palla di neve ha trapassato come carta stagnola.